www.resistenze.org
- popoli resistenti - colombia - 06-04-11 - n. 358
Bollettino di informazione al 06/04/2011 - CLAMORI DALLA COLOMBIA!
11/03 - Le smobilitazioni dei paramilitari furono una montatura orchestrata da Uribe
L'ex capo paramilitare Freddy Rendón Herrera, detto “El Alemán”, ha rivelato che la presunta smobilitazione del blocco “Cacique Nutibara” delle AUC a Medellín è stata in realtà una montatura, orchestrata dal narco ex-presidente Uribe.
Rendón Herrera ha inoltre chiarito che una parte dei paramilitari presentati all'opinione pubblica come “smobilitati” erano in realtà criminali comuni reclutati a Medellín, o sottoproletari costretti ad una falsa autodenuncia, e che le armi e le uniformi consegnate erano vecchie e inutilizzate.
Nonostante il cosiddetto “cessate il fuoco” del 2001, annunciato dai paramilitari delle AUC, questi criminali di estrema destra, supportati dal regime colombiano, hanno potuto portare avanti il progetto di espansione militare e di dominio territoriale, cosa che ha comportato un aumento degli sfollamenti forzati di contadini e abitanti delle città, dei massacri, degli omicidi mirati e delle sparizioni forzate, come dimostrano le statistiche degli ultimi dieci anni relative a questi crimini.
La legge “Giustizia e Pace” è stato lo strumento “legale” per permettere queste false smobilitazioni, fortemente volute da Uribe; ideata dall'ex ministro della Giustizia ed ex ambasciatore in Italia, Sabas Pretelt De La Vega, oggi sotto processo per corruzione, essa ha garantito l'impunità generalizzata per i crimini dei paramilitari, impedendo di fatto qualunque tipo di risarcimento e giustizia alle vittime. Ed ha veicolato la legalizzazione ed il riciclaggio di oltre 10 miliardi di dollari (narcocapitali, terre, esercizi commerciali e beni immobili) dei paras.
Un grosso favore di Uribe ai suoi amici paramilitari, in primis quelli operanti nel dipartimento di Antioquia (dalla cui oligarchia proviene la sua famiglia, legata da sempre a filo doppio con queste bande armate), utile a sbandierare inesistenti politiche per contrastare il diffuso fenomeno del paramilitarismo, e a permetterne l'utilizzo da parte del regime in funzione contro-insorgente (in piena collaborazione con le Forze Armate) o come squadracce al soldo di latifondisti e multinazionali per abbattere a colpi di motosega i diritti dei lavoratori.
14/03 - Sul prelievo momentaneo dei tecnici di una multinazionale realizzato dalle FARC, il governo fa una pessima figura.
Nel dipartimento del Vichada, lo scorso 6 marzo un commando del Fronte 16 delle FARC è entrato, eludendo il presidio militare, nella zona in cui l'impresa Talisman, facente parte di una multinazionale canadese, effettua delle esplorazioni connesse all'attività estrattiva. Il commando guerrigliero ha portato via 23 persone, dimostrando capacità logistica e controllo del territorio. Ad una prima serie di reazioni isteriche da parte del mondo politico colombiano, che hanno rivelato la preoccupazione per l'andamento della guerra ("Le FARC stanno avanzando in molti dipartimenti", "Lo Stato è messo in scacco dalle FARC", ha dichiarato in tempi non sospetti il presidente del Partito Conservatore), ha fatto seguito la notizia che 22 dei 23 detenuti si trovavano già in libertà.
Il ministro della Difesa Rivera ha dichiarato che grazie alla pressione dell'Esercito, che aveva circondato i guerriglieri per cielo e per terra, questi sono stati costretti a rilasciare le persone. La realtà è molto meno lusinghiera per l'Esercito dei ‘falsi positivi’ e delle fosse comuni, e l'ha rivelata Roger Bertel, una delle 22 persone coinvolte nell'operazione guerrigliera, secondo il quale, trattandosi di lavoratori, sono stati rilasciati volontariamente dalla guerriglia. Bertel inoltre dichiara: "Mentre la guerriglia entrava da un lato, l'Esercito si trovava a 100 metri dall'altra parte ed i soldati stavano giocando a domino tra di loro e guardando dei film", ed afferma che: "quando i guerriglieri ci hanno mandati a casa siamo tornati noi da soli, senza che nessuno ci venisse a cercare, e senza che nessuno ci stesse riscattando, solo perchè i guerriglieri ci hanno detto: andate tranquilli che non succede niente, tornate tranquilli alle vostre case".
