www.resistenze.org - popoli resistenti - colombia - 03-04-12 - n. 403

da Associazione nazionale Nuova Colombia - www.nuovacolombia.net
 
Bollettino di informazione al 03/04/2012 - CLAMORI DALLA COLOMBIA!
 
15/03 - Esercito tortura contadino nel Cauca, cucendogli le labbra col filo di ferro
Lo scorso 24 febbraio, i media dell'oligarchia colombiana hanno diffuso una macabra "notizia"; secondo diverse testate, infatti, l'insorgenza delle FARC avrebbe torturato un contadino a Palos, nel dipartimento del Cauca,  per essersi rifiutato di condurre un "asino bomba" da far esplodere contro una pattuglia dell'Esercito.
Gli stessi giornali però, si sono ben guardati dal confessare, qualche giorno dopo, di essersi prestati, nel migliore dei casi, alla solita mistificazione cui i media di regime ci hanno ampiamente abituati.
Si è trattato in realtà di uno dei cosiddetti "falsos positivos", eufemismo di comodo che non può occultare le barbare pratiche cui l'Esercito colombiano sottomette i contadini.
A Palos, infatti, un contadino è stato davvero torturato, le sue mani sono state lacerate e le labbra cucite con il filo di ferro; ma gli autori di tali abusi sono ovviamente effettivi dell'Esercito, come denunciato dai contadini stessi, che, provenendo dai municipi di Miranda, Caboto e Toribío, si sono riversati nelle strade a centinaia, bloccando la via che mette in comunicazione i municipi del dipartimento del Cauca con quelli del dipartimento del Norte del Valle, protestando contro questo e gli altri innumerevoli abusi di integranti dell'Esercito Nazionale.
I media oligarchici si sono naturalmente ben guardati dallo smentire la prima falsa notizia, confermando per l'ennesima volta di essere testa di ponte della disinformazione mirata e della propaganda di regime.
 
16/03 - FARC: Siamo pronti a liberare i prigionieri di guerra!
1. Comunichiamo al gruppo delle Donne del Mondo per la Pace, coordinato da Piedad Córdoba, e all'organizzazione Asfamipaz, che siamo pronti ad iniziare il processo di liberazione, in due giornate, di 10 prigionieri di guerra in nostro potere.
2. Manifestiamo il nostro consenso rispetto ai punti del protocollo di sicurezza. C'è però bisogno che il presidente Juan Manuel Santos permetta la visita umanitaria ai prigionieri politici e di guerra nei centri di reclusione del paese, messa in cantiere dalle Donne del Mondo per la Pace. E' un controsenso che il governo colombiano neghi la loro esistenza solo per ostacolare la suddetta visita, quando l'Istituto Nazionale Penitenziario e Carcerario, INPEC, in risposta ad un'interpellanza, ha appena riconosciuto l'esistenza di 15.000 prigionieri politici. Si tratta di una realtà inoccultabile in un paese che da decenni vive un conflitto armato.
Segretariato dello Stato Maggiore Centrale delle FARC-EP
Montagne della Colombia, 16 marzo 2012
 
18/03 - Continuano le proteste popolari contro il megaprogetto di El Quimbo
Dall'inizio del mese di marzo, nel dipartimento del Huila (sudovest della Colombia), si sono andate intensificando le mobilitazioni popolari per salvaguardare il fiume Magdalena -principale arteria fluviale del paese andino e patrimonio di tutto il popolo- e bloccare i lavori di costruzione del megaprogetto di El Quimbo, un impianto idroelettrico la cui gestione e realizzazione è nelle mani della multinazionale EMGESA (tra i cui azionisti figurano le italiane ENEL ed Impregilo), il cui consiglio di amministrazione è presieduto da José Antonio Vargas Lleras, fratello del ministro degli Interni del governo Santos.
Nel 2008 il governo dell'ex-narcopresidente Uribe, attraverso il Ministero delle Miniere e dell'Energia, svendendo la sovranità nazionale dette in appalto il progetto alla suddetta multinazionale. La politica neoliberista di saccheggio, spoliazione, repressione e dominazione dei popoli imposta da Uribe con la violenza terrorista del paramilitarismo, le cui azioni sono propedeutiche all'avanzata del gran capitale, è con evidenza consolidata dal governo Santos che, nonostante una mobilitazione generalizzata sostenuta dalla solidarietà internazionale, persegue il consolidamento del progetto, subordinando i diritti di un popolo, la salvaguardia dell'ambiente e le risorse del paese ai rapaci investimenti stranieri, e causa sfollamenti forzati, distruzione e miseria, favorendo il neocolonialismo nordamericano ed europeo. Contadini, pescatori, studenti e popolazioni indigene portano avanti la resistenza in modo unitario, nonostante la pertinace repressione del regime che mette per l'ennesima volta a nudo la vera essenza violenta e proimperialista del governo Santos.
 
