www.resistenze.org - popoli resistenti - corea del nord - 10-09-02

a cura del Comitato per la pace e la riunificazione della Corea di Torino

Assemblea del Comitato Italiano per la Riunificazione della Corea


Il Comitato Italiano per la Riunificazione della Corea ha tenuto la sua assemblea a Roma il 15 gennaio, a distanza di pochi giorni dall'annuncio che tra l'Italia e la Corea  del Nord erano state stabilite (finalmente!) normali relazioni diplomatiche. Il fatto nuovo ha richiamato l’ attenzione di parecchi giornalisti che hanno potuto ascoltare l'ambasciatore coreano Kim Hum Rim (a questo punto ambasciatore presso lo stato italiano e non più solo presso la FAO) e rivolgergli numerose domande. L'assemblea da parte sua, come appare dalla risoluzione approvata, che pubblichiamo per intero, ha sottolineato l'urgenza  di contrastare la colpevole indifferenza che sulla questione coreana regna nella sinistra e dare maggiore impulso In Italia all’ opera di informazione e di solidarietà con le lotte per l'abolizione della Legge di Sicurezza Nazionale e l' abbattimento del muro. Con questi obiettivi si sta preparando una manifestazione nazionale per il mese di maggio (nell'anniversario del massacro di Kwangju).

L'assemblea nazionale del Comitato Italiano per la Riunificazione delta Corea, riunita a Roma il 15 gennaio 2000,
valuta positivamente il recente annuncio delle piene relazioni diplomatiche tra RPDC e Italia, che pone termine a una situazione del tutto ingiustificata sul piano del diritto e dei rapporti internazionali, che si trascinava da decenni solo per la ben nota subordinazione della politica italiana ai placet USA.

Il mancato riconoscimento diplomatico rappresentava da parte del governo italiano un atto di implicita approvazione delle politiche di strangolamento economico, isolamento politico e minaccia militare nei confronti della RPDC portate avanti dagli Stati Uniti e dai loro alleati asiatici. Per questo il riconoscimento diplomatico è sempre stato tra gli obiettivi del Comitato fin dalla sua costituzione nel 1992.

Il raggiungimento di questo obiettivo consente ora e impone di rilanciare con maggior forza l'azione del Comitato sugli obiettivi della riunificazione e delta pace in Corea, che sono essenziali sia per la solidarietà dovuta al popolo coreano per le sue indicibili sofferenze causate dall'intervento straniero, sia come contributo essenziale alla lotta contro l'imperialismo, che in tutto il mondo, dai Balcani all' Asia Orientale, dal Medio oriente all' America Latina mostra sempre più il suo volto guerrafondaio.

L'attività in Italia a sostegno dei giusti obiettivi della riunificazione e della pace in Corea si dovrà saldare sul piano europeo e internazionale, per avere l'efficacia necessaria, con un rilancio dell'iniziativa del CILRECO, che tiene il prossimo 5 febbraio la sua assemblea annuale, e con l'iniziativa del Fronte Democratico Nazionale della Corea del Sud, di cui auspichiamo l'apertura di una rappresentanza in Europa e possibilmente in Italia.

In particolare l'attività del Comitato si articolerà sui seguenti obiettivi, che hanno tutti una rilevanza che va anche al di là dello specifico contesto coreano e non riguardano dunque solo gli "specialisti" della solidarietà:

l. Abolizione della Legge di Sicurezza Nazionale della Corea del Sud e liberazione di tutti i prigionieri politici. Questa legge infame, che considera reato qualsiasi attività, pratica o ideale, che possa essere ritenuta dalle autorità sudcoreane tale da "andare a vantaggio" del Nord, considerato "organizzazione criminale", viene ancora largamente applicata anche dai governi cosiddetti "democratici" che negli ultimi anni hanno preso il posto delle dittature militari esplicite, per stroncare con durissime condanne ogni movimento di opposizione. Un vasto movimento di massa, che spesso ha pagato prezzi altissimi per la sua lotta, ne chiede l'abolizione.
2. Demolizione del muro di cemento armato costruito dalle autorità sudcoreane, che è il simbolo più odioso
della divisione forzata della Corea, e ripristino dei rapporti tra le persone, le famiglie, le organizzazioni sociali e politiche a tutti i livelli.
3. Allontanamento delle forze armate americane dalla Corea e chiusura delle loro basi.
4. Chiusura del "Comando delle Forze delle Nazioni Unite", con cui viene mantenuta la grottesca e vuota finzione per cui l'intervento americano in Corea sarebbe un intervento dell'ONU.
5. Conclusione di un trattato di pace che ponga fine allo stato di armistizio ormai privo degli organi di controllo originariamente previsti e continuamente violato da parte americana e sudcoreana.
6. Riunificazione pacifica sulla base delle proposte di confederazione formulate già da molti anni e sempre
coerentemente sostenute dal Partito del Lavoro di Corea.
7. Nessun oblio, nessuna prescrizione ma anzi piena luce sugli orribili massacri - peggiori se possibile di quelli
dei nazisti in Europa - perpetrati dai nordamericani e dai loro sottoposti coreani nel corso della guerra di Corea e poi anche in anni più recenti (massacro di Kwangju)
8. Rimpatrio dei vecchi prigionieri di guerra cosiddetti "non convertiti", il cui trattamento da parte delle autorità sudcoreane è un insulto all'umanità intera.

Su questi obiettivi il Comitato, in rapporto con il CILRECO e con il FDN della Corea del Sud, si doterà degli strumenti necessari a garantire. l'efficacia e la continuità delle iniziative sul terreno dell' informazione e dell'azione politica.

A cura del Comitato per la Pace e la Riunificazione della Corea - Torino