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- popoli resistenti – corea del
nord - 30.07.02
da: Agenzia Stampa Coreana
A cura del Comitato per la Pace e la Riunificazione della Corea di Torino
Trad. Mauro Accastello
22 Giugno
Gli USA sono responsabili d’assassinio
internazionale
Il Segretario del Comitato per la Riunificazione della Patria, ha reso
noto il giorno 21 nel comunicato n.818, la condanna delle truppe nordamericane
in seguito all’incidente in cui un mezzo blindato statunitense ha schiacciato
due alunne sudcoreane.
Il comunicato segnala in particolare che si tratta di un atto criminale
imperdonabile che possono compiere solo truppe yankee, visto che considerano i
sudcoreani esseri insignificanti.
La storia dell’occupazione della Corea del Sud da parte nordamericana dura da
più di mezzo secolo, è costituita da aggressioni, saccheggi e da spargimento di
sangue.
Loro considerano il popolo sudcoreano come lo schiavo coloniale, lo disprezzano
e assassinano crudelmente, senza distinzione d’età e di sesso.
Il segretario del CPP condanna severamente le aggressioni yankee, nemici
giurati, che oltre ad occupare la Corea del Sud ostacolano la pace e la
riunificazione del Paese, perpetuando la quotidiana e sanguinosa mattanza, ed
il saccheggio del popolo sudcoreano.
Gli yankee insistono nell’attribuire la responsabilità dell’incidente alle
vittime, le bambine Sin Hyo Sun e Sim Mi Son, cercando di liberarsi della loro
colpevolezza, ma non possono eludere la responsabilità di un assassinio intenzionale.
Oggi vige la furiosa lotta antiyankee del popolo sudcoreano e la ferma volontà
di non perdonare più le macchinazioni provocatorie per una nuova guerra. Non si
possono più accettare gli atti banditeschi degli USA come fatti normali, così
come li accettava uno schiavo coloniale.
Devono capire la volontà della nazione coreana, chiedere perdono
e risarcire per i loro innumerevoli crimini perpetrati contro i coreani in più
di mezzo secolo, e ritirarsi immediatamente con tutte le forze omicide dalla
Corea del Sud.
12 Luglio
La città
di Kaesong richiama l’attenzione
Questa città situata vicino alla linea di demarcazione militare
della Corea, richiama l’attenzione del mondo.
Qui si trova Phanmunion e qui si confrontano due poli, la guerra e la pace.
In questo luogo si ritrovano molti abitanti di varie località e residenti
all’estero per l’anniversario della vittoria della guerra (27 luglio). E’
questo il luogo delle trattative per l’armistizio, il sito dell’accordo di
pace. Da qui si può vedere la muraglia di cemento armato che divide
artificialmente la Corea del Nord da quella del Sud. La lunghezza totale del
muro costruito al Sud della linea di demarcazione militare dai dittatori
militari sudcoreani è lungo più di 240 Km., attraversa otto distretti, 122 villaggi,
tre ferrovie, tre strade e più di 220 sentieri, spezzando così il territorio
coreano in due.
Il muro serve da prova, per distinguere tra quelli che desiderano la vera pace
e la riunificazione e coloro che perseguono la guerra e la divisione.
18 Luglio
Il
“Rodong Sinmun” condanna la politica degli Stati Uniti
Un articolo del quotidiano definisce la politica aggressiva degli
USA nei confronti della RPDC, inutile e priva di senso. Dal punto di vista
degli interessi nazionali statunitensi, sarebbe meglio decidere il ritiro delle
sue truppe dalla Corea del Sud.
L’obiettivo di schiacciare con la forza la RPDC è un’illusione irrealizzabile,
e se si continuerà a ricorrere alle forze armate per metterlo in pratica,
quelle subiranno danni gravissimi.
La nostra volontà e tale, che se non può esistere la Corea, non ci potranno
essere né gli USA né il globo terracqueo. Se quel paese provocherà la guerra in
Corea, causerà una catastrofe anche nel territorio nordamericano.
Nell'interesse del popolo nordamericano conviene porre fine alle manovre
belliche temerarie nella penisola coreana, e il ritiro definitivo dalla Corea
del Sud.
Questo significa eliminare il maggior focolaio di guerra nel mondo.
Se gli USA vogliono davvero la pace in Corea, devono lasciare la Corea del Sud.
