da
http://www.ospaaal.org/index.php?option=com_content&task=view&id=27&Itemid=43
Le FARC e la situazione internazionale
da un’intervista al Comandante Raul Reyes
3 novembre 2005
Il giudizio sulla situazione
internazionale espresso dal Comandante Raul Reyes, membro del Segretariato
Nazionale delle FARC-EP della Colombia, nelle risposte ad alcune delle domande
di una lunga intervista per il sito dell’OSPAAL.
D. Comandante, come giudica in generale la situazione internazionale?
R. In passato non si è mai vista una situazione internazionale così
convulsa come oggi a causa delle tante pressioni interne generate dalla
disperazione della maggioranza colpita dalla perdita di benefici sociali,
politici ed economici conquistati in dure lotte. I lavoratori li stanno
perdendo per effetto del modello neoliberale e le conseguenze della cosiddetta
lotta contro il terrorismo, trasformata in politica repressiva degli Stati
Uniti e dei suoi alleati di guerra contro le espressioni di opposizione
politica e sociale dei popoli.
D. L’Imperialismo degli Stati Uniti si
sta rafforzando o indebolendo?
R. E’ evidente il crescente indebolimento dell’imperialismo statunitense, a
partire dal momento dell’ingiusta invasione del popolo dell’Iraq realizzata con
il pretesto della supposta esistenza in quel paese di armi chimiche. Chiunque
può dedurre che se veramente fossero esistite queste armi a disposizione del
popolo aggredito, esso le avrebbe usate per difendersi.
I falchi della guerra del Pentagono hanno trasformato la menzogna nella loro
arma principale, senza prevedere la catastrofica sconfitta strategica che
avrebbero subito lo Stato e il governo del loro paese. Sono già più di duemila
i soldati “gringos” morti, senza contare le diverse migliaia di feriti e
mutilati di cui si conosce molto poco, per decisione dei loro capi. C’è poi la
perdita di credibilità nelle politiche imperiali, fortemente criticate a
livello mondiale dai più diversi settori di opinione e decisione.
D. E in America Latina che progressi
vede?
R. I progressi in America Latina consistono nell’ascesa al governo di
espressioni politiche caratterizzate da partiti di sinistra, movimenti e
settori popolari ostili alle oligarchie tradizionali dei loro paesi e alle
politiche dell’impero. Lo stiamo vedendo in Brasile con l’arrivo alla
presidenza di Lula da Silva appoggiato dal suo partito, il PT, dal Movimento
dei Senza Terra, dai Partiti Comunisti, lavoratori, intellettuali e politici
provenienti da altre tendenze, uniti dall’interesse a produrre cambiamenti
favorevoli all’immensa maggioranza dei brasiliani duramente colpiti dalle
politiche neoliberali favorite dal Fondo Monetario e dalla Banca Mondiale.
In Venezuela con l’arrivo alla presidenza di Hugo Chavez si ha un cambiamento
politico, economico e sociale di particolare significato a favore di questo
popolo fratello, la ripresa del cammino tracciato dal nostro Liberatore Simon
Bolivar attraverso la costruzione di un sistema di protezione sociale della
popolazione, con programmi sanitari, di educazione, di costruzione di
abitazioni da parte del governo bolivariano. C’è inoltre la tenuta di una
posizione politica indipendente, patriottica e dignitosa di fronte alle
imposizioni interventiste degli Stati Uniti. La pratica del pensiero
bolivariano di fraternità, solidarietà, integrazione, emancipazione e
antimperialismo del governo di Hugo Chavez, ha trasformato il presidente in uno
dei leader regionali e mondiali più importanti e prestigiosi del secolo
attuale.
Troviamo altri esempi di tali governi in Uruguay, Argentina, Ecuador e Panama,
usciti da ampie coalizioni della sinistra in tutte le sue espressioni che,
insieme a settori progressisti e antimperialisti, si propongono di assicurare
benefici ai loro popoli, ad iniziare dal mantenimento di una posizione critica
verso gli ordini impartiti dai centri del potere economico mondiale e verso i
piani di guerra dei “gringos” nella regione, predisposti con il pretesto della
lotta contro il terrorismo e il narcotraffico (…)
Traduzione dallo spagnolo a cura del
Centro di Cultura e Documentazione Popolare