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Bollettino di informazione al 06/04/2015 - Clamori dalla Colombia!

Associazione nazionale Nuova Colombia | nuovacolombia.net

07/04/2015

05/03 - Assassinati 55 difensori dei diritti umani in Colombia nel 2014
Nel corso dell'anno passato le aggressioni contro i difensori dei diritti umani in Colombia sono ulteriormente aumentate. Nel 2014 si sono registrati infatti oltre 626 attacchi ad attivisti, fra cui si possono contare ben 55 omicidi. Lo rivela il rapporto annuale dell'ong "Somos Defensores", realizzato con il contributo delle ambasciate di Canada e Norvegia e dell'ong Diakonia Svezia. Il rapporto evidenzia che la maggior parte delle vittime erano lider di collettivi di difesa del territorio o di organizzazioni di base in zone di sfruttamento petrolifero o minerario, principalmente nei dipartimenti di Arauca, Meta e Nord di Santander. Il maggior numero di omicidi si registra nelle zone dove storicamente il conflitto fra l'insorgenza e l'esercito dell'oligarchia è più forte, e di conseguenza le lotte sociali e le forme di autogestione contadina sono più solide. Emblematico è il  caso del Cauca, dove sono stati assassinati 10 attivisti.
Evidentemente, nonostante tutti gli altisonanti quanto inconsistenti proclami di Santos, lo stato colombiano non ha rinunciato alla tradizionale maniera di gestire il conflitto sociale: l'assassinio politico come mezzo per mettere a tacere e disarticolare le legittime istanze del popolo.
Ai paramilitari, che paradossalmente secondo lo stato colombiano hanno cessato di esistere da 10 anni, sono stati attribuiti con certezza 4 omicidi.
Sono questi i presupposti della pace di Santos e dell'oligarchia criminale che lo sostiene? Quanto dovremo ancora aspettare per vedere garantito al popolo il sacrosanto diritto di organizzarsi senza incorrere nella repressione dello Stato e delle sue emanazioni paramilitari?

08/03 - Presentata relazione finale della commissione storica del conflitto sociale e armato colombiano
Recentemente è stato pubblicato il documento finale redatto dalla Commissione Storica del Conflitto e delle sue Vittime (CHCV), costituita per accordo tra FARC e governo nell'agosto del 2014 come contributo "alla comprensione della complessità del contesto storico del conflitto interno".
Dalla corposa relazione di oltre 800 pagine, costituita da 12 contributi, emerge, fra le altre cose, la costante partecipazione al conflitto degli Stati Uniti, chelo hanno alimentato con denaro, equipaggiamenti, personale ed armi.
Secondo il professor Víctor Moncayo, ex rettore dell'Università Nazionale Colombiana, Relatore della Commissione, nel documento viene dettagliata "la partecipazione statunitense alle tattiche controinsorgenti, ingrediente tutt'altro che circostanziale e minore". Altre cause preponderanti nelle analisi intorno alle cause che hanno originato il conflitto sociale e armato risultano essere la crescente concentrazione del possesso della terra, accompagnata dalla violenta esclusione politica delle istanze di opposizione.
Il lavoro della Commissione rappresenta davvero un passo storico per la chiarificazione delle cause e dello sviluppo del conflitto che insanguina da decenni il paese. Secondo Alfredo Molano, integrante della Commissione, il menzionato documento presenta una relazione "plurale che manda in frantumi il racconto unilaterale".
La storia ufficiale della Colombia, anche se è stata ripetuta milioni di volte, propagandata dagli organi di (dis)informazione dell'oligarchia e ritrasmessa dai media internazionali, è a tutti gli effetti una gigantesca menzogna volta a favorire gli interessi della classe dominante a scapito del popolo. Ma la verità, a differenza di quello che dice il fanatico e opusdeista procuratore Ordoñez, ormai in preda a deliri da Torquemada ("la Verità non può essere negoziata, poiché è incarnata in Dio"), è rivoluzionaria; e un primo, ma importante tassello per la ricostruzione della verità storica è stato, finalmente, fatto.