Nonostante le solite menzogne del governo colombiano (immediatamente riprese anche da parte della stampa italiana), la testimonianza di uno dei lavoratori rilasciati dalla guerriglia ha trasformato -nel giro di poche ore- un maldestro tentativo mediatico di presentare all'opinione pubblica nazionale ed internazionale una vittoria militare mai conseguita, in una vera umiliazione per il governo delle menzogne e per il suo Esercito paramilitare e corrotto. Dopo le notizie sulle false smobilitazioni da parte di paramilitari che si riciclavano in nuovi gruppi e spesso entravano nelle reti illegali di informatori del governo, e sulle montature in merito a diserzioni guerrigliere che in realtà erano show mediatici con attori pagati, questo altro ‘falso positivo’ mette ancora una volta in evidenza il grado di putrefazione raggiunto da politici, militari e media oligarchici.
17/03 - L'esercito statunitense ha firmato 126 contratti per costruire istallazioni in basi colombiane
Secondo informazioni pubblicate dal governo degli Stati Uniti, nel settembre del 2010 le Forze Armate nordamericane hanno firmato contratti per un valore di quasi 5 milioni di dollari per costruire infrastrutture nelle basi colombiane di Tolemaida, Larandia e Bahía Málaga.
In particolare uno, firmato il 30 settembre dal Dipartimento della Difesa con l'impresa HCS Group, è relativo all'implementazione di una Base per Operazioni Avanzate (AOB, secondo l'acronimo inglese), che il Comando Sud del Pentagono gestisce a Tolemaida. Tale base militare è utilizzata per comandare, controllare o appoggiare operazioni tattiche o di addestramento. E' stata resa nota anche l'esistenza di un altro contratto, redatto per portare a termine “istallazioni addizionali di una AOB”, sempre a Tolemaida.
Questi documenti testimoniano la flagrante violazione della sentenza della Corte Costituzionale colombiana, che nell'agosto del 2010 ha sancito l'illegittimità dell'accordo sottoscritto dal regime colombiano con gli USA per la realizzazione di sette basi militari statunitensi in territorio colombiano, accordo peraltro criticato dalla quasi totalità dei governi latinoamericani in quanto fattore di evidente destabilizzazione dell'area.
Ma come sempre accade, il narcogoverno di Santos è prono ai voleri di Washington, e disposto a svendere la sovranità territoriale per gli interessi geostrategici degli USA.
20/03 - Smobilitazione di un fronte delle FARC del 2006 fu una gigantesca montatura
Un nuovo scandalo coinvolge il regime colombiano; la presunta smobilitazione di un intero fronte delle FARC-EP, presentata nel marzo del 2006, si è rivelata essere una gigantesca montatura, orchestrata dalla macchina propagandistica del governo Uribe.
Per la realizzazione di questa messa in scena furono reclutate 66 persone, fra disoccupati e sottoproletari, presentate poi come guerriglieri delle FARC “smobilitati”; dopo un "addestramento" di un mese, i media del regime mostrarono questi uomini mentre consegnavano le “loro” armi, rilasciando dichiarazioni a proposito degli "orrori dell'insorgenza", ratificando le menzogne sulla mancanza di "etica nelle FARC" o sulla loro "imminente sconfitta", e la loro intenzione di disertare.
Anche l'olandese Liduiune Zumpolle, da sempre in prima linea contro ogni movimento rivoluzionario latinoamericano ed in particolare contro le FARC, ha dovuto recentemente riconoscere che la smobilitazione del presunto fronte guerrigliero nel Tolima è stata una farsa allestita da Luis Carlos Restrepo, l'allora Commissario per la Pace di Uribe.
Oltre alla mossa propagandistica, si è trovato anche il modo di ottenere denaro illecitamente, perché attraverso la presunta smobilitazione è stato creato un "Gruppo per la Pace Mondiale", esistente solo sulla carta, che ha ricevuto sovvenzionamenti dal governo, dalla ‘comunità internazionale’ e dall’organizzazione "Mani per la pace".
Secondo diverse denunce, la falsa smobilitazione fu finanziata anche col denaro del narcotrafficante Alberto Rojas, in cambio della promessa (non mantenuta) di evitare la sua estradizione.
Il regime colombiano e le sue putrefatte Forze Armate, maestri nell'invenzione di "falsos positivos" come questo (e come gli innumerevoli casi di cittadini trucidati a sangue freddo e travestiti da guerriglieri), combattono una guerra propagandistica senza tregua; con l'obiettivo di mostrare alla stampa risultati che nella realtà sono inesistenti, imbastiscono continui show mediatici che però, presto o tardi, vengono alla luce, coprendo di ridicolo il governo.
24/03 - Wikileaks: Dal 2006 Santos ha assunto militari israeliani in funzione contro-insorgente.
Un cablo del novembre 2008, inviato dall'ex ambasciatore statunitense a Bogotá William Brownfield e recentemente pubblicato da Wikileaks, ha rivelato alcuni dettagli relativi alla collaborazione militare fra il regime colombiano e l’entità sionista.
