www.resistenze.org - popoli resistenti - colombia - 20-10-15 - n. 561

Bollettino di informazione al 17/10/2015 - Clamori dalla Colombia!

Associazione nazionale Nuova Colombia | nuovacolombia.net

20/10/2015

16/09 - Paramilitari minacciano di prendere il controllo del nordovest del Chocò
Lo scorso 7 settembre, paramilitari appartenenti alle cosiddette "Autodifese Gaitaniste" hanno costretto i membri dei Consigli Comunitari di Salaquí, (municipio nel dipartimento del Chocó, a pochi km dal confine col Panamá),  a partecipare ad una riunione relativa a presunti progetti di sviluppo, manifestando l'intenzione di scontrarsi con la guerriglia, con l'obiettivo di riprendere il controllo della zona del tratto finale del fiume Atrato.
Secondo la Commissione di Giustizia e Pace, in questa riunione i paramilitari hanno affermato di aver inviato un commando a Cacarica, con l'appoggio della polizia e dei militari di Turbo e Riosucio. Hanno inoltre annunciato che tali riunioni verranno svolte presso le comunità di Clavellino, Sala, con i Consigli Comunitari di Truandó, Curvaradó, Cacarica e Jiguamiandó.
I fatti si sono svolti con la piena complicità delle forze militari e di polizia, poiché è noto che i paramilitari sono entrati nella regione con imbarcazioni rapide, attraverso zone con presenza permanente di unità della polizia e del battaglione fluviale dell'esercito.
Pressato dall'opinione pubblica nazionale e internazionale, il regime colombiano promette di ridurre gli interventi militari contro la guerriglia, ma continua e intensifica la guerra sporca utilizzando la manovalanza paramilitare (in combutta con esercito e polizia). Lo scopo, evidentemente, è quello di impedire l'attività politica del movimento popolare, e continuare a provocare la guerriglia per poi giustificare quegli stessi bombardamenti su accampamenti delle FARC che Santos si è impegnato a sospendere.
Senza una politica seria, rigorosa e netta volta a smantellare il paramilitarismo, la pace sarà solo una chimera.

25/09 - Firmato all'Avana storico accordo FARC-Governo su questioni della giustizia e delle vittime
Le delegazioni del governo e dell'insorgenza rivoluzionaria delle FARC-EP al Tavolo dei Dialoghi all'Avana, si sono riunite lo scorso 23 settembre, alla presenza del Comandante dello Stato Maggiore Centrale della guerriglia, Timoleón Jiménez, e del presidente Santos, per la firma dell'accordo su giustizia e vittime. Presenti anche il presidente cubano Raúl Castro e alti rappresentanti dei due paesi garanti, Cuba e Norvegia, e dei due accompagnanti, Venezuela e Cile.
Si tratta di un passaggio storico, che dimostra i reali passi in avanti compiuti in direzione della Pace negli ultimi anni. Gli accordi prevedono la creazione di una giurisdizione speciale per la pace, regolata da un tribunale ad hoc che si occuperà di  tutti i casi relativi al conflitto armato.
Nelle parole del Comandante Timochenko, "la Giurisdizione Speciale per la pace, oltre a garantire il rispetto dei diritti delle vittime, sarà un fattore dinamizzatore della firma di nuovi accordi in questo momento fondamentale per arrivare alla conclusione del conflitto".
Oltre alla componente giudiziaria, il sistema integrerà una Commissione per l'Acclaramento della Verità, al fine di garantire una politica di risarcimento integrale delle vittime ed articolare quelle misure che garantiscano la non ripetizione.
La firma di quest'accordo ratifica definitivamente quanto sostenuto dal movimento popolare colombiano da anni: lo Stato è una parte del conflitto e la sua giustizia borghese non è affatto super partes, tanto che occorre un organismo terzo per svolgere questo compito. Oltre ciò, evidentemente i guerriglieri non potranno essere giudicati per il fatto stesso di essere insorti, ma solo per eventuali crimini commessi durante il conflitto. D'altro canto, a differenza di quanto tuttora incredibilmente sostenuto da alcuni media dell'oligarchia, che fanno della disinformazione una bandiera oltre i limiti dell'evidenza dei fatti, il tribunale è rivolto a tutti gli attori del conflitto, combattenti e non. Ciò significa che politicanti, latifondisti, gerarchi della chiesa, grandi imprenditori e faccendieri vari dovranno confessare quello che è stato, e continua ad essere, il loro ruolo nel finanziamento del paramilitarismo e nella promozione della guerra
sporca contro il popolo.
Questa firma rappresenta un grande passo in avanti verso la fine della guerra; tuttavia, il cammino verso una Pace con giustizia sociale è ancora pieno di trappole.