11/03 - Accordo FARC-Governo per la bonifica di campi minati e resti esplosivi
Lo scorso 7 marzo è stato pubblicato l' "Accordo sulla bonifica e la decontaminazione del territorio dalla presenza di mine antiuomo (MA), artefatti esplosivi improvvisati (AEI) e munizioni inesplose (MI) o resti esplosivi di guerra in generale (REG)", attraverso il comunicato congiunto n.52 fra i delegati dell'insorgenza rivoluzionaria delle FARC e i negoziatori del governo colombiano.
"Nel contesto della riduzione dell'intensità del conflitto", si legge nel comunicato, "per avanzare nella costruzione della fiducia e allo scopo di contribuire a generare condizioni di sicurezza per gli abitanti che si trovano nelle zone a rischio", le FARC ed il Governo hanno accordato di richiedere alla organizzazione Aiuto Popolare Norvegese di dirigere e coordinare lo sviluppo di un progetto di bonifica e decontaminazione da MA, AEI, MI e REG.
Tale progetto prevede una prima fase di individuazione dei siti, privilegiando quelli in cui la popolazione sia maggiormente a rischio, sulla base di informazioni delle controparti e delle comunità locali.
APN predisporrà successivamente squadre multitasking con l'obiettivo di liberare aree pericolose.
Questo accordo rappresenta un importante passo avanti nella direzione della sicurezza della popolazione colombiana, vessata da decenni di guerra; sempre che il governo, alle promesse e alle stipule degli accordi, faccia seguire dei fatti concreti.
Ma, è il caso di dirlo, al pessimismo della ragione occorre si accompagni un sano, gramsciano ottimismo della volontà.

13/03 - Santos ordina di sospendere per un mese i bombardamenti sulle FARC
Il presidente colombiano, Juan Manuel Santos, ha annunciato lo scorso 10 marzo l'ordine di sospendere i bombardamenti contro l'insorgenza rivoluzionaria delle FARC, in risposta al cessate il fuoco unilaterale e indefinito decretato da questa organizzazione a partire dallo scorso dicembre.
Il governo ha infine dovuto cedere alla grande pressione popolare in questo senso, sostenuta anche da alcune recenti decisioni delle FARC come  quella di innalzare a 17 anni l'età per il reclutamento di guerriglieri  (era precedentemente 15 anni, come previsto dalla legislazione internazionale in materia), e la firma dell'accordo per mettere in moto il progetto di bonifica di campi minati e residui bellici esplosivi.
Dopo aver pubblicamente riconosciuto che le FARC hanno rispettato il cessate il fuoco fino ad ora, e aver promesso la linea dura contro i paramilitari (che lui si ostina a chiamare eufemisticamente BACRIM, "bande criminali", ma che non sono altro che le vecchie AUC, riciclate e ricomposte all'interno del grande alveo del terrorismo di Stato), Santos finalmente si adegua al cessate il fuoco delle FARC e alla storia.
Tuttavia, il governo ha enfaticamente avvertito che la sospensione dei bombardamenti non riguarda la guerriglia dell'ELN, e che qualsiasi movimento delle FARC intorno a centri abitati riattiverà immediatamente i bombardamenti.
In sintesi, possiamo affermare che quello di Santos è un passo positivo, ma ancora insufficiente: è imperioso un cessate il fuoco bilaterale, reciproco e verificabile, ed è necessario un cronogramma che scandisca la liberazione dei circa 10.000 prigionieri politici e di coscienza rinchiusi ingiustamente nelle indegne e sovraffollatissime carceri del regime.

