da: "nuovacolombia" <nuovacolombia@yahoo.it>
giovedì 14 ottobre 2004 10.30
Dichiarazione del movimento bolivariano per
la nuova Colombia
"Uno sciopero
giusto"
Le false cifre con cui il governo deforma la realtà non riescono ad occultare l'incremento della guerra sporca,
dell'insicurezza, della violazione dei
diritti umani, né il fatto che il paese venga
cinicamente consegnato nelle mani del narco-latifondismo paramilitare.
Non hanno potuto occultare l'inquietudine e la disperazione di 28 milioni di colombiani, sprofondati nella
povertà per colpa della rapacità e
della politica neoliberista dei loro governanti.
Neppure attraverso la manipolazione delle statistiche il governo ha potuto eludere la realtà dell'altissimo
tasso di disoccupazione, del basso
livello dei consumi, del crescente impoverimento nella qualità della vita della maggioranza dei colombiani.
Il progetto di nuovi oneri tributari, della riforma delle pensioni e il negoziato sul Trattato del Libero
Commercio, ufficialmente presentati
come saggi provvedimenti per salvare le finanze dello Stato dalla bancarotta, sono parte della strategia antipopolare
che mette mano nelle tasche dei settori
medi e poveri del paese per finanziare
la guerra fratricida, la corruzione ufficiale ed il pagamento agli usurai della Banca Mondiale.
Sono falsi anche i dati ufficiali sullo scontro militare, su come si sta sviluppando il filo-statunitense
"Plan Colombia" e il "Plan
Patriota", che ne è un'estensione e che ha ipoteticamente lo
scopo di recuperare il controllo
istituzionale su ampi settori del paese,
da sempre bastonati e depredati. Il presupposto è che i gringos e l'oligarchia siano in grado di imporre la
pace dei sepolcri, la pax romana, in
questo nostro martoriato paese.
Noi concordiamo con milioni di colombiani, con un gran numero di organizzazioni politiche, sindacali,
contadine, comunali, indigene, etniche,
artistiche, giovanili e con personalità della vita economica, politica e sociale del paese, sul fatto che è
necessario trovare una diversa via di
uscita dalla guerra per dare soluzione
alle fratture profonde che esistono nella struttura della società,
e che non possono essere superate
artificialmente con cifre manipolate.
Concordiamo anche sulla necessità di lavorare a che tutte le lotte di massa convergano, al fine di porre il
popolo colombiano come
protagonista-artefice del proprio destino, rendendo innocua la pretesa di imporre dei presunti Messia, i
quali aspirano soltanto ad usurpare
l'esercizio della sovranità popolare.
Il rifiuto e il ripudio della politica ufficiale oligarchica e filo- gringa e
l'obiettivo che questa cambi affinché si sviluppi un clima diverso da quello attuale, contraddistinto
da ingiustizia sociale, corruzione,
impunità, guerra ed assoggettamento all'impero, sono ormai un clamore generale che cresce, così come cresce la
decisione di affrontare apertamente
tutto ció.
Perciò salutiamo con favore gli accordi dell'incontro nazionale delle organizzazioni sociali e il summit
sociale convocato su temi d'importanza
vitale, come la lotta per le libertà
democratiche, contro la rielezione di
Uribe, contro la riforma tributaria, per lo
scambio umanitario e la soluzione politica al conflitto sociale e armato, contro l'ALCA e il debito estero. Ci
riconosciamo pienamente e
solidarizziamo con lo sciopero convocato per il 12 ottobre prossimo.
La via d'uscita democratica alla crisi non passa attraverso il servile trattato di estradizione, tantomeno
attraverso la farsa di Ralito che
pretende di nascondere la legalizzazione degli assassini narco-paramilitari, il furto di terre ai
contadini e l'impunità che tanto
generosamente Uribe sostiene per i suoi amici.
La crescente ed incontenibile lotta popolare fa sapere al regime ultra-reazionario di Uribe Vélez che la sua
strategia di fame e terrore non ha
futuro, che non si va avanti continuando ad arrestare masse di civili innocenti, a chiudere ospedali, a dilapidare il bilancio dello Stato in giochi di guerra, a
bombardare incessantemente ed inutilmente
le selve del paese. Il Libertador Simón
Bolívar affermò, con una frase efficace, che "la violenza della forza porta in sé il principio della
propria distruzione".
MOVIMENTO BOLIVARIANO PER LA NUOVA COLOMBIA
Montagne della Colombia, 3 ottobre 2004