Nel testo si legge che fra il 2005 e il 2006 gli alti comandi militari colombiani provavano una grande frustrazione per l'impossibilità di localizzare un comandante delle FARC, e che per questo l'allora Ministro della Difesa (e attuale presidente) Santos contattò gli israeliani affinché addestrassero e guidassero le forze speciali colombiane a questo scopo.
Gli accordi prevedevano anche il supporto contro le “minacce esterne”, come Venezuela ed Ecuador.
Il mediatore per parte israeliana era il generale Yisrael Ziv, conosciuto personalmente da Santos, in attività nel suo paese fino al 2006 (anno in cui fu assunto dal narcoregime colombiano), già viceministro della Difesa e direttore delle operazioni dell'esercito, nonché comandante delle forze israeliane nella striscia di Gaza dal 2002, protagonista dello scandalo dell'abbattimento di case palestinesi che gli israeliani asserivano essere “vuote”.
L'ex ambasciatore Brownfield fece anche rapporto su diversi accordi commerciali per l'acquisto di 24 caccia Kfir ed altri mezzi militari, specificando che circa il 38% degli armamenti acquisiti all’estero del Ministero della Guerra colombiano proveniva da Israele.
Gli storici legami fra lo stato terrorista d’Israele, avamposto degli interessi statunitensi in Medio Oriente, e lo stato terrorista colombiano, testa di ponte dell'imperialismo nordamericano in Latinoamerica, sono noti sin dai primi anni ’80; tuttavia, negli ultimi tempi si sono rafforzati e si esprimono, tra le altre modalità, nella presenza e nell’attività operativa e d’intelligence di un numero crescente di assessori e militari sionisti nelle città e nelle selve colombiane.
27/03 - Ex paramilitari collaborarono con l’esercito
Quanto ampiamente denunciato da anni da decine di organizzazioni colombiane ed internazionali di difesa dei diritti umani, viene oggi alla luce inequivocabilmente: la cosiddetta legge di “Giustizia e Pace” voluta dal narco ex-presidente Uribe nel 2005, che prevedeva una presunta graduale smobilitazione dei paramilitari delle AUC, si è rivelata essere una mossa funzionale alla propaganda di regime, con tre obiettivi: sbandierare fasulli risultati nel quadro di una presunta “politica di pace”, il riciclaggio di oltre 10 miliardi di dollari accumulati col terrore dal narcoparamilitarismo e la riconversione organizzativa delle AUC, che oggi si denominano “Aquile Nere”, “Rastrojos”, ecc., e che Santos chiama eufemisticamente “Bacrim” (Bande Criminali). Anche il regime ha dovuto ammettere l’esistenza di 21 "nuovi" gruppi paramilitari composti da almeno 4000 unità.
Da un cablo pubblicato da Wikileaks, emergono inoltre le dichiarazioni dei paramilitari (appartenenti alla "cupola" delle AUC) Carlos Mario Jiménez, alias 'Macaco', Freddy Rendón, alias 'El Alemán', e Rodrigo Tovar, alias 'Jorge 40', che confermano l’esistenza di un previo accordo con il narcogoverno di Uribe.
L’evidenza del mantenimento delle attività criminali del paramilitarismo di Stato emerge anche in un cablo diplomatico inviato dall’ambasciata degli Stati Uniti in Colombia nel 2007, in cui si precisa che la maggior parte dei leaders dei nuovi gruppi sono ex paramilitari di livello medio, senza una provata preparazione ideologica, ma ben armati e supportati da ex membri dei blocchi delle AUC. Inoltre, un ufficiale della Brigata XVII dell’Esercito ha riconosciuto -e confermato all’Ambasciata degli Stati Uniti- che almeno 250 membri dei "nuovi" gruppi paramilitari in Urabá hanno già esperienze come militari.
Parapolitica, massacri, narcotraffico, annientamento degli oppositori, guerra sporca contro il popolo e blindatura a ferro e fuoco delle aree depredate dalle multinazionali sono, in Colombia, i tentacoli della piovra mafiosa e paramilitare che governa il Paese.
30/03 - Assassinata la giudice che indagava sullo stupro e l'omicidio di 3 bambini per mano dell’esercito
Il 22 marzo scorso la giudice Gloria Constanza Gaona è stata assassinata da un sicario del terrorismo di Stato nel momento in cui scendeva da un veicolo pubblico, nel pieno centro del municipio di Saravena. Il killer si è poi rapidamente dileguato dalla zona, presidiata da un corposo contingente di militari.
La giudice si stava occupando del processo di cinque militari accusati dello stupro e dell'omicidio di tre bambini, avvenuto il 14 ottobre del 2010 nei pressi di Tame, dipartimento di Arauca.
I cadaveri delle piccole vittime, di 14, 9 e 6 anni, erano stati ritrovati con segni di sevizie e la testa mozzata in una fossa comune situata nelle vicinanze di un accampamento dell'Esercito colombiano.
