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- popoli resistenti - colombia - 23-05-12 - n. 410
Bollettino di informazione al 22/05/2012 - Clamori dalla Colombia!
02/05 - Terrorismo di Stato miete 4 vittime nelle fila della Marcia Patriottica
Contro il Movimento della Marcia Patriottica, il terrorismo di Stato colombiano passa dalle minacce, neanche tanto velate, ai fatti; sono già almeno quattro le vittime accertate del regime, che usa tutti gli strumenti di cui dispone per tentare di abbattere il nuovo soggetto politico colombiano.
I soci di questa impresa criminale sono sempre gli stessi: governo, Forze Armate, Polizia, media di regime, narcotrafficanti, oligarchi,
latifondisti e multinazionali; gli strumenti del terrore assumono diverse sigle (AUC, Águilas Negras, Bacrim, Rastrojos, ecc.) ma hanno sempre lo stesso scopo: reprimere nel sangue il dissenso sociale, e l'opposizione al regime stesso.
Lo scorso 18 aprile è stato fatto sparire Herman Henry Díaz, leader contadino del Putumayo, mentre organizzava la partecipazione dei contadini alla Marcia Patriottica del 23 aprile a Bogotá.
Martha Cecilia Guevara Oyola, leader comunitaria di San Vicente del Caguán, nel Caquetá, è scomparsa 2 giorni dopo, durante i preparativi della Marcia.
La terza vittima è Mao Enrique Rodríguez, membro del Partito Comunista Colombiano, capo della scorta di Carlos Lozano (direttore del settimanale "Voz" e dirigente della Marcia Patriottica), crivellato di colpi da "ignoti" la sera del 27 aprile a Bogotá.
Praticamente in simultanea, nel municipio di Pradera (dipartimento del Valle del Cauca) veniva ammazzato da sicari del terrorismo di Stato il compagno Daniel Aguirre, carismatico leader sindacale dei tagliatori della canna da zucchero.
Secondo un ben noto copione, le stigmatizzazioni, le accuse e le minacce del presidente "Jena" Santos, degli alti comandi militari e dei pennivendoli di regime contro il movimento Marcia Patriottica, equivalgono a ordini di sterminio, ben compresi dall'esercito di assassini che agisce in Colombia su mandato del governo, e quindi nella più totale impunità.
05/05 - Magistrato generale denuncia nomina fraudolenta dei membri del Consiglio Superiore di Giudizio
Secchiata d'acqua gelida al Vertice dei Poteri al palazzo presidenziale, in presenza di "Jena" Santos, sul progetto del governo di riforma della giustizia, che prevede l'eliminazione del CSJ, il Consiglio Superiore di Giudizio.
Eduardo Montealegre, Magistrato Generale, ha infatti denunciato di fronte agli alti papaveri del governo e della magistratura gravi frodi nelle nomine dei magistrati della Sala Disciplinare, organo appartenente proprio al CSJ, che si occupa delle indagini sui comportamenti dei magistrati: "Si stanno indagando per ora sei nomine, ma vogliamo sapere se si tratta di fatti isolati o se ci sono altri casi, o se questo è solo una parte di un fenomeno generalizzato".
La maggior parte delle designazioni fraudolente sarebbe avvenuta alla presenza dei magistrati Ovidio Claros, Angelino Lizcano, Henry Villarraga e Julia Emma Garzón; tre di loro -Villarraga, Garzón y Claros- sono indagati per altri scandali legati a stipendi d'oro di magistrati ausiliari.
Tutte le istituzioni colombiane sono marce fino al midollo, e la magistratura non fa eccezione, come dimostra il fatto che i membri del suo stesso organo di controllo sono stati nominati in modo fraudolento; e mentre il popolo è quotidianamente protagonista di proteste e manifestazioni per rivendicare i propri diritti ed aprire il cammino alla costruzione di un nuovo paese, il narcogoverno colombiano affonda sempre più miseramente negli scandali.
10/05 - FARC confermano la detenzione del giornalista francese Romeo Langlois, e chiedono un ampio dibattito sulla liberta' d'informazione
In un comunicato del 30 aprile, un comandante di squadra del Fronte 15 delle FARC ha confermato che il giornalista francese Romeo Langlois è nelle mani dell'insorgenza, "catturato nel pieno dei combattimenti, vestito con abiti militari".
Nel video pubblicato su youtube, il comandante "Monazo" descrive i fatti accaduti lo scorso 28 aprile, quando unità del Blocco Sud della più poderosa guerriglia latinoamericana hanno attaccato Esercito e Polizia nel comune di La Libertad, dipartimento del Caquetá. Langlois viene qualificato come prigioniero di guerra; ferito ad un braccio, è stato sottoposto a cure mediche ed ora è fuori pericolo.
