www.resistenze.org - popoli resistenti - colombia - 18-03-13 - n. 445

Bollettino di informazione al 18/03/2013 - Clamori dalla Colombia!
 
Associazione nazionale Nuova Colombia | nuovacolombia.net
 
18/03/2013
 
27/02 - Brutale aggressione della polizia contro lo sciopero dei lavoratori del caffé
Le poderose manifestazioni di protesta che portano avanti i lavoratori del caffè in 13 dipartimenti della Colombia sono state aggredite e represse con brutalità dalla sbirraglia antisommossa dell'ESMAD. Particolarmente vile l'attacco ai manifestanti nel Tolima, a Ibagué, perpetrato con bombe stordenti e lacrimogeni ai danni dei lavoratori durante una pausa del corteo. Diversi giornalisti sono stati aggrediti, sei contadini sono stati gravemente feriti e portati all'ospedale. Non appena la situazione si è tranquillizzata, i lavoratori hanno nominato una commissione, composta da delegati dei diversi municipi, per discutere con il governatore dei gravi fatti avvenuti. Di fronte all'atteggiamento di chiusura di quest'ultimo, la commissione ha preso la decisione di radicalizzare lo sciopero e marciare verso il municipio di Cajamarca, tristemente famoso per uno degli innumerevoli massacri compiuti dall'esercito ai danni di una famiglia di cinque persone (fra cui un neonato), "scambiati" -secondo la mostruosa definizione del narco ex presidente Uribe- per guerriglieri delle FARC. Mentre l'incapace e corrotto ministro dell'Agricoltura -le cui dimissioni sono richieste a gran voce dai manifestanti e dai movimenti popolari- strepita per stigmatizzare la giusta protesta di migliaia di piccoli coltivatori, accusandoli di essere "comunisti", "guerriglieri" e "terroristi", le violenze degli sbirri di regime dimostrano una volta ancora che il loro ruolo è solo quello di difendere gli interessi di classe della borghesia transnazionale e di reprimere le manifestazioni popolari contro le draconiane e dissennate politiche neoliberiste che stanno mettendo in ginocchio il paese.
 
03/03 - FARC: Il governo colombiano non ha alcun interesse ad eliminare il latifondo
Il Comandante Iván Márquez, capo della delegazione di pace delle FARC all'Avana, lo scorso 2 marzo ha dichiarato -a margine della conclusione del ciclo di conversazioni- che il governo non ha nessuna intenzione di toccare gli interessi dei latifondi.
"E' tornato il fantasma di Chicoral per impedire che si tocchi il sacrosanto latifondo, e per perseguitare di nuovo i contadini", ha affermato alludendo all'accordo del Chicoral, sottoscritto a politici e latifondisti nel 1971 e che istituzionalizzò l'allevamento estensivo, presentandolo come la forma più adatta per lo sfruttamento della terra, pretesto che mascherava l'intento di creare le condizioni più adatte per la produzione ed il commercio su vasta scala di sostanze stupefacenti, e di abbattere il tentativo di riforma agraria iniziato dieci anni prima con la legge 135.
Il capo della delegazione delle FARC-EP ha ribadito che i contadini non hanno avuto pace in Colombia sin dagli anni '50: "E' stata rapinata la loro terra e sono stati espulsi dal loro ambiente naturale", chiarendo che "questo governo diffonde l'idea che se si andassero a toccare gli interessi criminali dei latifondisti si risveglierebbe il demonio del paramilitarismo, come se fosse mai stato smantellato".
"In realtà l'intenzione dello Stato è quella di non danneggiare il latifondo improduttivo e ozioso, mentre i latifondisti aspettano le grandi compagnie straniere per vendere o affittare le terre; e invece di ricevere un castigo saranno premiati", conclude il Comandante delle FARC, esortando i colombiani a "non lasciarsi inghiottire dalla geofagia delle multinazionali".
Il tema della riforma agraria e della necessità della redistribuzione delle terre s'intreccia indissolubilmente con la storia colombiana, ed è una delle radici fondamentali del conflitto; la soluzione del problema si scontra tuttavia con una oligarchia ottusa, retrograda e violenta, che attraverso il paramilitarismo ed il terrorismo di Stato da decenni caccia i contadini dalle proprie terre e si impossessa di aree sempre più vaste di terra coltivabile.
 
