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Bollettino di informazione al 10/03/2014 - Clamori dalla Colombia!

Associazione nazionale Nuova Colombia | nuovacolombia.net

11/03/2014

21/02 - Nuovo scandalo nelle forze repressive del regime
Le rivelazioni della rivista colombiana "Semana", pubblicate lo scorso 15 febbraio, hanno fatto scoppiare l'ennesimo scandalo nelle corrottissime Forze Armate del regime.
Si tratta di una associazione a delinquere costituita da reti criminali che si articolano nell'Esercito Nazionale, con l'assenso della cupola dei generali, fino al comandante generale delle forze militari, il comandante Leonardo Barrero.
Secondo le denunce, il colonnello Róbinson González del Río è la punta di lancia di una organizzazione delinquenziale che si appropria dei contratti, sollecita regalie e false gare d'appalto e corrompe magistrati nei processi giudiziari.
Le indagini sono iniziate da tempo, per mezzo di una serie di intercettazioni telefoniche nell'ambito di un processo per i cosiddetti "falsi positivi", ovvero esecuzioni extragiudiziarie perpetrate dall'Esercito ai danni di cittadini inermi, trucidati e fatti passare per "guerriglieri abbattuti in combattimento".
Ormai sommerso dagli scandali, il ministro della Guerra Pinzón deve dimettersi, mentre le contraddizioni interne all'oligarchia, Santos in testa, si acutizzano sempre più. E il gigantesco apparato militare colombiano, corrotto fino al midollo, ne rappresenta proprio una delle anime che maggiormente ostacolano gli sforzi di trovare una soluzione politica al conflitto sociale e armato.

24/02 - Capitano dell'esercito ammette: "Ho commesso omicidi per Uribe"
In un'intervista rilasciata dal carcere di Bucamaranga in settembre, ma resa nota solo oggi, l'ex capitano dell'Esercito Adolfo Enrique Guevara Cantillo, alias '101', fino al 2004 capo dell'intelligence del GAULA (gruppo speciale dell'Esercito contro l'estorsione ed il sequestro) ha dichiarato di essere stato, contemporaneamente, il braccio destro di "Jorge 40", spietato capo paramilitare.
Il capitano coordinava nel nord del paese la collaborazione criminale fra Stato e paramilitari, e fu esecutore di omicidi il cui mandante era il narco ex-presidente Álvaro Uribe Vélez.
Guevara Cantillo sostiene inoltre che il regime di esecuzioni extragiudiziarie dei cosiddetti "falsi positivi" è stata una spietata "politica di Stato" della quale ha fatto parte egli stesso.
In sostanza il generale Mario Montoya (pupillo di Uribe costretto alle dimissioni per gli scandali relativi al paramilitarismo) o Uribe stesso richiedevano le esecuzioni extragiudiziarie, portate avanti da Guevara, e l'allora maggiore (oggi colonnello) si incaricava della logistica e della "legalizzazione", ovvero della documentazione che attestava che le vittime civili erano "guerriglieri abbattuti in combattimento".
Se il ruolo di Uribe nel paramilitarismo è ormai acclarato, è bene ricordare che l'attuale presidente "Jena" Santos, all'epoca ministro della Guerra del narco ex-presidente, può essere considerato l'inventore dei "falsi positivi", studiati a tavolino come strumento del terrorismo di Stato e per testimoniare inesistenti vittorie sul campo.

02/03 - FARC presentano 6 proposte minime per lo smantellamento del narcoparamilitarismo
Lo scorso 27 febbraio la Delegazione di Pace delle FARC al tavolo dell'Avana ha presentato 6 proposte minime in merito alla "Politica antidroga, centrata sullo smantellamento delle strutture narcoparamilitari, criminali e mafiose incastonate nello Stato".
La prima proposta riguarda la creazione di una Commissione specializzata nell'identificazione del potere narcoparamilitare, il quale costituisce un fattore essenziale per la persistenza e la riproduzione dell'industria criminale del narcotraffico. Il lavoro della Commissione sarà, in accordo con il secondo e terzo punto, il fondamento di una politica di depurazione dello Stato nei suoi rami esecutivo, legislativo e giudiziario, nonché degli organi di controllo elettorale, condizione necessaria per contribuire all'eliminazione del potere politico narcoparamilitare.
La quarta proposta prevede lo smantellamento dello storico coordinamento fra le forze militari, di polizia e di intelligence con il narcoparamilitarismo, mentre la quinta la disarticolazione del potere territoriale di quest'ultimo, identificando le locali strutture criminali mafiose e le relative élites che le sostengono.
L'ultimo punto riguarda l'implementazione di misure speciali contro la corruzione favorita dal narcotraffico; poiché i grandi capitali derivanti dal narcotraffico finanziano partiti politici e campagne elettorali, lo sradicare il potere narcoparamilitare comporta non solo combattere la corruzione, ma anche seguire questi capitali in tutto il circuito economico.
Le metastasi del cancro del paramilitarismo sono diffuse in tutti i gangli vitali dello Stato colombiano; per abbatterlo, è indispensabile una azione congiunta e articolata che ne rimuova le cause, nonché la capacità di infiltrazione a tutti i livelli – territoriale, politico, giudiziario ed economico.

