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Bollettino di informazione al 01/05/2012 - CLAMORI DALLA COLOMBIA!
05/04 - Le FARC hanno mantenuto la parola : Liberati gli ultimi 10 prigionieri di guerra!
Lo scorso lunedì 2 aprile l'insorgenza rivoluzionaria delle FARC ha liberato, in un villaggio nei pressi del fiume Guaviare, gli ultimi 10 prigionieri di guerra (tra militari e poliziotti) in suo potere, accolti dalla commissione composta da delegati del governo brasiliano, del gruppo dei "Colombiani e Colombiane per la Pace " e della Croce Rossa Internazionale.
La ex senatrice Piedad Córdoba, nella conferenza stampa tenutasi a Villavicencio, capoluogo del dipartimento del Meta, ha espresso di aver provato grande soddisfazione nel vedere arrivare una canoa con i dieci ex prigionieri, accompagnati solo da due guerriglieri, posto che gli accordi prevedevano le liberazioni in due gruppi distinti, segnalando che le liberazioni rappresentano "un atto di pace delle FARC".
"Abbiamo conseguito questo risultato senza spargere una sola goccia di sangue, nel rispetto di tutti, e soprattutto con la convinzione che la Colombia vuole la pace", ha sottolineato con fermezza la coordinatrice delle "Donne del Mondo per la Pace in Colombia".
In merito alla stizzita affermazione del presidente "Jena" Santos, per il quale "le liberazioni sono solo un passo, ma non sufficiente", Piedad Córdoba ha detto di trovarsi d'accordo, spiegando che in effetti "c'è ancora moltissimo da fare" poiché continuano i casi di cosiddetti "falsos positivos", e aggiungendo: "Mai più sparizioni, assassinii, mai più poveri in questo paese".
Il regime colombiano ha fatto in modo che la notizia fosse il più possibile occultata dai media oligarchici, per timore di valorizzare l'importante gesto delle FARC. Ma per proseguire nella ricerca di una soluzione al conflitto, Santos deve smettere di impedire le visite nelle sue carceri ai prigionieri politici da parte di attivisti per i diritti umani.
Solo così sarà possibile costruire percorsi che vadano nella direzione della soluzione politica, e che -a dispetto del veleno guerrafondaio sputato dai soliti corifei locali ed internazionali del regime- l'insorgenza rivoluzionaria ha dimostrato per l'ennesima volta di voler percorrere.
07/04 - Sinistra Patriottica Basca applaude il gesto di pace delle FARC
Mediante un comunicato pubblico, la Izquierda Abertzale basca ha affermato che la liberazione unilaterale di 10 prigionieri di guerra, realizzata il 2 aprile scorso dalle FARC, è un inequivocabile segno della loro volontà di aiutare a trovare una soluzione dialogata al conflitto sociale e armato che vive il paese. Parallelamente, nel comunicato si invita il governo colombiano ad un atteggiamento di reciprocità, evitando di parlare di "insufficienza" del gesto, cosa che nasconde la paura verso una soluzione democratica dei problemi del paese. Inoltre, viene criticata la mancanza di attenzione del governo verso il problema dei prigionieri politici e di guerra e si invita il governo stesso a non sprecare questa preziosa occasione. Questo comunicato pone sul tavolo della discussione i nodi più importanti che la società colombiana nel suo insieme è chiamata ad affrontare e contrasta fortemente con l'atteggiamento assurdo del governo colombiano, che di fronte al gesto della guerriglia ha reagito con fastidio e supponenza, impedendo addirittura che una commissione umanitaria visitasse i prigionieri politici e di guerra che si trovano nelle proprie carceri, senza considerare che nessun obbligo imponeva alla guerriglia di concedere la libertà a militari e poliziotti catturati in combattimento, e pertanto prigionieri di guerra, fintanto che perdura il conflitto.
Nonostante questa ulteriore dimostrazione di apertura al dialogo da parte dell'insorgenza, le azioni e le parole che provengono da parte governativa palesano che l'unica strategia di Santos e di Washington è quella di perpetuare a tempo indeterminato la guerra contro il popolo colombiano.
09/04 - Anche in Italia viene denunciata la "Operación Europa" del governo colombiano
Il 5 aprile scorso il comitato "Verita e Pace in Colombia" (www.veritaepace.org) ha depositato presso la Procura della Repubblica la denuncia sulle attività illegali condotte in Italia dalla polizia politica colombiana (DAS) nell'ambito della cosiddetta "Operación Europa".
