Estratti dal Rodong Sinmun (Quotidiano Coreano)
A cura del Comitato per la Pace e la riunificazione della
Corea
Traduzione di Mauro Accastello
Indipendenza nazionale e riunificazione della
Patria
Pyongyang, 7 maggio
L’indipendenza nazionale è un principio indispensabile per mantenere
il diritto alla riunificazione della patria. Questo diritto deriva dal compito
storico a cui tutte le forze della nazione devono mirare, facendo leva
sull’integrità e l’autonomia delle forze armate, unica garanzia di sovranità e
di presupposto costruttivo per la riunificazione libera dalle ingerenze
straniere. In questo senso, l’indipendenza nazionale è una bandiera
invincibile.
Il Partito del Lavoro di Corea mantiene la posizione di fomentare la
coesistenza, la mutua prosperità e gli interessi comuni del Nord e del Sud, al
di là delle differenze di ideologia e di regime, per unire le forze sulla
strada della ricomposizione nazionale, mediante la cooperazione con chi lavora
in con coscienza nazionale e per questo obiettivo, non importa l’idea o la
religione che professi.
La linea e l’orientamento dell’indipendenza nazionale in vista della
riunificazione della patria indicate dal dirigente Kim Jong Il, servono da
guida programmatica a tutti i coreani, del nord come del sud, ed anche per
coloro che vivono all’estero.
Pyongyang, 23 maggio
Il portavoce del Fronte Democratico Nazionale del Sud Corea ha reso pubblica la
dichiarazione dell’assistente alla difesa del presidente sudcoreano, secondo la
quale “..bisogna distinguere tra la cooperazione con i nordcoreani dalla
cooperazione con la nazione nordcoreana .. si deve distinguere tra la
cooperazione con il sistema del nord e la sua popolazione..”
Il FDN condanna tale insinuante dichiarazione per la flagrante
violazione dello spirito e dell’intesa siglata nella dichiarazione congiunta
del 15 giugno, quale meschino invito alla lotta contro il Nord.
Ciò che più qualifica la natura di questo sproposito diplomatico è
che tale dichiarazione è seguita immediatamente la visita del governante
sudcoreano negli Stati Uniti. Questo è un insulto al governo civile che ha
firmato la storica dichiarazione del 15 giugno per la riunificazione della
nazione. Parlare di dialogo, cooperazione e riconciliazione con La RPDC e allo
stesso tempo insultarne la dignità, è un atto imprudente, carente di elementare
cortesia e morale nazionali.
Le autorità sudcorane devono chiedere scusa e destituire
l’assistente alla difesa, devono eliminare i guerrafondai.