Raúl reyes:
“Tra tutti sconfiggeremo la rielezione del fascista Uribe Vélez!”
Alvaro Uribe aspira a
perpetuarsi al potere attraverso la sua rielezione. A tal fine ha imposto in
Parlamento, con i più biechi metodi clientelari, una riforma della Carta
Politica. La rielezione è un golpe di Stato fascista che insedia il dominio di
un gruppo ultradestroide, ostinato a legalizzare una dittatura.
La rielezione aggrava la crisi
che da tempo ci danneggia, e che con questo governo non ha trovato una
soluzione.
Il Piano di Sviluppo “verso uno
Stato comunitario” non ha rimosso le difficoltà di milioni di cittadini.
Nessuna delle riforme approvate ha rappresentato un miglioramento.
E’ sufficiente esaminare la
riforma del lavoro per rendersi conto che questa non ha generato nuova
occupazione e che ha beneficiato esclusivamente i potenti imprenditori. Le
riforme dello Stato e fiscale si riflettono nella chiusura di ospedali, nei
tagli ai salari, nella privatizzazione dell’educazione e nello smantellamento
del decentramento.
L’ALCA, invece di promuovere la
crescita economica con equità, svende i nostri mercati del lavoro, industriali,
finanziari ed agrari alla voracità imperialista.
La “Sicurezza Democratica”,
bandiera di questo governo ed essenza stessa della sua natura neofascista e
reazionaria, è stata un incubo per tutti. L’ingannevole negoziato con i
paramilitari, a San José de Ralito, e la sua legge di “Giustizia e Pace”,
costituiscono il più aberrante atto d’impunità.
Le estradizioni in massa negli
Stati Uniti sono uno schiaffo alla dignità ed alla sovranità nazionali, che
conferma la subalternità presidenziale rispetto all’imperialismo yankee.
Per tale ragione cresce il
ripudio alla rielezione. Persone come l’ex presidente López Michelsen hanno
affermato che è necessaria una Gran Coalizione per batterla nelle piazze
pubbliche ed impedire che i paramilitari la impongano con le pistole. Nella
stessa direzione si sono espresse altre personalità.
Le FARC-EP chiamano tutti i
colombiani ad unirsi nella condanna alla rielezione, e si prodigano affinché
l’alternativa alla crisi attuale sia un governo nazionale, pluralista,
patriottico e democratico.
Governo che vogliono impedire
mediante un avvicendamento tra i clan dell’oligarchia, tutti ugualmente
responsabili dei mali che affliggono la nostra nazione.
L’opposizione alla rielezione
dev’essere l’occasione per un’ampia convergenza che porti alla soluzione della
crisi colombiana, nell’ambito della configurazione di un governo nazionale,
pluralista, patriottico e democratico che si assuma questi impegni:
1)
trovare una soluzione politica al grave conflitto che vive il paese.
2)
Promuovere la Dottrina Militare Bolivariana per la Difesa Nazionale dello
Stato.
3)
Garantire la partecipazione democratica nazionale, regionale e municipale nelle
decisioni che ipotecano il futuro della società.
4)
Sviluppare e modernizzare l’economia con giustizia sociale.
5)
Investire il 50 % del bilancio nazionale nel benessere sociale dei colombiani
più deboli.
6) Fare
in modo che coloro i quali possiedono maggiori ricchezze contribuiscano a
rendere effettiva la redistribuzione del reddito.
7)
Realizzare una politica agraria che democratizzi il credito, l’assistenza
tecnica ed il commercio.
8)
Sfruttare le risorse naturali come il petrolio, il gas, il carbone, l’oro, il
nichel e gli smeraldi a beneficio del paese e delle regioni.
9)
Implementare relazioni internazionali con tutti i paesi del mondo, in base al
principio del rispetto della libera autodeterminazione dei popoli e del mutuo
beneficio.
10)
Risolvere il fenomeno della produzione, commercializzazione e consumo di
narcotici ed allucinogeni, inteso in primo luogo come un grave problema sociale
che non può essere affrontato attraverso la via militare e che necessita di
accordi con la partecipazione della comunità nazionale ed internazionale, e
l’impegno delle grandi potenze quali principali fonti della domanda mondiale di
stupefacenti.
Questa proposta è ratificata
dall’Agenda Comune per il Cambiamento e verso la Nuova Colombia, che ha
sottoscritto lo Stato colombiano, nella persona dell’ex presidente Andrés
Pastrana, con le FARC-EP nel corso dei dialoghi realizzati nella zona
smilitarizzata.
Raúl Reyes, membro del Segretariato delle FARC-EP
Montagne della Colombia, 26 aprile del 2005