07/03 - La Colombia si unisce alla NATO nelle minacce nucleari al Sudamerica
Mentre il governo della presidentessa argentina Cristina Fernández denuncia di fronte alla comunità internazionale che la Gran Bretagna, sostenuta dalla NATO, con il proposito di intimorire il sud del continente, ha realizzato un'importante base militare nelle Isole Malvinas (dalla quale possono operare caccia supersonici, sottomarini atomici, installandovi un arsenale di armi atomiche), il governo Santos sostiene esplicitamente questa minaccia.
Infatti, la Colombia è l'unico stato del Sudamerica ad aver inviato il suo viceministro della Difesa, Diana Quintero, alla riunione della NATO realizzata a Monterrey, in California, fra il 28 febbraio ed il 1 marzo scorsi. Il proposito della NATO è quella di convertire i mari del sud in un'enclave militare, attraverso l'accumulazione di armamenti e truppe; e il governo argentino ha denunciato la precarietà del Trattato di Non Proliferazione di armi nucleari in America Latina a causa della sproporzionata e ingiustificata presenza militare britannica nell'Atlantico del Sud; presenza, questa, che evidenzia il suo carattere aggressivo alla luce dell'inesistenza, nell'area, di un potere militare antagonista; una chiara minaccia dell'uso della forza con obiettivi colonialisti.
Mentre la stampa oligarchica si copre di ridicolo, enfatizzando "l'onore" riservato alla Colombia per aver partecipato a questo incontro di neo-colonialisti del terzo millennio, il regime dimostra, per l'ennesima volta, di seguire alla lettera i diktat degli strateghi del Pentagono, in ossequio agli interessi di Washington, che hanno trasformato la Colombia, a tutti gli effetti, nell'Israele d'America.
 
11/03 - Conclusosi vittoriosamente lo sciopero dei coltivatori del caffé
Dopo 12 giorni di agitazioni in tutta la Colombia, venerdì 8 marzo si è concluso lo sciopero nazionale dei lavoratori del caffè, previo raggiungimento di un accordo che concede, fra l'altro, un sussidio ai lavoratori mobilitatisi. Per tutta la durata delle manifestazioni il governo Santos ha utilizzato l'unico "argomento" della forza bruta e della violenza degli squadroni antisommossa dell'ESMAD, robocops addestrati alla più crudele e infame repressione.
Ma alla fine, come già l'anno scorso con gli studenti universitari, ha dovuto cedere di fronte alla tenacia ed alla forza degli scioperanti. La filo-oligarchica Federazione Nazionale dei Cafeteros, che blatera di voler "assicurare il benessere dei coltivatori" ma che non ha mai appoggiato lo sciopero, ha perso, dimostrando di essere un anacronistico coacervo di corruzione e opportunismo, che va abbattuto per realizzare una nuova organizzazione democratica, includente e di classe che difenda realmente gli interessi dei piccoli e medi coltivatori. Il sistema capitalista risulta sempre più incapace di risolvere i problemi del popolo colombiano, e solo la lotta popolare può contribuire alla costruzione di un'alternativa reale; lo sciopero nazionale, che ha potuto contare sull'appoggio di altri settori come ad esempio gli studenti, i coltivatori di cacao e diverse realtà di lavoratori, ha evidenziato l'alto livello di unità del popolo, principale strumento per abbattere i privilegi dell'oligarchia e costruire la pace con giustizia sociale.
 