In una dichiarazione pubblica diffusa il 9 maggio scorso, il Segretariato dello Stato Maggiore Centrale delle FARC pone al centro del dibattito alcuni punti, che considera indispensabili ai fini del chiarimento dei fatti.
Innanzitutto, la direzione fariana ribadisce che i giornalisti che le Forze Armate colombiane portano con sé non hanno come obiettivo l'informazione imparziale, ma la manipolazione al servizio della guerra contro il popolo, e si chiede quale sarebbe la sorte di un giornalista che accompagnasse unità guerrigliere nel caso in cui fosse catturato in seguito ad uno scontro con l'Esercito.
Nel comunicato si legge inoltre che "la libertà di pensiero, di espressione e d'informazione non può funzionare a esclusivo beneficio dei proprietari del capitale e della terra"; d'altro canto, la guerriglia ricorda come vengano permanentemente bloccati i propri siti web, e bombardate le proprie emittenti radio.
A proposito della libertà d'informazione, si ribadisce un dato di fatto, e cioè che "il regime colombiano assassina, minaccia, incarcera o esilia i giornalisti nazionali o stranieri che provano ad indagare o informare sulla versione non ufficiale del conflitto".
Sempre in riferimento al giornalista francese al soldo dei media borghesi Le Figaro e Canal 24, l'insorgenza ritiene che "il minimo che ci si può aspettare per il recupero della sua piena libertà è l'apertura di un ampio dibattito nazionale ed internazionale sulla libertà d'informazione", e si augura che l'Esercito non si avventuri in irresponsabili e rischiose operazioni di riscatto manu militari, col deliberato proposito di causare la morte del prigioniero per poi addossarne la colpa alla guerriglia.
L'Esercito ha commesso l'ennesima grave violazione del diritto internazionale, portando in un'azione militare un civile, peraltro con abiti militari.
Quanti, anche in Europa, lamentano la cattura di un giornalista -omettendo di ricordare che è avvenuta durante un'azione militare dell'Esercito- farebbero bene a preoccuparsi anche della sorte di tutti i giornalisti non allineati alle politiche del governo, che subiscono quotidianamente gli attacchi del regime, le inchieste della magistratura, le minacce e le violenze dei paramilitari di Stato; e che, come il direttore di ANNCOL Joaquín Pérez Becerra, marciscono in una cella colombiana vedendo calpestati tutti i loro diritti, in virtù di assurde montature giudiziarie.
13/05 - Massacro dei tre bambini di Tame per mano dei militari: La difesa dell'esercito presenta un falso testimone
Giovedì 3 maggio 2012, nel tribunale di Paloquemao, a Bogotá, la difesa del militare dell'Esercito colombiano Raúl Muñoz Linares ha presentato come testimone dei fatti Elainer Payares Martínez, presunto disertore delle FARC.
La testimonianza è stata accettata da un compiacente magistrato come elemento di prova in merito al processo per i bambini di Tame, Arauca, violentati e uccisi nell'ottobre 2010 dai militari, nonostante Payares non abbia mai dichiarato di essere stato testimone oculare dell'omicidio.
Le dichiarazioni del presunto disertore delle FARC sono state piene di contraddizioni ed imprecisioni, rendendo palesi la non credibilità e l'inconsistenza del suddetto testimone, usato strumentalmente dalla difesa per addebitare l'atroce assassinio alle FARC e, contestualmente, scagionare l'ufficiale dell'Esercito colombiano.
Di fronte alla richiesta dell'accusa di verificare l'identità di Elainer Payares Martínez attraverso una prova grafologica, l'avvocato della difesa ha reagito in modo aggressivo opponendovisi.
Il processo è stato poi sospeso a causa del rifiuto di alcuni militari di comparire come testimoni, mentre la difesa ha chiesto di rinviare l'udienza prevista per il 4 maggio 2012, nonostante fosse già stata fissata con largo anticipo. Si tratta di comportamenti finalizzati a rallentare e insabbiare il procedimento giudiziario.
A questo clima si sommano le infami dichiarazioni dell'avvocato difensore del militare, che in varie occasioni ha fatto riferimento alla vita sessuale, personale e intima dei bambini uccisi e dei loro familiari. I rappresentanti delle vittime hanno sollecitato il giudice a prendere provvedimenti contro questa infame strategia difensiva, volta ad infangare la dignità delle vittime.
