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IMPORTANTE VISITA A MOSCA DEL MINISTRO DEGLI ESTERI DELLA COREA DEL NORD

Documenti a cura di Mauro Gemma

Alla vigilia dell'incontro di Bush con Putin, il ministro degli esteri della Repubblica Popolare Democratica di Corea ha compiuto una visita ufficiale in Russia. All'avvenimento la diplomazia russa attribuisce una grande importanza. Come è noto, da tempo la Russia (insieme alla Cina) è impegnata in un difficile tentativo di regolazione pacifica, rispettosa di entrambe le parti in causa, del contenzioso esistente tra i due stati della penisola coreana, considerati alla stregua di partner strategici di Mosca. Su questo terreno la diplomazia russa incontra la dura resistenza degli Stati Uniti che, includendo la Corea del Nord tra gli "stati canaglia", dimostrano di continuare a considerare la regione dell'Estremo Oriente "scacchiere" essenziale per le manovre della loro politica aggressiva.
I documenti (di agenzia ufficiale) che traduciamo illuminano sulle difficoltà della situazione coreana e dimostrano il tutt'altro che "sereno" stato dei rapporti tra Russia e USA, che nessuna superficiale retorica berlusconiana è in grado di mascherare.


"In Corea Mosca non intende giocare un ruolo di secondo piano, lasciando la leadership agli americani"
di Dmitrij Kozyriov
osservatore politico di RIA "Novosti"

www.rian.ru                                                                                                            20 maggio 2002

Per la prima volta negli ultimi 14 anni, un ministro degli esteri della Corea del Nord si reca in visita a Mosca. Il viaggio del responsabile del ministero degli Affari esteri della Repubblica Democratica Popolare di Corea è programmato per il 20-23 maggio. Sarà presa in esame la situazione nella penisola coreana.
Tale scambio di vedute sarebbe un fatto abituale, di routine, per ministri degli esteri di paesi fra loro vicini, se non fosse per il posto particolare che la RDPC occupa nel mondo, per le sue caratteristiche di società ancora chiusa.
L'ultima volta che un ministro degli esteri della Corea del Nord si è recato a Mosca, fu nel 1988, ancora al tempo dell'ex URSS. C'è da osservare che, in generale, addetti alla politica estera della RDPC fino ad oggi hanno varcato i confini molto raramente. Ed anche l'attuale leader della RDPC Kim Jong-il è uscito dal paese per compiere una visita ufficiale solo due volte, dopo la scomparsa del padre Kim Il-sung. Gli scopi dell'attuale visita di Pek Nam-sun sono all'apparenza molto modesti: ristabilire la pratica di contatti abituali, normali tra ministri degli esteri, e nulla di più. Ma non c'è dubbio che questi contatti sono parte del processo di graduale apertura al mondo esterno della RDPC in corso ultimamente. La Russia, senza alcun dubbio, può vantarsi di giocare un ruolo decisivo in questo processo, superando persino il partner tradizionale della Corea del Nord: la Cina.
E' possibile riscontrare alcuni elementi di competizione nell'attivismo mostrato da molti paesi del mondo in direzione coreana. Mosca chiaramente non intende svolgere un ruolo di secondo piano, lasciando la leadership agli americani. Tanto più che, con l'avvento della nuova amministrazione USA, la politica coreana di Washington sembra voler scrivere una nuova pagina: di ciò è evidente testimonianza il viaggio a Pyongyang, programmato a breve, dell'inviato speciale di Bush, Jack Pritchard. A Mosca naturalmente sono in attesa di conoscere come la direzione coreana si sta preparando a questo incontro.
Il rifiuto, da parte di Mosca, di aspettare che Bush definisca la sua politica in Corea, si spiega innanzitutto con il fatto che, proprio in questa direzione, la politica degli Stati Uniti appare improntata ad una certa qual dose di irrazionalità. In verità, si può affermare che esista oggi più di una questione internazionale, su cui permangono serie differenze di valutazione tra Mosca e Washington.
La diplomazia russa potrebbe anche guardare con rispetto agli sforzi degli USA, tesi a realizzare nel modo migliore gli interessi americani in quella parte del mondo. Ma il fatto è che, rispetto alla RDPC, non sono per niente visibili: anzi, sono evidenti i tentativi di congelare qualsiasi attivismo    diplomatico nella penisola coreana. Si ha l'impressione che Washington non abbia ancora chiarito le proprie idee su quale politica coreana le possa giovare: e, fino a quando tale problema non verrà risolto nei corridoi della burocrazia americana, gli USA cercheranno di bloccare l'iniziativa verso la Corea del Sud di tutti gli altri paesi interessati.
Cosμ, a quanto è dato ad intendere, i contatti tra Seoul e Pyongyang sono stati "congelati" proprio per iniziativa USA. E senza un'attiva posizione di Seoul, persino Russia e Cina, vicini della RDPC, non sono in grado di realizzare una grande quantità di rilevanti progetti multilaterali, finalizzati a risollevare l'economia della Corea del Nord, a cominciare da quello riguardante il ristabilimento dei collegamenti ferroviari tra la Corea del Sud e l'Europa, attraverso la Transiberiana, e da quello relativo all'installazione di un oleodotto internazionale.
La realizzazione di questi progetti rianimerebbe l'economia della RDPC, renderebbe la Corea del Nord più disponibile alle aperture e le garantirebbe un posto adeguato nella comunità mondiale. Per queste ragioni, anche Pyongyang oggi, lentamente ma con convinzione, cerca di attivare le sue relazioni, ad esempio, con la Russia.
Ma è evidente che ci vorrà ancora del tempo, prima che i vicini della RDPC e la Corea del Nord stessa possano decidere i modi di realizzazione del processo di normalizzazione nella penisola coreana: se con l'America o senza di essa.


