www.resistenze.org - popoli resistenti - colombia - 27-01-14 - n. 483

FARC denunciano lo sterminio di attivisti politici del movimento Marcia Patriottica

Delegazione di Pace delle FARC-EP | semanariovoz.com
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

22/01/2014

Da L'Avana, la delegazione di pace delle FARC si è espressa in merito alla denuncia fatta ieri dall'ex senatrice Piedad Cordoba, circa l'assoluta mancanza di garanzie per l'attività politica aperta dell'opposizione in Colombia.

Quello che segue è il testo del comunicato della guerriglia comunista:

L'Avana, Cuba, sede dei colloqui di pace, 22 Gennaio 2014

Lo scorso 20 gennaio, in una conferenza stampa, l'ex senatrice Piedad Cordoba ha denunciato al mondo la notizia dell'assassinio di 29 attivisti del movimento politico e sociale "Marcia Patriottica" in due anni di esistenza. Nella stessa occasione, uno dei 256 attivisti incarcerati, Francisco Tolosa, responsabile delle relazioni internazionali dell'organizzazione, senza mai aver impugnato un'arma, al telefono dal carcere ha detto che "siamo prigionieri per fare politica senza armi" e che "non c'è democrazia reale in Colombia senza Marcia Patriottica".

Parliamo con una certa frustrazione da L'Avana, dove abbiamo firmato con il governo di Juan Manuel Santos, un accordo parziale per ampliare la democrazia e la partecipazione politica in Colombia, perché i fatti contestati dalla dirigente di Marcia Patriottica è un venir meno ai patti, un disconoscimento dei doveri dello Stato, e un pessimo segnale che mina la fiducia nella parola del governo.

Ciò che denuncia Piedad Córdoba conferma che sotto il governo di Santos è sconosciuto il diritto all'opinione politica e si continuano a sterminare gli attivisti politici e le organizzazioni sociali e popolari.

Affinché questo processo di pace non si esaurisca in una farsa o in una commedia, in parole vuote sull'allargamento della democrazia, è urgente che il governo fermi il calvario di Marcia Patriottica.

Tutti i colombiani, coloro che hanno sempre sognato una soluzione politica al conflitto più lungo dell'emisfero, con l'obiettivo del confronto per giungere alla riconciliazione nazionale, hanno il dovere di difendere il processo di pace e di esigere reali garanzie politiche e di sicurezza per i movimenti sociali e politici del paese.

Non possiamo tollerare che nel bel mezzo di un processo di pace, Marcia Patriottica sia sistematicamente annichilita, giorno dopo giorno, come con l'UP [Unione Patriottica], non solo per azione palese del governo, ma anche tramite la sua partecipazione occulta, il silenzio di fronte alle uccisioni, macchinando il martirio giuridico dei dirigenti per metterli dietro le sbarre, perché "rappresentano un pensiero pericoloso", come dice uno dei giudici. L'omicidio dei leader sociali e popolari in Colombia da sempre ha avuto come inizio un processo.

Siamo incoraggiati permanentemente dal governo a cambiare le pallottole con i voti, ma si assassina e mutilano i contadini quando protestano, pieni di giustizia, nelle strade contro le politiche dello Stato che servono solo gli interessi delle transnazionali e condannano la maggioranza a vivere come reietti con le bandiere della sovranità piegate a terra.

Fanno male le giustificazioni fatte da alcuni agenti dello Stato per spiegare il perché è accaduto il terribile genocidio della UP. Non accetteremo mai la spiegazione brutale e incivile che quelle morti si sono verificate perché non potevano permettere impunemente la combinazione dei metodi di lotta. Noi affermiamo che né Jaime Pardo, né Bernardo Jaramillo, né Leonardo Posada, né José Antequera, né Manuel Cepeda, né i membri del Congresso, nessuno delle migliaia di martiri della UP avevano fucili, né prima né al momento di essere assassinati.

Quanta ragione ha il Procuratore generale della Repubblica, il dottor Eduardo Montealegre, quando afferma che "la grande sfida del post-conflitto sarà la guerra sporca".

In Colombia è una necessità vitale quella di smontare la Dottrina della Sicurezza Nazionale, la concezione del nemico interno e il paramilitarismo, come fattori che hanno stimolato il terrorismo di Stato. Il governo non solo deve giurare un "mai più", ma deve predisporre azioni convincenti per frenare le operazioni sanguinarie, come il famigerato "Baile Rojo" che sterminò un movimento e che ora si vuole applicare a Marcia Patriottica.

Dov'è la tolleranza vantata nell'accordo parziale per la Partecipazione politica? Dobbiamo mettere da parte le parole dolci e mielate sulla democrazia, quando si tollera lo scoppio dei proiettili contro gli oppositori al regime, per distruggere, in modo calcolato, ogni accenno di costruzione di un'alternativa politica. È necessario avviare l'applicazione immediata del concordato, per far si che il processo non sia vacua verbosità. E' un dovere dello Stato proteggere la vita dei cittadini e garantire il diritto d'espressione politica in Colombia.

Delegazione di Pace delle FARC- EP


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