30/09 - Assessore giuridico delle FARC: non ci sarà alcun accordo finale se non si sradica il paramilitarismo
Attraverso una lunga intervista rilasciata al portale ANNCOL lo scorso 27 settembre, l'avvocato Enrique Santiago Romero, assessore giuridico delle FARC al Tavolo dei Dialoghi dell'Avana, ha chiarito che non sarà possibile una firma dell'accordo di pace se il paramilitarismo dovesse proseguire intatto.
Nell'intervista l'avvocato spagnolo, che ha una lunga esperienza nell'ambito giuridico della soluzione dei conflitti armati, sottolinea che un accordo per lo smantellamento del paramilitarismo sarà applicabile a tutti gli attori implicati nelle violazioni dei diritti umani nel corso del conflitto armato che dura da oltre cinquant'anni. Ciò significa che non solo militari, poliziotti, guerriglieri o paramilitari potranno essere oggetto di un processo per il Tribunale Speciale, ma anche non combattenti.
Questo spiega la furiosa opposizione all'accordo sulla giustizia da parte del narco ex-presidente Uribe e del suo più stretto alleato, il tenebroso opusdeista e fascistissimo procuratore Alejandro Ordóñez, che avrebbero voluto collocare solo i guerriglieri sul banco degli imputati.
Ma chi acclarerà la verità storica dei fatti, metterà nero su bianco che la immensa maggioranza delle violazioni perpetrate durante il conflitto armato sono a carico dello Stato colombiano, e dei suoi apparati: forze armate, polizia, paramilitari, ma anche colletti bianchi e oligarchi, che di quei crimini sono sempre stati i mandanti.

06/10 - FARC: ampio sostegno alla giurisdizione speciale per la pace
Per mezzo di un comunicato del 2 ottobre 2015, la Delegazione di Pace dell'insorgenza rivoluzionaria delle FARC-EP al tavolo dei dialoghi dell'Avana ha annunciato che, fino a questo momento, oltre 280 organizzazioni per i Diritti Umani e delle vittime hanno "salutato e valutato positivamente l'accordo su una Giurisdizione Speciale per la Pace raggiunto lo scorso 23 settembre".
Nel comunicato si legge che il testo completo dell'Accordo contiene 75 principi e norme, ed è diviso in quattro paragrafi: principi giuridici generali, amnistia, indulto e trattamenti differenziati per le forze militari; competenza e funzionamento della Giurisdizione Speciale per la Pace, e sanzioni applicabili. Riguardo a ciò, vengono contemplate tanto sanzioni compensative, per porre rimedio al danno causato alle vittime, quanto dure sanzioni di reclusione fino a 20 anni di carcere, per coloro che non intendono offrire la verità".
Il testo integrale dell'Accordo è stato consegnato ai rappresentanti di paesi garanti, e sarà reso pubblico su consenso delle parti belligeranti; tuttavia è opinione delle FARC che "l'Accordo dovrebbe essere pubblicato il prima possibile, per evitare speculazioni  o temporeggiamenti."
Questo accordo, importante passo in avanti nella ricerca della pace con giustizia sociale in Colombia,  rappresenta un precedente fondamentale per la risoluzione di futuri conflitti, come confermato anche da esperti e analisti internazionali, proprio perché pone le vittime della guerra al centro del sistema giuridico da implementare.
Bisogna tuttavia sottolineare che diversi esponenti del governo Santos, negli ultimissimi giorni, hanno pubblicamente dichiarato che all'accordo sarebbero occorsi aggiustamenti, dando falsamente e strumentalmente ad intendere che alcuni aspetti della questione non sarebbero ancora stati definiti del tutto. Si tratta evidentemente di un meschino espediente, da parte del governo, per cercare di cambiare le carte in tavola dopo che Santos in persona aveva firmato, con il Comandante dello Stato Maggiore Centrale delle FARC-EP Timoleón Jiménez ed alla presenza del Presidente cubano Raúl Castro e di alti delegati di Venezuela, Norvegia e Cile, il suddetto accordo.
Sgombrando prontamente il campo da possibili equivoci, le FARC, dal canto loro, hanno risposto a questo imbroglio del governo Santos in maniera chiara e netta: "In claris non fit interpretatio!"