06/03 – FARC denunciano le molteplici forme della repressione del regime colombiano
Il 2 marzo scorso, nell'ambito del ventunesimo ciclo di conversazioni dei dialoghi in corso all'Avana, la Delegazione di Pace delle FARC-EP ha tenuto una conferenza stampa interloquendo con i rappresentanti dei media sempre presenti all'entrata del Palazzo delle Convenzioni dell'Avana, sede delle conversazioni. L'intervento del Comandante Andrés París si è focalizzato sul nuovo modus operandi repressivo del governo Santos.
Rispondendo alla sollecitazione sollevata dal canale latinoamericano Telesur, Andrés París ha sottolineato che "Ora non ricorrono solo allo sterminio fisico ma applicano un'altra forma di sterminio: la morte politica". Camuffata con una presunta veste legale, la 'morte politica' è la coercitiva impossibilità di esercitare attività politica e ricoprire incarichi pubblici, pena inflitta ad esempio alla dirigente del movimento Marcha Patriótica ed ex senatrice Piedad Córdoba, inabilitata nel 2010 per 18 anni dal reazionario Procuratore Generale Ordoñez per supposti legami con le FARC. Pur mantenendo inalterato l'elevato grado di aggressività e violenza, in questa fase lo Stato predilige il metodo repressivo alla Ordoñez, la 'morte politica' applicata a dozzine di leaders sociali, attivisti e politici che stanno partecipando al dibattito elettorale. L'assassinio e l'incarceramento degli oppositori non giova all'immagine che il regime si vuol dare, sia a livello nazionale dove monta sempre di più la protesta popolare, sia a livello internazionale laddove il regime è ripetutamente denunciato dalle organizzazioni che operano in difesa dei diritti
umani.
Tuttavia, il carattere fascista e terrorista dello Stato, nonostante il maquillage imposto dalla politica di Santos, permane, e invece di truccare la morte il regime dovrebbe ascoltare il clamore popolare e recepire le proposte che arrivano all'Avana.

10/03 - Trionfa con il 70% il ripudio al regime nelle elezioni farsa colombiane: urge un'assemblea nazionale costituente
Il regime colombiano è stato ampiamente screditato dal popolo durante le finte elezioni per il rinnovo del corrotto e illegittimo parlamento colombiano. Astensione al 56,4%, schede bianche o nulle 13,4% (6.134.626 schede) per un totale di 7 colombiani su 10 che hanno espresso il proprio ripudio per un regime genocida ed escludente, che rappresenta solo se stesso e per il finto teatrino elettorale che serve unicamente come facciata ipocrita da spendere a livello internazionale per spacciare spudoratamente una dittatura criminale come una specie di democrazia. Cosa che permette di svendere il paese e le sue ricchezze ai "democratici" paesi occidentali, che possono così continuare a considerare la repubblica della cocaina come un partner credibile, facendo finta di avere le mani meno sporche.
Per la cronaca, i partiti del putrido regime si sono spartiti solo il 30,2% del bottino elettorale, rappresentato da 32.835.856 elettori, nel modo seguente: Partito della U (Santos) 6,8% con 2.230.208 voti; Centro democratico (Uribe) 6,2% con 2.045.564 voti; Partito Conservatore 5,9% (1.944.284 voti); Partito Liberale 5,3% (1.748.749 voti); Alianza Verde 1,7% (564.663 voti); Polo Democratico 1,64% (541.145 voti); Opción Ciudadana 1,6% (527.124 voti); Movimiento MIRA 1% (326.943 voti).
Senza considerare che per avere un'idea della reale rappresentatività di questi cleptocrati occorrerebbe decurtare le già misere percentuali di cui sopra, di tutti quei voti comprati, estorti con la violenza e falsificati (gente che vota plurime volte, morti che compaiono col loro nome tra i votanti, ecc.) in una giornata "elettorale" che ha visto gli osservatori internazionali denunciare più di 700 casi di irregolarità riscontrate.
Questi squallidi spettacolini pseudo-elettorali che di tanto in tanto l'oligarchia al potere organizza, sono comunque dei test interessanti per valutare il livello di repulsione che il regime fascista e neo liberista causa nel popolo, e nella fattispecie i risultati sono davvero senza appello.
Con ragione e con forte sostegno popolare le FARC chiedono a gran voce dall'Avana la convocazione di un'Assemblea Nazionale Costituente, realmente rappresentativa di tutta la società colombiana, comprese le maggioranze da sempre escluse violentemente dalla politica del paese, per la rifondazione dello Stato, lo smantellamento del fascismo e la nascita di un Nuova Colombia in pace e con giustizia sociale.


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