www.resistenze.org - popoli resistenti - congo - 17-01-11 - n. 347

da http://www.deboutcongolais.info/lumumba-peuplesedefendre.html
Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Omaggio a Patrice Lumumba
(Onalua, 2 luglio 1925 - Katanga, 17 gennaio 1961)
 
Frasi storiche tratte da Il pensiero
 
"Il popolo deve difendersi contro i suoi nemici".
 
Sin dal primo giorno di indipendenza, tutte le persone "avanzate" che si erano vendute al colonizzatore, hanno condotto una campagna per distruggere il governo nazionalista. Spesso associati agli ambienti cattolici, avevano il pieno appoggio della borghesia belga e delle sue varie organizzazioni. Così, sul finire del luglio 1960, il sindacato cristiano di Bolikango, UTC, pubblicava un comunicato lamentando che "il Congo ha intrapreso un percorso miserevole". Il sindacato filocolonialista accusò Lumumba di essere responsabile della chiusura delle fabbriche, dell'aumento dei prezzi e la crescita della disoccupazione.
 
Lumumba era consapevole che questi complotti erano orchestrati dal Belgio e i loro scagnozzi, i Malula, Ileo, Bolikango, Tsombé, Kalonji, Boboliko.
 
Lumumba ha dichiarato che un governo patriottico dovrebbe avere il coraggio di combattere i nemici del popolo e i nemici dell'indipendenza.
 
"E' il popolo che, attraverso il suo governo centrale, lotta contro la cattiva propaganda, contro i nemici della libertà, contro i nemici della patria, contro i traditori. Sono stati distribuiti in tutta la città di Léo migliaia di opuscoli sediziosi provenienti direttamente da Bruxelles. Trasportati a bordo degli aerei Sabena, in scatole contrassegnate dalla parola 'Giornali'. Su uno dei volantini si legge: 'Congolesi! Lumumba venderà le vostre mogli alla Russia'. Un altro scritto in lingua lingala si dice che: 'Ha fatto un patto con il diavolo, peccato per i congolesi". I belgi oggi non possono distribuire loro stessi i volantini, sono i Neri che distruggono il Congo, hanno ricevuto 500 franchi per farlo. Se è tuo fratello, tuo figlio che vende il nostro paese, che collabora con il nemico, tocca a te, tocca al popolo essere giudice, fermare questo delinquente, questo servo, questo traditore". "Abbiamo deciso di regolamentare la libertà di stampa. Nessuno può dire che il Courrier de l'Afrique è un giornale di proprietà congolese. Chi ignora che Courrier de l'Afrique è un organo del sindacato cristiano del Belgio? Chi ignora che è un organo di propaganda contro il nostro popolo? Abbiamo deciso di regolamentare tutti questi giornali schierati contro la nazione. Sono le comunità cattoliche che portano la loro propaganda nei loro giornali e che causano tutto il male che noi conosciamo. Dovremmo permettere questo stato di cose? Se adottiamo misure per liberarci, la chiamano dittatura!"(Il pensiero, pp.311-312)
 
Sul cattivo uso della religione
 
"I vescovi abbandonano la loro missione di evangelizzazione per interferire negli affari di Stato. I missionari abbandonano la loro missione per condurre una campagna di ostruzionismo contro lo Stato. Giorno dopo giorno lo vediamo ingiuriato dalla loro stampa. Costituiscono una seria minaccia alla sicurezza dello Stato, hanno commesso reati gravi". (Il pensiero, p.289)
 
"Questi antinazionalisti, già al soldo dei colonialisti, sono unti dal danaro colonialista, e con questo denaro scrivono porcherie. Oggi, i movimenti, i sedicenti movimenti per la famiglia cattolica, attaccano il governo in nome di leghe, jocisti, gruppi cattolici. Vogliono distruggere la nazione congolese: non lo tollereremo oltre. E' la separazione tra stato e chiesa. Il nostro governo non si ingerirà negli affari della Chiesa". (Il pensiero, pagina 290)
 
"Il governo non può tollerare in alcun modo che si interferisca negli affari dello Stato. Noi non cerchiamo altro che gli interessi del popolo, non gli interessi della comunità finanziaria o di questa o quella Chiesa. Non vogliono che facciamo in Congo quel che fanno in Belgio, ossia la dittatura della Chiesa sul governo. E' un governo cattolico, sono le comunità cattoliche che sempre, negli ultimi 80 anni, hanno ritardato l'emancipazione politica del Congo. Sono loro che dicevano che in Congo non doveva portarsi la politica, perché la politica permette di vedere chiaro". Ed è da questi stessi ambienti religiosi e cattolici che anche di recente, durante la campagna elettorale, si predicava contro i nazionalisti". (Il pensiero, pagina 290)
 
"Era sufficiente recitare il catechismo coloniale perché vi si benedicesse. Se un congolese ha espresso la sua idea: 'E' contro i bianchi, è una cattiva religione' Interdizione! Questo è ciò che vogliamo fare oggi per mostrare al mondo che siamo comunisti". (Il pensiero, p.296)
 
"Si procederà con la decolonizzazione mentale, perché hanno indottrinato il popolo per 80 anni alla falsità. Con i nostri cervelli, le nostre mani, svilupperemo il Congo." (Il pensiero, p.300)
 
A proposito di comunismo e imperialismo
 
"In Africa, tutto ciò che è progressivo, tutto ciò che tende al progresso si dice comunista, distruttivo. Piegarsi sempre e accettare qualsiasi cosa offerta dai colonialisti. Siamo solo uomini onesti e il nostro unico obiettivo è: liberare il nostro paese, costruire una nazione libera e indipendente". (Il pensiero politico di Lumumba, p.272).
 
"Si parla di comunismo. Sapete, cari amici, alcuni giocano il gioco degli imperialisti. Durante la campagna elettorale, le missioni cattoliche aveva stampato volantini che hanno distribuito. Predicavano dappertutto, anche nelle chiese di non votare Lumumba, di non votare Kashamura. Il popolo li ha ascoltati?"(Il pensiero, p. 342)
 
"Gli imperialisti dicono di essere contro il comunismo, sono contro l'Unione Sovietica e quando chiediamo loro aiuto, si rifiutano e preferiscono sostenere Tshombé e i suoi accoliti". (Il pensiero, pp.344-345)
 
"L'Unione Sovietica è una nazione come le altre. Le questioni ideologiche non ci interessano. La nostra politica di neutralità positiva ci raccomanda di trattare con qualsiasi paese che ha nobili intenzioni e che non viene da noi per instaurare un nuovo dominio". (Il pensiero, p.281)
 
"Quando i nostri fratelli combattevano ovunque, erano i russi che ci istigavano a reclamare l'indipendenza? Chi ci ha sfruttato per 80 anni, non erano gli imperialisti? Considerano il Congo, con la sua ricchezza, una loro riserva nazionale."(Il pensiero, p.366)
 
 

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