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- popoli resistenti - colombia - 23-10-12 - n. 426
da Associazione nazionale Nuova Colombia - www.nuovacolombia.net
Bollettino di informazione al 20/10/2012 - Clamori dalla Colombia!
05/10 - Iniziata la settimana dell'indignazione in Colombia
Come stabilito nell'Incontro Nazionale di Unità Popolare, tenutosi nei giorni 11 e 12 agosto a Bogotá e promosso dalla Marcia Patriottica, dal Congresso dei Popoli e dalla Coalizione di Movimenti e Organizzazioni Sociali in Colombia, dal 4 all'11 ottobre sarà messa in campo una serie di iniziative di lotta congiunte nell'ambito della "Settimana dell'Indignazione".
Tutte le azioni di mobilitazione e protesta hanno come slogan "andiamo alla pace con un'agenda sociale!"
Le tre organizzazioni, riunite nel "Coordinamento Nazionale di Organizzazioni e Movimenti Sociali e Politici", ribadiscono il proprio impegno per la prospettiva di un processo di pace che ponga fine al conflitto sociale e armato, a partire dal superamento delle cause strutturali che lo hanno originato, verso la pace con giustizia sociale.
A partire da questa settimana, il Coordinamento inizierà "un processo permanente di mobilitazione e lotta" per contrastare le politiche neoliberiste del governo, appoggiare i dialoghi e contribuire alla creazione di un'unità popolare "che faccia avanzare il progetto di paese del quale i poveri della Colombia hanno bisogno".
La conclusione di questa settimana sarà il gigantesco sciopero nazionale del 12 ottobre, in corso di preparazione da mesi, che rappresenterà un evento senza precedenti nella storia colombiana.
Le organizzazioni popolari colombiane, consapevoli dell'importanza del proprio ruolo nella difesa del processo di pace dalle trappole dell'oligarchia, rafforzano la loro unità e lavorano senza sosta per la costruzione di una nuova Colombia.
10/10 - Ennesima macchinazione di regime: Arrestato il professor Carlo Alexander Carrillo Galvis
Lo scorso 26 settembre è stato tratto in arresto il professor Carlo Alexander Carrillo Galvis, docente di Scienze Sociali all'Università Pedagogica nazionale, insieme ad altri 6 giovani, nei pressi del municipio di Lebrija, nel dipartimento di Santander.
L'accusa, secondo un copione ormai noto, si basa su una segnalazione di collaborazione con l'insorgenza rivoluzionaria delle FARC. Seguendo dettagliatamente il solito canovaccio delle macchinazioni ordite dal regime colombiano, i media nazionali come Caracol ed El Espectador si sono immediatamente prodigati nel sostenere il vergognoso arresto, garantendo il proprio indiscriminato appoggio all'accusa di "terrorismo".
Il docente è l'ultimo di una lunga serie di intellettuali critici, scomodi al regime, che sono costretti a subire arresto e gogna mediatica, fra i quali citiamo almeno il professor William Javier Díaz Ramírez, attivista dei Diritti Umani, ed il professor Miguel Ángel Beltrán, entrambi arrestati con l'accusa di appartenere alle FARC e successivamente liberati, o Joaquín Pérez Becerra, giornalista e direttore di Anncol, arrestato illegalmente in Venezuela e successivamente consegnato al regime colombiano, tuttora in carcere a Bogotá.
L'oligarchia al potere in Colombia è terrorizzata dal lavoro di intellettuali critici nei confronti del regime, e ordisce montature giudiziarie col pieno sostegno dell'asservita stampa oligarchica, per cercare di far tacere le voci di dissenso; e solo una potente reazione popolare può impedire questi atti di ingiustizia.
COMUNICATO:
Il 12 ottobre, culmine della settimana dell'Indignazione e giornata della Dignità Indigena, il movimento politico e sociale colombiano Marcha Patriótica promuove in tutta la Colombia il Paro Nacional, un blocco unificato e generale delle attività del paese che coinvolge tutti i settori sociali e popolari in una mobilitazione unitaria con un programma politico alternativo al regime oligarchico. La piattaforma di questa giornata di mobilitazione nazionale è un passo importante di crescita politica e organizzativa per tutto il movimento popolare colombiano, che guarda alla costruzione di un paese nuovo.
