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- popoli resistenti - colombia - 14-06-11 - n. 368
da Associazione nazionale Nuova Colombia - www.nuovacolombia.net
Bollettino di informazione al 13/06/2011 - CLAMORI DALLA COLOMBIA!
28/05 - Ex direttrice della “Radio del sud”: “Joaquín Pérez Becerra fa esattamente quello che facciamo noi”
La professoressa Cristina González, ex presidentessa della “Radio del Sud”, ha dichiarato che il comunicato emesso dal governo venezuelano in occasione dell'arresto e della successiva consegna illegale alla Colombia del direttore del portale ANNCOL, rappresenta un “grave errore”.
In tale comunicato, la consegna del giornalista nelle mani del regime fascista di “Jena” Santos veniva portata come prova dell'impegno “irriducibile nella lotta contro (sic) il terrorismo, la delinquenza ed il crimine organizzato” da parte del governo bolivariano.
La giornalista, estromessa dalla direzione del network di radio proprio per non aver voluto censurare le notizie relative al caso di Joaquín, ha espresso molta preoccupazione per il fatto che “in un documento ufficiale del paese si crei un grave precedente”, accusando di terrorismo Joaquín Pérez Becerra, “che fa le stesse cose che facciamo noi, esattamente uguali”. Rappresenta un’agenzia di notizie, oltre che un settore di resistenza, almeno finché non mi dimostrano il contrario. Ed è una fonte che abbiamo usato negli ultimi anni continuamente”.
Come giustamente ha aggiunto la professoressa (che ha rifiutato qualunque abbocco della destra golpista venezuelana, che intendeva strumentalizzare la sua estromissione) dietro al termine “terrorista” si cela generalmente l'intenzione del governo statunitense e dei suoi alleati di giustificare invasioni e attacchi militari; ed è inquietante e pericoloso che un governo progressista come quello venezuelano assuma le stesse terminologie e gli stessi comportamenti dell'imperialismo e della sua corte di servitori.
31/05 - Ex agente del DAS conferma: Beltrán non appartiene alle FARC
Un cittadino messicano che ha lavorato nel suo paese per conto del DAS, la polizia politica colombiana, ha dichiarato di fronte all'Alto Commissariato per i Diritti Umani dell'ONU che il professor Miguel Angel Beltrán, catturato due anni fa in Messico e attualmente prigioniero a Bogotá con l'accusa di ribellione, in realtà non appartiene affatto alle FARC.
Stando alle sue dichiarazioni, il testimone ha rivelato di aver comunicato al DAS questo fatto, e che la risposta che ha ricevuto è stata che “Beltrán era uno dei maggiori trofei del governo colombiano e del Messico”.
Il testimone, le cui generalità sono tenute segrete, ha inoltre dichiarato di essere stato addestrato nella Scuola Superiore di Guerra di Bogotá, agli ordini dell'ex coordinatore delle operazioni del DAS Fabio Duarte Traslaviña, attualmente detenuto per lo scandalo delle intercettazioni illegali ordinate da Uribe ai danni di magistrati, giornalisti, dirigenti dell’opposizione ed organizzazioni sindacali e di difesa dei diritti umani.
Il cittadino messicano ha anche confessato di aver eseguito pedinamenti in territorio azteco su ordine del DAS, aventi come obiettivi lo stesso professor Beltrán e l’ex senatrice Piedad Córdoba.
Oltre a confermare le illegali attività di spionaggio e persecuzione che hanno preso di mira attivisti dei diritti umani e studiosi critici del fascista regime colombiano, il testimone ha ribadito quello che migliaia di docenti universitari e accademici di tutto il mondo hanno affermato lanciando recentemente un appello per la sua liberazione, e che diverse associazioni per la difesa dei diritti umani ripetono da mesi: il professor Miguel Angel Beltrán, ingiustamente rinchiuso in carcere senza aver subito alcun processo (e sulla base delle “prove” recuperate dai computer del Comandante Raúl Reyes, considerate inammissibili persino dalla Corte Suprema di Giustizia Colombiana) è innocente e dev’essere immediatamente liberato.
04/06 - Partito Comunista Messicano chiede l'immediata liberazione del cantautore bolivariano Julian Conrado, incarcerato in Venezuela
L'ufficio politico del Comitato Centrale del Partito Comunista del Messico ha rilasciato una dichiarazione in cui invita energicamente il governo Chávez a non cedere alla richiesta di estradizione del cantautore rivoluzionario Julián Conrado, arrestato in Venezuela, e ne richiede l'immediata liberazione.
"Nessun governo che si dichiari rivoluzionario o bolivariano può prestarsi a consegnare nelle mani di un governo terrorista e narcoparamilitare un uomo degno e impegnato nella causa dell'emancipazione degli sfruttati", si legge nel comunicato, che precisa: "i primi ad essere incarcerati dovrebbero essere piuttosto gli esponenti del governo colombiano, che hanno rivolto le armi contro il loro stesso popolo e hanno sistematicamente violato la Carta Universale dei diritti umani".
Dopo l'illegale consegna del direttore del portale ANNCOL Joaquín Becerra nelle mani sporche di sangue di "Jena" Santos, il governo del Venezuela si è nuovamente prestato ai loschi piani dell'oligarchia colombiana e dell'imperialismo, dimostrando che quell'atto purtroppo non è stato solo un errore, per quanto gravissimo, ma l'evidenza di una collaborazione sempre più stretta con la guerra sporca contro il popolo colombiano.
