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Bollettino di informazione al 01/03/2015 - Clamori dalla Colombia!

Associazione nazionale Nuova Colombia | nuovacolombia.net

03/03/2015

07/02: Agli arresti l'ex capo della polizia politica di Uribe, María del Pilar Hurtado
Dallo scorso sabato 31 gennaio María del Pilar Hurtado, ex direttrice del DAS (Dipartimento Amministrativo di Sicurezza), la polizia politica direttamente alle dipendenze della presidenza della Repubblica smantellata nel 2011 dopo infiniti scandali, si trova agli arresti a Bogotá. L'ex capo dei servizi d'intelligence della Colombia,  contro cui l'Interpool aveva emesso una circolare rossa, si era presentata volontariamente alle autorità del Servizio Nazionale di Immigrazione di Panamá, paese dove si trovava sotto asilo dal novembre del 2011, asilo concesso dall'allora presidente Ricardo Martinelli e, giusto lo scorso anno, considerato illegale dalla Corte Suprema di Panamá.
La Hurtado, imputata per associazione a delinquere aggravata, peculato, falso ideologico in atto pubblico e intercettazioni illegali (spionaggio ai danni di giornalisti, magistrati, politici e difensori dei diritti umani),  è stata direttrice del DAS tra l'agosto del 2007 e l'ottobre del 2008, durante il secondo mandato del narco-mafioso Álvaro Uribe (2002-2010).
È bene ricordare che i crimini imputati ai membri del DAS non sono stati commessi solo nei confronti di oppositori politici, sindacalisti e difensori dei diritti umani attivi dentro il territorio nazionale;  attraverso l'organizzazione di una rete di delatori e l'implementazione di sette basi segrete di spionaggio, la tenebrosa macchina uribista ha tessuto la sua tela anche oltre oceano attraverso la gravissima aggressione extraterritoriale denominata "Operación Europa", volta a screditare, delegittimare ed intimidire le più diverse organizzazioni che, da sempre, denunciano la politica genocida del regime oligarchico e sono solidali con le lotte del popolo colombiano. Perseguendo le stesse finalità e adoperando le stesse strategie intimidatorie, la "Operación Europa" ha svolto il suo sporco lavoro anche in Italia attraverso la sottostruttura illegale denominata G3. L'inchiesta documentata di quanto avvenuto in Italia è stata sviluppata dal comitato "Verità e Pace in Colombia" (www.veritaepace.org), che il 5 aprile del 2012  ha depositato presso la Procura della Repubblica la denuncia sulle attività illegali condotte in Italia dalla polizia politica colombiana.
La strategia del regime oligarchico colombiano non ha prodotto evidentemente i risultati sperati: la denuncia del terrorismo di Stato e la solidarietà internazionale con la lotta del popolo colombiano per la pace con giustizia sociale non si possono arrestare.
L'ex narco presidente Uribe, sfoderando il meglio del suo repertorio mafioso, annaspa nella parte dell'agnello innocente affannandosi a difendere l'operato dei suoi "picciotti". Eppure, alcuni giorni fa un tribunale di Medellín ha chiesto alla Corte Suprema di indagarlo formalmente per il massacro di El Aro (1997), uno dei tanti di cui è mandante Uribe. Attorno al cui collo si stringe il cappio.

