fonte http://www.congopanorama.org.art.whokilledkabila-fr.html
traduzione dall’inglese Bf
Chi ha
ucciso Kabila?
21 Giugno 04
In merito all’inchiesta nel processo per l’assassinio del presidente Kabila,
resta ancora pertinente la domanda: “Chi ha ucciso Kabila?”. Alla fine
l’inchiesta ha stabilito che i veri assassini dell’ex Capo di Stato erano tra
gli stessi suoi diretti dipendenti; che era coinvolto un ex- mobutista che
stava aspettando l’opportunità favorevole per prendersi una rivincita su
Kabila, che aveva cacciato Mobutu dal potere; o viene anche affermata
indirettamente l’ipotesi che Kabila sia stato ucciso dai partigiani di Ngandu
Kisasse e Masasu Ningana ( che avevano lanciato la ribellione insieme a Kabila
per rovesciare Mobutu. Poi Ngandu Kisasse fu ucciso dai ruandesi e Masasu fu
ucciso alla frontiera di Pweto). I loro partigiani, che facevano tuttavia
ancora parte della guardia scelta presidenziale, sospettarono Kabila di essere
al corrente delle loro morti. L’inchiesta ha pure affermato indirettamente che
Kabila avrebbe potuto essere ucciso in seguito a “ guerre famigliari”, tra le
famiglie Lunda e Balubakat che attorniavano Kabila, con lui imparentate e dalle
quali proveniva.
Va ricordato che il procuratore generale Alamba, che presiedeva la Corte
Marziale, pronunciò la sentenza di morte condannando 115 delle 135 persone
accusate di aver organizzato il 16 gennaio del 2001 l’omicidio del Presidente
Laurent Desirè Kabila, che si diceva fosse stato assassinato da Rachidi
Kasereka, una delle sue guardie del corpo. Uno di quelli contro cui la pena
capitale è stata pronunciata è il capo dello stato maggiore presidenziale, Eddy
Kapend, che, avendo in potere la
gerarchia militare, prima andò alla televisione a fare un appello alla calma, e
in seguito sterminò gli 11 libanesi che erano stati complici nell’assassinio.
In effetti, secondo il quotidiano belga Le Soir , Kapend aveva precedentemente
fatto un viaggio in Francia per ‘motivi di salute’ e al ritorno presentò a
Kabila un conto di 34.000 $, da pagarsi dalle casse dello stato. Egli non
sapeva che Kabila era anche stato informato da un’altra fonte che ‘un
benefattore’ aveva già pagato il conto di Kapend. Kabila disse a Kapend che non
voleva essere preso in giro e lo mise agli arresti. In seguito fu rilasciato e
riammesso alla sua carica. L’ipotesi è che Kapend non perdonò mai Kabila per
questo episodio.
Nono Lutula, procuratore particolare di Kabila in questioni di sicurezza, George
Leta Mangasa, un ex amministratore dei servizi di intelligence, il generale Yav
Nawej, soprintendente della guarnigione di Kinshasa, così come altri 30 tra
ufficiali e subordinati, tutte guardie personali dell’ex presidente, erano
tutti colpevoli di aver complottato contro il presidente e di averlo ucciso.
Inoltre altri imputati sono stati condannati per reati vari, come cospirazione,
tradimento e abbandono del loro ufficio.
Ma questo processo interno (condotto a carattere nazionale) per l’assassinio
del secondo eroe nazionale del Congo, è solo la punta di un iceberg,
rappresentando solo una piccola parte della verità. E’ ben risaputo che i
congolesi hanno sempre avuto l’usanza di agire contro i loro propri interessi
nazionali per avvantaggiare gli interessi stranieri, per i quali essi sono
serviti come semplici tirapiedi. Il regime neocoloniale di Mobutu, così come la
vera essenza dei così detti movimenti ribelli congolesi del RCD e MLC, sono
oggi perfetti esempi di ciò.
Detto ciò, i veri cospiratori e i partner silenziosi dell’atroce assassinio del
presidente Kabila, sono da ricercare in Occidente, a Washington per essere
precisi, e noi non possiamo permetterci di aspettare altri 40 anni prima di
venire a sapere la verità su chi abbia
ucciso Kabila, finché questi
cospiratori e i loro partner silenziosi aprano i loro archivi 40 anni dopo,
come nel caso dell’assassinio di Emery Patrice Lumumba. Gridiamolo ora
dall’alto dei tetti!: l’assassinio di Kabila è stato la conseguenza di una
cospirazione straniera, orchestrata da Washington con la complicità di Kampala,
Kigali, Pretoria e Brazzaville; e persino con la complicità degli stessi
alleati della Repubblica Democratica del Congo che hanno cercato di liberarsi
di un alleato intransigente (Kabila), che sempre più stava prendendo la
situazione sotto controllo, e che loro di conseguenza trovavano ingombrante.
Non è una semplice coincidenza che il presidente angolano Eduardo Do Santos
abbia licenziato il suo capo di stato maggiore, generale De Matos, che era a
capo del contingente delle truppe angolane dispiegate in Congo.
Nell’edizione del 9 Maggio 2001, il settimanale belga Le Solidaire, fa forti
rivelazioni che mettono insieme tutti questi eventi. Secondo il giornale la
testa di Kabila è costata 30 milioni di $. Questi soldi che furono pagati da
agenzie segrete americane, sono transitati da Johannesburg e Brazzaville
attraverso una rete di banche, fino a raggiungere Kinshasa e riempire le tasche
delle stesse guardie presidenziali di Kabila.( La moglie di un ex generale
sotto Mobutu ne ha distribuito una gran quantità).