10/10 - Dieci proposte minime delle FARC per la fine del conflitto
Lo scorso 6 ottobre la Delegazione di Pace delle FARC-EP ha reso pubbliche 10 proposte minime per garantire la fine del conflitto, la riconciliazione nazionale e la costruzione di una pace stabile e duratura.
Il primo punto riguarda  la costruzione del quadro normativo -riforme e modifiche istituzionali- conseguenti al raggiungimento degli accordi. Il secondo, la realizzazione del Piano Nazionale per la fine del conflitto, per il quale viene previsto, al punto successivo, la conformazione di un apposito Fondo Nazionale. Il quarto punto è invece relativo alla normalizzazione della vita politica nazionale, e la conseguente trasformazione delle FARC in un movimento politico. Il punto successivo riguarda la definizione dei Territori speciali per la costruzione della pace (TECP), ed il sesto la ridefinizione della politica di sicurezza dello Stato, nonché la disarticolazione del paramilitarismo. Le garanzie per la sicurezza della popolazione in generale, e del movimento politico delle FARC sono il tema dell'ottavo punto, mentre il nono riguarda il cessate il fuoco bilaterale, e infine l'ultimo l'abbandono delle armi, inteso nel senso del loro non utilizzo in politica.
Gli accordi vanno concretizzandosi e la loro strutturazione nella realtà politica colombiana richiede alcune condizioni minime di garanzia; la strada maestra perché queste riforme possano realizzarsi rimane l'Assemblea Costituente, spazio in cui il popolo sia finalmente libero di esprimere in che modo lo Stato stesso debba essere rifondato.

17/10 - FARC: giurisdizione speciale è il più grande risultato del processo di pace
In un articolo  pubblicato lo scorso 15 ottobre, il Comandante Ricardo Téllez, membro del Segretariato e della Delegazione di Pace delle FARC-EP all'Avana, analizza i risultati della firma dell'accordo sulla Giurisdizione Speciale per la Pace.
Nell'articolo si legge che tale accordo "rappresenta il più grande risultato raggiunto dal processo di pace fino ad ora", poiché "avvicina alla soluzione di uno dei principali motivi di discrepanza fra governo ed insorgenza".
Per mezzo di quanto accordato, chiarisce, "si garantisce il riconoscimento delle responsabilità ed il massimo di verità possibile. Tutti, assolutamente tutti coloro i quali, in un modo o in un altro, abbiano partecipato, in qualunque forma, al conflitto interno, hanno l'obbligo di apportare tutta la verità su quanto è successo, nei casi in cui sono imputati o sono stati coinvolti".
Il ristabilimento della verità storica, attraverso le commissioni paritetiche, e di quella giuridica, ottenibile attraverso la Giurisdizione Speciale, rappresentano un passaggio ineludibile affinché si possa costruire una pace duratura. In questo accordo vince il popolo colombiano, e ci rimettono solo quanti hanno potuto finora godere della totale impunità per i crimini commessi dal terrorismo di Stato.


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