fonte www.solidnet.org
da http://www.farcep.org /
14 Febbraio 2006
1. Il presidente Uribe nel corso della sua campagna elettorale, lo scorso 11 febbraio a La Mesa, ha fondato il dialogo di pace sul falso argomento dell’eliminazione del paramilitarismo in Colombia.
2. Al contrario, la
politica paramilitare di Stato è stata legalizzata da questo governo, e con
essa è stata istituzionalizzata l’impunità del suo terrorismo contro le forze
sociali, popolari e rivoluzionarie. Che i paramilitari mantengono intatte le
loro strutture criminali e procurano le maggiori difficoltà all’amministrazione
pubblica è una realtà ben nota.
3. Più della metà dei
paramilitari definiti “smobilitati” in realtà non hanno mai consegnato le armi;
una parte di essi svolge compiti di vigilanza stradale, altri sono impiegati
come guardiani in centri produttivi o in uffici statali, altri ancora mentre facevano campagna elettorale per la rielezione
presidenziale di Uribe ed i suoi portavoci al Congresso, sono stati
utilizzati per eseguire assassini selettivi e minacce ai
rappresentanti dell’opposizione in varie regioni del paese.
Una parte di questi elementi dell’uribismo abbandonati dal loro governo,
agiscono in proprio, dedicandosi al banditismo nelle campagne della Colombia. L'ONU nella sua recente
relazione ha appena denunciato l’aumento di morti e scomparsi causati da queste
bande, certificando l’enorme distanza esistente fra le fantasie del presidente
e la verità della cosiddetta “politica di pace” con suoi paramilitari. Neanche
il governo di Uribe può garantire ai capi paramilitari che non saranno
estradati negli Stati Uniti in qualunque momento, perché al di sopra delle considerazioni
politiche ci sono gli impegni presi con la Casa Bianca.
4. A fronte del clamoroso
fallimento del Piano Patriota, e per mera speculazione elettorale, ora il
presidente Uribe agita la bandiera della pace con la farsa della smobilitazione
dei paramilitari.
Se il suo governo ha rifiutato di smilitarizzare i comuni di Prateria e Florida
per cercare un accordo circa lo scambio umanitario di prigionieri, abbiamo
motivo di non credere che sia disposto a sgombrare le truppe dei dipartimenti
di Caquetá e Putumayo, come nuovo scenario dei futuri dialoghi di pace.
Inoltre, il dialogo con questo governo, finché persiste nella sua strategia mediatica di qualificare la resistenza come narcoterrorista e a criminalizzare la protesta e il dissenso popolare, è semplicemente impossibile.
La Colombia ha bisogno di pace, il popolo colombiano merita la pace, ma Uribe rappresenta tutto il contrario: Uribe è guerra totale e senza quartiere, è la distruzione del paese, è la negazione dei programmi sociali, è la consegna della nostra sovranità ai gringos, e poi tasse e ancora tasse, profitti per le imprese e povertà per i colombiani.
Ciò che sta in gioco in queste
elezioni è il futuro della Colombia, la riconciliazione e ricostruzione del
paese in pace, la possibilità di cambiamenti strutturali repressi per tanti
anni, la giustizia sociale, la sovranità e la democrazia vera.
Dobbiamo pensare a tutto ciò, questà è la
responsabilità che abbiamo per tutti i colombiani nell’imminenza delle prossime
elezioni.
trdauzione dallo spagnolo di FR