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- popoli resistenti - colombia - 26-11-08 - n. 251
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
XX Congresso del Partito Comunista Colombiano
Dichiarazione Politica
La celebrazione del XX Congresso del Partito Comunista Colombiano, nei giorni dal 14 al 16 novembre 2008, è stata portata a termine in un contesto promettente che apre nuove possibilità e genera nuove speranze per l’avanzata del progetto storico dei comunisti per la seconda e vera emancipazione:
1. Il sistema capitalista mondiale affronta una delle sue crisi più profonde ed acute, non ancora manifestatasi pienamente, nella quale gli aspetti economici e finanziari, s’intrecciano con quelli energetici, alimentari, sociali ed ambientali, al punto che sono anche evidenti i segni del deterioramento politico e culturale. La crisi dimostra i limiti storici del sistema e genera nuove condizioni per la lotta mondiale e l'azione collettiva organizzata contro il capitalismo, come per la produzione di nuove soggettività a beneficio degli ideali di emancipazione umana e del socialismo. La crisi porta ad una chiara riconsiderazione della validità del marxismo come teoria e fondamento dell'azione politica dei lavoratori e delle classi anti-egemoniche.
2. La crisi mette in discussione l'egemonia imperialista statunitense di Bush, le sue pretese di controllo economico e territoriale del mondo, e soprattutto la sua politica d’interventismo militare della guerra preventiva col pretesto della "lotta mondiale contro il terrorismo". In questo senso, la presidenza di Barak Obama, oltre ai cambiamenti d’accento e di forma nella strategia imperialista, rappresenta il tentativo di trovare un'uscita capitalistica dalla crisi e di ricomposizione delle forze del capitalismo mondiale.
3. La crisi capitalista mondiale rappresenta un fattore d’accelerazione della crescente spaccatura del regime di "sicurezza democratica" di Álvaro Uribe. In effetti, insieme agli evidenti segnali di decomposizione avanzata delle strutture criminali e mafiose del regime politico, di indebolimento dell'unità nel blocco di potere, la crisi mette in questione il "modello economico" dell'ultradestra, per mostrare invece che i benefici apparenti del recente processo di neoliberalizzazione in Colombia rispondevano in realtà alla congiuntura favorevole del ciclo economico. Si pretende di minimizzare la nuova situazione che ha generato la crisi mostrandola semplicemente come una “decelerazione della crescita economica".
4. La crisi coincide soprattutto con un movimento sociale e popolare in ascesa che sintetizza e stimola, attraverso forme diverse, quegli accumuli, non solo di resistenza, bensì di aspirazioni politiche, sociali, economiche e culturali del popolo lavoratore a beneficio del cambiamento e della trasformazione della società. Sottolineiamo il rinnovato spirito di lotta del popolo colombiano in quelle mobilitazioni; mettiamo in risalto l'atteggiamento valoroso ed eroico dello sciopero raccoglitori di canna, degli statali, delle azioni del movimento sindacale e di altre molteplici ed innumerabili mobilitazioni sociali e popolari. Tutte rappresentano una dimostrazione ulteriore della rottura del regime della "sicurezza democratica" ed una dimostrazione che il terrorismo di Stato e, in generale, le componenti del progetto politico economico dell'ultradestra che s’intende prolungare con una seconda rielezione di Uribe, o con una continuità dell'uribismo senza Uribe, possono essere sconfitti se si è in grado di consolidare un'ampia mobilitazione sociale e popolare organizzata.
5. Lo spaccamento del progetto uribista non rappresenta la fine delle pretese delle classi dominanti di stabilire un regime di eccezionalità permanente, né la conclusione del progetto di accumulazione capitalistica basato sulla rapina, il trasferimento forzato di milioni di colombiani e colombiane, le violazioni dei diritti umani, in primo luogo attraverso i grandi progetti minerari-energetici, agrocombustibili e infrastrutturali, e sui grandi benefici monopolistici alle imprese multinazionali, alla grande impresa capitalista, come alla grande proprietà latifondista e fondiaria. Si pone in evidenza la contraddizione fondamentale della società colombiana attuale, tra un regime autoritario, criminale e militarista, esponente degli interessi finanziari-fondiari e pro-imperialisti da un lato, e gli interessi e le aspirazioni democratiche e di emancipazione dell'insieme della società, specialmente del popolo lavoratore, dall’altra; e segnala, contemporaneamente, verso dove deve indirizzarsi l'azione politica organizzata.
