a cura del Comitato per la pace e la riunificazione della Corea di
Torino
Assemblea del Comitato Italiano per la Riunificazione
della Corea
Il Comitato Italiano per la Riunificazione della Corea ha tenuto la sua
assemblea a Roma il 15 gennaio, a distanza di pochi giorni dall'annuncio che
tra l'Italia e la Corea del Nord erano
state stabilite (finalmente!) normali relazioni diplomatiche. Il fatto nuovo ha
richiamato l’ attenzione di parecchi giornalisti che hanno potuto ascoltare
l'ambasciatore coreano Kim Hum Rim (a questo punto ambasciatore presso lo stato
italiano e non più solo presso la FAO) e rivolgergli numerose domande.
L'assemblea da parte sua, come appare dalla risoluzione approvata, che
pubblichiamo per intero, ha sottolineato l'urgenza di contrastare la colpevole indifferenza che sulla questione
coreana regna nella sinistra e dare maggiore impulso In Italia all’ opera di
informazione e di solidarietà con le lotte per l'abolizione della Legge di
Sicurezza Nazionale e l' abbattimento del muro. Con questi obiettivi si sta
preparando una manifestazione nazionale per il mese di maggio
(nell'anniversario del massacro di Kwangju).
L'assemblea nazionale del Comitato Italiano per la Riunificazione delta Corea,
riunita a Roma il 15 gennaio 2000,
valuta positivamente il recente annuncio delle piene relazioni diplomatiche tra
RPDC e Italia, che pone termine a una situazione del tutto ingiustificata sul
piano del diritto e dei rapporti internazionali, che si trascinava da decenni
solo per la ben nota subordinazione della politica italiana ai placet USA.
Il mancato riconoscimento diplomatico rappresentava da parte del governo
italiano un atto di implicita approvazione delle politiche di strangolamento
economico, isolamento politico e minaccia militare nei confronti della RPDC
portate avanti dagli Stati Uniti e dai loro alleati asiatici. Per questo il
riconoscimento diplomatico è sempre stato tra gli obiettivi del Comitato fin
dalla sua costituzione nel 1992.
Il raggiungimento di questo obiettivo consente ora e impone di rilanciare con
maggior forza l'azione del Comitato sugli obiettivi della riunificazione e
delta pace in Corea, che sono essenziali sia per la solidarietà dovuta al
popolo coreano per le sue indicibili sofferenze causate dall'intervento straniero,
sia come contributo essenziale alla lotta contro l'imperialismo, che in tutto
il mondo, dai Balcani all' Asia Orientale, dal Medio oriente all' America
Latina mostra sempre più il suo volto guerrafondaio.
L'attività in Italia a sostegno dei giusti obiettivi della riunificazione e
della pace in Corea si dovrà saldare sul piano europeo e internazionale, per
avere l'efficacia necessaria, con un rilancio dell'iniziativa del CILRECO, che
tiene il prossimo 5 febbraio la sua assemblea annuale, e con l'iniziativa del
Fronte Democratico Nazionale della Corea del Sud, di cui auspichiamo l'apertura
di una rappresentanza in Europa e possibilmente in Italia.
In particolare l'attività del Comitato si articolerà sui seguenti obiettivi,
che hanno tutti una rilevanza che va anche al di là dello specifico contesto
coreano e non riguardano dunque solo gli "specialisti" della
solidarietà:
l. Abolizione della Legge di Sicurezza Nazionale della Corea del Sud e
liberazione di tutti i prigionieri politici. Questa legge infame, che considera
reato qualsiasi attività, pratica o ideale, che possa essere ritenuta dalle
autorità sudcoreane tale da "andare a vantaggio" del Nord,
considerato "organizzazione criminale", viene ancora largamente
applicata anche dai governi cosiddetti "democratici" che negli ultimi
anni hanno preso il posto delle dittature militari esplicite, per stroncare con
durissime condanne ogni movimento di opposizione. Un vasto movimento di massa,
che spesso ha pagato prezzi altissimi per la sua lotta, ne chiede l'abolizione.
2. Demolizione del muro di cemento armato costruito dalle autorità sudcoreane,
che è il simbolo più odioso
della divisione forzata della Corea, e ripristino dei rapporti tra le persone,
le famiglie, le organizzazioni sociali e politiche a tutti i livelli.
3. Allontanamento delle forze armate americane dalla Corea e chiusura delle
loro basi.
4. Chiusura del "Comando delle Forze delle Nazioni Unite", con cui
viene mantenuta la grottesca e vuota finzione per cui l'intervento americano in
Corea sarebbe un intervento dell'ONU.
5. Conclusione di un trattato di pace che ponga fine allo stato di armistizio
ormai privo degli organi di controllo originariamente previsti e continuamente
violato da parte americana e sudcoreana.
6. Riunificazione pacifica sulla base delle proposte di confederazione
formulate già da molti anni e sempre
coerentemente sostenute dal Partito del Lavoro di Corea.
7. Nessun oblio, nessuna prescrizione ma anzi piena luce sugli orribili
massacri - peggiori se possibile di quelli
dei nazisti in Europa - perpetrati dai nordamericani e dai loro sottoposti
coreani nel corso della guerra di Corea e poi anche in anni più recenti
(massacro di Kwangju)
8. Rimpatrio dei vecchi prigionieri di guerra cosiddetti "non
convertiti", il cui trattamento da parte delle autorità sudcoreane è un
insulto all'umanità intera.
Su questi obiettivi il Comitato, in rapporto con il CILRECO e con il FDN della
Corea del Sud, si doterà degli strumenti necessari a garantire. l'efficacia e
la continuità delle iniziative sul terreno dell' informazione e dell'azione
politica.
A cura del Comitato per la Pace e la Riunificazione della Corea - Torino