www.resistenze.org - popoli resistenti - colombia - 12-08-08 - n. 239

da Rebelion - www.rebelion.org/noticia.php?id=71262&titular=unos-140.000-colombianos-se-reconocen-como-víctimas-de-paramilitares-según-la-oea-
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
La OEA stima più di 140.000 colombiani vittime dei paramilitari
 
Reuters, Afp, Dpa e Notimex
 
09/08/2008
 
Una missione dell’Organizzazione degli Stati Americani (OEA) per la verifica del processo di pace con i paramilitari, ha rivelato che sono stati riconosciuti come vittime di quei gruppi armati illegali almeno 140.000 colombiani.
 
“Rilevare che oggi più di 140.000 colombiani sono vittime è uno degli aspetti più importanti del processo [d pace] con i paramilitari” ha dichiarato il capo della missione, Sergio Caramagna, al quotidiano “El País” della città di Cali. Il diplomatico ritiene che in realtà potrebbero esserci molte più vittime, “sappiamo di persone che non sono ancora state riconosciute come tali”, ed ha avvertito del permanere di circa 20 gruppi di paramilitari che non hanno abbandonato le armi, informandone le autorità.
 
Nel frattempo, il Consiglio Superiore della Magistratura - che regola l’attività giudiziaria in Colombia - ha segnalato attraverso la stampa locale che i processi in corso contro 13 capi paramilitari estradati negli Strati Uniti, sono fermi, perché la giustizia statunitense impedisce la loro comparizione in udienze virtuali.
 
E’ stato annunciato che l’esercito colombiano procederà alla ricerca degli altri politici e militari, circa 25, che sono ancora prigionieri delle Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane (FARC) per scambiarli con circa 500 ribelli incarcerati in Colombia e USA, accusati di terrorismo, sequestro e ribellione.
 
Il comandante dell’esercito, il generale Mario Montoya, ha chiesto alle FARC di consegnare i loro prigionieri altrimenti i militari “dovranno compiere il loro lavoro istituzionale e procederanno alla loro ricerca”, giacché le autorità non hanno dimenticato i sequestrati e stanno lavorando per la loro liberazione. (…)