6. La tendenza storica dell'accumulazione capitalista in Colombia, come la configurazione attuale del regime politico impongono una lettura più complessa del conflitto sociale ed armato e della sua stessa dinamica, che superi l’approccio puramente militare, che conduce a conclusioni errate nel senso che ci troveremmo alla fine del conflitto e perfino nel post conflitto. Alle cause storiche del conflitto armato, se ne sono attualmente aggregate altre che derivano appunto dalle dinamiche territoriali dell'accumulazione capitalista. In questo senso, la necessità dello scambio umanitario e di un'uscita politica negoziata al conflitto sociale ed armato rappresentano un'urgenza storica ed un compito non rimandabile. Col risultato che, come comunisti, sosteniamo ogni iniziativa in questa direzione e chiamiamo all'ampia mobilitazione sociale e popolare per una pace democratica con giustizia sociale ed economica.
7. La costituzione di un ampio movimento politico a beneficio della pace democratica che sconfigga i progetti di militarizzazione della società e di una "soluzione militare" al conflitto, che pretendono di erigersi di fronte alla popolazione come vessilli della contro-insorgenza e cercano di disciplinare ed organizzare la società tra amici e nemici del "terrorismo" o perfino di promuovere tesi contro-insorgenti nei settori democratici, rappresenta un compito centrale. I problemi della società colombiana non si spiegano con la persistenza del conflitto sociale ed armato. Questo si deve piuttosto ad essi. Si deve capire che non c'è né ci sarà pace in Colombia senza cambiamenti politici, economici e sociali.
8. La graduale incrinatura del progetto dell'ultradestra in un contesto di crisi mondiale del capitalismo, di nuove dinamiche territoriali della guerra e di un movimento sociale e popolare in ascesa, apre possibilità per considerare l'opzione di un nuovo potere e di un governo democratico in Colombia. Il Partito Comunista fa appello al popolo colombiano, alle forze progressiste, democratiche e di sinistra, ai movimenti sociali e popolari, indigeni e di origine africana, a lavorare unitariamente in questa direzione. È giunta l'ora di sintonizzare in modo più deciso le lotte colombiane con i processi di cambiamento e trasformazione e nuova integrazione latinoamericana anticipati da alcuni governi progressisti e di sinistra dell’America Latina. È giunta l'ora di avanzare verso la democrazia economica e sociale, ponendo le basi di una nuova società.
9. In questo senso, il Polo Democratico Alternativo acquisisce maggiore significato. I comunisti manifestano il loro impegno a proseguire nella costruzione del Polo, di farne una forza coerente e conseguente della sinistra colombiana, con volontà di potere, in linea con le richieste e le aspirazioni sociali e popolari; che coaguli le più ampie espressioni organizzate del popolo colombiano, e sia espressione del più grande sforzo unitario delle forze popolari, democratiche e progressiste del paese. Andiamo al secondo congresso del Polo con l'aspirazione che questo si costituisca in forza politica per la trasformazione democratica del paese. La pre-candidatura di Carlos Gaviria Díaz è un passo importante nello sviluppo di questo proposito.
10. Il Congresso del Partito Comunista porta un saluto ed esprime la sua ammirazione verso i combattenti sociali e popolari, gli operai e i contadini, gli indigeni, i discendenti africani, i giovani e le donne, i difensori dei diritti umani, i detenuti politici, la militanza comunista ed, in generale, verso il popolo colombiano, e li invita a non cessare nel loro impegno per costruire una società nuova.
Bogotà, 16 novembre 2008