www.resistenze.org - popoli resistenti - colombia - 04-07-12 - n. 416

da Associazione nazionale Nuova Colombia - www.nuovacolombia.net
 
Bollettino di informazione al 04/07/2012 - Clamori dalla Colombia!
 
15/06 - Carlos Lozano denuncia: "Contro di me un piano per assassinarmi!"
Lunedì 4 giugno Carlos Lozano Guillén, direttore del settimanale Voz, membro del Comitato Centrale del Partito Comunista Colombiano e del collettivo "Colombiane e Colombiani per la Pace", nonché dirigente nazionale del movimento sociale e politico ‘Marcia Patriottica', ha denunciato l'esistenza di un piano per assassinarlo. È lo stesso Lozano a rendere noto che il gruppo narcoparamilitare "Los Urabeños" ha ordinato, sulla base di una ricompensa di 200.000 dollari, il suo assassinio da eseguire quanto prima con l'ausilio di un gruppo di sicari inviati in diversi luoghi di Bogotá.
Le deliranti dichiarazioni di alti funzionari del governo del fascista "Jena" Santos, e di membri della cupola militare che hanno tacciato la ‘Marcia Patriottica' di agente della sovversione e strumento delle FARC-EP, hanno contribuito, come dichiarato da Lozano, a stimolare questi gesti criminali del terrorismo narcoparamilitare. Ai mandanti del paramilitarismo di Stato, il tenace dirigente comunista ha risposto dicendo che non riusciranno ad intimidirlo né potranno farlo tacere, mantenendo ferma la sua posizione al fianco dei colombiani e colombiane che aspirano ad una vera pace con giustizia sociale per la Colombia.
Il terrorismo di Stato che alimenta il regime oligarchico al fine di far tacere ed annientare l'opposizione politica e sociale, e la propaganda fascista del governo tesa a demonizzare la ‘Marcia Patriottica', non riusciranno a sminuire il successo indiscutibile e l'appoggio di massa che hanno accompagnato e contraddistinto la sua nascita. Il popolo è in marcia verso la seconda e definitiva indipendenza!
 
17/06 - Rinvenute altre 181 fosse comuni in Colombia
Almeno 181 fosse comuni sono state scoperte dalle autorità in diverse zone della selva colombiana; 180 si trovano nei dipartimenti del Chocó e di Antioquia, nel nordovest del paese, ed una a Cartagena del Chairá, nel meridionale dipartimento del Caquetá. Le fosse del Chocó e di Antioquia sono state ritrovate sulla base delle indicazioni dell'ex capo paramilitare Freddy Rendón, alias "El Alemán". Organizzazioni sociali e familiari delle vittime, scomparse fra il
1995 ed il 1997, si stanno adoperando per l'identificazione dei cadaveri; secondo la magistratura, nelle fosse comuni si troverebbero almeno 100 corpi di vittime dei paramilitari.
Il terrorismo di Stato colombiano, per mano militare e paramilitare, miete vittime da decenni e per occultare i corpi degli oppositori sociali, leaders sindacali, rappresentanti delle comunità indigene e di afrodiscendenti, studenti e giornalisti trucidati, utilizza le fosse comuni -cumuli danteschi di corpi umani smembrati- e forni crematori.
All'agghiacciante scoperta della gigantesca fossa della Macarena, la più grande di tutta l'America Latina, avvenuta nel 2009, sono seguiti numerosi altri macabri ritrovamenti, a dimostrazione dell'inusitata violenza esercita dal regime colombiano ai danni della popolazione.
 
