www.resistenze.org - popoli resistenti - corea del nord - 26-03-03

Rischio di guerra nucleare in Corea


(Estratti dal Rodong Simnum)
A cura del “Comitato per la Pace e la Riunificazione della Corea” di Torino
Traduzione di Mauro Accastello

Pyongyang, 21 marzo 2003
Nella penisola coreana si configura una situazione gravissima:
la guerra nucleare potrebbe scoppiare in qualunque momento.

I guerrafondai statunitensi e quelli della Corea del Sud fanno coincidere all’attacco all’Iraq una manovra militare nella penisola coreana di portata eccezionale. Pur trattandosi di esercitazioni congiunte dei due eserciti, vengono messe in campo forze di pronto impiego che per quantità e qualità non sono mai state viste prima.
L’operazione “Aquilotto” e “Manovra congiunta in caso di guerra”, dispiegano un potenziale bellico impressionante che simula l’attacco preventivo contro la RPDC; l’azione prevede un attacco tale da consentire di distruggere le forze nucleari nordcoreane con il prevalente impiego della forza aerea.

Queste manovre durate un mese, coincidono con le dichiarazioni eloquenti circa la necessità di eliminare la “minaccia” coreana, strombazzata dalla propaganda nordamericana, rendendo alquanto verosimile la possibilità di una guerra che segua a ruota quella in Iraq, o addirittura che possa svolgersi in parallelo, secondo la strategia delle “due guerre simultanee”.

La Corea del Nord cerca la soluzione del problema nucleare per via diplomatica, gli USA cercano invece di alzare il livello dello scontro.
A fronte di questo quadro di relazioni si configura una realtà spaventosa, sentiamo allora quanto sia giusta la linea politica della priorità militare, unica garanzia d’autodifesa per la tutela dell’indipendenza e dell’integrità nazionale.
Le capacità difensive nordcoreane sono un muro d’acciaio che assicura la possibilità di ricacciare gli invasori.