E' d'obbligo ricordare che i militari di Arauca, dipartimento dilaniato dalla miseria nonostante le abbondanti risorse petrolifere del suo sottosuolo, minacciano quotidianamente la popolazione locale che resiste, ed in particolare la comunità nei pressi di Tame che ha già denunciato e dimostrato una verità che tutti conoscono: a stuprare e massacrare tre bambini di un'umile famiglia contadina furono i soldati del locale battaglione. Una verità che, nelle aule giudiziarie colombiane e sulle pagine dei media oligarchici, viene negata al fine di garantire ai doberman militari del regime una sostanziale e pressoché assoluta impunità.
16/05 - Ex capo paramilitare Salvatore Mancuso: "Ho finanziato la campagna elettorale di Uribe!"
Esplosiva dichiarazione rilasciata dal feroce ex capo paramilitare Salvatore Mancuso da un carcere negli Stati Uniti: "Sì, mi sono riunito con l'ex presidente Uribe".
Mancuso, narcoparamilitare appartenente al ramo colombiano dell'omonimo clan della 'Ndrangheta, ha confermato che i suoi paramilitari, agli ordini del comandante "Andrés", hanno appoggiato la campagna per la rielezione di Uribe nel 2006, affermando: "ideologicamente ci identificavamo con i candidati proposti dall'ex presidente Uribe".
Secondo Mancuso, l'idea della creazione di un blocco paramilitare a Bogotá -il famigerato "Bloque Capital"- è di Francisco Santos Calderón (ex vicepresidente di Uribe e cugino dell'attuale presidente "Jena" Santos), che voleva poter contare su una struttura militare di criminali nella capitale.
In due ore di intervista radio, Mancuso, pur ricordando di temere per la propria vita e soprattutto per quella dei propri familiari, ha avuto il tempo di descrivere i fraterni rapporti fra narcotrafficanti, paramilitari e la crème dell'oligarchia al potere in Colombia; citando lo "zar degli smeraldi" Victor Carranza, alleato del famigerato Carlos Castaño, ma anche l'ex commissario per la Pace Luis Carlos Restrepo, il quale "senza dubbio sapeva delle false smobilitazioni" delle AUC, ed il generale Mario Montoya, ex Comandante dell'Esercito ed ex ambasciatore in Repubblica Dominicana, costretto a dimissioni multiple per paramilitarismo.
Nell'agghiacciante conclusione dell'intervista, Mancuso rivela che Castaño aveva ordinato la realizzazione di forni crematori per occultare l'enorme numero di vittime dei paracos.
Dopo aver utilizzato i gruppi paramilitari come manodopera per i loro crimini, i vari politici come Uribe e Santos, militari come Montoya ed oligarchi vari come Carranza speravano di disfarsi di una generazione di capi estradandoli negli USA; ma dalle carceri statunitensi gli ex alleati rivelano l'intreccio indissolubile di questi loschi personaggi in giacca e cravatta con criminali, assassini, narcotrafficanti e paramilitari.
18/05 - Paramilitari minacciano di morte esponenti del movimento Marcha Patriotica
I paramilitari delle "Águilas Negras" hanno fatto circolare un comunicato nel quale minacciano di morte i membri di diverse organizzazioni sociali, politiche e sindacali colombiane.
Nelle farneticazioni nazistoidi di questi criminali, si legge una difesa accorata di "Jena" Santos, dell'Esercito e della Polizia, e si ingiuriano gli attivisti sociali "colpevoli di sollevare le comunità affinché reclamino i loro presunti diritti" (ovvero la restituzione delle proprie terre strappategli dagli stessi paramilitari e consegnate ai latifondisti), e "rei" anche di "opporsi al ben meritato foro militare", ossia lo strumento che il regime vuole implementare per favorire ulteriormente l'impunità dei militari.
Questi assassini infine compilano una lista di associazioni e sindacati che dichiarano obiettivi militari, a causa del loro impegno per la popolazione e per il movimento ‘Marcia Patriottica', e concludono esortando i minacciati ad abbandonare la città di Bogotá entro pochi giorni.
Il comunicato porta la firma del Bloque Capital delle Águilas Negras, raggruppamento di squadracce fasciste istituito, come confermano le dichiarazioni dell'ex capo paramilitare Mancuso, dal cugino del Presidente "Jena" Santos ed ex vicepresidente di Uribe, Francisco Santos.