15/03 - Il terrorismo di stato colombiano continua le violazioni dei diritti umani nonostante i dialoghi di pace
International Action for Peace, un'organizzazione di accompagnamento internazionale catalana, ha espresso una grande preoccupazione per i gravi episodi avvenuti negli ultimi giorni in tutto il territorio colombiano, e specialmente nei dipartimenti del Magdalena Medio e del Tolima, dove accompagna le organizzazioni contadine per la protezione e la difesa dei diritti umani. Fra il 22 ed il 27 febbraio, ad esempio, un dirigente dell'Associazione Contadina del fiume Cimitarra, Melkin Castrillón, è stato vittima di gravi minacce da parte di paramilitari di Stato, che sono entrati nella sua abitazione minacciandolo di morte e, in seguito alla sua denuncia alla Polizia ed alla Magistratura, lo hanno nuovamente minacciato al telefono.Il regime perpetua, senza soluzione di continuità, la caccia alle streghe ai danni di leaders contadini e sindacali, accusati pretestuosamente di appartenere all'insorgenza; è il caso di Maribel Oviedo Vega, leader di Marcia Patriottica e dell'Associazione dei Lavoratori Contadini del Tolima, detenuta insieme ad alcuni compagni per 24 ore (senza alcun mandato emesso da un giudice) da effettivi della VI Brigata dell'Esercito, entrati illegalmente nelle loro abitazioni additandoli come "noti guerriglieri".Nonostante i dialoghi di Pace in corso all'Avana, in Colombia proseguono gli attacchi di paramilitari e Forze Armate (due facce della stessa medaglia) contro l'opposizione sociale e politica, a riprova del fatto che, a tutt'oggi, il terrorismo di Stato imperversa e la democrazia è una chimera.Solo il poderoso avanzamento dell'unità popolare potrà garantire il riconoscimento di quei diritti che permetteranno la costruzione di una Nuova Colombia, in pace e con giustizia sociale.
 
18/03 - FARC presentano 8 proposte per il riconoscimento del diritto delle comunità a terra e territorio
Lo scorso 11 marzo, nell'ambito dei dialoghi in corso all'Avana tra le Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia ed il governo colombiano, la delegazione di pace delle FARC-EP ha presentato otto proposte minime per il riconoscimento del diritto alla terra ed al territorio delle comunità indigene, afrodiscendenti e delle aree interetniche ed interculturali.
L'ostinata ricerca, da parte delle FARC, di una soluzione politica al conflitto sociale ed armato colombiano, unita alla consapevolezza che l'unica strada da perseguire è la rimozione delle cause che lo hanno generato e che continuano ad alimentarlo, e che solo l'effettiva partecipazione del popolo può garantire uno sbocco positivo al processo di pace, ha dato vita a questo nuovo insieme di proposte.Nel preambolo si afferma che "le comunità indigene ed afrodiscendenti occupano un posto centrale nella società colombiana, e in modo speciale nell'organizzazione del territorio da una propria prospettiva culturale della vita, del rapporto con la natura e della produzione, distante dalla logica mercantile che impone il capitalismo neoliberale"; e si precisa che "tenendo conto che la dinamica sociale di produzione del territorio ha portato con sé la coesistenza di diverse forme culturali di vita e di produzione, contadine, indigene ed afrodiscendenti, si rende necessaria la formulazione di otto proposte minime, con le quali si tenta di raccogliere le legittime aspirazioni di queste comunità".Le FARC rivendicano il diritto alla terra ed al territorio, con garanzia di un riconoscimento reale e di un'effettiva autonomia politica, economica, sociale, ambientale e culturale, tanto delle comunità quanto dei territori interetnici; ed affermano la necessità di una trasformazione democratica della formazione economica e sociale, con finanziamento di un loro sviluppo tramite una percentuale fissa del bilancio generale della nazione e la protezione speciale dei territori da parte dello Stato.Le proposte avanzate dall'organizzazione guerrigliera parlano di un futuro possibile, di una Nuova Colombia radicalmente altra, la cui imperiosa necessità il Pinocchio Santos continua a negare, illudendo se stesso e la sua classe oligarchica che con le FARC sia possibile negoziare un accordo gattopardiano.
 

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