Pyong Yang Juche88  1999

 

Dichiarazione congiunta dei partiti politici e delle organizzazioni della Repubblica Popolare Democratica di Corea.

 

Lo Stato Maggiore Generale dell'Esercito popolare di Corea ha solennemente proclamato lo stabilimento della linea di demarcazione militare nel Mare Occidentale di Corea, dichiarando nulla la banditesca "linea del limite al nord" definita arbitrariamente da parte dell'esercito nordamericano dentro le nostre acque giurisdizionali.

Questa decisione suscita l'appoggio e la forte approvazione del nostro popolo e dei popoli del mondo come  giusta mossa di  autodifesa per difendere la dignità e la sovranità della nostra repubblica.

Come noto, dopo i gravi scontri militari nel mare occidentale abbiamo convocato le trattative militari a livello di generali e fatto ogni sforzo per il loro buon esito con l'unico scopo di prevenire il loro ripetersi ed alleviare la tensione.

E' evidente per noi che la causa principale del conflitto armato nel Mare Occidentale risiede nel disaccordo tra le parti ostili sulla definizione della linea di demarcazione militare, per questo abbiamo avanzato la proposta di risolvere la questione con il dialogo e le trattative.

Però, da parte nordamericana, in violazione dell'accordo di armistizio e del diritto internazionale, si insiste nel voler mantenere la "linea del limite al nord" definita unilateralmente nelle nostre acque giurisdizionali.

Questa posizione dimostra le intenzioni aggressive dell'imperialismo nordamericano che mira al conflitto ed alla guerra, anziché alla pace e alla sicurezza della penisola coreana e vuole appropriarsi del sacro territorio e delle acque della nostra repubblica.

La linea di demarcazione militare da noi definita a fronte dell'intransigenza nordamericana, è la più razionale ed equa in base all'accordo di armistizio e al diritto internazionale ed è riconosciuta come la più giusta dall'opinione pubblica mondiale e dai circoli democratici politici e scientifici della Corea del Sud.

Per questo appoggiamo la decisione dello Stato Maggiore Generale dell'Esercito Popolare di Corea in difesa della dignità e della sovranità della nostra Repubblica.

La "linea del limite al nord" definita dagli imperialisti nordamericani è intollerabile ed  illegale e se gli Stati Uniti ed il governo sudcoreano oseranno violare la sovranità delle nostre acque, il nostro popolo ed il nostro esercito reagiranno con ogni mezzo.

Gli Stati Uniti ed il governo sudcoreano dovrebbero riflettere sulle gravi conseguenze che le loro macchinazioni potrebbero provocare e mettere immediatamente fine alle loro congiure.

Cogliamo l'occasione per esprimere la speranza che tutte le organizzazioni internazionali amanti della pace appoggino pienamente la nostra politica contro il pericolo di una nuova guerra nella penisola coreana.

 

 

 

-         Partito del Lavoro di Corea

-         Partito Socialdemocratico di Corea

-         Partito Chondoista Chongiv

-         C.C. del Fronte Democratico per la Riunificazione della Patria

-         Comitato per la Riunificazione pacifica della Patria

-         Federazione Generale dei Sindacati di Corea

-         Unione della gioventù Socialista Kim Il Sung

-         Associazione coreana dei Giuristi Democratici

-         Consiglio dei sudcoreani residenti al Nord per la promozione della Riunificazione pacifica

-         C.C. della Direzione dei Chondoisti di Corea

-         Federazione dei Cristiani di Corea

-         Associazione dei Cattolici di Corea

-         Federazione dei Buddisti di Corea

-         Comitati Nazionale coreano per la difesa della pace

-         Unione dei Lavoratori agricoli di Corea

-         Unione delle Donne Democratiche di Corea

-         Federazione Generale degli Scrittori e Artisti di Corea

-         Federazione Generale delle Scienze e della Tecnica di Corea

-         Unione dei Giornalisti di Corea

-         Comitato coreano per la pace in Asia e nell'Oceano Pacifico

-         Comitato coreano di solidarietà afro-asiatica

-    Comitato coreano antinucleare e per la pace

-         Comitato coreano di solidarietà con i popoli del mondo

 

 

A cura del Comitato per la Pace e la Riunificazione della Corea - Torino

 

 

                              ASSEMBLEA DEL COMITATO ITALIANO

                              PER LA RIUNIFICAZIONE DELLA COREA

 

Il Comitato Italiano per la Riunificazione della Corea ha tenuto la sua Assemblea a Roma il 15 gennaio, a distanza di pochi giorni dall'annuncio che tra l'Italia e la Corea del Nord erano state stabilite (finalmente) normali relazioni diplomatiche. Il fatto nuovo ha richiamato l'attenzione di parecchi giornalisti che hanno potuto ascoltare l'Ambasciatore coreano Kim Hung Rim ( a questo punto Ambasciatore presso lo stato italiano e non più solo presso la FAO) e rivolgergli numerose domande. L'Assemblea da parte sua, come appare dalla risoluzione approvata, che pubblichiamo per intero, ha sottolineato l'urgenza di contrastare la colpevole indifferenza che sulla questione coreana regna nella sinistra e dare maggiore impulso in Italia all'opera di informazione e di solidarietà con le lotte per l'abolizione della Legge di Sicurezza Nazionale e l'abbattimento del muro. Con questi obiettivi si sta preparando una manifestazione nazionale per il mese di maggio (nell'anniversario del massacro di Kwangju).