20/06 - inquisito per cospirazione con paramilitari e narcotrfficanti il generale Santoyo, ex capo della sicurezza di Uribe
Gli Stati Uniti hanno formalmente accusato l'ex capo della sicurezza di Uribe, il generale della Polizia Mauricio Santoyo, per aver ricevuto denaro dai sicari della "Oficina de Envigado" e dai paramilitari colombiani, in cambio di informazioni utili al traffico di cocaina, nonché ad evitare arresti, attraverso intercettazioni telefoniche illegali e trasferimenti di ufficiali corrotti in luoghi utili ai criminali.
Il Tribunale Federale del Distretto orientale della Virginia ha ricevuto la documentazione relativa all'accusa federale contro il generale in congedo, per cospirazione con i capi narcotrafficanti e paramilitari finalizzata all'invio di droga in America Centrale e negli Stati Uniti.
I gravissimi reati contestati a Santoyo dalla magistratura statunitense, che ne ha sollecitato l'estradizione, si riferiscono al periodo 2000-2008; fra il 2002 ed il 2006, il suo incarico ufficiale era quello di segretario della sicurezza del narco ex-presidente Uribe, dopodiché è stato nominato Aggregato di Polizia proprio in Italia.
Tutti gli amici e i parenti toccati da Uribe, vero Re Mida della corruzione e del malaffare, presto o tardi finiscono nella rete della magistratura per reati connessi al paramilitarismo ed al narcotraffico, i due cavalli di battaglia di Uribe Vélez, che sente avvicinarsi ogni giorno di più il momento in cui dovrà pagare per i delitti commessi.
Vale la pena di notare che l'Italia è uno di paesi privilegiati in cui il narcogoverno colombiano di turno è solito inviare farabutti e criminali di ogni risma a ricoprire alti incarichi diplomatici; basti pensare a Noguera, ex console a Milano, all'ex ambasciatore Sabas Pretelt de la Vega, all'ex vicedirettore della Risorse Umane del DAS Villalba e così via, tutti ampiamente plurinquisiti e condannati, mandanti ed autori di massacri, paramilitarismo e terrorismo di Stato, corruzione e narcotraffico, persecuzione dell'opposizione politica e sociale e guerra sporca contro il popolo.
 
22/06 - Nicaragua: Catturata spia militare colombiana
 
16 Giugno 2012, Managua: il giudice nicaraguense Armando Juárez accusa il governo colombiano di "atto lesivo" ai danni del Nicaragua, alla luce della cattura dell'agente colombiano Luis Felipe Ríos Castaño.
Il giudice sostiene che Ríos Castaño era impegnato a raccogliere "informazioni sensibili sulla strategia militare (...) e la capacità militare" del Nicaragua, trattandosi di "una situazione gravissima, un atto lesivo da parte di uno Stato legittimo contro un altro. Non si esclude nessun movente (...) ma ovviamente non può trattarsi di una sana intenzione".
Il governo nicaraguense ha acquisito le prove dell'invio di mail e del pagamento di informatori, nonché dei nomi dei comandi militari colombiani che dirigevano l'operazione. Ríos lavorava sotto la copertura di giornalista spagnolo e rispondeva agli ordini di Andrés Granados, conosciuto anche come "Fernando Tíquez", tenente dell'Esercito colombiano. L'agente colombiano ora rischia tra i 4 e 5 anni di carcere per il reato di violazione d'informazioni.
Il guerrafondaio Santos ha dichiarato che chiarirà la situazione e che "si sta indagando su una presunta spia, un colombiano catturato in Nicaragua".
Le due nazioni mantengono relazioni diplomatiche tese a causa di una controversia relativa al confine marittimo del mar dei Caraibi, questione attualmente sotto l'esame della Corte Internazionale di Giustizia.

Questa operazione di spionaggio rappresenta un'ulteriore conferma dell'arroganza del governo colombiano, che sia in materia di politica interna che di quella estera agisce incurante di qualsiasi "regola democratica", della sovranità altrui ed in aperta violazione del diritto internazionale. E costituisce l'ennesima dimostrazione del ruolo attivo dello Stato e del governo colombiani, in continuità con il mafioso Uribe, nel lavorare con un profilo a geometria variabile in funzione anti-ALBA, di cui la patria di Sandino fa parte