22/03 - Desescalation del conflitto armato e cessate il fuoco bilaterale
Lo scorso 10 marzo il governo Santos aveva annunciato, con un gesto che la grande stampa nazionale e internazionale si è affrettata a definire storico e improntato alla riduzione delle conseguenze del conflitto, la sospensione per un mese dei bombardamenti contro le FARC.
In un documento pubblicato lo scorso 18 marzo sulla pagina web della Delegazione di Pace delle FARC, il Comandante Carlos Antonio Lozada, integrante del Segretariato di questaorganizzazione insorgente, ha stigmatizzato il doppiopesismo dei media e la limitata visione del governo su questo tema.
Durante lo sviluppo del 33° ciclo di conversazioni, la Delegazione delle FARC ha prodotto un documento destinato ai paesi garanti dove si dettagliano 15 gesti unilaterali compiuti dalla guerriglia, fra i quali "4 cessate il fuoco, la liberazione del generale Alzate e di altri militari catturati in combattimento, la decisione di innalzare a 17 anni l'età del reclutamento", nonché "la consegna alla CRI di minori infiltrati nelle file della guerriglia, dopo essere stati addestrati dalla forza pubblica per compiti di sabotaggio e assassinio di capi guerriglieri, ed il cessate il fuoco unilaterale e indefinito decretato a partire dal 20 dicembre 2014. Fatti che chiunque può constatare e che non hanno incontrato alcuna reciprocità della controparte al Tavolo".
In realtà, a partire da quella data, il governo ha prodotto ovunque nel paese attacchi contro unità guerrigliere, che hanno portato vittime in entrambe le forze belligeranti.
Alla richiesta che le FARC hanno fatto dall'inizio delle conversazioni, di un cessate il fuoco bilaterale la risposta del governo "è sempre stata un rotondo no".
Ma la strategia di perseguire la sconfitta militare delle FARC, negando la possibilità di sostituire l'attuale modello socioeconomico che il conflitto ha generato, non è solo assurda sul piano militare, è pure inconcludente su quello politico. La logica ed il buonsenso impongono di approfittare della congiuntura favorevole, mostrare reciprocità, ed accordare un cessate il fuoco bilaterale che vada al di là della promessa di non bombardare le unità guerrigliere per un mese. Se "Jena" Santos, strattonato da tutte le componenti oligarchiche che pretende rappresentare e che, in qualche modo, ancora riconoscono in lui il proprio rappresentante, sarà in grado di compiere tale passo, ciò rappresenterebbe senz'altro un buon modo per avvicinarsi alla tanto agognata Pace con giustizia sociale.

27/03 - Santos mette a rischio la pace a scopi elettoralistici
Attraverso un articolo datato 24 marzo 2015, e pubblicato sul sito della Delegazione di Pace delle FARC al Tavolo dei Dialoghi, il Comandante Matías Aldecoa mette in guardia sulla "malintenzionata gestione mediatica del processo di pace da parte del governo, che seminando aspettative non corrispondenti alla realtà dice mezze verità o falsità".
In particolare, i media oligarchici trasmettono costantemente l'impressione che la firma di unaccordo sarebbe alle porte; in realtà, nelle parole del comandante insorgente, "Santos ha strumentalizzato il processo di pace come strategia di una campagna che porti un buon risultato nelle urne in ottobre, sacrificando i passi in avanti nelle conversazioni e giocando con il desiderio di pace dei colombiani".
"Quale sarà -si chiede Aldecoa- l'effetto sulla popolazione illusa da aspettative sproporzionate, se si presenteranno, durante lo sviluppo delle Conversazioni, ostacoli insanabili?"
L'oligarchia colombiana, nella complessa ragnatela dei propri interessi di classe, si è vista obbligata a tentare di comporre i propri contrasti interni e a dialogare con l'insorgenza rivoluzionaria delle FARC; ma per farsi rappresentare e portare avanti questo compito ha dovuto scegliere come testimonial un traballante Santos, il cui interesse immediato è, banalmente, una conferma elettorale. Per ottenerla, non esita a mettere in gioco il lavoro di questi anni, ostacolando il cammino verso la soluzione politica del conflitto e la costruzione della pace con giustizia sociale.

30/03 - Almeno 54 minorenni colombiane stuprate fra il 2003 e il 2007 da militari USA
Secondo il rapporto finale della Commissione Storica sul Conflitto e le sue Vittime (CHCV), costituita in base a un accordo tra l'insorgenza rivoluzionaria delle FARC e il governo colombiano, soldati e mercenari militari statunitensi hanno violentato almeno 54 minorenni in Colombia fra il 2003 ed il 2007. Tutti i casi sono rimasti impuniti.
"C'è una estesa letteratura sulla violenza sessuale, i cui casi rimangono nella più totale impunità a causa degli accordi bilaterali e dell'immunità diplomatica dei funzionari degli Stati Uniti, cosa che conforma il cosiddetto 'imperialismo sessuale',  un comportamento sessista e discriminatorio", denuncia uno degli autori, Renán Vega, dell'Università Pedagogica Nazionale della Colombia.
Almeno 53 bambine sono state aggredite nelle città di Melgar e Girardot, situate a circa 100 km a sud ovest di Bogotá.
Dopo aver violentato le ragazze, alcuni video filmati durante i suddetti crimini sono stati venduti come materiale pornografico.
Nell'informativa si chiarisce che anche l'esercito colombiano ha commesso aggressioni sessuali contro la popolazione civile, in modo reiterato e assolutamente impunito.
La presenza militare statunitense, voluta dal Pentagono per utilizzare la Colombia come testa di ponte dell'imperialismo in America Latina in palese violazione della sovranità nazionale, e per combattere la più antica e forte guerriglia marxista-leninista dell'emisfero occidentale, comporta un prezzo altissimo per la popolazione civile, schiacciata dall'arroganza dell'impunità.
L'interventismo gringo rappresenta altresì un ostacolo di proporzioni enormi per la costruzione della pace con giustizia sociale, nella misura in cui costituisce la negazione della sovranità nazionale e popolare.

