www.resistenze.org - popoli resistenti - colombia - 20-10-14 - n. 516

Bollettino di informazione al 18/10/2014 - Clamori dalla Colombia!

Associazione nazionale Nuova Colombia | nuovacolombia.net

21/10/2014

17/09 - Scoperta un'altra minorenne addestrata ed infiltrata dall'esercito nella guerriglia
Il Blocco Occidentale "Comandante Alfonso Cano" delle FARC-EP ha denunciato pubblicamente "il costante uso di minorenni nello scontro armato da parte delle Forze Armate colombiane". E' stato comprovato in diverse occasioni l'impiego di ragazzini e ragazzine minorenni nelle reti di informatori, preparati per essere infiltrati nella guerriglia con missioni che vanno dall'ubicazione di un accampamento guerrigliero fino all'assassinio di comandanti.
Lo Stato colombiano viola dunque le sue stesse leggi, ed infrange il II protocollo della Convenzione di Ginevra, che vieta il reclutamento di minori di 15 anni.
Il caso particolare denunciato lo scorso 16 settembre riguarda la giovane indigena Laura Casso, reclutata a 14 anni ed addestrata ad assassinare per conto del maggiore Ayala dell'esercito.
Compiuti i 15 anni, è stata infiltrata in un'unità della guerriglia, con l'esplicito ordine di trovare l'ubicazione dell'accampamento, disertare recuperando materiale di guerra ed uccidere comandanti guerriglieri. La giovane è stata scoperta mentre cercava di portare a termine una parte della sua missione, e successivamente consegnata dalle FARC alla Croce Rossa Internazionale.
Un esempio ulteriore della bassezza morale delle forze militari di regime e del ministro della Guerra Juan Carlos Pinzón, che sproloquia di reclutamento di minori nella guerriglia per poi praticarlo davvero e su larga scala, nell'affannato desiderio di presentare risultati militari controinsorgenti.

23/09 - Senatore Cepeda in parlamento inchioda Uribe alle sue responsabilità
Nonostante i tentativi e le improvvisazioni dell'ultima ora della destra ultrareazionaria colombiana e dei fidati compari di Uribe per impedirlo, lo scorso 17 settembre si è tenuto, al Congresso colombiano, l'atteso dibattito sul paramilitarismo fra il senatore Iván Cepeda Castro ed il narco ex-presidente, oggi narco-senatore, Álvaro Uribe Vélez.
Iván, difensore dei diritti umani e figlio del dirigente del Partito Comunista Colombiano e dell'Unión Patriótica,  Manuel Cepeda, trucidato dal terrorismo di Stato nel 1994, ha sfruttato il tempo a sua disposizione per sintetizzare la lunga e criminale biografia di Uribe, le sue relazioni con Pablo Escobar, l'istituzionalizzazione delle bande paramilitari, il narcotraffico, il ruolo del DAS nello spiare oppositori politici e magistrati.
Codardo come sempre, Uribe si è dileguato appena inizia il dibattito, per ritornare solo dopo l'appassionato e meticoloso intervento di Cepeda; non ha risposto a nulla, ed ha accusato tutti stizzoso saltando incoerentemente di palo in frasca.
Finalmente qualcuno ha spalancato una finestra sull'immondezzaio congressuale colombiano, ma più che la prevedibile -quanto sgangherata- pseudodifesa di Uribe, sbalordisce la faccia tosta di altri esponenti dell'oligarchia, che dopo aver fatto parte dell'entourage uribista, arraffando l'arraffabile, oggi belano come pecorelle dicendo che in effetti il narco ex presidente è un po' un bricconcello, e il suo comportamento va senz'altro censurato.
La verità è che se Uribe è un mafioso narcoparamilitare che deve marcire in galera per tutti i crimini che ha commesso, l'oligarchia colombiana nel suo insieme lo ha appoggiato e sostenuto nella speranza di annientare la guerriglia manu militari.
Tuttavia, l'insorgenza è più viva e combattiva che mai, e le priorità per la borghesia transnazionale e per Washington (e di conseguenza per l'oligarchia nazionale) sono cambiate: l'impresentabile Uribe, utile fine a qualche anno fa, dev'essere scaricato il prima possibile. La nave uribista va a picco, e i topi se la danno a gambe levate.