Rapporti Russia-Corea del Nord: "per la Russia non esistono "stati canaglia"
Dall'intervista al portavoce del ministero degli Affari esteri della Russia A. V. Jakovienko, in relazione alla visita a Mosca del ministro degli esteri della RDPC

www.rian.ru                                                                                                            18 maggio 2002

.....Negli ultimi tempi si sono registrati diversi punti di convergenza con la Repubblica Democratica Popolare di Corea in merito ai problemi internazionali. In particolare, la preoccupazione rispetto ai piani di riarmo missilistico in Asia, sulla nuova proposta di trattato avanzata dagli USA, sulla contrapposizione al terrorismo internazionale, sulla necessità della rinuncia all'uso della forza nelle relazioni internazionali.....Nella terminologia usata dai russi in politica estera non possono esistere espressioni come "stati canaglia" o "stati dell'asse del male". Possiamo anche non condividere qualche posizione ideologica o di politica interna dei nostri partner, ma sulla base del realismo e del pragmatismo, siamo obbligati a cercare le strade della comprensione e della cooperazione con tutte le nazioni. Si capisce, naturalmente che tali rapporti non devono essere interpretati come diretti contro paesi terzi.....La riconciliazione e la collaborazione tra le due Coree, sulla strada della riunificazione del paese, rispondono in pieno ai nostri interessi nazionali. Noi non siamo in cerca di soluzioni unilaterali e siamo pronti a sostenere accordi sulla riconciliazione nazionale realizzati attraverso il dialogo tra Nord e Sud. Il ruolo della Russia e, ne siamo convinti, anche degli altri paesi interessati consisterà nel contribuire allo sviluppo di un processo, in cui gli agenti principali devono essere i coreani del Nord e del Sud.....In considerazione degli importanti processi politici ed economici in corso nella penisola coreana e della necessità della avanzata dei propri interessi geopolitici ed economici, la Russia, con coerenza, segue una linea indirizzata alla normalizzazione e alla crescita dei rapporti con gli stati vicini, nell'interesse dello sviluppo mondiale, della realizzazione di obiettivi di sicurezza e di fioritura economica.

Traduzione dal russo

di Mauro Gemma