da: http://solidnet.org/cgi-bin/agent?news/039=clb24sep04.doc
Notipaco, VOZ – 22 to 28.09.2004 [Sp.]
From: Notipaco, Thursday, September 23, 2004
http://www.pcomunistacolombiano.org
, mailto:notipaco@etb.net.co
VOZ
Opinione Editoriale
Per i detenuti politici.
Solidarietà con i detenuti
politici del Partito Comunista
Colombiano
Jaime Caycedo T.
Un insieme di organizzazioni sindacali, sociali e per la difesa dei diritti
umani, di comitati di solidarietà, settori accademici e forze politiche hanno
lanciato la campagna nazionale di solidarietà coi detenuti politici, legata
allo slogan "Per la Vita e le Libertà Democratiche". Cresce il numero
di persone private della libertà per ragioni di opinione. Secondo le
organizzazioni promotrici, tra settembre del 2002 e dicembre del 2003, 6.038
persone furono arrestate, 4.846 in maxi retate, delle quali 3.939 furono
palesemente arbitrarie. Di fatto 3.750 dovettero essere rimessi in
libertà.
Ciò che viene portato alla luce con questa campagna è l'esistenza di una linea
di governo apertamente repressiva, che ignora elementari diritti
costituzionali. Linea che si sperava di inasprire con lo statuto
antiterrorista, dichiarato non applicabile dalla Corte.
Quella linea è parte integrante della "sicurezza democratica"(1).
Nella pratica i suoi due canali d'azione sono gli archivi dell'intelligenza
militare e i dati delle reti di informatori, collaboratori e delatori, pagati
col soldo dell'Erario. La denuncia dei membri del congresso Alexander López e
Wilson Borja, che attribuisce ad ufficiali dell'Esercito la stesura di estesi
elenchi di sindacalisti, quadri politici e parlamentari della sinistra, o i
reclami presentati dal Partito Comunista Colombiano davanti al Procuratore
Generale della Nazione per le pesanti situazioni di intimidazione nel Huila ed
altri dipartimenti, significano due cose: che è in corso una politica da Stato
di polizia, e che Uribe intende continuare a portarla avanti violando l'ordine
costituzionale e ingnorando le raccomandazioni esplicite degli organismi
internazionali.
Nel frattempo lo Stato non riconosce lo status di prigionieri politici ai
detenuti per opinione. Molti di essi sono reduci della Unione Patriottica.
Condannati dalla allora esistente "giustizia senza volto"(2) in
scandalosi processi. Nelson Campos, Gustavo Arcia e Naun Urrego -ex sindaci, dirigenti operai e consiglieri
comunali di Urabá- tra gli altri soffrono inoltre quelle condizioni inumane
scoperte nelle prigioni di massima sicurezza. Come si ricorderà i testimoni a
loro favore in quei processi furono assassinati. L'avvocato di Nelson Campos,
ex sindaco di Apartadó, era il professore Eduardo Umaña Mendoza, difensore di
detenuti politici, massacrato vigliaccamente nel suo stesso ufficio. Tale è
stato e tale continua ad essere lo spirito della falsa giustizia
colombiana.
Che la nostra voce e la nostra solidarietà si uniscano alla battaglia per una
vera giustizia, per la sospensione degli arbitri e il rispetto di tutte le
garanzie processuali di libertà. Per la libertà di tutti i detenuti politici in
Colombia. E anche perchè avanzi l'accordo umanitario che restituisca la
speranza ai sequestrati ed ai prigionieri di guerra.
Note del traduttore:
1) E’ utile ricordare che in Colombia la politica di “sicurezza nazionale” o
“democratica” è, stando alle fonti ufficiali, diretta contro il narcotraffico e
le FARC, dichiaratamente sovrapposte ai narcotrafficanti. Per chi fosse
interessato e volesse approfondire, http://www.mindefensa.gov.co/nuevoweb/Publicaciones/narcotrafico-final.pdf
2) Letteralmente “justicia sin rostro”. Termine coniato per processi speciali
contro il “terrorismo”, affidati alla giurisdizione regionale, segreti (e per
questo condotti da giudici invisibili, senza volto), che mancavano dei principi
basilari dei processi moderni (habeas corpus, imparzialità del giudice,
pubblicità del processo, assenza di torture, …) e per questo condannati
ripetutamente dall’ONU dal ’79 al ’98.
traduzione dallo spagnolo a cura del Ccdp