22/03 - Il guerrafondaio Santos continua a negare a Piedad Cordoba il permesso di visitare i prigionieri politici
Piedad Córdoba, leader del movimento "Colombianos y Colombianas por la Paz", si è vista negare dal governo Santos il permesso di visitare gli oltre 8000 prigionieri politici rinchiusi nelle carceri del regime.
Il ministro della Giustizia, Juan Carlos Esguerra, continua a negare tale autorizzazione come rappresaglia nei confronti di Piedad Córdoba, "rea" di aver spronato l'esecutivo e le istituzioni a smetterla di negare l'esistenza di prigionieri politici in Colombia.
Esguerra, sgherro di Santos e fedele esecutore del Pentagono, continua a sostenere che le migliaia e migliaia di persone private della libertà poiché appartenenti all'insorgenza rivoluzionaria, o all'opposizione politica e sociale, non sarebbero prigionieri politici ma "comuni delinquenti"!
La visita nelle carceri è un'iniziativa lanciata dal gruppo delle "Donne del Mondo per la Pace", coordinato da Piedad Córdoba e composto, tra le altre, da Xiomara Castro, candidata alla presidenza dell' Honduras, la guatemalteca Rigoberta Menchú, premio Nobel per la pace, Lucía Topolaski, ex presidente del Senato dell'Uruguay, e Marcela Bordenave, cofondatrice delle Madri di Plaza de Mayo. L'obiettivo è quello di verificare le condizioni di detenzione dei prigionieri politici, vittime di torture, sovraffollamento, violazioni, aggressioni, mancanza di assistenza sanitaria, ecc. E di portare alla ribalta la loro situazione, ignorata dalla cosiddetta "comunità internazionale" ed occultata dai media di regime.
 
25/03 - Non si ferma la lotta dei prigionieri politici colombiani
I Collettivi di Prigioniere e Prigionieri Politici di 11 istituti penitenziari colombiani hanno iniziato, alcuni giorni fa, uno sciopero nazionale della fame per esigere che il governo consenta la visita nelle carceri della Commissione Internazionale di Osservazione della situazione dei Diritti Umani e delle condizioni dei Prigionieri Politici in Colombia.
Lo sciopero è un atto politico volto anche a stigmatizzare le ripetute dichiarazioni del ministro della Giustizia e degli Interni Juan Carlos Esguerra, secondo il quale in Colombia "Non ci sono prigionieri politici perché qui non esistono prigionieri politici, né prigionieri di guerra!"
Chiunque può notare il patetico e meschino tentativo del ministro di oscurare il Sole con un dito,  ripetendo un ritornello che -se non fosse per il drammatico contesto in cui migliaia di prigionieri politici colombiani sopravvivono nelle carceri in condizioni infernali, sottoposti ad ogni genere di tortura e vessazione- susciterebbe un'incontenibile ilarità.
E ancorché il regime colombiano ci abbia abituati alla pratica della più sfacciata negazione dell'evidenza, queste "chicche" di propaganda ai limiti dell'assurdo riescono ancora a sorprendere.
La polemica, se vogliamo concedere tale dignità alle insulse dichiarazioni della cricca di Santos, sorge quando la senatrice Piedad Córdoba ha richiesto di visitare alcuni guerriglieri rinchiusi nelle carceri colombiane, mentre fervono i preparativi per la liberazione unilaterale di 10 prigionieri di guerra, tra soldati e poliziotti, da parte delle FARC; come sempre accade, mentre l'insorgenza dimostra con fatti concreti la volontà di umanizzazione del conflitto che insanguina il paese, e di soluzione politica dello stesso, il regime fascista di "Jena" Santos fa l'impossibile per ostacolare qualunque passo nella direzione della pace.
 
28/03 - Dall'incontro internazionale di Losanna: Solidarieta' ai prigionieri politici colombiani!
Nei giorni 23, 24 e 25 marzo scorsi si è tenuto a Losanna, in Svizzera, l' "Incontro Internazionale per la Pace in Colombia", alla presenza di partecipanti in rappresentanza di nove paesi europei ed illustri invitati colombiani, con l'obiettivo di aumentare la visibilità internazionale del processo colombiano in ambito sociale, la situazione dei diritti umani nel paese, e per collaborare alla creazione di scenari di soluzione politica al terribile conflitto sociale e armato che insanguina il paese.
I partecipanti si sono organizzati in tre tavoli di lavoro; le aree tematiche sviluppate sono state "Territorio, sovranità e conflitti sociali", "Diritti Umani e Diritto Internazionale Umanitario", "Processo di Pace e accompagnamento della Comunità Internazionale".
Al termine dei lavori, i partecipanti hanno inviato un fraterno e solidale saluto a tutti i prigionieri politici colombiani, rinchiusi nelle differenti carceri del paese.
Consapevoli dello sciopero della fame che essi portano avanti in questo momento, e della repressiva risposta del governo Santos, che li imprigiona in luoghi distanti dai propri familiari e avvocati con lo scopo di abbatterne il morale, i delegati hanno ribadito il loro appoggio incondizionato alle loro giuste rivendicazioni, e annunciato di voler avviare una campagna internazionale che renda nota al mondo la loro situazione, promuovendo inoltre la liberazione di tutte e tutti dalle carceri del paese e da quelle degli Stati Uniti.
In tutto il mondo si moltiplicano le iniziative per denunciare il carattere repressivo e fascista del governo colombiano, la continua violazione dei diritti umani da parte del terrorismo di Stato, e le torture riservate ai prigionieri politici rinchiusi come bestie nelle prigioni del regime.
 
