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FARC-EP:
Comunicato del blocco orientale all'opinione pubblica
giugno 2004
Il Blocco Orientale delle FARC-EP rende noto all'opinione pubblica nazionale ed
internazionale che:
1. Nello sviluppo dell'operazione "resistenza, Comandante Urías Rondón" durante il mese di maggio, le
unità guerrigliere che fanno fronte
alla cosiddetta "Operazione Patriota", nell'area compresa tra i municipi di San Vicente del Caguán nel
dipartimento del Caquetá, la Macarena
nel dipartimento del Meta, e Miraflores, Calamar ed il distretto di Cachicamo nel dipartimento del
Guaviare, hanno realizzato le seguenti
azioni militari:
- attacchi, combattimenti ed utilizzo di campi minati: 208
- militari morti e feriti: 116 e 131
- totale dei nemici messi fuori combattimento: 247
- elicotteri messi fuori uso: 4
- aeroplani della polizia messi fuori uso: 1
- guerriglieri morti e feriti: 15 e 14
- miliziani bolivariani feriti: 1
- guerriglieri catturati: 1
- totali dei guerriglieri messi fuori combattimento: 31
- fucili persi: 9
2. In altri combattimenti, senza includere la totalità dell'area del Blocco
Orientale, abbiamo avuto i seguenti risultati:
- il 10 maggio alle ore 04.30, unità del Blocco si sono scontrate con i paramilitari a Puerto Esperanza, Jardín,
La Macarena, Las Delicias, Caño Claro e
Puente Cumaral del Castillo, nel Meta, per dieci ore e mezza.
Risultati: 32 paramilitari morti e 18 feriti. Materiale recuperato: 64 equipaggiamenti da campo, 8 fucili con
21 caricatori e 1700 cartucce, 1 M-79
con 22 granate di 40 mm, 1 mortaio 60
mm, 23 kg di esplosivi, 4 radio handy, 1 TV con Betamax. Nell'accampamento di Filo Doris c'era un
mattatoio dove squartavano i contadini,
e sono stati trovati 17 cadaveri. Il Battaglione 21 Vargas dell'Esercito è venuto in loro soccorso alle
ore 14.00. Abbiamo combattuto contro di
loro ed abbiamo disattivato 17 mine.
Proprie truppe: 4 guerriglieri morti e 5 feriti.
- Il 19 maggio, alle ore 10.20, unità della
Fronte 27 hanno combattuto
contro il Battaglione di contro-guerriglia 40 della Brigata 4 dell'Esercito, a Puerto Lucas di Vistahermosa, nel
Meta, durante un'ora e mezza. Risultati: 13 militari morti e 11
feriti. Materiale recuperato: 60
equipaggiamenti da campo con la loro
dotazione, 3 fucili Galil 2.23 con 2000 cartucce, 1 MGL con 10
bombe, 1 canna di mitragliatrice M-60,
10 bombe da 60 mm, 1 radio handy.
Proprie truppe: 1 guerrigliero morto e 7 feriti.
- Il 27 maggio, alle 12.30, unità del
Fronte 7 hanno teso un'imboscata
per dieci minuti ad un camion con soldati, a La Fuga, a 3 chilometri dal Battaglione Joaquín Paris,
lungo la via al Retorno, nel
Guaviare. Risultati: 5 militari morti
e 2 feriti.
3. Come conseguenza dell'aggressione militare dello Stato, gli abitanti di queste aree soffrono una
drammatica situazione di blocco
economico, sfollamento forzato, violazione del diritto alla libera circolazione dei cittadini, imposizione di
salvacondotti, furto del bestiame e dei
soldi e distruzione dei loro raccolti attraverso le fumigazioni. È il saluto che non registrano i mezzi
d'informazione al servizio della
politica antipatriottica, antipopolare e profascista che la classe dominante, dall'alto del potere, implementa e
combina con false dicerie di successo
militare, come parte delle tecniche di
guerra psicologica. Tonnellate di esplosivi, in bombe di fabbricazione nordamericana, sono lanciate
ogni giorno sulla selva amazzonica con
gravi conseguenze per l'ecosistema e la biodiversità di questa regione, riserva strategica di risorse naturali, oggi
nella mira delle ambiziose compagnie
gringas. L'obiettivo presidenziale,
reso pubblico durante la visita ai Battaglioni che partecipano "all'Operazione
Patriota", di riscattare a ferro e fuoco
i prigionieri di guerra, mette in grave rischio la loro vita e va nella direzione contraria rispetto a quanto
espresso dalle Nazioni Unite, dalla
Chiesa Cattolica, dagli ex-presidenti liberali, dai familiari, dai governi di paesi amici e da diversi settori
della società colombiana, indirizzato a
cercare soluzioni sensate ed incruente
a questo problema, come lo scambio o l'accordo umanitario.
4. Dalle montagne della Colombia, bastione di resistenza e dignità del popolo colombiano, con le FARC-EP ed altre
organizzazioni in testa, chiamiamo
tutti i settori politici e sociali democratici a pronunciarsi ed a mobilitarsi contro la diatriba guerrafondaia di Uribe Vélez e della sua corte, e per la
conformazione di un Governo Pluralista,
Democratico, Patriottico e Popolare che agglutini i lavoratori delle campagne e delle città, gli studenti e gli intellettuali, i professionisti e i settori
progressisti, tutte le chiese, gli
indigeni e militari patrioti, i piccoli e medi
imprenditori, i disoccupati, i dissidenti e gli sfollati intorno ad un programma di cambiamenti strutturali a
livello economico, politico e sociale,
che getti le basi per la ricostruzione e la
riconciliazione del paese.
Stato Maggiore del Blocco Orientale delle FARC-EP
Montagne della Colombia, giugno del 2004