Si tratta di un'operazione avviata durante la presidenza del narcoparamilitare Uribe dal Dipartimento Amministrativo di Sicurezza, che ha effettuato infiltrazioni, pedinamenti, spionaggio, minacce, intimidazioni, nel tentativo di screditare tutti quei soggetti che a vario titolo si oppongono in Europa alla politica genocida dell'oligarchia colombiana, ottenere la paralisi della loro attività di denuncia e la neutralizzazione della solidarietà nei confronti del popolo colombiano. Tali attività sono state portate avanti per anni da parte della sottostruttura illegale denominata G3, con la copertura diplomatica di cui gli agenti colombiani godono. In Italia, in cui tradizionalmente vengono inviati come diplomatici dal governo colombiano i peggiori delinquenti d'oltreoceano, ha operato dalla sua sede romana German Villalba, reo confesso, e attualmente sotto processo a Bogotá, che ha dichiarato come prendesse ordini dall'assassino di sindacalisti Jorge Noguera, già console generale a Milano, poi condannato a 24 anni di carcere. L'intera rete faceva capo direttamente al narco ex-presidente Alvaro Uribe Vélez. La "Operación Europa" è parte integrante della politica di terrorismo di Stato, condotta anche al di fuori delle proprie frontiere, in stile "Piano Condor", ovunque nel mondo gli organismi colombiani trovassero spazio o complicità locali.
Tra il 2010 ed il 2011 analoghe iniziative di denuncia sono state promosse in Spagna ed in Belgio, dove le relative inchieste sono tutt'ora in corso. È ora che il terrorismo del governo colombiano venga smascherato in tutte le sedi e che sia smentita una volta per tutte la favola secondo la quale in Colombia vi sarebbe un regime democratico, in luogo del fascismo filo-imperialista e criminale che sempre da più parti, nel mondo, viene denunciato, ma di fronte al quale le istituzioni europee tendono a chiudere entrambi gli occhi, pur di mantenere la Colombia tra le destinazioni privilegiate d'investimento dei propri capitali.
12/04 - Colombia: Nessuna protezione per i leaders comunitari
Lo scorso 28 marzo sono stati rinvenuti, lungo le rive del fiume Pavarandó, nell'Urabá antioqueño, i corpi senza vita di Manuel Ruíz e di suo figlio appena quindicenne. Manuel Ruíz da tempo si batteva per la restituzione delle terre di Curvaradó, nel Chocó, dipartimento colombiano sulla costa del Pacifico (e confinante col dipartimento di Antioquia).
Come confermato successivamente dal difensore del popolo Volmar Pérez, Manuel Ruíz, assassinato dal paramilitarismo di Stato, aveva sollecitato misure di sicurezza in tre diverse occasioni sin dal primo semestre del 2011, misure che sia il Ministero degli Interni che le autorità locali non gli hanno "garantito". Volmar Pérez ha inoltre ricordato che tra il 2006 e il 2011 sono stati 71 i leaders dei processi di restituzione delle terre assassinati in 14 dipartimenti del paese andino.
La propaganda con cui il governo del fascista "Jena" Santos ha esaltato la legge della "restituzione delle terre", promulgata nel giugno del 2011 e definita dal governo stesso come un "cambiamento epocale", si sgretola di fronte alla realtà dei fatti, laddove alla crescente protesta dei movimenti popolari che reclamano la restituzione delle terre usurpate, lo Stato risponde con il fuoco e la violenza del paramilitarismo per garantire alle multinazionali che la controriforma agraria permanente non è in discussione. La "soluzione" scritta, promulgata e propagandata dal regime è carta straccia. La sola evidenza che emerge dal trucco è la continuità violenta, guerrafondaia e antipopolare del governo Santos col suo narco-predecessore Uribe.
15/04 - Ex presidente del parlamento colombiano condannato per paramilitarismo
Javier Cáceres, ex senatore del partito Cambio Radical fra il 2006 ed il 2010 ed ex presidente del Congresso Colombiano, è stato condannato a 9 anni per vincoli con i paramilitari.