31/03 - Regime colombiano demonizza e reprime il movimento "Marcia patriottica"
La mattina dello scorso 27 marzo, truppe dell'Esercito Nazionale, presentatesi come appartenenti alla V Brigata, hanno fatto irruzione a Puerto Matilde, nel municipio di Yondó, dipartimento di Antioquia, ed hanno strappato i manifesti del Movimento Sociale e Politico "Marcia Patriottica", affermando che sono "manifesti affissi dalle FARC". La comunità esige che un tale gesto non si ripeta, e denuncia che fra le truppe dell'esercito si trovava personale incappucciato, presumibilmente delatori e informatori al soldo dei militari.
Questo è solo l'ultimo esempio, in ordine di tempo, della campagna di stigmatizzazione di questo movimento in particolare, e dell'opposizione politica e sociale al governo fascista di Juan Manuel Santos in generale.
Recenti sono anche le svergognate dichiarazioni di diversi alti funzionari dell'esecutivo colombiano, secondo le quali la "Marcia Patriottica" sarebbe una semplice emanazione della guerriglia; e tra i pennivendoli dei media oligarchici non sono mancati quelli che hanno chiesto a gran voce un intervento deciso delle "autorità democratiche" per evitare che "il terrorismo s'impadronisca delle strade e delle piazze del paese attraverso un movimento di facciata".
Si tratta dell'ennesimo capitolo della guerra psicologico-mediatica di disinformazione strategica, indirizzata a creare le basi per una successiva caccia alle streghe senza esclusione di colpi.
"Marcia Patriottica", che verrà lanciata ufficialmente a Bogotá il prossimo 22 aprile con una gran manifestazione ed un meeting, è un movimento politico, popolare e sociale costituito da diverse organizzazioni sociali, sindacali, indigene, studentesche, di quartiere, di donne, contadine, ecc, che dal luglio 2010 si sono rese protagoniste di un percorso di confluenza, confronto, incontro e unità nella lotta per "costruire una Colombia veramente democratica, con un modello economico e politico in cui i diritti alla salute, all'educazione, alla cultura, alla casa ed alla ricreazione siano una realtà per l'intera popolazione".
Il regime colombiano, dal canto suo, è terrorizzato dalla costruzione di un processo politico che si propone di democratizzare il paese e, conseguentemente, di abbattere i privilegi dell'oligarchia al potere, che mostra ogni giorno di più il suo carattere intrinsecamente fascista.
 
03/04 - USA invieranno veterani statunitesi di Iraq e Afghanistan in Colombia
Il Pentagono ha annunciato che invierà in Colombia comandati di brigata statunitensi che hanno combattuto in Afghanistan e Iraq, paesi invasi e occupati dagli Stati Uniti rispettivamente nel 2001 e nel 2003.
La notizia è stata diffusa dall'Agenzia di Stampa delle Forze Armate;  l'intervento servirà a intensificare la guerra contro-insorgente contro il popolo colombiano e la guerriglia rivoluzionaria delle FARC, e naturalmente a potenziare la presenza imperialista in Colombia, pericolosa piattaforma di aggressione nei confronti dei paesi della regione non allineati a Washington, e tutt'altro che incidentalmente si dislocherà in gran misura lungo la linea di confine con il Venezuela.
L'annuncio è stato dato dal Comandante dello Stato Maggiore Congiunto degli Stati Uniti, il generale Martin Dempsey, che, al termine della sua visita in Colombia, ha affermato che i comandanti di brigata reduci dalle guerre in Medio Oriente "condivideranno le proprie conoscenze" con le Forze Armate colombiane; l'obiettivo dichiarato sarebbe nientemeno che dimezzare le capacità militari delle FARC in due anni.
Sorprende che il regime, che sostiene da anni di aver sferrato presunti colpi micidiali all'insorgenza, debba ricorrere -oltre che agli "aiuti" militari di centinaia di milioni di dollari ogni anno- anche all'intervento di macellai "specialisti"; inoltre, al di là delle pompose dichiarazioni (e degli inverosimili scenari) che gli alti comandi yankees e colombiani vomitano attraverso i media dell'oligarchia, gli Stati Uniti, con le credenziali di due sanguinose invasioni imperialiste, aumenteranno il sostegno militare, logistico ed economico all'aggressione del regime colombiano contro il popolo, calpestando per l'ennesima volta la sovranità nazionale.
 

Resistenze.org     
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.

Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.