Sovranità e difesa del territorio, migliori condizioni di vita e di lavoro, costruzione della pace con giustizia sociale sono tra le principali ragioni dello sciopero, che unisce concretamente in una sola voce tutte le manifestazioni, rivendicazioni e lotte dei movimenti sociali che attraversano il paese.
La lotta popolare si da in Colombia in una situazione difficile, in cui il terrorismo di Stato è impiegato a tutto campo e senza sosta contro l'opposizione politica e sociale, incrementato da una facciata formalmente pseudo-democratica e che il governo colombiano cerca costantemente di vendere all'estero, dando così la scusa ai governi europei (ma non solo) per chiudere entrambi gli occhi di fronte alla tragedia umana di maggiori proporzioni della storia contemporanea continentale. Sostenere la Marcha Patriótica è dunque un dovere imprescindibile per pretendere l'agibilità politica dell'opposizione in Colombia, e per contribuire a preservare la vita dei sui militanti, evitando il ripetersi del genocidio politico condotto contro la Unión Patriótica.
Occorre allo stesso modo sostenere lo sforzo affinché il tavolo dei dialoghi tra le FARC-EP ed il governo coinvolga nella discussione dei punti in agenda, rappresentanze dell'intera società colombiana; solo così il processo di ricerca di una soluzione politica del conflitto sociale ed armato potrà affrontare le cause economiche, politiche e sociali che lo hanno generato, e porre le basi per superarle. Finché tali cause, sul piano delle condizioni oggettive e strutturali, resteranno intatte, la pace, intesa come combinazione dialettica di giustizia sociale e democrazia reale, continuerà ad essere solo una pia illusione.
Il Paro Nacional del 12 ottobre sarà una espressione di tutta quella Colombia, maggioritaria nel paese, alla quale non viene data voce dai media oligarchici nazionali ed internazionali. Una Colombia che lotta contro la devastazione del proprio territorio e il saccheggio delle proprie risorse, contro le ingiustizie sociali imposte dall'ordine internazionale dominante e da una borghesia sanguinaria, facendo pagare i propri privilegi ai due terzi dei colombiani che oscillano tra la povertà e la miseria. Lo stesso sistema che mentre in Colombia accresce lo sfruttamento dell'uomo e dell'ambiente, in Europa riduce al lumicino tanto le garanzie sociali quanto quelle democratiche, e che impone sacrifici crescenti ai popoli europei.
Una Colombia che vuole creare una solidarietà bilaterale con tutti coloro che in Europa lottano contro misure economiche inique ed insostenibili, affinché il futuro sia dei popoli e non di minoranze privilegiate che continuano ad arricchirsi e a voler far pagare, a qualunque costo, la crisi sistemica ai lavoratori ed ai popoli.
Appoggiamo la Marcha Patriótica per la seconda e definitiva indipendenza, il Paro Nacional e la lotta per una pace fondata sulla giustizia sociale!
13/10 Colombia paralizzata da scioperi e cortei nella "Giornata della dignità'"
Venerdì 12 ottobre centinaia di migliaia di colombiani, fra studenti, lavoratori, contadini, afrodiscendenti, indigeni e persino funzionari del sistema giudiziario, hanno invaso pacificamente le strade delle principali città del paese nella "Giornata della Dignità", culmine della "Settimana dell'Indignazione".
I manifestanti criticano le politiche neoliberali del governo in materia di economia, istruzione, lavoro, e in generale il modello che propugna, fonte di un'ormai insostenibile diseguaglianza sociale.
Secondo David Flórez, leader studentesco e portavoce del movimento Marcia Patriottica, che ha organizzato unitamente al "Coordinamento Nazionale di Organizzazioni e Movimenti Sociali e Politici" l'iniziativa, la Marcia Nazionale si è svolta in 25 dei 32 dipartimenti del paese; "in questo momento congiunturale occorre esigere la partecipazione diretta del movimento popolare al tavolo dei dialoghi di pace" fra il Governo e l'insorgenza rivoluzionaria delle FARC.
