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- popoli resistenti - colombia - 15-03-10 - n. 310
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Elezioni prostituite
Anncol
14/03/10
Il contesto nel quale si sono svolte le elezioni questa domenica in Colombia, non può essere peggiore. Sullo sfondo, narcos e criminali agli arresti domiciliari, giudici che dettano l’habeas corpus a criminali legati al potere. Orge di capitali del narcotraffico che circolano riciclati in berretti militari, grossi cartelli pubblicitari, pennivendoli, antichità e altri rottami che si prestano a promuovere il candidato di turno.
Il denaro del narcotraffico trova nelle elezioni e nei candidati del regime, terreno fertile per ricevere il certificato di cittadinanza nella malconcia economia nazionale.
Fondazioni fantasma, comitati con doppia contabilità, acquisto di voti, donazioni, morsi ad impiegati ufficiali, ogni mezzo è lecito affinchè il denaro determini il voto.
In alcune regioni del paese, sotto minaccia della motosega si continuano a nominare i capi tribù locali, baroni elettorali di sempre, sempre con lo stesso modello, o si vota per il candidato parapolitico o si muore, questa è la regola in alcune regioni controllate dalla mafia o dai paramilitari.
Mentre ciò accade, pochi candidati onesti che fortunatamente ancora esistono, e che sono l'eccezione alla regola, si mobilitano attaccando i propri poster sui mezzi di trasporto pubblico, in bianco e nero, senza marketing e senza oliare la stampa ufficiale.
Gli altri invece viaggiano in elicottero, jet privato, appaiono in TV, inquinano l’ambiente ogni cento metri con i loro tabelloni elettorali, senza che nessuno risponda da dove vengano tutti questi soldi.
I candidati onesti che abbiamo scoperto tra tanto sfacciato groviglio, li contiamo con le dita della mano, Gloria Inés Ramírez, Piedad Córdoba, Carlos Lozano, Jorge Enrique Robledo, Fernando Garavito, tutte/tutti con orizzonti ideologici differenti, che non necessariamente condividiamo, ma che rispettiamo e stimiamo.
Li accomuna l’impegno per la pace e la giustizia sociale, che condividono essendo vittime delle sevizie del regime, dimostrando in questo modo di essere dei ribelli.
È curioso come tutti i candidati che non facciano parte di questo sistema prestabilito, vengano maccartizzati, il che li trasforma in obiettivi militari del terrorismo di Stato.
Il regime colombiano non sopporta che esistano candidati che si rifiutino di vendere i propri ideali ed il proprio impegno come coloro che, invece, soccombono al piatto di lenticchie dell'oligarchia colombiana.
Come se l'astensione marcasse da sempre la sconfitta della nostra democrazia di carta, i morti voteranno di nuovo, alcuni voteranno due volte, ed altri lasceranno il proprio certificato perché hanno compreso che non vale la pena votare in mezzo a tanta putrefazione.
Solo una gran coalizione di settori rivoluzionari, progressisti, formati da contadini, indigeni, lavoratori, militari bolivariani non conformi ai partiti oligarchici, potranno dare spazio alla Costruzione della Nuova Colombia.
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