da: nuovacolombia
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Lettera dal
carcere di Luz Perly Cordoba
lunedì 15 marzo 2004 7.36
Dal carcere del regime, 8 marzo 2004
Lettera agli amici internazionali
In molte occasioni vi ho scritto per farvi conoscere la situazione dei nostri
contadini, degli abusi delle forze dell'ordine colombiane contro essi, delle
detenzioni arbitrarie e delle sparizioni forzate.In molte occasioni nelle mie
dichiarazioni avevo avvertito dei rischi che, in questo paese, comporta essere
dirigente e portavoce di uno dei settori storicamente più colpiti dal
terrorismo di stato: l' eroico popolo contadino colombiano. In molte occasioni
abbiamo denunciato i macabri piani del presidente Uribe Vélez contro il
movimento popolare e contadino, finalizzati a porre fine alla resistenza dei
popoli che si oppongono alle politiche di terrore e di terra bruciata di questo
Stato miserabile e vendi patria, al quale importano esclusivamente gli
interessi delle multinazionali mentre più del 90% della popolazione si trova in
condizioni di miseria e fame, nel mezzo di un conflitto sociale ed armato che
ha le sue origini nelle insopportabili disuguaglianze economiche che affrontano
i cittadini colombiani e che riscuote sempre più vittime.
Oggi vi scrivo dall'obbrobrioso carcere in cui l'establishment colombiano mi ha
rinchiusa privandomi dei più elementari diritti, come ha fatto con centinaia di
compatrioti, di dirigenti popolari e contadini che attualmente si trovano come
me privati delle loro libertà, allontanati dalle loro famiglie e comunità ed
accusati di ribellione per via dell'intolleranza di un regime che si dedica a
demonizzare e stigmatizzare, come ribelli, tutti coloro i quali si azzardano a
differire e a dissentire dalle sue inaccettabili politiche economiche e sociali.
Amici: in Colombia impera ormai da tempo la PENALIZZAZIONE DELLA PROTESTA
SOCIALE, che non è altro che l'incarceramento di chi si oppone in forme
democratiche al disumano regime dominante in Colombia, con l'aggravante della
politica di SICUREZZA DEMOCRATICA quale bandiera principale del regime
uribista.
Di fronte all'accusa di ribelli, dobbiamo dire che siamo ribelli e che lo siamo
perché non accettiamo gli abusi della forza pubblica nelle campagne colombiane,
che siamo ribelli perché sogniamo, lottiamo e ci organizziamo con le nostre
comunità per rigettare le politiche che lo Stato ci vuole imporre, come l'ALCA,
il PLAN COLOMBIA e tutto quello che questi funesti piani comportano; che siamo
ribelli perché proponiamo e lottiamo per una riforma agraria radicale ed
integrale, che metta nelle mani dei contadini le terre che oggi sono in quelle
dei latifondisti, perché lottiamo per
la difesa dei diritti fondamentali, ma
capendo che questi comprendono necessariamente i diritti economici e sociali,
culturali e dell'ambiente quali requisiti minimi per la costruzione di una vita
dignitosa di qualsiasi cittadino del pianeta, e chiaramente necessari per lo
sviluppo delle nostre comunità.
Siamo ribelli perché non rinunciamo ne rinunceremo al sogno ed alla speranza di
far ereditare ai nostri figli un paese più giusto, degno e sovrano per tutti.
E' per questo che oggi il regime ci incarcera
illudendosi di zittire ciò che non si può zittire, il grido di libertà
di un popolo così sofferente come il nostro.E' per tali ragioni che oggi mi
rivolgo a voi, miei compagni ed amici di angosce ma anche di sogni condivisi,
affinché ora più che mai siate presenti e non ci lasciate soli in questa
battaglia ed in questo difficile momento che stiamo vivendo.
E' necessario che voi là rinforziate le campagne di denuncia, solidarietà ed
accompagnamento non solo nei confronti dei prigionieri ma anche delle nostre
famiglie ed organizzazioni; è necessario che si portino avanti campagne molto
forti sui casi degli arresti di dirigenti popolari e contadini, e che si
organizzino visite tanto nelle carceri colombiane quanto in tutte le regioni
dove si sviluppano operazioni giudiziarie e di sterminio delle dirigenze e base
contadine. La presenza internazionale e la denuncia sono buoni punti di
pressione con i quali si otterrebbe un accompagnamento effettivo. Inoltre, è
importante denunciare quotidianamente i casi di violazione dei diritti umani in
Colombia.
Amici ed amiche, siamo di fronte ad uno dei momenti più duri e cruenti
dell'attacco dello Stato contro il movimento popolare e di resistenza in
Colombia. Per questo, ora più che mai è necessario rimanere uniti e che la
solidarietà effettiva sia una premessa, un compito urgente all'ordine del
giorno per abbattere questo regime fascista che stiamo affrontando in Colombia.
So che a volte ci sentiamo impotenti davanti a tanta ingiustizia, ma c'è e ci
sarà sempre qualcosa da fare; se di qualcosa dobbiamo essere sicuri, è che
abbiamo ragione e questa prevarrà molto presto nonostante l'orribile momento
che oggi stiamo vivendo. Non
dimentichiamo le parole del nostro amato CHE: "La solidarietà è la
tenerezza dei popoli".Voglio ringraziarvi profondamente per i gesti e le manifestazioni di solidarietà
che ho ricevuto da voi e dai vostri contatti, che mi mostrano la giustezza
della nostra causa e mi danno la certezza che non siamo soli in questa lotta,
ma è necessario che si continuino a
seguire molto da vicino tutti i casi come il mio, quello dell' ASSOCIAZIONE
CONTADINA DI ARAUCA (ACA) e quelli delle altre organizzazioni popolari
perseguitate in Colombia dal regime uribista.
Potete scrivermi alla mia mail (perly1122@hotmail.com), o a quella della
Federazione (fensuagro_derechosh@yahoo.com). A causa delle mie condizioni di
detenuta, non sempre potrò rispondervi subito; ma lo farò ogni volta che mi
sarà possibile, attraverso il mio compagno (Hanz).
Infine, voglio che sappiate che sono qui battagliera, nonostante l'obbrobriosa
prigione, che sono convinta che il nostro popolo sarà più forte di ogni
avversità imposta oggi giorno dal regime e che la nostra lotta ed il nostro
sacrificio non saranno in vano poiché più prima che poi trionferemo.
UN GRAN ABBRACCIO DALLA PRIGIONE, MA CON LA MENTE ED IL CUORE PIU' LIBERI CHE
MAI PER LA LOTTA!
Fraternamente,
PERLY