Luglio 2002
La verità sull’armata segreta degli USA in
Corea
Secondo recenti notizie, nella Repubblica Democratica di Corea tra
il 1950 e il 1970 furono inviati circa 3.000 banditi, armati e addestrati dai
servizi segreti misti USA – Sudcoreani, creati come succursale della CIA in
Corea del Sud a partire dal 1956.
La
rivelazione giunge da infiltrati in Corea del Nord addetti a spionaggio,
sabotaggi, attentati, sequestri e assassini. Secondo altra fonte il numero di
essi raggiunge i mille.
Un parlamentare del Partito Democratico appartenente al comitato per la
Riunificazione, relazioni estere e commercio, ha dichiarato che 7.726 banditi
armati tornarono al Sud solo dopo la pubblicazione della Dichiarazione
Congiunta del 4 luglio 1972, ed ha reso nota la lista di 366 di essi.
Per la prima volta sono stati rivelati all’Assemblea Nazionale sudcoreana i
dati relativi all’armata clandestina in Corea del Nord; militari nordamericani
e dell’esercito sudcoreano addestrarono i terroristi dal 1952 inviandoli al
Nord via terra, ma soprattutto per mare e cielo. Costoro, dal marzo del 1954,
furono classificati “civili”. Si trattava dell’unità di fanteria n. 4.863;
all’epoca esistevano 30 reparti, tra di essi quelli di maggiori dimensioni
erano il reparto formativo n.1 con sede a Seul, ed il centro di addestramento
nella provincia di Kangwon. L’unità cambiò la denominazione nel 1967,
diventando “reparto di inteligence delle forze terrestri”, che continuò ad
essere operativo fino al 1978.
Esisteva un reparto segreto anche tra le forze navali, si chiamava “reparto di
distruzione sottomarina”.
L’argomento è stato oggetto di una riunione del Ministero della Difesa
Nazionale il 3 ottobre 2000 in seguito al disbrigo di indennizzi e pensioni di
quei “lavoratori armati clandestini”.
Luglio 2002
Negli USA rivelazioni circa
l’uso di armi biologiche da parte di militari statunitensi contro abitanti
nordcoreani durante la guerra di Corea
Harrison, investigatore nordamericano della
questione coreana ha affermato: “Truppe americane hanno usato armi biologiche
in Corea del Nord; l’incidente del Comune di Rogun è spiegato dalle autorità
come conseguenza della confusione prodotta dalla penetrazione della guerriglia
nordcoreana fra i profughi, ma in realtà è legata alla discriminazione razziale
nei confronti degli asiatici”.
I diari di guerra della ventiquattresima div. USA, confermano che quel reparto
aveva l’ordine di distruggere tutte le borgate poste su ambo i lati delle
strade utilizzate per ritirarsi dal Nord Corea.
Lo stesso vale per la prima div. Corazzata, che ebbe l’ordine di devastare
PyongYang, Hungnam e Wonsan.
Altri documenti ufficiali fanno esplicita menzione di attaccare le colonne di
profughi con bombe al napalm, allorquando si giudicava fossero presenti
“nemici” mischiati ai civili. Harrison ha pubblicato i documenti relativi al
massacro di Sinchon. Il libro “Forze Armate USA e la guerra biologica – Segreti
dell’inizio della guerra fredda nella penisola coreana”, edito nel 1998,
riferisce della diffusione di malattie mediante lo spargimento di pulci, zecche
e ragni infetti a PyongYang ed in altre località della Corea del Nord.
I risultati di studi sull’uso di armi biologiche da parte dell’esercito USA
sono stati condotti anche da ricercatori di storia asiatica e militare
nell’Università di York in Canada, e le loro conclusioni individuano in G.
Marshall, l’allora segretario della Difesa degli Stati Uniti, il trascinatore
del piano di sviluppo delle armi batteriologiche. Ne fu il responsabile dal 27
ottobre del 1950, e chi gli succedette il 31 dicembre del 1951, fece accelerare
i preparativi per l’applicazione bellica di quelle armi, prontamente impiegate
dallo Stato Maggiore delle forze aeree. Fu così che dal marzo del 1952 le
truppe statunitensi usarono le armi batteriologiche, e presero in
considerazione anche l’uso di armi biologiche e nucleari.
Un esempio di ciò è l’epidemia di meningite nella zona di frontiera
cino-coreana del marzo del 1952.