A cura del Comitato per
la Pace e la Riunificazione della Corea di Torino
Traduzione di Mauro Accastello
Chi parla
di diritti umani?
Pyongyang, 2 luglio
A riprova della propaganda diffamatoria dell’amministrazione Bush per
schiacciare la Repubblica Democratica di Corea, lo scorso 26 giugno il
presidente degli USA ha accusato la RPDC, insieme con altri paesi, di violare i
diritti umani. In precedenza (24/06) il Dipartimento di Stato nordamericano
nell’annuale “Rapporto sui diritti umani e democrazia” per il 2002/2003, aveva
diffuso documentazione falsificata sulla situazione in RPDC.
Il tentativo di danneggiare l’immagine del regime socialista coreano per
aumentare la potenza della pressione internazionale contro la RPDC, è un grave
attentato alla sovranità di uno Stato indipendente. Il problema dei diritti umani in questo
regime semplicemente non esiste, ne sono garanzia l’unità fra il leader, le
masse ed il partito.
Secondo quanto sappiamo dalle statistiche pubblicate ufficialmente dalle
autorità giudiziarie statunitensi, ogni giorno negli States circa 265 persone
sono ferite da colpi d’arma da fuoco, di cui 87 decedono, ed il numero dei
crimini violenti come la violenza carnale, il banditismo e la frode supera il
milione l’anno.
Non è un caso che l’anno scorso Amnesty International, in un rapporto per
l’anniversario del quarantennale della sua fondazione, ha dichiarato che
“..l’ostacolo più grande nella sfera dei diritti umani del mondo sono gli Stati
Uniti”
Aperti i cantieri della nuova zona
industriale di Kaesong
Pyongyang 30 giugno
Sono stati avviati i lavori alla presenza del vicepresidente del Comitato
Coreano per la pace d’Asia e Pacifico Ri Jong Hyok, e di Kim Il Gun, presidente
del Comitato popolare della città di Kaesong, Hwang Chang, vicepresidente
dell’Associazione di Cooperazione Economica Nazionale, Choe Hyon Gu
vicedirettore generale della direzione della zona speciale, oltre ai cittadini
di Kaesong e ad altri funzionari e addetti ai lavori della costruzione
dell’area.
Erano anche presenti il presidente Jong Mong hon ed il direttore Kim Yun Gyu
della Hyundai – Asan, il direttore KimJin Ho della cooperative agricola, i
parlamentari democratici e le personalità dei circoli politici, sociali ed economici.
Gli interventi degli oratori hanno sottolineato che il Nord ed il Sud si
riunivano in quell’occasione per dare vita ad una nuova era di cooperazione
economica rivolta al benessere nazionale ed alla pace, l’area industriale
svolgerà a tal fine il ruolo di motore delle sviluppo economico per fare della
Corea un ganglio economico del nord – est asiatico.
Il buon esito di questa iniziativa industriale congiunta potrà essere
determinante nel processo di riconciliazione nazionale e di pacifica
riunificazione.
Violazioni del diritto internazionale da
parte giapponese
Pyongyang 1 luglio
In questi giorni, con il pretesto della costruzione illecita di “armi di
distruzione di massa”, il governo giapponese sta cercando di stabilizzare il
sistema di informazioni circa l’esportazione illegale con i paesi asiatici.
Questa “sistema” serve per creare un apparato istituzionale per registrare e
controllare le navi e gli aerei che trasportano materiale nucleare e componenti
missilistiche. In sostanza si riduce a giustificare, a livello regionale,
l’embargo contro la Corea.
Riassumendo, la RPDC è uno stato sovrano e indipendente che non ha mai aderito
al regime di controllo della tecnologia missilistica, quindi non può essere
soggetta a limitazioni giuridiche circa l’esportazione e lo scambio di
tecnologia.
La politica di esportazioni di armi del governo della RPDC, riconosce solo il
commercio legittimo che rientra nell’autodifesa dei paesi sovrani, pertanto, la
tesi dei reazionari giapponesi secondo cui la RPDC può vendere illecitamente le
sue armi nucleari a entità terroristiche, è un insulto alla ferma posizione
nazionale nella lotta al terrorismo.
L'intenzione giapponese viola il diritto internazionale che proibisce la
registrazione o la cattura di navi in alto mare. Il problema sta nel fatto che
dopo il vertice USA – Giappone, i reazionari giapponesi si offrono come forza
d’urto per la creazione della rete assediante dell’amministrazione Bush contro
la RPDC, aderendo così maggiormente alla sua politica bellicosa. Ufficialmente,
nel corso del vertice Bush e Koizumi si sono accordati per il controllo delle
navi coreane per “interrompere le vendita illecita di armi e droga”. A tal fine
il Giappone ha dibattuto a proposito dell’uso delle proprie forze di autodifesa
contro le navi coreane in alto mare. La segreteria di gabinetto ha dichiarato
addirittura che prenderebbe tutte le misure necessarie, incluso il controllo
delle navi coreane nei 50 porti del Giappone.
Chiaramente, i reazionari giapponesi tentato di approfittare della tensione
della situazione attuale per liquidare definitivamente i mostruosi crimini da
loro compiuti in passato contro i coreani, e per realizzare l’ambizioso intento
di aggredire nuovamente la Corea. Ma se il Giappone attenterà la sovranità
della RPDC facendo comunella con gli USA, non si vacillerà nella scelta di
forti contromisure.