A cura del Comitato per la Pace e la Riunificazione della Corea – Torino
Dall’Ambasciata della R.P.D. di Corea:
2003, anno cruciale per le relazioni tra
la R.P.D. di Corea e gli Stati Uniti
Questo, sarà un anno molto significativo per i due
paesi. Risaliamo all’anno 1993 quando
è arrivata la “crisi nucleare nella
penisola coreana” In vista di ritornare sulla Corea socialista, gli
Stati Uniti hanno sollevato il “sospetto
nucleare” rivolgendosi
all’Agenzia internazionale per l’energia atomica per una risoluzione volta
ad ottenere un’ispezione speciale,
ossia una ispezione forzata, con la forza delle armi e, allo stesso tempo,
iniziando manovre militari
“Team-Spirit” come apertura di
una guerra preliminare.
Per tutto questo, Pyonyang proclama lo
“stato di quasi guerra” nel paese e
pubblica una dichiarazione governativa
annunciando il suo ritiro dal trattato di non proliferazione
nucleare.
Questa pronta reazione coreana è stato uno choc per l’amministrazione americana ed ha allarmato il mondo occidentale che teme un’apocalisse.
Washington bussa in tutta fretta alla porta di Pyongyang per
dialogare. Da dove, dall’accordo
RPD.di Corea – USA, pubblicato il 21 ottobre 1994 a Ginevra per apportare una
soluzione negoziata alla “crisi nucleare”?
Questo accordo può riassumersi così: Pyongyang congelerà il suo sviluppo autonomo dell’energia atomica, tenuto conto dell’inquietudine di
Washington, e Washington per contro
consegnerà dei reattori ad acqua
leggera, fino al 2003.
Eccoci giunti al termine E’ tempo di fare il
bilancio dell’esecuzione di questo accordo. La questione è che questo accordo non è stato rispettato . Dopo
il primo articolo, ossia l’articolo fondamentale dell’accordo, gli Stati
Uniti forniranno alla RPD di Corea, prima del 2003 dei
reattori ad acqua leggera per una
potenza totale di due milioni di KW
Ma questo non si è ancora realizzato.
Secondo una fonte, il betonaggio per poter iniziare, necessita ancora di
qualche mese. Per gli specialisti,
questo lavoro potrà essere attivo tra il 2008 e il 2010.
Gli Stati Uniti devono addossarsi la
responsabilità del mancato accordo.
L’esecuzione dell’accordo
RPDC – USA non è facoltativo:
questo è parte del diritto internazionale. Questo documento non è stato altro
che una soluzione apportata alla
crisi, estremamente grave che minacciava il nostro pianeta e che
preoccupava molto la comunità internazionale.
Il presidente americano garantì,
allora, l’esecuzione incondizionata nella sua lettera ai Dirigenti massimi coreani. La perfidia degli Stati Uniti
solleva dei fulmini provenienti
dalla comunità internazionale e gli USA
perdono il loro prestigio di “
unica superpotenza”.
Essi sono pesantemente colpevoli di altre conseguenze. L’accordo tra la RPDC e gli Stati Uniti,
paesi che non hanno delle relazioni tra
Stato e Stato ma ostilità da lungo tempo,
è basato su un principio rigoroso di azione contingente.
Gli Stati Uniti hanno mancato alle loro promesse, ossia di inviare
dei reattori ad acqua leggera alla RPDC che ha arrestato il proprio
sviluppo nucleare indipendente,
oggi che si dimette dal trattato di non proliferazione delle
armi nucleari, non c’è nulla da ridire
sulle scelte che farà Pyongyang.
Più precisamente, la levata di scudi
che si oppone alle pile atomiche
di sperimentazione della RPDC sono la conseguenza del mancato rispetto del trattato che è
andato in tal modo a ledere il diritto giuridico e morale.
Per eludere le loro responsabilità, gli USA accusano Pyongyang di mancare all’accordo a causa dei suoi “missili” delle sue “armi convenzionali” e la “violazione ai diritti dell’uomo”
E’ la storiella del Ladro che grida “al Ladro!”
Il cinismo degli Stati Uniti attira il biasimo di tutta la comunità internazionale. E’ insensato
il loro possibile ricorso alla forza.
Se le cose andranno così si rischia di vedere una riedizione della crisi di dieci anni fa. Questo, non causerebbe una catastrofe apocalittica?
L’amministrazione americana deve ragionare.
Il ricorso alle armi non può
sottomettere la RPDC.
Più di mezzo secolo di opposizione
tra la RPDC e gli Stati
Uniti sta per dimostrarsi. Bisogna
aggiungere che il 2003 sarà il 50°
anniversario della fine vittoriosa della Guerra di Liberazione della Patria
(1950 – 1953) contro gli Stati Uniti
che si vantano di essere “i più potenti” del mondo
e che si assicurano la prima disfatta della loro storia.
Questa è l’occasione che incoraggia il
popolo coreano a vincere sugli Stati Uniti. Sotto questo aspetto, il 2003 sarà un anno sfavorevole per gli
Stati Uniti e le loro relazioni con la RPDC.
Gli stati Uniti farebbero bene ad
evitare il conflitto con la RDPC. Farebbero bene ad assumersi le loro responsabilità e di provvedere al più
presto alla costruzione dei reattori ad acqua leggera e di indennizzare la parte economica dovuta alla Corea per il
ritardo nella fornitura.
Generosamente, Pyongyang si è
dimostrata fino ad oggi tollerante. E’ disposta a riaprire il dialogo con
Washington e discutere il risarcimento per la parte relativa all’energia
elettrica.
E rimane favorevole al rispetto degli
accordi tra RPDC e Stati Uniti e desidera superare la crisi delle
relazioni coreano americane. Questa posizione di Pyongyang ha ricevuto
l’approvazione internazionale.
Nel 2003 l’amministrazione americana si trova dinanzi ad un’alternativa: vita o
morte. Come il caso di Amleto. E’
possibile decidere saggiamente.
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