 
24/06 - Governo impone una base militare nel Cauca: 1500 contadini resistono e affrontano l'esercito
L'8 giugno scorso nel municipio di Miranda, dipartimento del Cauca, oltre 1500 contadini si sono mobilitati in difesa della propria terra affrontando l'Esercito, inviato dal governo del fascista "Jena" Santos per imporre una base militare. Da oltre tre mesi la presenza militare nel municipio di Miranda si è caratterizzata per l'uso ripetuto e costante di metodi terroristici, intensificando le violazioni dei diritti umani contro contadini, indigeni, difensori dei diritti umani e dirigenti del movimento politico e sociale ‘Marcia Patriottica'. Maltrattamenti psicologici e fisici sono all'ordine del giorno, fino ad arrivare, come denunciato dalla Rete dei Diritti Umani "Francisco Isaías Cifuentes", alla tortura e all'omicidio. Diverse testimonianze hanno messo a nudo la grave responsabilità della Brigata Mobile n. 28 dell'Esercito che, con l'abuso di potere e l'uso indiscriminato di armi e violenza, ha invaso le terre dei contadini, compiendo distruzioni materiali e detenzioni arbitrarie, usando la popolazione come scudo umano, per poi occupare case, scuole e consultori medici all'interno del perimetro urbano del municipio. Di fronte a tali gravi fatti che si verificano anche in altri municipi nel sud del Valle del Cauca e nel nord del Cauca, l'Esercito nega e il governo fa orecchie da mercante alle ripetute "raccomandazioni" delle Nazioni Unite, dell'OSA e di diverse altre organizzazioni umanitarie che invitano lo Stato terrorista colombiano a rispettare il Diritto Internazionale Umanitario. E mentre l'Esercito obbedisce ad ordini imperialistici, guerrafondai ed antipopolari, la popolazione, nelle sue diverse forme, resiste, si organizza e lotta per il diritto alla terra ed alla pace con giustizia sociale, pietra angolare della seconda e definitiva indipendenza.
 
27/06 - Approvata pseudoriforma della giustizia, ennesimo strumento del regime per garantirsi l'impunità
La farsesca approvazione della cosiddetta "Riforma della Giustizia" in Colombia rivela lo stato di sbandamento del ceto politicante, espressione dell'oligarchia al potere.
Il giorno dopo l'approvazione, avvenuta lo scorso 21 giugno, il ministro degli Interni Esguerra si è dimesso, contestando alcune modifiche ad hoc effettuate dal para-Congresso a tutela della propria impunità, non prima però di aver ribadito che a parere suo il progetto complessivo era validissimo.
Peccato che questa legge non sia altro che la logica conclusione della parapolitica che da decenni impesta la Colombia; il risultato è che i crimini commessi dai politicanti negli anni scorsi resteranno impuniti, parapolitici ed alti funzionari colti con le mani nel sacco, condannati e reclusi usciranno dalle carceri e si uniranno nuovamente ai loro capi narcotrafficanti.
Diversi settori sociali e politici colombiani hanno denunciato (anche penalmente) con forza questo colpo di mano, che oltre all'impunità andrà ad alimentare una già diffusissima corruzione.
Santos ora rifiuta la nuova legge, dopo averla presentata come la panacea per decongestionare la Giustizia (e qui in Italia di "gentiluomini" che invocano rapidità nella macchina della giustizia, ambendo in realtà all'impunità e al privilegio, ne sappiamo qualcosa).
Ma alla finestra di impunità che era stata spalancata sin dall'inizio della pseudo-riforma, le modifiche del Congresso forniscono semplicemente un velo di legalità, peraltro intriso delle lacrime di coccodrillo di "Jena" Santos e del sangue versato dalle vittime del terrorismo di Stato..
I paraventi legali non fanno altro che formalizzare una situazione di fatto esistente; i crimini che l'oligarchia ha commesso e continua a commettere per mano militare e paramilitare, attraverso la svendita della sovranità nazionale e delle preziose risorse che abbondano nel paese alle compagnie multinazionali ed all'imperialismo yankee restano nella più totale impunità.
 