15/02 - Ex vicedirettore del DAS conferma: Uribe mandante delle intercettazioni illegali
William Romero, ex vicedirettore delle Risorse Umane del DAS, polizia politica recentemente accantonata per gli infiniti scandali in cui è stata coinvolta, ieri 14 febbraio ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano "El Espectador", confermando nel dettaglio le intercettazioni illegali e le operazioni di spionaggio nel corso degli 8 anni di governo di Álvaro Uribe Vélez,  ordinate da María del Pilar Hurtado, che a sua volta consegnava le informazioni al narco ex presidente Uribe.
Le dichiarazioni di Romero sono rivelatrici dei meccanismi utilizzati in particolare per spiare la Corte Suprema di Giustizia, e dei sistemi per raccogliere informazioni da alcuni magistrati.
Nell'intervista, Romero conferma di aver lavorato 17 anni al DAS, fra il '93 ed il 2009. "Nelle indagini relative a questo caso, molti agenti hanno dichiarato che le informazioni erano richieste dalla Casa de Nariño, forse per non indicare direttamente l'allora presidente. Tuttavia, mi è sempre stato detto che le informazioni erano per il presidente Álvaro Uribe."
Come sempre in questi casi, Romero afferma di essere pentito di quello che ha fatto, cercando di minimizzare le proprie responsabilità. A prescindere da tale tardivo e presunto pentimento, il quadro che emerge inchioda definitivamente Uribe e i suoi diretti sottoposti, complici nell'utilizzo della sinistra polizia politica colombiana per spiare giornalisti, sindacalisti, magistrati, attivisti politici e chiunque in qualunque modo si sia opposto ai criminali piani dell'oligarchia. Nonché per stilare liste di candidati ad essere eliminati, poi passate ai paramilitari di Stato affinché eseguissero il lavoro sporco.
Ora che la nave affonda in un mare di fango, tutti cercano di smarcarsi dall'ingombrante narco ex presidente; anche lo stesso "Jena" Santos, che pure è stato ministro della Guerra nel suo governo.

20/02 - Anzorc sostiene la pace e si unisce al Fronte Ampio
Il 5 e 6 febbraio 2015 si è svolta, nei pressi del municipio della Macarena (dipartimento del Meta) la riunione ordinaria dell'Associazione Nazionale delle Zone di Riserva Contadina - ANZORC - con la partecipazione di 100 delegati provenienti da 61 processi di costruzione di ZRC. In questi giorni, parimenti, è in corso a Bogotá il Seminario Internazionale delle Zone di Riserva Contadina, con la partecipazione di leaders contadini e agrari provenienti da tutta la
Colombia e da diversi paesi dell'America Latina e del mondo.
Sorte sulla base delle lotte e delle rivendicazioni contadine, le ZRC portano a compimento piani di sviluppo sostenibile realizzati dalle stesse comunità, esempio di resistenza e autorganizzazione delle popolazioni rurali, di costruzione di un'alternativa sociale ed economica e di resistenza al latifondo e al neoliberismo, con l'obiettivo dichiarato di garantire la sovranità alimentare e nazionale, l'uso pertinente della terra in mano a chi la lavora, di limitare la concentrazione della terra e la sua svendita alle multinazionali.
Fra le decisioni prese dall'assemblea, si ribadisce il sostegno ai colloqui di pace in corso all'Avana, e si chiede alle parti la partecipazione diretta di propri rappresentanti al tavolo dei dialoghi sulle questioni pendenti (le cosiddette "salvedades") del primo punto dell'Agenda Comune tra FARC e governo, "Sviluppo agrario integrale".
Inoltre, l'ANZORC ha formalizzato la decisione di unirsi al Fronte Ampio per la Pace, organizzazione delle forze popolari considerata, non a torto, fondamentale per la difesa del processo e la costruzione della Pace in Colombia.
Le ZRC sono un importantissimo embrione della Nuova Colombia del domani, ma già in costruzione, che difende la sovranità nazionale e quella alimentare, e propone un modello di sviluppo realizzabile e alternativo a quello del sistema capitalista.
La stigmatizzazione dell'oligarchia, starnazzante e scomposta, nasce proprio dalla consapevolezza di essere di fronte ad un movimento contadino, afrocolombiano e indigeno che non solo resiste, ma articola territorio e collettività, bisogni sociali e sostenibilità ecoambientale, vero contropotere popolare in cui le delegittimate istituzioni del regime e dello Stato non trovano terreno fertile.