La Corte Suprema ha riconosciuto il parapolitico colpevole di "concorso alla promozione di gruppi armati" paramilitari; la sua rapida carriera politica è stata infatti sostenuta dalle AUC, come confermato da Juancho Dique e Iván Roberto Duque, capi paramilitari con i quali Cáceres si è incontrato varie volte per definire il loro appoggio alle elezioni legislative del 2006. Già investito dallo scandalo di ETESA, ente che regola il gioco d'azzardo in Colombia, protagonista di un gigantesco caso di corruzione, questo degno esemplare del parlamento-circo colombiano, dopo un accurato slalom fra tutte le coalizioni politiche, aveva ottenuto il pieno appoggio del narco ex-presidente Álvaro Uribe; milita ora nelle file del partito fra i più rappresentati al Congresso, quello degli inquisiti e condannati, in compagnia di più di cento suoi "onorevoli" colleghi.
Le istituzioni colombiane sono governate da personaggi legati a filo doppio al narcotraffico ed ai gruppi paramilitari, che dall'oligarchia al potere sono stati creati, foraggiati, sviluppati e utilizzati in chiave contro-insorgente, a difesa di privilegi di latifondisti e multinazionali, e come manodopera spendibile nel permanente terrorismo di Stato.
18/04 - Obama ammette: Gli USA mercato della droga prodotta in America Latina
In un intervista rilasciata lo scorso 13 aprile, poco prima del suo arrivo in Colombia per partecipare al "Vertice delle Americhe", Barack Obama ha ammesso che gli USA sono "un gran mercato per i trafficanti" di droga, affermando che rappresentano una "parte del problema", e devono essere "parte della soluzione".
Obama afferma inoltre che "dell'America Latina, del Centroamerica e dei Caraibi vogliamo essere buoni soci, e vogliamo lavorare con i diversi paesi sulla base dei reciproci interessi e del mutuo rispetto".
A contraddire le belle parole di Obama ci sono però i fatti, che dipingono una realtà completamente diversa: l'intenzione di rappresentare una parte della soluzione del problema della droga si è risolta, in Colombia, con il riversare dieci miliardi di dollari per sostenere la guerra contro-insorgente del Plan Colombia, e con le temibili fumigazioni al glifosato, che hanno avvelenato l'ecosistema colombiano senza ridurre minimamente la produzione di coca, e favorendo il disboscamento massivo della giungla e il proliferare di letali malattie che hanno colpito le comunità rurali.
I "reciproci interessi" fra Usa e paesi latinoamericani vogliono dire Trattati di Libero Commercio bilaterali, dai quali il gigante nordamericano ricava tutti i vantaggi, con le sue aggressive politiche economiche imperialiste.
E che nulla sia cambiato rispetto al passato, lo rivelano anche le incredibili dichiarazioni su Uribe e Santos, per i quali ha manifestato di avere "un gran rispetto" per aver affrontato "i cartelli della droga". Qualcuno dovrebbe ricordare a Obama che l'antinarcotici del suo paese, la DEA , ha posto Uribe fra i primi 100 più pericolosi narcotrafficanti al mondo!
20/04 - Nasce una nuova speranza per il popolo colombiano: Al via la "Marcia Patriottica" a Bogotá!
Fervono i preparativi per il lancio ufficiale del movimento "Marcia Patriottica", che avverrà nei giorni 21, 22 e 23 aprile prossimi.
Al Centro Convegni Gonzalo Jiménez de Quesada di Bogotá, oltre 3500 delegati da tutto il paese, in rappresentanza di oltre 1500 organizzazioni politiche e sociali di 26 dipartimenti, e un centinaio di delegati internazionali, si riuniranno per presentare il Consiglio Patriottico Nazionale del movimento al paese.
David Flores, leader studentesco dell'Università Nazionale di Bogotá, e Andrés Gil, dell'Associazione Contadina della Valle del Río Cimitarra, portavoce del movimento, annunciano che i delegati concluderanno l'evento con un corteo ed un concerto: "Sarà una giornata di festa" per dare vita ad un soggetto politico che promette di realizzare "una politica differente".
Alle accuse degli alti papaveri militari colombiani, che continuano a demonizzare questa nuova realtà politica, indicandola come "diretta dalla guerriglia", Flores risponde che "i colombiani ormai sono stanchi del fatto che tre giorni prima di ogni mobilitazione sociale appaia un computer, di quelli che tira fuori dal cilindro l'intelligence militare", per stigmatizzare le lotte ed accusare di terrorismo chi si oppone al governo.
Il regime colombiano mostra sempre più la sua preoccupazione nei confronti di un movimento che, forte di un sempre maggior consenso popolare e di un importante appoggio internazionale, mette in discussione le basi del potere oligarchico, ponendosi l'obiettivo di dare potere politico alle maggioranze popolari, per la costruzione di un paese sovrano, la soluzione politica al conflitto e la consecuzione della pace con giustizia sociale.
