Fonte “Rodong Simnum”, estratto a cura del
Comitato per la Pace e la Riunificazione della Corea di Torino
Traduzione di Mauro Accastello
Pyongyang 25 ottobre
Il portavoce del ministro degli esteri, sul
tema del nucleare, il giorno 25 ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Nel
nuovo secolo occorrono mutamenti fondamentali nella situazione della penisola
coreana e nel nord – est asiatico. Le relazioni fra Nord e Sud Corea, tra la
RPDC e la Russia, la Cina ed il Giappone entrano in una nuova epoca, epoca in
cui si prendono le audaci misure che occorrono per eliminare i residui del
passato, inclusa l’interconnessione della ferrovia nord – sud, che era
interrotta da più di mezzo secolo, e la liquidazione del passato con il Giappone.
Adottiamo anche nuove misure
nell’amministrazione economica per rivitalizzare l’economia, compresa la
creazione della zona economica speciale, adeguata all’attuale situazione e alla
nostra concreta realtà. Tale evoluzione costituisce un apporto pratico alla
pace dell’Asia e del resto del mondo. Pertanto è stato appoggiato e acclamato
da quasi tutti i paesi del mondo, eccetto gli USA, e da ciò ricaviamo un grande
stimolo.
In questo contesto, recentemente abbiamo ricevuto l’inviato speciale del
Presidente nordamericano, con la speranza di eliminare radicalmente le ostilità
con gli Stati Uniti e di risolvere i problemi da una posizione paritaria. Però,
deplorevolmente, dobbiamo riconoscere e confermare, attraverso la visita
dell’inviato speciale, le intenzioni ostili dell’amministrazione Bush di
schiacciarci con la forza e far retrocedere lo sviluppo positivo della
situazione nella penisola coreana e nell’intera regione del nord – est
asiatico.
L’inviato
speciale nordamericano ci ha accusati, senza alcuna prova fondata, di violare
l’accordo con gli USA promuovendo l’arricchimento d’uranio per la fabbricazione
d’armi nucleari, ricordandoci che senza la loro approvazione il riavvicinamento
con il Sud Corea e il Giappone fallirà. Questo atteggiamento unilaterale ed
arrogante ci ha stupiti. Se gli USA credono che basti alzare il bastone per
convincere la RPDC, si sbagliano di grosso.
Il problema nucleare della penisola coreana deriva dal comportamento
degli Stati Uniti; da mezzo secolo cercano di raggiungere l’egemonia mondiale,
hanno accumulato nel Sud della Corea un’enorme quantità d’armi nucleari con cui
minacciano il nostro piccolo paese.
Quanto all’accordo con gli USA sul nucleare; la RPDC ha chiuso il reattore a
grafite e le installazioni connesse, in cambio (art.1) gli USA avrebbero dovuto
consegnare un reattore ad acqua fino al 2003, ma fino ad oggi – trascorsi otto
anni dalla firma dell’accordo, era il 94’ -
del reattore ad acqua esiste solo il buco scavato nel terreno. A causa
di ciò quest’anno perdiamo un milione di Chilowatt d’elettricità. La completa
inadempienza da parte nordamericana degli altri articoli dell’accordo, relativi
alla normalizzazione dei rapporti fra i due paesi e alla scomparsa delle
minacce nucleari, - ora la RPDC è perfino inclusa nelle nazioni passabili
d’attacco preventivo statunitense -
rendono l’accordo nullo.
Di fronte ad una sorta di dichiarazione di guerra nei nostri confronti, non
possiamo rimanere a braccia conserte. Abbiamo detto con chiarezza all’inviato
nordamericano che stante la situazione dobbiamo tenerci le armi nucleari per
difenderci. Gli USA e i loro paesi satelliti sostengono che per l’accettazione
della nostra sovranità per via negoziale dobbiamo prima consegnare le armi ..,
è una logica ben anomala! Con cosa ci difenderemmo dopo? Vogliono che ci
arrendiamo, ma la resa è la morte. Il nostro popolo e l’esercito sono disposti
a morire per difendere il nostro diritto alla vita e all’indipendenza, per
questo appoggeremo fino alla fine la priorità militare. Nessuno può vincere con
chi è disposto a morire.
Sappiamo che la soluzione più razionale sta nel trattato di non
aggressione USA – RPDC; abbiamo il metodo del dialogo e quello della forza di
detenzione, ma nel limite del possibile vogliamo il primo.