07/06 - Assolto il professor Miguel Angel Beltran!
Il 3 giugno scorso è stato finalmente assolto il professor Miguel Angel Beltrán, docente universitario arrestato in Messico nel maggio del 2009 ed estradato in Colombia, dove era stato ingiustamente incarcerato con l'accusa di ribellione.
Nel formalizzare la decisione, il giudice incaricato ha richiamato la sentenza della Corte Suprema di Giustizia che aveva dichiarato illegali le presunte prove contenute negli archivi dei pc del Comandante Reyes, recuperati in seguito al bombardamento delle Forze Armate Colombiane del 1 marzo 2008 ai danni di un accampamento diplomatico delle FARC in territorio ecuadoriano; poiché l'intero impianto accusatorio nei confronti di Beltrán si basava su informazioni contenute in tali pc, il giudice ha dichiarato che le accuse hanno perso qualunque sostegno giuridico.
Dopo una campagna internazionale che ha visto impegnati deputati, migliaia di accademici ed associazioni di tutto il mondo, alla fine anche la magistratura colombiana è stata costretta a riconoscere l'innocenza di Miguel Angel Beltrán, che ha affermato: "Sono stato vittima di una persecuzione dello Stato per le mie idee, non solo in Colombia, ma anche in Messico".
Alla stessa stregua devono ora essere annullati tutti gli altri processi basati sui manipolatissimi documenti "estratti" dal pc del Comandante Reyes, utilizzati come una clava dal narcogoverno di Uribe e Santos per ordire macchinazioni contro quanti si oppongono al regime fascista colombiano.
10/06 - Il PCV Esige l'annullamento del patto con l'intelligence colombiana
Il Partito Comunista del Venezuela (PCV) ha chiesto al governo venezuelano di interrompere la cooperazione col governo e la polizia colombiani in materia di intelligence. In una conferenza stampa tenutasi lo scorso lunedì 6 giugno, il segretario generale del PCV Oscar Figuera ha dichiarato che tale collaborazione ha portato alla cattura ed alla consegna di quadri rivoluzionari al regime narcoparamilitare dell'oligarchia colombiana. “Non è possibile che l'intelligence colombiana possa segnalare al governo dove operano rivoluzionari e rivoluzionarie nel nostro territorio, se non grazie ad agenti colombiani in territorio venezuelano”, ha chiarito Figuera, aggiungendo che tale presenza “viola la sovranità nazionale”.
Il PCV denuncia inoltre che questa collaborazione col regime colombiano viene direttamente utilizzata dai servizi segreti statunitensi (paese di cui Bogotá è notoriamente servile maggiordomo) nonché dal Mossad israeliano.
Il segretario del PCV ha ribadito che “così come si garantisce il diritto alla difesa dei cittadini venezuelani in qualunque paese del mondo, in Venezuela, dove lavoriamo e lottiamo per costruire una società nuova e uno Stato Rivoluzionario, deve essere garantito ai rivoluzionari e alle rivoluzionarie quantomeno il diritto alla difesa”.
Figuera infine ha richiesto all'esecutivo che non si equiparino i paramilitari “che sono parte del governo colombiano, con quanti oppongono una resistenza alla dominazione dell'imperialismo e dello stato colombiano”.
Pur sostenendo il governo del Venezuela, il PCV, dopo aver denunciato l'illegittimità della consegna alla Colombia del direttore del portale di ANNCOL, Joaquín Pérez Becerra, denuncia pubblicamente la nuova linea dell'esecutivo, che nei fatti sta dimostrando la sua collaborazione con gli Stati Uniti ed i governi filoimperialisti di Israele e Colombia.
13/06 - Condannati otto militari colombiani per esecuzioni extragiudiziarie
Un tribunale colombiano della città di Bucaramanga, nel dipartimento di Santander, ha dichiarato colpevoli per duplice omicidio aggravato e duplice sparizione forzata 8 militari, tra cui il comandante dell’Esercito della zona e 2 sottufficiali.
L’accusa ha chiesto la massima pena per i militari coinvolti nelle esecuzioni extragiudiziarie, chiamate eufemisticamente dal regime “falsi positivi”. La menzognera difesa dei militari, secondo i quali le due vittime identificate come Andrés Pesca e Eduardo Garzón sono rimaste uccise a seguito di uno scontro a fuoco con gli effettivi dell’Esercito, si è sbriciolata di fronte all’evidenza dei fatti rilevati dalle indagini. Le due vittime, prelevate nel nordest del Paese con l’ingannevole promessa di un lavoro, sono state in un secondo momento assassinate a sangue freddo. Nella sentenza si precisa inoltre che durante la missione “Táctica Marfil” i soldati hanno compiuto atti atroci.
È questa la prima sentenza sui “falsi positivi” a Soacha (comune del dipartimento di Cundinamarca), mentre altri 2000 casi simili sono attualmente sotto indagine, e vedono coinvolti più di 200 effettivi dell’Esercito.
Per ottenere prebende, promozioni, gratifiche o giorni di licenza i soldati sono incentivati a commettere i crimini più orrendi contro il popolo colombiano, come gli assassinii di civili inermi presentati poi come guerriglieri morti in combattimento.
La sentenza conferma ancora una volta come il dramma dei “falsi positivi”, di cui l’ex ministro della Difesa ed attuale presidente “Jena” Santos è il mandante, sia purtroppo una sconcertante realtà in un paese martoriato dalla guerra e dalla repressione.
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