100.000 Persone in corteo a Bogotá partoriscono la "Marcia Patriottica"!
Dopo tre giorni di assemblee, dibattiti e delibere, che hanno visto protagonisti più di 4000 delegati in rappresentanza di oltre 1700 organizzazioni sociali, politiche e popolari di tutto il paese, e che si sono concluse con la formalizzazione del Consiglio Patriottico Nazionale quale organo di direzione del nuovo movimento Marcia Patriottica, una gigantesca manifestazione nazionale, che si è snodata da tre diversi punti di Bogotá, ha partorito questa nuova speranza per il popolo colombiano.
Oltre 100.000 persone, molte delle quali hanno attraversato per giorni le cordigliere, le selve e gli imponenti fiumi del paese andino-amazzonico per giungere nella capitale, hanno marciato sino ad una stracolma Plaza de Bolívar in cui contadini, lavoratori, studenti medi e universitari, donne, indigeni, senza tetto, venditori ambulanti, sfollati e difensori dei diritti umani hanno detto senza paura basta al regime oligarchico colombiano, al terrorismo di Stato e ad un ingiusto modello economico.
Significativa e variegata anche la presenza di delegazioni internazionali, che hanno portato la loro solidarietà a questo nuovo movimento politico e sociale che irrompe sulla scena nazionale: dal PSUV venezuelano al FMLN salvadoregno, dal MAS boliviano al Frente Amplio uruguayano, dal FSLN nicaraguense al PC cileno, dal MST brasiliano alla sinistra patriottica basca.
Uno dei tanti esponenti internazionali è Asier Altuna, rappresentante della Izquierda Abertzale, arrivata a Bogotá per partecipare alla "Marcha Patriótica por la segunda y definitiva independencia". Con l'adesione a questa importante iniziativa la sinistra indipendentista basca ribadisce il suo impegno per la costruzione della pace, la democrazia e la giustizia in Colombia. Impegno già dimostrato con la partecipazione a diverse iniziative, come l'Incontro Internazionale per la pace e la soluzione politica del conflitto colombiano tenutosi a Losanna, in Svizzera, il Foro Colombia celebrato in marzo a Bogotá sulla situazione dei prigionieri politici o il ruolo giocato da Maite Aristegi nella liberazione unilaterale da parte delle FARC-EP degli ultimi militari prigionieri di guerra.
Alla Marcia Patriottica si sono uniti anche settori politici liberali colombiani, guidati da Piedad Córdoba e riuniti nella Izquierda Liberal en Marcha, così come il Partito Comunista Colombiano e i Colombiani/e per la Pace , tra gli altri.
La Marcia Patriottica, che ha una vocazione di potere ed un carattere antimperialista, anticapitalista ed unitario, sarà un fattore determinante nella lotta per la soluzione politica del conflitto sociale ed armato colombiano, propedeutica alla costruzione della pace con giustizia sociale.
28/04 - Nuove manifestazioni in Colombia contro le politiche del governo Santos
Un'altra giornata di mobilitazioni in Colombia, dopo la grande manifestazione di lancio della "Marcia Patriottica" a Bogotá; lo scorso 25 aprile, infatti, diversi settori sociali colombiani sono scesi in piazza contro le politiche neoliberiste ed antipopolari del presidente "Jena" Santos.
Nella capitale, forti sono state le proteste di migliaia di medici e impiegati della sanità, che hanno scioperato e manifestato contro la famigerata legge 100 sulla Sicurezza Sociale, che ha veicolato la privatizzazione della sanità e favorito il furto di risorse pubbliche da parte del capitale finanziario.
Proteste anche di autisti di camion e taxi a Buenaventura, nel Valle, di 14.000 lavoratori dell'Istituto di Benessere Familiare, mentre i dipendenti pubblici hanno annunciato uno sciopero nazionale per il rispetto dei propri diritti sindacali.
Non passa giorno in cui nelle strade colombiane non si riversino migliaia di lavoratori, studenti, popolazioni indigene o afrodiscendenti per contestare il neoliberista regime colombiano; e mentre la "Marcia Patriottica" si organizza per canalizzare tutte queste esperienze di lotta e il ventaglio di soggetti sociali resistenti, "Jena" Santos appare sempre più solo, arroccato a difesa dei privilegi dell'oligarchia e delle multinazionali.
