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- popoli resistenti - colombia - 15-11-10 - n. 340
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Quando una vita vale meno di un banano
Il prossimo 6 dicembre sono 82 anni dal genocidio perpetrato nel 1928 a Cienaga, Colombia, dall'United Fruit Company, oggi Chiquita Brands. Il fatto è magistralmente raccontato nel libro "Massacro nelle Bananiere" dello scrittore e sociologo Carlos Payares González.
Rel-UITA e varie organizzazioni sindacali hanno firmato un accordo per rieditare l'opera tra cui la Centrale Unitaria di Lavoratori della Colombia (CUT), l'Unione Nazionale Agroalimentare della Colombia (UNAC), l'Unione Argentina dei Lavoratori Rurali e Stivatori (UATRE), il Sindacato Nazionale dei Lavoratori dell'Industria agricola e zootecnica (SINTRAINAGRO). Il Protocollo di Accordo per rieditare questa opera aggiornata, si propone di darne la maggiore divulgazione a livello nazionale ed internazionale.
Sirel ha dialogato con l'autore.
Come nasce questo libro?
Nel 2008 sentiamo la necessità di commemorare gli 80 anni dallo sciopero e dal massacro dei lavoratori dell'United Fruit Company, nel dipartimento di Magdalena, in Colombia. Nel libro tentiamo non solamente di raccontare i fatti ma anche di ricostruire l'ambiente dell'epoca, recuperare le biografie dei differenti protagonisti sociali, con un contenuto dinamico che abbraccia gli aspetti economici, politici, sociali e culturali.
Un opera per non dimenticare...
Per riscattare la memoria storica dei lavoratori bananieri e la memoria sociale o collettiva, cioè, la carta trascendentale dei settori popolari che a volte è cancellata nella storiografia ufficiale. L'intenzione è che serva da "sveglia" per coloro che non conoscono questi avvenimenti o li hanno dimenticati.
Anche per non dimenticare quello che fu l'United Fruit Company in America Latina, e quello che continuano ad essere oggi le multinazionali
Quello che fece l'United Fruit Company, oggi Chiquita Brands, in tutto il continente latinoamericano, è quello che continuano in qualche modo a fare le multinazionali, benché in maniera più sottile e camuffata.
Oggi sono gli Stati che, attraverso normative che 80 anni fa non esistevano, permettono che le grandi multinazionali facciano la stessa cosa che fece l'United Fruit Company, ma in forma "legale".
La storia dell'United Fruit Company è quella dell'inizio della fase neocolonialista o di enclave nel continente. È la storia della atrocità nell'economia e nella politica, il potere dispotico, la manipolazione degli Stati. Ed è la storia di come la democrazia era un ostacolo per gli interessi del gran capitale finanziario statunitense.
Il capitalismo non è cambiato nella sua essenza, come non sono cambiate le domande dei settori che stanno lottando per una vita degna. Le mutazioni di queste imprese sono solo nel nome, ma in fondo sono gli stessi interessi che portano alla stessa violenza, la stessa repressione, la stessa rappresaglia contro i lavoratori e lavoratrici.
La storia dell'United Fruit Company è parte della storia dell'America Latina.
La Rel-UITA ed altre organizzazioni sindacali hanno deciso di rieditare e divulgare a livello internazionale il libro. Quale è l'importanza di questa decisione?
Sono molto sorpreso, e per me è un onore che organizzazioni impegnate con i popoli abbiano riconosciuto questo sforzo per riscattare la memoria storica e sociale di un fatto che segnò la storia di tutti i latinoamericani.
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