La giudice aveva denunciato l'intento degli avvocati dei militari di utilizzare cavilli dilatatori, al fine di ottenere la scadenza dei termini e la conseguente impunità per gli inquisiti.
Secondo un copione collaudato, i militari hanno fatto quadrato intorno ai responsabili, cercando di scaricare su una sola persona tutte le colpe; successivamente, l'Esercito ha mosso minacce, svolto interrogatori e fatto fotografie agli abitanti delle comunità di Auraca per obbligarli all’omertà. Per capire il clima di caccia alle streghe imperante, basta rileggere le recenti e reiterate dichiarazioni del generale Rafael Neira, che ha avuto la faccia tosta di affermare che “i contadini si stanno facendo manipolare dall'insorgenza per denunciare l'Esercito”.
I militari, dopo aver svolto i loro “buoni servigi” al regime -terrorizzando la popolazione civile di una delle zone più ricche della Colombia, rapinata dalle multinazionali petrolifere di concerto con l'oligarchia- pretendono impunità totale; e se la manipolazione dei fatti, le pratiche dilatatorie e il terrore non bastano a bloccare i processi, come in questa circostanza, il passo successivo è l'omicidio del giudice incaricato del caso.
03/04 - Muore studente durante gli scontri con la polizia all' università di Nariño
Andrés Arteaga, studente di veterinaria presso l'Università di Nariño, è morto durante scontri con la polizia antisommossa, seguiti alle mobilitazioni organizzate contro la riforma dell'istruzione superiore e l'implementazione del sistema repressivo di vigilanza che il regime vuole imporre nelle università pubbliche.
Duri scontri fra gli studenti e la polizia sono avvenuti anche in tre università di Bogotá e in quella di Manizales, nonché a Medellín, Cali e Valledupar. Gli studenti denunciano l'imposizione di un modello di sicurezza che non combatte i ladri, i narcotrafficanti, i violatori dei diritti umani e altri criminali che utilizzano i campus per perpetrare i loro delitti, ma che vigila come “grande fratello” i punti di riunione della comunità universitaria e delle sue attività politiche, col fine di restringere la libera espressione e perseguitare il movimento studentesco.
La ministra dell'Istruzione, María Fernanda Campo, ha dichiarato di voler realizzare “un'alleanza pubblico-privato nelle università”, ritenendola “un meccanismo assolutamente necessario e conveniente”.
Tale meccanismo è sicuramente conveniente per il grande capitale, che s'insinuerà ulteriormente in un settore pubblico strategico, e per le imprese di vigilanza privata, che ottengono contratti milionari per cercare di pacificare (con la forza) il dissenso studentesco.
06/04 - Annullata la sentenza di assoluzione del comunista cileno Manuel Olate!
La Seconda Sala Penale della Corte Suprema Cilena ha annullato la sentenza emessa dal giudice Sergio Muñoz, il magistrato che aveva rifiutato l'estradizione in Colombia del militante comunista Manuel Olate e disposto la revoca delle misure cautelari nei suoi confronti.
Olate era stato accusato di presunti legami con le FARC, grazie ad un dossier fabbricato ad arte dal regime fascista colombiano e consegnato alle autorità cilene: tale dossier era stato redatto sulla base di informazioni estratte dai manipolatissimi hard disk “miracolosamente” rinvenuti nell'accampamento temporaneo del Comandante Raúl Reyes in territorio ecuadoriano. Lo scorso gennaio Muñoz aveva dichiarato illegittime le suddette “prove”, poiché ottenute attraverso una palese violazione del diritto internazionale (l'illegale entrata di truppe colombiane in Ecuador, preceduto da un bombardamento), e chiarito che la solidarietà politica con l'insorgenza colombiana, nelle forme espresse da Olate e dal Partito Comunista Cileno, non può essere considerata illegale né perseguita.
L'argomento utilizzato dalla magistratura delle Corte Suprema (cui appartiene lo stesso Muñoz) per invalidare la sentenza di assoluzione riguarda un “errore formale nell'iter processuale”; in casi come questo la giustizia cilena prevede la designazione di un nuovo giudice, e che il procedimento ricominci da zero.
Evidentemente la destra pinochetista del presidente cileno Piñera, in combutta col governo fascista colombiano, ha lavorato dietro le quinte per ottenere un nuovo processo, che costituirà un’aberrazione giuridica (imputato giudicato due volte per lo stesso motivo e con i medesimi capi d’accusa) e che sarà eminentemente politico e privo di garanzie per la difesa. Il fine è quello di estradare Manuel Olate in Colombia, nel quadro di una crescente criminalizzazione -in Cile e a livello internazionale- della solidarietà con le lotte del popolo colombiano.
|
|
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
|