02/04 - In Colombia oltre 66 bombardamenti del governo negli ultimi 3 mesi
Secondo quanto riportato da un'informativa della commissione di  verifica della tregua del Fronte Ampio per la Pace,  negli ultimi 3 mesi si sono verificati più di 66 bombardamenti in 14 dipartimenti del paese. La nota chiarisce inoltre che la tregua dichiarata dall'insorgenza rivoluzionaria delle FARC è stata da questa organizzazione completamente rispettata.
Organizzazioni contadine e per i diritti umani denunciano che questi bombardamenti provocano sfollamenti, morte di contadini e di bestiame, nonché distruzione di campi coltivati.
Per questi motivi il Fronte Ampio esige che cessino queste azioni del governo, che danneggiano solo le comunità contadine, afrodiscendenti ed indigene.
Inoltre, sempre secondo la nota, "E' possibile evidenziare l'incremento, dal giugno 2013 ad oggi, di assassinii selettivi, minacce individuali e collettive, sfollamenti forzati, confinamenti, sparizioni forzate, stigmatizzazioni, segnalazioni".
Occorre segnalare inoltre la presenza paramilitare in oltre 11 dipartimenti e nella capitale, volta a minacciare dirigenti politici e sociali che sostengono la soluzione politica al conflitto, quali il senatore Iván Cepeda ed i portavoce di Marcia Patriottica Piedad Córdoba e David Flórez, fra gli altri.
Nonostante lo sviluppo dei Dialoghi di Pace, il governo continua a patrocinare il terrorismo di Stato e il paramilitarismo, perseguitando l'opposizione politica e sociale al regime. Urge un cessate il fuoco bilaterale, che consenta di ridurre l'intensità del conflitto; ed è necessario che il governo Santos smetta di promuovere leggi e decreti che, nel quadro del Piano di Sviluppo 2015, vanno in una direzione diametralmente opposta al contenuto degli accordi (ancorché parziali) sottoscritti dalle parti belligeranti all'Avana.

06/04 - Partecipano a festini con prostitute e ricevono denaro dai cartelli narcotraffico
L'ufficio dell'ispettore generale del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha pubblicato una lunga relazione relativa ad un'indagine su molestie sessuali compiute da integranti di varie agenzie federali, fra cui l'FBI e la DEA, l'agenzia antidroga.
Nel testo si legge che "membri della DEA, in Colombia, hanno partecipato a festini con prostitute pagate dai cartelli del narcotraffico." Inoltre, "a tre agenti speciali della DEA i membri dei cartelli hanno fornito denaro, regali costosi e armi".
Un ufficiale in pensione che ha lavorato per oltre 10 anni con lo Special Intelligence Unit, gruppo speciale congiunto formato da autorità colombiane e statunitensi, ha rivelato alla rivista colombiana Semana l'esistenza di un gruppo molto vicino a  Hernando Gómez Bustamante, alias Rasguño, capo del Cartello del Norte del Valle.
"Quelli della DEA -ha dichiarato- lo incontravano nell'Antioquia e di punto in bianco cominciarono a ricevere regali."
"Grazie a queste nuove amicizie", prosegue, "hanno iniziato a guadagnare molto denaro e a fare grandi orge con prostitute, con un tenore di vita simile a quello dei mafiosi che dobbiamo perseguire".
Lungi dal combattere realmente il narcotraffico, l'agenzia statunitense della DEA, con il beneplacito dei suoi più alti comandi, contrasta o favorisce questo o quel cartello colombiano o messicano perseguendo una propria strategia che contribuisce  a mantenere lo status quo nelle dinamiche di produzione, trasporto e consumo di sostanze stupefacenti.


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