"La possibilità di costruire la pace", chiarisce Flórez "passa per la discussione relativa al modello di paese con il resto dei colombiani; non si può avere la pace se la Colombia continua ad essere il paese più diseguale del mondo".
Purtroppo, diversi cortei sono stati funestati dalla solita aggressione degli sbirri di regime ai manifestanti; secondo il corrispondente di Telesur in Colombia, Vladimir Carrillo, integranti dei famigerati squadroni antisommossa dell'ESMAD si sono scagliati contro i manifestanti con granate stordenti e gas lacrimogeni", lasciando un saldo di diversi feriti e oltre 70 arresti.
Il popolo colombiano ha dato una gigantesca dimostrazione di forza ed organizzazione, manifestando in decine di città e paralizzando l'intera Colombia; alle giuste rivendicazioni di studenti e lavoratori, il regime risponde nell'unico modo che conosce: con la violenza delle forze di repressione per cercare di zittire la protesta. Ma è evidente a tutti che le cariche della polizia non possono fermare l'inesorabile avanzata delle organizzazioni politiche e sociali, riunite nella Marcia Patriottica, che lottano per la Nuova Colombia, la seconda e definitiva indipendenza e la pace con giustizia sociale.
16/10 - Straordinario successo dello sciopero nazionale in Colombia!
Con l'obiettivo di promuovere la Pace con giustizia sociale, l'inclusione del movimento popolare nei processi di dialogo, il cessate il fuoco bilaterale e le riforme strutturali reclamate da decenni su sanità, istruzione e casa, centinaia di migliaia di colombiani sono scesi nelle strade e nelle piazze per il grande Sciopero Nazionale, momento conclusivo della settimana dell'indignazione, convocata da Marcia Patriottica, Congresso dei Popoli e COMOSOC (Coalizione di Movimenti e Organizzazioni Sociali in Colombia).
Il bilancio delle manifestazioni e dei cortei è molto positivo; il popolo colombiano ha dimostrato di poter paralizzare l'intero paese, e in ognuna delle grandi città della Colombia si è vista una nutrita partecipazione popolare ai cortei e alle mobilitazioni.
Nonostante il clima pacifico e festoso delle iniziative, gli antisommossa dell'ESMAD hanno attaccato i manifestanti sia nella capitale, sia in altre zone del paese, come nel meridionale dipartimento di Huila, con pesanti violazioni dei Diritti Umani, o nel Nariño, dove la brutalità dell'ESMAD lascia un saldo di 30 arresti arbitrari e 60 persone ferite fra studenti e contadini partecipanti alla mobilitazione di San Juan de Pasto.
Il regime colombiano mostra ogni giorno di più di essere terrorizzato dalla poderosa avanzata del movimento popolare colombiano, che è esteso a tutti i settori produttivi e sociali e ha ramificazioni in ogni luogo della Colombia; ma le minacce, le intimidazioni e gli attacchi della propaganda mediatica filogovernativa e delle forze repressive nulla possono di fronte alla ritrovata e compatta unità popolare, in Marcia verso la Nuova Colombia, la pace con giustizia sociale e la seconda e definitiva indipendenza.
18/10 - KKE esprime solidarietà alla lotta del popolo colombiano
Il KKE, il Partito Comunista Greco, ha espresso la propria solidarietà alla lotta del popolo colombiano, contestando il Trattato di Libero Commercio tra l'Unione Europea ed il regime di Bogotá, le cui politiche repressive ha fortemente criticato.
L'eurodeputato del KKE Giorgos Toussas, nel suo intervento al Consiglio della UE, ha denunciato la politica antipopolare del governo della Colombia, la persecuzione, le detenzioni, gli incarceramenti di migliaia di prigionieri politici, gli assassinii di lottatori sociali, ma anche l'appoggio che la UE gli garantisce, col miglioramento delle relazioni bilaterali.
