www.resistenze.org - popoli resistenti - corea del nord - 30-09-02

Agenzia Stampa Coreana  a cura del Comitato per la Pace e la Riunificazione della Corea - Torino
Traduz. Mauro Accastello 

Estratti dal “Rodong Simnum”

Intenzioni Pericolose
Pyongyang 6 Sett.
Il quotidiano Rodong Simnum denuncia il progetto di chi fomenta le forze bellicose nordamericane di questi tempi, definendolo una manovra demagogica per scatenare una nuova guerra mondiale.
Le dichiarazioni del presidente USA circa la strategia degli attacchi preventivi contro paesi che producono armi di distruzione di massa come Iraq, Nord Korea e altri, definiti obiettivi di “guerra antiterrorismo”, significano soltanto che quei paesi occupano aree strategicamente importanti e sono di ostacolo al dominio nordamericano in Asia.

Le ingiurie di Bolton
Pyongyang 10 Sett.
Le recenti dichiarazioni del sottosegretario di Stato degli USA in occasione della sua visita in Sud Korea, sono definite dal Rodong Simnum “sporche e sfacciate menzogne”. Bolton ha accusato la RPDC di vendere illecitamente missili e di possedere armi chimiche, definendola “paese delinquente”; la campagna di disinformazione cara all’amministrazione Bush continua a perseguire la vana illusione di disarmare la RPDC per sottometterla al proprio dominio, coprendo con le falsità la sua politica di aggressione. Il quotidiano esprime anche rammarico giacché l’impegno profuso da Bolton in quest’opera di mistificazione della realtà, finirà col danneggiare irreparabilmente la sua immagine di alto diplomatico statunitense.

Crescono i sentimenti antiamericani
Pyongyang 10 Sett.
Un articolo del Rodong Simnum, segnala la diffusione dei sentimenti antiamericani fra i popoli del mondo a fronte delle aggressioni unilaterali e delle violazioni dei diritti umani, davanti alle atrocità ed ai massacri degli USA.
Il quotidiano nordcoreano rileva la naturalezza con cui aumentano l’indignazione e la resistenza al dispotismo statunitense, e l’enormità degli sforzi degli Stati Uniti non solo per conservare lo status quo ma per ampliarlo sotto l’etichetta dell’antiterrorismo.
Quando l’amministrazione USA considera l’opportunità di usare l’arma nucleare per distruggere, come dice, la “radice del male” in Iran, Iraq o Corea del Nord, in realtà mette in pericolo l’esistenza del proprio stesso paese. La “minaccia” di cui cianciano finirà soltanto quando la finiranno di esercitare il dominio dispotico ed arbitrario per opprimere paesi e minacciare la sovranità di altri.
Gli USA dovrebbero imparare dalla seria lezione dell’incidente del 11 settembre usando la ragione e la prudenza. Solo in questo modo potranno vivere serenamente ed avere un futuro.