 

L'Assemblea nazionale del Comitato Italiano per la Riunificazione della Corea, riunita a Roma il 15 gennaio 2000, valuta positivamente il recente annuncio delle piene relazioni diplomatiche tra RPDC e Italia, che pone termina a una situazione del tutto ingiustificata sul piano dei diritti e dei rapporti internazionali, che si trascinava da decenni solo per la ben nota subordinazione della politica italiana ai placet USA.

 

Il mancato riconoscimento diplomatico rappresentava da parte del governo italiano un atto di implicita approvazione delle politiche di strangolamento economico, isolamento politico e minaccia militare nei confronti della RPDC portate avanti dagli Stati Uniti e dai loro alleati asiatici. Per questo il riconoscimento diplomatico è sempre stato tra gli obiettivi del Comitato fin dalla sua costituzione nel 1992.

 

Il raggiungimento di questo obiettivo consente ora e impone di rilanciare con maggior forza l'azione del Comitato sugli obiettivi della riunificazione e della pace in Corea, che sono essenziali sia per la solidarietà dovuta al popolo coreano per le sue indicibili sofferenze causate dall'intervento straniero, sia come contributo essenziale alla lotta contro l'imperialismo, che in tutto il mondo, dai Balcani all'Asia Orientale, dal Medio Oriente all'America Latina mostra sempre più il suo volto guerrafondaio.

 

L'attività in Italia a sostegno dei giusti obiettivi della riunificazione e della pace in Corea si dovrà saldare sul piano europeo ed internazionale, per avere l'efficacia necessaria, con un rilancio dell'iniziativa del CILRECO, che tiene il prossimo 5 febbraio la sua assemblea annuale, e con l'iniziativa del Fronte Democratico Nazionale della Corea del Sud., di cui auspichiamo l'apertura di una rappresentanza in Europa e possibilmente in Italia.

 

In particolare l'attività del Comitato si articolerà sui seguenti obiettivi, che hanno tutti una rilevanza che va anche al di là dello specifico contesto coreano e non riguardano dunque solo gli "specialisti" della solidarietà:

 

·        1. Abolizione della Legge di Sicurezza Nazionale della Corea del Sud e liberazione di tutti i prigionieri politici. Questa Legge infame, che considera reato qualsiasi attività, pratica o ideale, che possa essere ritenuta dalle autorità sudcoreane tale da "andare a vantaggio" del Nord, considerato "organizzazione criminale", viene ancora largamente applicata anche dai governo cosiddetti "democratici" che negli ultimi anni hanno preso il posto delle dittature militari esplicite, per stroncare con durissime condanne ogni movimento di opposizione. Un vasto movimento di massa, che spesso ha pagato prezzi altissimi per la sua lotta, ne chiede l'abolizione.

·        2. Demolizione del muro di cemento armato costruito dalle autorità sudcoreane, che è il simbolo più odioso della divisione forzata della Corea, e ripristino dei rapporti tra le persone, le famiglie, le organizzazioni sociali e politiche a tutti i livelli.

·        3. Allontanamento delle forze armate americane dalla Corea e chiusura delle loro basi.

·        4. Chiusura del "Comando delle Forze delle Nazioni Unite", con cui viene mantenuta la grottesca e vuota finzione per cui l'intervento americano in Corea sarebbe un intervento dell'ONU.

·        5. Conclusione di un trattato di pace che ponga fine allo stato di armistizio ormai privo degli organi di controllo originariamente previsti e continuamente violato da parte americana e sudcoreana.

·        6. Riunificazione pacifica sulla base delle proposte di confederazione formulate già da molti anni e sempre coerentemente sostenute dal Partito del lavoro di Corea.

·        7. Nessun oblio, nessuna prescrizione ma anzi piena luce sugli orribili massacri - peggiori se possibile di quelli dei nazisti in Europa - perpetrati dai nordamericani e dai loro sottoposti coreani nel corso della guerra di Corea e poi anche in anni più recenti (massacro di Kwangju).

·        8. Rimpatrio dei vecchi prigionieri di guerra cosiddetti "non convertiti", il cui trattamento da parte delle autorità sudcoreane è un insulto all'umanità intera.

 

Se questi obiettivi il Comitato, in rapporto con il CILRECO e con il FDN della Corea del Sud, si doterà degli strumenti necessari a garantire l'efficacia e la continuità delle iniziative sul terreno dell'informazione e dell'azione politica.

 

A cura del Comitato per la Pace e la Riunificazione della Corea - Torino