Allo stesso tempo ha espresso la solidarietà del suo partito con la lotta del popolo colombiano per rompere le catene dello sfruttamento capitalista.
L'eurodeputato ha citato poi il direttore di ANNCOL Joaquín Pérez Becerra, che subisce un'ingiusta prigionia a Bogotá, unitamente a migliaia di prigionieri politici.
Nonostante il 14 ottobre sia iniziato il dialogo fra il governo e le FARC, queste ultime "sono ancora incluse nella lista delle organizzazioni terroriste della UE, mentre prosegue la caccia alle streghe contro le persone che si ritiene abbiano relazioni con la guerriglia", ha affermato Toussas.
Il KKE, partito che ha mantenuto negli ultimi anni una posizione politica coerente e realmente internazionalista, denuncia di fronte al complice Parlamento Europeo il comportamento del regime colombiano che, nonostante le speranze legate ai dialoghi, prosegue imperterrito nelle continue violazioni dei diritti umani, e non muove un dito per dimostrare la propria buona volontà in direzione della pace.
20/10 - Avviati ufficialmente i dialoghi di pace fra FARC e governo colombiano
Lo scorso giovedì 18 ottobre, ad Oslo, l'insorgenza rivoluzionaria delle FARC ed il governo colombiano hanno presieduto la conferenza stampa che ha inaugurato ufficialmente i dialoghi di pace.
Dopo l'intervento di Humberto De la Calle, capo dei negoziatori del governo, per bocca del quale l'oligarchia e la borghesia colombiane hanno ribadito di non essere disposte a cambiamenti socio-economici e politici sostanziali per contribuire alla pace, hanno parlato le FARC.
Molti i punti toccati dai portavoce della guerriglia; in particolare, il Comandante Iván Márquez, del Segretariato dello Stato Maggiore Centrale dell'organizzazione insorgente, ha dichiarato che "il popolo dev'essere il principale protagonista nel raggiungimento della pace".
Ha poi precisato che in Colombia oltre 30 milioni di cittadini vivono in povertà, e 6 milioni di contadini sono sprovvisti di mezzi di sussistenza.
Le FARC, afferma il Comandante Márquez, hanno sempre voluto "una Colombia senza ingiustizie né disuguaglianze politiche, economiche e sociali", sottolineando che il primo tema da discutere sarà la questione agraria, giacché questo punto rappresenta il nodo-contraddizione centrale per la risoluzione del conflitto sociale ed armato in Colombia.
"Ci opponiamo", ha assicurato, "alla distruzione della biodiversità; [...] abbiamo lottato per una riforma agraria efficace e trasparente. La restituzione delle terre deve riferirsi alle terre che sono state strappate ai contadini e ai loro figli".
Dopo aver richiesto per l'ennesima volta al governo un cessate il fuoco durante i dialoghi, i portavoce dell'insorgenza hanno anche ribadito che "la ribellione armata è un diritto universale" dei popoli, auspicando che la partecipazione della Norvegia al processo contribuisca all'esclusione delle FARC dalla lista delle organizzazioni "terroriste", stilata arbitrariamente dall'Unione Europea per compiacere l'imperialismo USA. A questo proposito è bene ricordare che, a parte la Colombia ed il Perù, nessun altro paese del Sud America accetta tale definizione per le FARC.
L'inizio dei dialoghi non è dei più promettenti: mentre il movimento guerrigliero propone misure concrete per costruire una vera pace con giustizia sociale e parteggia per un'ampia e rappresentativa partecipazione popolare al processo, il governo Santos, lungi dal voler affrontare e superare seriamente le cause che hanno generato e che alimentano tuttora il conflitto, è interessato esclusivamente a gestirlo a porte chiuse e a smobilitare l'insorgenza rivoluzionaria, per attirarla nella trappola della borghese "democrazia" genocida colombiana in cui sindacalisti, difensori dei diritti umani, oppositori politici, intellettuali critici, attivisti sociali e leaders comunitari vengono minacciati, assediati, criminalizzati, arrestati o ammazzati. L'Unión Patriótica docet!
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