28/09 - Avvocato di Uribe, Jaime Restrepo, catturato dai contadini ed espulso da Tibú
Le provocazioni dell'avvocato uribista Jaime Restrepo, alias Samuel, contro il movimento contadino e popolare non hanno limiti. Questa volta il soggetto in questione ha cercato di infangare e calunniare il IV Incontro Nazionale  delle  Zone di Riserva Contadina, al quale nei giorni scorsi hanno partecipato attivamente oltre 10.000 contadini provenienti da tutta la Colombia per discutere, confrontarsi e avanzare nella lotta per una riforma agraria e rurale integrale e per la pace con giustizia sociale.
Jaime Restrepo, armato, è stato catturato dal servizio d'ordine contadino il 20 settembre scorso a Tibú, nel Norte de Santander, mentre distribuiva con intento chiaramente provocatorio un pamphlet contro l'Associazione Nazionale delle Zone di Riserva Contadina, ANZORC, colmo di minacce. Consegnato alla polizia locale, ha fallito nel suo tentativo di sabotare l'importante incontro contadino.
Non si è fatta attendere la reazione del senatore e ex narco presidente della Repubblica Álvaro Uribe Velez, che ha twittato difendendo il "valore civile e il patriottismo" del suo degno compare, tentando di far passare per vittima un personaggio noto per aver sfidato via internet in un duello all'ultimo sangue il senatore Iván Cepeda, autore di un contundente intervento al Congresso che ha dimostrato il legame indissolubile tra Uribe stesso e il paramilitarismo.
Intercettazioni illegali ai delegati del governo al Tavolo dei dialoghi dell'Avana, disinformazione e demagogia, fraseologia guarrafondaia e provocazioni di vario calibro, tra cui quella di Restrepo contro i contadini e le minacce ai dirigenti studenteschi che stanno per inaugurare il 4° Congresso della FEU (Federazione Studentesca Universitaria), fanno parte di una strategia dell'estrema destra uribista e militarista per far fallire il processo di pace e bloccare l'avanzata del movimento popolare colombiano. Un tentativo disperato che è destinato a fallire.

06/10 - FARC: La firma dell'armistizio è necessaria e doverosa!
Lo scorso 3 ottobre, al termine del 29° ciclo dei dialoghi in corso all'Avana, la Delegazione di Pace delle FARC-EP ha espresso, attraverso un comunicato, tutta la propria solidarietà alle vittime del conflitto invitando a concentrarsi sul processo in corso.
Come denunciato nel comunicato, la realtà, attraverso anche le testimonianze della terza delegazione delle vittime del conflitto, è quella di "strazianti storie di chi ha patito le sevizie dei
massacri, gli assassinii selettivi, le torture, gli squartamenti, la violenza sessuale, gli infidi attentati e tutte le atrocità del terrorismo di Stato".
Nel comunicato le FARC-EP  dichiarano: "Ogni volta che ascoltiamo le vittime del conflitto colombiano reclamare la pace nello scenario dell'Avana solidale, e pensando a coloro che non credono nella pace o la guardano come una cosa impossibile, ricordiamo Bolívar […] quando disse 'dell'impossibile ci occupiamo noi, perché del possibile si occupano gli altri tutti i giorni.' Della pace ci occupiamo noi, tutti i colombiani, spinti dalla previsione che alla fine di questa decisiva battaglia politica dovrà udirsi nel nord del Sudamerica il grido collettivo della vittoria della pace.  In questo senso valorizziamo la determinazione delle tre delegazioni di vittime del conflitto che, in diversi modi, hanno espresso senza vacillare il proprio appoggio al processo di pace".
Facendo riferimento alle dichiarazioni di Santos, il quale ha recentemente vaneggiato una pace dietro l'angolo, l'insorgenza ha precisato che "Prendendo le distanze dalle false aspettative circa una pace 'express', ma con tutta la decisione di accorciare la distanza verso l'accordo finale, reiteriamo l'impegno di riconciliazione, ribadendo la nostra proposta, che si ispira altresì al sentimento nazionale di concordia, di definire da subito i termini di un armistizio".
La guerriglia bolivariana, coerentemente con quanto manifestato sin dall'inizio dei dialoghi dell'Avana oltre due anni fa, riafferma: "Crediamo, al di là delle insensatezze dei guerrafondai, che sia giunta l'ora di evitare ancora vittime con la firma di questo armistizio, che è divenuto necessario e doveroso".

