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- popoli resistenti - colombia - 30-09-12 - n. 423
da www.diario-octubre.com/2012/09/29/colombia-eln-se-suma-a-la-busqueda-de-la-paz/
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
ELN si aggiunge alla ricerca della pace
29/08/2012
L'Esercito di Liberazione Nazionale e le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia hanno rilasciato una dichiarazione congiunta di sostegno al piano di pace, e ancor più significativo, mostrandosi insieme nel momento d'inizio dei negoziati di Oslo.
Le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC) e dell'Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) hanno riaffermato la loro indomabile determinazione a continuare la ricerca della pace. E' stato in una inusuale dichiarazione congiunta e a giorni dall'inizio dei negoziati di pace.
La decisione di firmare la dichiarazione congiunta sembra incorporare al processo di pace l'ELN, che aveva iniziato un percorso in questa direzione, durante la presidenza di Alvaro Uribe, ma era virtualmente stagnante. Le organizzazioni hanno sottolineato nella loro dichiarazione che la pace che si inizierà a negoziare l'8 ottobre a Oslo, Norvegia, deve significare per il loro paese e il continente l'instaurazione di una vera democrazia, la sovranità popolare, la giustizia sociale e la libertà. Attraverso questo documento, datato 27 settembre, hanno espresso la loro intenzione di far avanzare il processo di unità. "Dal 2009 stiamo forgiando passo dopo passo, col proposito di far convergere idee e azioni che permettano di affrontare - insieme al popolo - l'oligarchia e l'imperialismo come elementi che impongono lo sfruttamento e la miseria nel nostro paese", hanno affermato. Le organizzazioni insorgenti hanno sottolineato che in questi tempi si sviluppa la più profonda crisi del sistema capitalistico mondiale, caratterizzata da una oltraggiosa escalations di guerre d'invasione, saccheggio e sovra-sfruttamento delle risorse della natura e precarizzazione delle condizioni di lavoro.
Tutto questo, in base alla loro caratterizzazione, deriva direttamente dall'attuazione costante e fuori controllo delle politiche neoliberiste che favoriscono i grandi gruppi finanziari e le grandi corporations transnazionali, a scapito delle maggioranze nazionali. Inoltre hanno aggravato le condizioni di povertà e miseria che pongono la Colombia come terzo paese più ineguale del mondo. "Non ci può essere nessun altro cammino per i rivoluzionari che l'unità e la lotta, l'azione di massa per le strade, la rivolta popolare nelle campagne e nelle città, chiedendo al governo reali fatti di pace". In questo contesto, il Ministro della Difesa della Colombia, Juan Carlos Pinzon ha dichiarato ieri che, in parallelo con la firma della pace con le FARC, crescerà il numero dei membri delle Forze Armate della Colombia. "Quello che è stato dimostrato dove si arrestano i conflitti è che proprio in quel momento seguono alcune fasi di violenza criminale, diversa dal conflitto e che per questo si richiede una forza pubblica che preveda e garantisca questa stabilità e questa pace".
I negoziati annunciati dal governo della Colombia e dale FARC hanno fatto salire la buona immagine del presidente colombiano Juan Manuel Santos dal 43,9 al 62,9 per cento negli ultimi due mesi, secondo un sondaggio reso noto ieri. Il sondaggio, condotto dalla società Datexco per il quotidiano El Tiempo e la stazione W Radio, rileva inoltre che oltre il 67,3 per cento dei colombiani approva l'imminente inizio del processo di pace. Inoltre ha spiegato che il 64,2 per cento degli intervistati ha dichiarato che approva la gestione di Santos, che ha cominciato a governare nel mese di agosto 2010. "Santos sta invertendo fondamentalmente la tendenza per il processo di pace che ha avuto inizio con le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia", ha affermato il direttore del Datexco, César Valderrama. L'ottimismo inoltre è cambiato negli ultimi due mesi, dal 37 al 57 per cento il numero delle persone che credono che il Paese "è sulla giusta strada". Mentre il 67,3 per cento degli intervistati ha sostenuto il processo di pace, il 45 per cento pensa che il conflitto armato non si arresterà. Nel frattempo, il 41,6 per cento pensa che si concluderà. "La gente sostiene e vuole il processo, ma c'è molto scetticismo che la pace si realizzerà", ha detto la Valderrama.
Il governo e le FARC hanno sostenuto riunioni segrete tra il febbraio e l'agosto a Cuba, nel quadro delle quali hanno raggiunto un accordo per iniziare nel mese di ottobre un processo di negoziazione. Il dialogo inizierà a Oslo (Norvegia) e sarà poi trasferito a L'Avana. Le FARC contano circa 9.000 militanti e attivisti dal 1964 e hanno portato avanti processi di pace frustrati con tre governi precedenti.
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