Dal testo si evince chiaramente chi sono i fratelli maggiori dei paramilitari (il regime, le Forze Armate), e chi i nemici (i movimenti sociali e sindacali, i contadini poveri, oltre che, ovviamente, l'insorgenza rivoluzionaria); i gruppi paramilitari, come denunciamo da anni, non sono altro che gli scagnozzi del regime, e sono composti da effettivi delle Forze Armate e delinquenti comuni, organizzati militarmente dall'oligarchia per fare "il lavoro sporco", per vessare cioè la popolazione applicando il Terrorismo di Stato e assassinare gli oppositori al regime.
Purtroppo, a pochi giorni dal lancio della ‘Marcia Patriottica' sono diversi i militanti di questo movimento, nato per canalizzare le lotte sociali colombiane, caduti sotto i colpi del regime, a dimostrazione del fatto che le minacce dei paramilitari, braccio prediletto del terrorismo di Stato, non cadono nel vuoto.
20/05 - In vigore il TLC tra USA e Colombia: Oltre un milione di famiglie del settore agroalimentare colpito duramente
Oltre un milione di famiglie colombiane residenti in aree rurali e agrarie subirà un drastico taglio al reddito a causa dell' entrata in vigore dello sciagurato TLC (Trattato di Libero Commercio) tra Stati Uniti e Colombia.
Un recente documento redatto da organizzazioni non governative colombiane e statunitensi segnala come i termini dell'accordo siano profondamente iniqui, giacché s'impone alla Colombia l'acquisto di prodotti agricoli sussidiati dal governo USA, cosa che mette in seria difficoltà la produzione locale. Nel caso di cereali e ortaggi, si stima che il prezzo all'ingrosso dei prodotti importati sia inferiore al costo di produzione nel paese, senza contare che la Colombia si è vista obbligata a smantellare le già deboli forme di controllo dei prezzi.
Altro punto sottolineato nel documento è l'asimmetria delle tassazioni reciproche, in quanto gli USA hanno diritto di esportare in Colombia senza tasse o dazi doganali (si stima oltre un miliardo di dollari di mancate entrate per la Colombia solo per gli accordi commerciali attualmente stipulati), mentre le agevolazioni fiscali per le esportazioni colombiane verso gli USA sarebbero circoscritte a pochi prodotti agroindustriali, per i quali si richiedono metodi di produzione inaccessibili ai piccoli e medi contadini, per di più duramente tartassati dalla contro-riforma agraria permanente imposta a ferro e fuoco dall'oligarchia.
L'entrata in vigore del TLC, che rappresenta uno dei grandi binari di continuità strutturale tra il governo del narco-paramilitare Uribe e quello attuale del fascista Santos, genererà una drastica diminuzione della produzione di alimenti in Colombia, nonché un'ulteriore invasione di prodotti made in USA e multinazionali, i cui già scandalosi privilegi cresceranno a dismisura in modo direttamente proporzionale all'erosione dei diritti dei lavoratori, alla lacerazione eco-ambientale ed alla prostituzione della sovranità nazionale.
22/05 - Piedad Córdoba denuncia un piano del paramilitarismo di Stato per assassinarla
Lo scorso 9 maggio la dirigente del movimento ‘Marcia Patriottica', Piedad Córdoba, ha denunciato l'esistenza di un piano per assassinarla. Sulla base di successive informazioni più dettagliate, l'ex senatrice ha reso noto come persone di alto livello, appartenenti a settori molto potenti del regime oligarchico, abbiano offerto somme milionarie di denaro al paramilitarismo di Stato per assassinarla.
Il piano, che prevede anche l'utilizzo di tecnologia di punta per raggiungere con esattezza e precisione il suo obiettivo, dimostra la continuità del terrorismo di Stato per eliminare quanti lavorano per una soluzione politica al conflitto sociale e armato colombiano, e lottano per la pace con giustizia sociale.
Piedad Córdoba, già vittima di illegali intercettazioni e montature da parte della polizia politica del DAS durante il governo del narco ex-presidente Uribe, ed inabilitata a ricoprire incarichi politici e parlamentari per diciott'anni dall'opusdeista e fanatico reazionario Procuratore Generale Ordoñez, nella sua denuncia focalizza l'attenzione su un punto centrale: il piano per assassinarla è stato organizzato proprio in un periodo in cui il movimento di cui è leader e portavoce, ‘Colombiani e Colombiane per la Pace', ha compiuto una serie di importanti azioni, e la ‘Marcia Patriottica' è stata lanciata a Bogotá con gran successo e la mobilitazione di oltre 100.000 persone.
La sanguinaria oligarchia al potere, di cui il governo "Jena" Santos è espressione, dimostra di esser sempre pronta ad usare qualunque mezzo pur di far tacere chi ne denuncia l'essenza e le pratiche violente, antidemocratiche e guerrafondaie.
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