14/10 - Ex generale Santoyo denuncia dagli USA cupola militare colombiana
L'ex generale Mauricio Santoyo, già capo della sicurezza di Uribe, che in un carcere statunitense sta scontando una condanna di 13 anni per paramilitarismo, ha fatto rivelazioni importanti circa i rapporti fra alti papaveri militari colombiani e gruppi di paramilitari e narcotrafficanti.
Santoyo ha recentemente affermato di avere prove della collaborazione con tali gruppi del generale della Polizia Luis Eduardo Martínez; dopo il generale César Pinzón, ex direttore della Dijin (Direzione di Investigazione criminale), Martínez, già comandante della Polizia di Bogotá e attualmente alla direzione dei Carabinieri, è l'ennesimo esponente della cupola militare colombiana coinvolto dalle dichiarazioni di Santoyo, che in virtù delle sue confessioni, ritenute evidentemente credibili dai magistrati statunitensi, ha già ottenuto il trasferimento da un carcere di massima sicurezza ad uno di sicurezza media.
Secondo il feroce capo paramilitare Salvatore Mancuso, Santoyo "lavorava con le AUC, con il comandante Carlos Castaño e con tutti noi. I favori che gli chiedevamo, lui li faceva. Santoyo faceva parte delle strutture che realizzavano le intercettazioni per noi."
Paramilitarismo e politica colombiana convivono da decenni, ma mai come durante il governo Uribe si è ha prodotta una tale coincidenza e sovrapposizione fra le corrotte e criminali istituzioni colombiane ed i sanguinari cartelli paramilitari. Oggi Uribe, non più funzionale agli interessi della quota maggioritaria dell'oligarchia, vede che i suoi vecchi alleati (Santos in testa) lo abbandonano o lo tradiscono, e strepita in ogni occasione stizzito, mentre percepisce la fine della sua carriera (e della sua libertà personale) avvicinarsi a passi da gigante.

18/10 - Maduro: deputato Serra (psuv) assassinato da un paramilitare colombiano
Il Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro, ha reso noto che un paramilitare colombiano, José Angel Cartagena Osorio, detto "Padilla Leyva", alias "El Colombia" ha diretto il brutale assassinio del deputato venezuelano socialista Robert Serra e della sua compagna, Maria Herrera, commesso efferatamente il 1 ottobre scorso a Caracas.
Il 15 ottobre il mandatario venezuelano aveva mostrato un video, trasmesso dall'emittente Telesur, in cui si riconoscono 6 uomini mentre penetravano nella casa del giovane parlamentare del PSUV per commettere il delitto.
Per il caso Serra sono indagati dalla giustizia venezuelana Torres Camacho, alias "El Poli" (detenuto), reo confesso della preparazione logistica, ed altri 5 paramilitari, nonché altri 2 elementi della banda. Maduro intende richiedere all'Interpol un codice rosso per gli autori materiali dell'assassinio, tra i quali José Angel Cartagena Osorio alias "El Colombia", paramilitare di Uramita, dipartimento di Antioquia. Il presidente Maduro  ha segnalato che Álvaro Uribe è coinvolto nell'assassinio di Serra, e lo ha accusato di dirigere gruppi paramilitari contro il Venezuela.
E infatti il narco ex presidente Uribe porta paramilitari in Venezuela a sostegno dei progetti eversivi della destra golpista e, soprattutto, di Washington, dei cui interessi è da sempre ossequioso e servile interprete.
La penetrazione paramilitare in Venezuela è un fenomeno ricorrente e che negli ultimi anni ha subito un'impennata. Le modalità possono variare: insediamento di paramilitari ed agenti colombiani nei quartieri più marginali di Caracas e Maracaibo, dove incentivano il narcotraffico e formano bande armate di lumpen al loro servizio, piuttosto che il controllo di passi di frontiera per il contrabbando, o la persecuzione di rifugiati politici colombiani, con omicidi mirati, o ancora la promozione di guarimbas, disordini pubblici durante manifestazioni o presidi. Lo scopo è sempre lo stesso: destabilizzare la Rivoluzione Bolivariana, creando caos, sabotando l'economia e colpendo i dirigenti venezuelani.


Resistenze.org     
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.

Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.