23/02 – Esercito di regime continua ad attaccare la popolazione civile nel Catatumbo
Lo scorso 11 febbraio i soldati appartenenti alla base militare situata presso Chapinero hanno sparato colpi di mortaio alla cieca, ferendo un medico che si trovava nella frazione Chambacú. La comunità denuncia che in quel momento non v'erano combattimenti in corso nella zona, e che pertanto una simile aggressione non può che essere considerata un atto intimidatorio ai danni della popolazione civile che vive nell'area.
Il medesimo episodio si era già presentato due settimane prima nelle strade di Lorito.
Già in passato l'esercito di regime aveva mitragliato e bombardato senza alcun riguardo per la popolazione del Catatumbo. Questa situazione di continuo pericolo ha portato alla creazione di un rifugio umanitario presso Mesitas, tramite il quale si è cercato di dare visibilità alle continue violazioni del diritto internazionale umanitario. Come risultato di questo impegno, si sono ridotti gli attacchi indiscriminati da parte dell'esercito.
Nelle ultime due settimane si sono verificati sbarchi costanti di truppe elitrasportate nella regione, nonostante il generoso cessate il fuoco unilaterale decretato dalle FARC continui.
E' in questa maniera vigliacca che l'esercito nazionale attacca la popolazione civile colombiana, la quale sembra avere come unica colpa quella di vivere e resistere ogni giorno nella sua terra.
Quale comandante in capo delle forze armate del regime oligarchico che presiede, Santos deve rispondere di questi crimini.

26/02 - FARC salutano la designazione di inviato statunitense
Attraverso un comunicato datato 20 febbraio 2015, l'insorgenza rivoluzionaria delle FARC ha salutato l'annuncio ufficiale del Segretario di Stato statunitense John Kerry, di designare il signor Bernard Aronson come inviato speciale del proprio paese, "per seguire il processo di pace che si sta portando avanti" fra il Governo e la guerriglia colombiana.
Nel comunicato si legge che Kerry ha affermato che la designazione consegue ad una richiesta che il presidente J.M.Santos gli aveva inoltrato lo scorso dicembre per far assumere agli Stati Uniti un "ruolo più diretto nel processo di pace", necessità evidente "tenendo conto della presenza e dell'incidenza costanti che gli USA mantengono nella vita politica,  economica e sociale della Colombia".
La presenza dell'inviato statunitense rappresenta in questo momento un'importante ammissione della necessità di sostenere il processo di pace che si dà in Colombia, e che è richiesto a gran voce da ogni organizzazione popolare e da tutti i contundenti processi di resistenza che lottano per l'ottenimento dei diritti che l'oligarchia ha sempre negato al popolo colombiano.
Il fatto che Washington si dica disposta a sostenere il tavolo dei dialoghi rappresenta, per inciso, la più evidente dimostrazione del fallimento strutturale del Plan Colombia, dei suoi omologhi piani terroristici orchestrati dagli stessi Stati Uniti da decenni a questa parte, e di tutte le soluzioni guerrafondaie imposte dal gran capitale.

01/03 - Presentato report sulla tregua unilaterale decretata dalle FARC
Il Fronte Ampio per la Pace ha presentato, lo scorso 27 febbraio, i risultati della tregua unilaterale decretata dall'insorgenza rivoluzionaria delle FARC a partire dallo scorso 20 dicembre.
Dal report si evince che, mentre la guerriglia ha effettivamente rispettato il cessate il fuoco, le azioni paramilitari e quelle delle forze repressive del regime sono incrementate in tutto il paese.
Secondo Ruby Castaño, vittima del conflitto, "Continuano,  sistematicamente, la repressione, i bombardamenti indiscriminati, i mitragliamenti, nonché le detenzioni arbitrarie" contro leader contadini e  popolari.
Tale denuncia è corroborata dal Centro Indagini e Risorse per l'Analisi del Conflitto (CERAC),  che ha dato notizia di 6 atti violenti compiuti dalla forza pubblica durante la tregua. Cifra comunque ben al di sotto della reale quantità di operativi militari.
Lo Stato colombiano deve dimostrare reciprocità con i fatti, e non solo a parole. Ha promesso di voler raggiungere la pace, e per conseguire questo risultato è indispensabile che il cessate il fuoco diventi, finalmente, bilaterale; è inoltre necessario che, al più presto, si avviino dialoghi con la guerriglia dell'ELN, che si è già pronunciata chiaramente in proposito.


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