30/06 - Migliaia di contadini in marcia contro base dell'esercito nel cauca obbligano i militari a ripiegare
Lo scorso giovedì 28 giugno, migliaia di contadini hanno marciato per protestare contro l'installazione della base militare "Tres Cruces" in una zona rurale appartenente al municipio di Miranda, nel meridionale dipartimento del Cauca, esigendo la smilitarizzazione dei propri territori.
Alla mobilitazione, in sostegno alla resistenza dei contadini, si è unita Piedad Córdoba, attivista di Colombiani e Colombiane per la Pace: "Siamo qui per accompagnare tutte queste famiglie, scacciate dalle loro terre da un governo ingiusto. Le storie dei contadini che l'Esercito ha sfollato sono incredibili", ha affermato la ex senatrice, esprimendo la propria solidarietà alle famiglie che protestano contro la presenza militare.
Dallo scorso aprile un'unità ascritta alla Brigata Mobile 28 della "Forza di Obiettivo Congiunto Apollo"si è posizionata in una tenuta del Cauca, all'interno della strategia per chiudere i cosiddetti "Corridoi di Mobilità" dell'insorgenza rivoluzionaria delle FARC.
La situazione ha ovviamente avuto conseguenze pesantissime sulla popolazione locale, che esige il ritiro del distaccamento militare; uno dei contadini intervistati ha semplicemente affermato: "la terra è nostra, l'Esercito non deve stare qui!"
A sostegno della protesta contadina si è aggiunta la "Carovana sociale umanitaria per la vita, l'armonia territoriale e la pace", proveniente da diversi dipartimenti e forte di centinaia di esponenti della Marcia Patriottica, per unirsi ai contadini e raggiungere il Centro Polisportivo di Miranda e consegnare alimenti e generi di conforto raccolti per le famiglie in lotta.
Nelle ultime ore, la pressione dei contadini e delle comunità locali ha obbligato i militari a ritirarsi dall'area usurpata, ora presidiata dai manifestanti.
Il regime colombiano impone ai contadini colombiani la militarizzazione del territorio, con tutto il suo seguito di appropriazione violenta di terre, impatto ecologico e, soprattutto, impunità totale per i crimini commessi dai militari, consapevoli della protezione accordatagli dall'oligarchia al potere; ma l'immediata e contundente risposta dei contadini oggi trova il sostegno politico di tutto il popolo colombiano in Marcia verso la Seconda e Definitiva Indipendenza.
 
04/07 - Pubblicato dossier sul conflitto colombiano nel 2011: Aumenta ancora la violenza del terrorismo di Stato
Il CINEP, Centro di Ricerca e di Educazione Popolare, ha presentato il suo annuale dossier sullo stato del conflitto armato in Colombia nel 2011; questo centro di ricerca, senz'altro non qualificabile come vicino alle posizioni dell'insorgenza, smentisce categoricamente alcune delle menzogne propagandate dal regime colombiano in merito all'andamento della guerra.
Dal dossier si può evincere che -lungi dallo sperimentare una débâcle militare- le FARC hanno aumentato le loro azioni belliche, rispetto all'anno precedente, dell'8%, intensificando il proprio agire in particolare nei dipartimenti del Cauca, del Norte de Santander, di Antioquia, di Arauca e di Nariño.
In continuo aumento anche il numero di effettivi della Forza Pubblica, che nel dicembre 2011 hanno raggiunto la mastodontica cifra di 447.000 unità, che rappresenta un incremento del 42,8 % rispetto al 2002.
Nel 2011 la Banca Dati del CINEP ha registrato 18 casi e 57 vittime di cosiddetti "Falsi Positivi", gli omicidi extragiudiziari perpetrati dai militari che trucidano civili a sangue freddo, per presentarli poi come "terroristi abbattuti in combattimento".
Le violazioni dei Diritti Umani da parte dei paramilitari, benché in aumento già dal 2006, sono state ben il 28% in più rispetto al 2010. E' un dato, questo, che demolisce definitivamente la versione governativa secondo cui i paramilitari non esisterebbero più (in quanto smobilitati dal precedente esecutivo), e sarebbero stati sostituiti dalle cosiddette Bacrim (Bande criminali).
La propaganda di "Jena" Santos, accreditato dai media del regime colombiano -e dagli scribacchini mainstream di casa nostra- come "volto nuovo della politica", viene completamente smontata dai dati reali, che dimostrano l'aumento di violenze ai danni del popolo colombiano perpetrate dal terrorismo di Stato, di cui Santos stesso, oligarca e primo violatore dei Diritti Umani, è il principale mandante.
 

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