tratto da aginform febbraio 2003
Chi straccia i trattati e chi minaccia
Incontro con l'ambasciatore della RPDC
Il trattato di non-proliferazione delle armi nucleari clamorosamente violato
dalla Corea del Nord che si mette così al bando della comunità internazionale?
Quello che sui nostri mezzi di comunicazione di massa è presentato come una
ovvietà non è altro che un castello di bugie e mistificazioni che non regge un
minuto di fronte a un’analisi onesta.
A chi ancora non lo avesse compreso lo ha spiegato il 13 febbraio scorso
l’ambasciatore della RPDC, Choe Tek San in un incontro organizzato presso la
redazione di Aginform.
Già nel ’94 gli USA avevano scatenato una violenta campagna contro la Corea del
Nord accusandola di volersi dotare di armi nucleari. La CIA sosteneva che la
RPDC poteva avere accumulato da due a tre chili di plutonio (intanto una nave
giapponese con 1700 Kg di plutonio a bordo faceva allarmare tutti i paesi
rivieraschi del Pacifico per la pericolosità del trasporto). La "crisi
coreana" di quegli anni si concluse con uno storico accordo: visto che,
secondo gli americani, le centrali nucleari coreane potevano prestarsi, data la
tecnologia impiegata, anche a un uso militare, i nordcoreani acconsentirono a
fermarle in cambio dell’impegno USA a costruire centrali di uguale potenza, ma
tali da non produrre materiali per uso bellico e a fornire fino all’entrata in
funzione di queste nuove centrali un certo quantitativo di petrolio necessario
all’economia del paese. A distanza di sette anni quell’accordo è stato
disatteso da Washington che non solo non ha costruito le nuove centrali ma ha
anche bloccato le forniture di petrolio. E’ su questo retroscena che va letta
la decisione coreana di riavviare le centrali e solo degli autentici furfanti
dell’informazione possono far finta di ignorarlo.
E il TNP e l’AIEA? Anche qui, per chi voglia conservare un minimo di onestà,
non è difficile orientarsi. Il trattato impegna i paesi che lo sottoscrivono a
non dotarsi di armi nucleari, certo, ma in cambio prevede degli obblighi anche
per le potenze nucleari, le quali non devono minacciare con le loro armi i
paesi non nucleari e devono impegnarsi per arrivare a un graduale disarmo
nucleare. Chi è allora che viola il TNP? Nessuno ha registrato le minacce
nucleari che vengono un giorno sì e uno anche dal governo USA e dal Pentagono?
L’AIEA non se ne è accorta?
I coreani dunque - come ha fatto notare l’ambasciatore - non dovrebbero essere
demonizzati, ma portati ad esempio per la scelta di difendere ad ogni costo - e
loro sanno bene quanto sia stato alto il prezzo - la loro indipendenza e
sovranità.
Ma il punto è proprio questo: gli USA temono l’indipendenza dei popoli e in
Corea temono lo sviluppo del dialogo Nord-Sud e la crescente insofferenza anche
nel Sud per la loro forte presenza militare nella penisola. Per questo
alimentano nuove crisi e preparano altri scenari di guerra.