www.resistenze.org - popoli resistenti - corea del nord - 15-01-03

A cura del Comitato per la Pace e la Riunificazione della Corea – Torino


Dall’Ambasciata della  R.P.D. di Corea:

 

2003, anno cruciale per le relazioni tra

la R.P.D. di Corea e gli Stati Uniti


Questo, sarà un anno molto significativo per i due paesi.  Risaliamo all’anno 1993  quando   è arrivata la “crisi nucleare nella   penisola coreana” In vista di ritornare sulla Corea socialista, gli Stati Uniti  hanno sollevato il  “sospetto   nucleare”   rivolgendosi all’Agenzia internazionale per l’energia atomica  per una risoluzione  volta ad  ottenere un’ispezione speciale, ossia una ispezione forzata, con la forza delle armi e, allo stesso tempo, iniziando manovre militari  “Team-Spirit”  come apertura di una guerra preliminare.

Per tutto questo, Pyonyang  proclama lo “stato di quasi guerra”  nel paese e pubblica una dichiarazione governativa  annunciando il suo ritiro dal trattato di non proliferazione nucleare. 

Questa pronta reazione coreana è stato uno choc per l’amministrazione  americana ed  ha allarmato il mondo occidentale che teme un’apocalisse.

Washington   bussa  in tutta fretta alla porta di Pyongyang per dialogare.   Da dove, dall’accordo RPD.di Corea – USA, pubblicato il 21 ottobre 1994 a Ginevra per apportare una soluzione negoziata alla “crisi nucleare”?

Questo accordo può riassumersi così: Pyongyang congelerà il suo sviluppo  autonomo dell’energia atomica,  tenuto conto dell’inquietudine di Washington, e  Washington  per contro   consegnerà dei reattori  ad acqua leggera,  fino al 2003.

Eccoci giunti al termine E’ tempo di fare il  bilancio dell’esecuzione di questo accordo.  La questione è che questo accordo non è stato rispettato . Dopo il primo articolo, ossia l’articolo fondamentale dell’accordo, gli Stati Uniti  forniranno  alla RPD di Corea,  prima del 2003  dei reattori ad acqua leggera  per una potenza totale di due milioni di KW

Ma questo non si è ancora realizzato.

Secondo una fonte, il betonaggio per poter iniziare, necessita ancora di qualche mese.  Per gli specialisti, questo lavoro potrà essere attivo tra il 2008 e il 2010.

Gli Stati Uniti devono addossarsi la responsabilità  del mancato accordo.

L’esecuzione dell’accordo  RPDC – USA  non è facoltativo: questo è parte del diritto internazionale. Questo documento non è stato altro che   una soluzione apportata alla crisi, estremamente grave che minacciava il nostro pianeta  e che  preoccupava molto la comunità internazionale.

Il presidente americano  garantì, allora, l’esecuzione incondizionata nella sua lettera ai Dirigenti  massimi coreani.  La perfidia degli Stati Uniti  solleva dei fulmini  provenienti dalla comunità internazionale e gli USA   perdono il  loro prestigio di “ unica superpotenza”.

Essi sono pesantemente colpevoli di altre conseguenze.  L’accordo tra la RPDC e gli Stati Uniti, paesi che non  hanno delle relazioni tra Stato e Stato ma ostilità da lungo tempo,  è basato su un principio rigoroso di azione contingente. 

Gli Stati Uniti hanno mancato alle  loro promesse, ossia di inviare dei reattori ad acqua leggera alla RPDC che ha arrestato il proprio sviluppo  nucleare indipendente, oggi  che si dimette  dal trattato di non proliferazione delle armi nucleari,  non c’è nulla da ridire sulle scelte che farà Pyongyang.

Più precisamente, la levata di scudi  che si oppone alle  pile atomiche di sperimentazione della  RPDC  sono la conseguenza  del mancato rispetto del trattato che è andato  in tal modo a  ledere il diritto giuridico e morale.

Per eludere le loro responsabilità, gli USA accusano Pyongyang  di mancare all’accordo  a causa dei suoi “missili” delle  sue “armi convenzionali”  e la “violazione ai diritti dell’uomo” 

E’ la storiella del Ladro che grida “al  Ladro!”

Il cinismo  degli Stati Uniti  attira il biasimo di tutta  la comunità internazionale. E’ insensato il  loro possibile ricorso alla forza. Se le cose andranno così si rischia di vedere una riedizione della crisi  di dieci anni fa.  Questo, non causerebbe una catastrofe apocalittica?

L’amministrazione americana deve ragionare.  Il ricorso alle armi non può sottomettere la RPDC.

Più di mezzo secolo di opposizione  tra  la RPDC e gli Stati Uniti  sta per  dimostrarsi.  Bisogna aggiungere che il 2003  sarà il 50° anniversario della fine vittoriosa della Guerra di Liberazione della Patria (1950 – 1953) contro gli Stati Uniti  che  si  vantano di essere “i più  potenti”  del mondo  e che si assicurano la prima disfatta della loro storia.

Questa è l’occasione  che incoraggia il popolo  coreano a vincere sugli  Stati Uniti.  Sotto questo aspetto, il 2003 sarà un anno sfavorevole per gli Stati Uniti e le loro relazioni con la RPDC.

Gli stati Uniti farebbero bene ad  evitare il conflitto con la RDPC. Farebbero   bene ad assumersi le loro responsabilità e di provvedere al più presto alla costruzione dei reattori ad acqua leggera  e di indennizzare la parte economica dovuta alla Corea per il ritardo nella fornitura.

Generosamente, Pyongyang  si è dimostrata fino ad oggi tollerante. E’ disposta a riaprire il dialogo con Washington e discutere il risarcimento per la parte  relativa  all’energia elettrica.

E rimane  favorevole al rispetto degli accordi tra RPDC e Stati Uniti e desidera superare la crisi delle relazioni   coreano americane.  Questa posizione di Pyongyang ha ricevuto l’approvazione internazionale.

Nel 2003 l’amministrazione americana si trova dinanzi ad un’alternativa: vita o morte. Come il caso di Amleto.  E’ possibile decidere saggiamente.

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