www.resistenze.org - popoli resistenti - corea del nord - 08-01-03

Estratti dal Rodong Simnum

A cura del Comitato per la Pace e la Riunificazione della Corea – Torino

Tradotto da M. Accastello

 

Pyongyang, novembre 2002

 

In nome della nazione è giusto condannare gli americani

 

La direzione nordista del Comitato pan – nazionale per l’indagine sulle le atrocità commesse dalle truppe nordamericane, ha proposto di accelerare i contatti fra i rappresentanti di nord e sud per formare una commissione d’inchiesta e denunciare le responsabilità statunitensi alle organizzazioni internazionali.

Questo è quanto proposto in merito al crudele assassinio di due allieve (Sin Hyo Sun e Sim Mi Son) della scuola secondaria nel Sud – Corea, uccise da un blindato delle truppe statunitensi. Lo sfacciato giudizio del tribunale yankee ha lasciato impuniti i colpevoli, dichiarandone l’innocenza; ciò è un’intollerabile insolenza per tutta la nazione, una sfida alla giustizia ed alla coscienza dell’umanità.

La direzione nordista ha dichiarato nullo il “giudizio” del tribunale USA.

E’ tempo che tutti i coreani s’impegnino nella lotta per vendicare l’affronto con un’intensità mille volte maggiore.

 

I media sud - coreani invitati alla prudenza

 

I mezzi di stampa sud – coreani, come i periodici “Seggue ibbo”, “Jung – ang ilbo” e Kyonghyang simnum”, diffondono notizie che attribuiscono ai nordcoreani l’interruzione dei lavori d’unione delle ferrovie e strade tra Nord e Sud.

Il giornale “Rodong Simnum” rivela, invece, che sono gli Stati Uniti ad aver interrotto le bonifiche dei campi minati, ostacolando così i piani concordati d’unione.

Se quegli organi di stampa davvero desiderassero la riconciliazione e la cooperazione tra Nord e Sud, dovrebbero sottolineare le responsabilità delle autorità militari sud - coreane, che obbedendo a forze straniere ritardano la riconciliazione nazionale.

Quella stampa ci accusa di “doppiezza”, riferendosi alle misure con cui costruiamo la zona turistica di monte Kumgang, ma col promuovere il tradimento della nazione creando ostacoli al miglioramento delle relazioni tra Nord e Sud, non potrà evitare la condanna della nazione. Corregga il proprio operato, per non pentirsi in seguito.

 

Pyongyang, Dicembre 2002

 

Gli USA vogliono aggredirci

L’Istituto per la Riunificazione della Patria, denuncia pubblicamente gli USA ed il loro operato perché tenta di ostacolare la riconciliazione tra Nord e Sud.

L’amministrazione Bush ha considerato molto grave il tentativo coreano di portare a compimento la riconciliazione in modo indipendente, perciò ha lo ha definito “un problema serio che non di deve tollerare per molto tempo», informando le autorità sud - coreane di non permettere nessun contatto o interscambio tra Nord e Sud senza il preventivo permesso da parte loro.

In questi ultimi tempi, il plateale richiamo all’uso preventivo della forza da parte degli Stati Uniti, uso delle armi nucleari comprese, al fine di distruggere quello che insolentemente definiscono “stato canaglia”, palesa l’evidente intenzione di aggredire la RPDC. Stracciare gli accordi di Ginevra per la collaborazione fra RPDC e USA in materia nucleare, è definita chiaramente come un’azione di pressione economica.

Gli USA hanno ostacolato la connessione fra le vie di comunicazione previste dagli accordi pan – nazionali fra Nord e Sud, ed in parte già messi in pratica, cavillando pretestuosamente, infine bloccando i lavori.

Nel mese di Novembre hanno deciso di interrompere l’offerta d’olio pesante ala RPDC, annullando così l’ultima clausola dell’accordo tra USA e RPDC in materia di cooperazione.

Tutto ciò prova la volontà ostile del governo nordamericano, che cerca di schiacciare economicamente la RPDC.

E’ l’ennesima riprova che gli USA sono i principali perturbatori della pace, della riunificazione, della sicurezza e della prosperità della penisola coreana.