www.resistenze.org - popoli resistenti - colombia - 10-12-08 - n. 253

ricevuto da Associazione nazionale Nuova Colombia -
 
Diffondiamo la lettera da noi inviata ad un gruppo di europarlamentari per manifestare la nostra preoccupazione in merito alle minacce pervetute ad una serie di organizzazioni internazionali da parte dei paramilitari colombiani delle "aguilas negras".
Associazione nazionale Nuova Colombia
 
Oggetto: macabre minacce paramilitari
 
stimato Deputato Europeo,
 
Le scriviamo per manifestare la nostra massima preoccupazione in riferimento alle recenti missive di morte recapitate ad un ampio settore delle organizzazioni europee che da anni sono attive in diverse forme nel campo della solidarietà con il popolo colombiano e della cooperazione internazionale: sindacati, associazioni, comitati e ONG.
Tra gli obiettivi di tali minacce vi sono alcune realtà italiane.
 
Per la nostra pluriennale esperienza di solidarietà con la resistenza del popolo colombiano, che si concretizza in un lavoro di costante denuncia e controinformazione, sappiamo bene quale sia la modalità più frequente che in Colombia viene utilizzata per l'eliminazione dell'opposizione politica e sindacale. Vengono compilate delle liste "politiche" in cui si segnalano come fiancheggiatori della guerriglia i propri obiettivi. Questi vengono direttamente minacciati per iscritto da gruppi paramilitari fascisti come le "Aquile nere", nuovo nome delle vecchie AUC. I cadaveri dei minacciati vengono puntualmente ritrovati, e utilizzati come monito di terrore per coloro che, ancora vivi, vogliano impegnarsi nella difesa dei Diritti Umani, che in Colombia sono sistematicamente violentati dallo Stato.
 
Le caratteristiche di questo macabro rituale, che è parte fondamentale della politica di terrore e annichilimento delle legittime lotte ed aspirazioni di un popolo, si trovano tutte in queste lettere.
Sappiamo fin troppo bene che alle minacce paramilitari fa regolarmente seguito l'esecuzione delle stesse.
 
La diplomazia colombiana in Europa, così come i più alti vertici dello Stato e del Governo sono legati a doppio filo con il paramilitarismo fascista. In Italia ricordiamo il caso di Jorge Noguera, console a Milano, ex direttore del DAS (polizia politica), che compilava di proprio pugno liste nere di sindacalisti e oppositori politici e sociali e le passava poi nelle mani dei paramilitari, che portavano a termine i propri compiti. In Svezia l'ex capo dell'intelligence militare dell'Ambasciata colombiana a Stoccolma, Ernesto Yamhure, fotografava da un battello ancorato nel porto i volti degli esiliati e rifugiati politici impegnati in una manifestazione pubblica. La lista della diplomazia paramilitare è lunghissima e ampiamente documentata.
 
Conoscendo il Suo impegno per la tutela dei diritti politici, sindacali, umani e la Sua sensibilità sul tema della guerra civile colombiana, Le chiediamo di mantenere alta l'attenzione e la vigilanza a livello europeo sul gravissimo atto rappresentato dalle minacce paramilitari nei confronti degli attivisti europei, come già ha fatto esprimendo la condanna nei confronti della repressione contro il movimento indigeno.
 
Risulta evidente il tentativo di internazionalizzare le conseguenze e gli orrori della guerra, colpendo al di fuori della Colombia, in una sorta di nuovo piano Condor. Soprattutto se questo ultimo atto paramilitare viene messo in relazione con l'attacco violento e scomposto al quale sono stati sottoposti gli attivisti europei e americani (oltre ai governi di Ecuador e Venezuela) impegnati nella ricerca di soluzioni politiche al conflitto colombiano. Tale pressione è stata esercitata in seguito alla pubblicazione dei dati, manipolati ad arte, contenuti nel computer di Raúl Reyes, il capo guerrigliero incaricato di gestire i contatti internazionali per facilitare uno scambio umanitario di prigionieri di guerra tra le due parti belligeranti, ucciso insieme ad alcuni studenti messicani in un bombardamento condotto fuori dalla zona di guerra, nel territorio neutrale dell'Ecuador, il 1°marzo scorso.
 
Ora vengono intimati e minacciati, additandoli come guerriglieri o fiancheggiatori, tutti coloro che sono solidali col popolo colombiano, per isolare la lotta e la resistenza popolare in Colombia, tenere lontani gli osservatori internazionali, eliminarli se non si allontanano, in modo da non avere testimoni del genocidio che si compie quotidianamente e diminuire il volume delle denunce, tanto in Colombia quanto all'estero. La recentissima espulsione di giornalisti francesi e di una attivista tedesca, che stavano seguendo mediaticamente la marcia indigena e lo sciopero dei tagliatori di canna da zucchero, sono un ulteriore conferma del criminale piano in atto.
 
Come possono dei feroci macellai semianalfabeti aver fatto raccolta di "informazioni" (che chiamano "intelligencia") in Europa? A quali strutture e canali si sono appoggiati per realizzare tali "lavori" che hanno portato ad esporre le vite di molti cittadini europei ad un serissimo pericolo?
 
Le chiediamo di farsi promotore dell'apertura di un'inchiesta europea e di portare il tema in tutte le sedi istituzionali competenti al fine di accertare i contorni di questa preoccupante vicenda, che sta mettendo in grave pericolo la sicurezza dei cittadini e dei paesi europei.
 
Occorre identificare le responsabilità politiche di questi atti criminali, denunciarle e proteggere l'incolumità fisica e la libertà d'espressione di tutti quei cittadini che in Europa si adoperano per contribuire ad una soluzione politica e negoziata del grave conflitto colombiano.
 
Attentamente,
Associazione nazionale Nuova Colombia
 

 
L’interrogazione che l’europarlamentare Giusto Catania ha presentato al Parlamento Europeo in merito alle minacce che gruppi paramilitari hanno inviato a varie ONG, sindacalisti e difensori dei Ditti Umani colombiani ed internazionali.
Associazione nazionale Nuova Colombia
 
Giusto CATANIA e Roberto MUSACCHIO
Sul gruppo paramilitari Aguilas Negras in Colombia
 
Secondo recenti fonti di stampa colombiane (1), il 29 settembre 2008, le ambasciate di alcuni paesi dell'Unione Europea a Bogotà hanno ricevuto una lettera da parte dell'organizzazione paramilitare "Aguilas Negras" in cui si minaccia di metter fine con la forza alle attività di alcune organizzazioni non governative nazionali internazionali operanti in Colombia.
 
La minaccia riguarda anche studenti e rappresentanze sindacali colombiane ed internazionali.
Le Aguilas Negras hanno, inoltre, stilato una lista di persone da loro ritenute "obiettivi militari" e "attentatori della dignità del popolo colombiano" contro cui le Aguilas non "avranno mano leggera in futuro". Durante il 2008, gruppi paramilitari come Aguilas Negras hanno già assassinato un gran numero di sindacalisti e difensori dei diritti umani con la complicità di settori della forza pubblica colombiana.
 
La lista stilata contiene diversi nomi di associazioni italiane, tedesche, spagnole, francesi, inglesi la cui attività fino ad ora avviata in Colombia, così come la vita stessa di chi vi lavora, sembrano in pericolo.
 
La lettera é stata altresì fatta recapitare alle ambasciate del Canada, USA, Messico, Ecuador, Venezuela, Cile, Brasile e a famose ONG colombiane ed internazionali con rappresentanza in Colombia.
 
Come intende la Commissione tutelare la presenza di queste associazioni europee in Colombia, molte delle quali operano nell'ambito della cooperazione internazionale?