01/05 La mega-diga del Quimbo in Colombia: Devastazione made in Italy
Il fiume Magdalena non è l'arteria idrica più lunga della Colombia, ma per le sue rilevanza strategica e portata è sicuramente il più importante. Lungo i suoi 1500 chilometri , di cui quasi due terzi sono navigabili, vivono decine di migliaia di famiglie la cui sussistenza economica dipende, direttamente o indirettamente, da questo gigante blu.
Tra le 18 regioni che bagna prima di lasciarsi cadere nel Mar Caraibico, vi è anche il dipartimento del Huila, le cui fertilissime terre irriga. Ed è proprio in questa regione che le multinazionali stanno affilando i propri artigli per imporre alle comunità locali la costruzione di una mega-diga che implicherebbe una devastazione ambientale irreversibile: 8800 ettari verrebbero inondati (5300 sono attualmente coltivati) e 2000 persone sarebbero sfollate, mentre altre 3000 perderebbero il proprio sostentamento economico derivante dall'attività agricola e dalla pesca. Siamo alla follia più agghiacciante: deviare un tratto tutt'altro che marginale del Magdalena!
L'impresa costruttrice è la EMGESA, controllata dalla spagnola ENDESA che a sua volta dipende dall'italiana ENEL. I primi lavori sono iniziati nel 2010 senza nemmeno aver ottenuto la licenza ambientale, e si stima che termineranno nel 2014 con un costo valutato in 837 milioni di dollari. Tuttavia, il costo preventivato è destinato a lievitare a causa della corruzione strutturale che pervade il tessuto politico ed economico colombiano. Come già successo più volte, nell'indennizzare i terreni che vengono espropriati ai grandi latifondisti viene gonfiato il loro valore reale, mentre ai contadini, quando non vengono sfollati violentemente dalle squadracce paramilitari, viene riconosciuto un risarcimento ridicolo.
L'Associazione Asoquimbo, che riunisce gli abitanti e cittadini che si oppongono all'opera, è stata duramente repressa e sgomberata dagli squadroni antisommossa dell'ESMAD. Il tutto, documentato dal video girato dal giornalista colombiano Vladimir Sánchez e dall'italiano Bruno Federico (http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=BFv4HG8ALeA): il primo costretto all'esilio dopo aver ricevuto minacce di morte, e il secondo tenuto in stato di fermo dalla polizia colombiana per diverse ore, affinché capisse l'antifona…
L'ex ministro degli Interni German Vargas Lleras (spostato precipitosamente da Santos a presiedere quello della Casa), responsabile della forza pubblica e dell'ESMAD (famigerati squadroni antisommossa), deve rispondere in parlamento del conflitto di interessi che lo riguarda; suo fratello, infatti, è il direttore dell'impresa CODENNSA, una delle filiali di ENDESA.
Mentre l'ex narco-presidente Uribe, sotto il cui governo è stato avviato il progetto, dice che "la diga del Quimbo si deve fare perché sì…", l'attuale presidente Juan Manuel Santos considera un fatto di assoluta normalità l'agire poliziesco; tutto ciò appare assai ovvio, viste le migliaia di vittime che il terrorismo di Stato miete ogni anno attraverso assassinii, torture e sparizioni nelle fila dell'opposizione politica e sociale.
Occorre ricordare che l'ENEL ha un 31% di partecipazione statale (ministero dell'Economia), ragion per cui lo Stato italiano -volente o nolente- è direttamente implicato nelle azioni di cui è responsabile la multinazionale tricolore.
La lotta contro il Quimbo ha tante analogie con la lotta NO TAV in Val di Susa: megaprogetti inutili e dannosi che potenti, politicanti e affaristi vogliono imporre a ferro e fuoco alle popolazioni locali, oltraggiate e represse senza scrupoli dai governi che dicono di rappresentare tutti i cittadini ma che in realtà funzionano come puri e semplici comitati d'affari.
Il Rio Magdalena accompagnò nel suo ultimo viaggio verso l'eternità il Libertador Simón Bolívar, la cui spada, impugnata oggi da milioni di suoi figli, ripercorre tutto il continente e non lascerà impunite le ferite inflitte al popolo colombiano, dagli oligarchi locali e dalle multinazionali, statunitensi o europee che siano.
Associazione Nazionale Nuova Colombia
www.nuovacolombia.net
nuovacolombia@yahoo.it
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