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da Rebelion.org
http://www.rebelion.org/noticia.php?id=32301

Il trionfo del continuiamo


Olafo Montalbán
31 maggio 2006

Domenica 28 maggio, in Colombia il presidente Alvaro Uribe è stato rieletto presidente dal 62 % degli elettori (7.363.297 voti). Il candidato della destra, del continuismo e dell'impero ha vinto con ampia maggioranza, nonostante l’altissima astensione, pari al 55%..
Carlos Gaviria, candidato del Polo Democratico Alternativo e della speranza, si è piazzato secondo con 2.608.914 ottenendo il record storico della sinistra. Il candidato del partito Liberale, Horacio Serpa, ha registrato 1.400.582 voti, il più basso risultato nella storia di uno dei partiti borghesi che hanno governato per decenni.

La mappa politica della Colombia si è ricomposta Queste elezioni hanno un significato storico, perché rispondono a vari punti interrogativi.
In primo luogo, la destra continua a godere di un ampio appoggio popolare, la macchina elettorale è intatta, ovviamente sostenuta dalla stampa del paese, veri Mezzi d’Alienazione Massiccia. Secondo, queste elezioni sono state il funerale del decadente bipartitismo che in passato aveva governato (in che modo!) il paese per più di un secolo. Terzo, il Polo Democratico Alternativo ha superato la prova del fuoco, trasformandosi nella seconda forza politica del paese e nell’alternativa di potere del prossimo futuro. Dimostrando, da un lato, che costituisce il vero partito d’opposizione al blocco e al modello della consunta oligarchia colombiana; e per un altro lato, che incarna i sogni e la speranza delle riforme radicali che dobbiamo portare a termine.

Álvaro Uribe, rieletto, continuerà la cosiddetta “sicurezza democratica”
Il potere della destra, dell’élite economica e finanziaria, della gerarchia ecclesiastica, dei Mezzi d’Alienazione Massiccia come Caracol, Il Tempo, ecc., dei paramilitari.
Washington, sede della Roma moderna, sentirà suo questo trionfo, e brinderà perché la Colombia rimanga sotto il suo protettorato. Con Uribe vince la politica di privatizzazioni. Il TLC sarà sicuramente approvato, con cui cederemo, ancora di più, spazi di sovranità nazionale e sicurezza alimentare, garantendo un alto rendimento agli investimenti stranieri ed offrendo maggiori gabelle agli interessi transnazionali nel nostro indebolito mercato nazionale. L'impero si è assicurato, per altri quattro anni, il più fedele alleato della regione, quinta colonna nella lotta contro il “terrorismo” o i “comunisti mascherati” (come ci chiama ora), e principale cospiratore contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela.
Continueranno le estradizioni, si estenderà la povertà e la miseria del popolo, continueranno la politica di deportazione, gli assassini e la persecuzione contro l’opposizione. Non è una sorpresa.

Carlos Gaviria e il PDA, avevano dichiarato che se Carlos Gaviria avesse vinto le elezioni avrebbe trionfato la speranza di portare a fine una riforma radicale della società, dallo Stato Sociale e di Diritto. Dicevano che il progetto sociale per una vita dignitosa, una patria sovrana, libera e con diritti per tutti e tutte, avrebbe preso il volo. Avevano anche detto che le FARC avrebbero accettato di negoziare lo scambio umanitario, sarebbero stati disposti a giocare la soluzione politica al conflitto armato.
Ma questo scenario, quello del trionfo del PDA con Carlos Gaviria, era il meno probabile e contemporaneamente, il più complesso e difficile per la sinistra.
La destra e l'impero avrebbero cercato di consumare ed annullare Gaviria ed il suo governo nel minor tempo possibile. Ed avrebbero anche contribuito le contraddizioni delle diverse componenti all’interno del PDA. L'esplosione di quel sole pieno di speranza che oggi percorre le strade, le università, le campagne colombiane era molto probabile, ma già si prediceva che superati questi quattro anni di esperimento della sinistra, nel 2010 sarebbero venuti i liberali. Il progetto cui gioca l’oligarchia colombiana.

Il compito della sinistra e del PDA di Carlos Gaviria sarà titanico.
Non si tratta d’essere solo la seconda forza politica, ma di diventare la vera alternativa di potere in Colombia. D’ora in poi, consolidare quanto raggiunto, quadruplicare il consenso, diffondere la nostra proposta, il programma e le idee che ci porteranno al potere nazionale, conquistando e guadagnato i poteri locali e regionali, questa è la grande sfida.
Non abbiamo altra alternativa che l’unità per rispondere dall’opposizione con l’organizzazione, la mobilitazione e la lotta per questa storica sfida. Sappiamo che la destra governerà e riuscirà finire il suo mandato, altri quattro anni sotto il segno dell’usura e sulla difensiva. La vecchia volpe è fiduciosa nella buona immagine che si è costruita con le menzogne, i trucchi e la repressione. Tuttavia, la rapida usura delle politiche di questo governo è tanto evidente che sentiranno ogni giorno che passa come se fossero mesi. Senza dubbio, ciò che si esaurirà prima sarà il combustibile che ha alimentato la macchina propagandista e la fragile immagine del governo della sicurezza democratica. Presto, l’appoggio che gli rimane comincerà a cedere. La destra è nervosa e non sa che come e cosa fare per trattenere l’irrimediabile scomparsa del suo presidente rieletto.

Due utopie lottano a morte: la vecchia volpe che si rifiuta di morire, e resiste con violenza contro il tempo, e l’altra appena nata, che percorre le strade e gli angoli di questo paese inalberando la bandiera gialla della speranza e delle riforme radicali.


Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org di FR