Estratti dal Rodong Sinmum (22-10-03)
A cura del Comitato per la Pace e la Riunificazione della Corea di Torino
Traduz. dallo spagnolo di M. A.
fonte: Agenzia stampa coreana
Aumentano parchi ed aree di divertimento
Pyongyang, 22 ottobre (ATCC)
Il parco popolare di divertimenti di Toksong nella provincia di Hamgyong del
Sud, zona settentrionale della Corea, si estende al bacino del fiume Puckhong,
di pittoresco paesaggio.
Vi sono settori per i divertimenti infantili, zoo - parco, piste per
passeggiate, aree per manifestazioni folcloristiche e campi sportivi,
installazioni per il passatempo ed una magnifica rete di servizi pubblici. In
questi giorni molti lavoratori vi si recano centro per trascorrere gradevoli
ore di riposo.
I parchi e le strutture d’evasione presenti in varie località del paese, sono
sempre affollati di lavoratori, giovani e bambini in età scolare. Anche nei
tempi difficili della "Marcia Penosa", il Dirigente Kim Jong Il ha
prestato presta particolare cura nella
costruzione di aree ludiche nel nostro paese, per garantire serenità ed
ottimismo. Ovunque, si costruirono o si ristrutturarono parchi e località di
passatempo.
Lo storico Mangyongdae acquisì così la sua splendida fisionomia, ed i famosi monti come Ryong-ak, Taesong, Paekun e
Jangsu rinnovarono il loro aspetto con numerosi parchi naturali.
Negli ultimi tempi di località di questo tipo
ne sono state costruiti centinaia, fra gli altri, il parco di Sinhung,
la spiaggia di Ryongsupho, ed il parco Kongwonsan.
Il nostro paese ora ne conta 700, tra questi, figurano i monti Kumgang e
Myohyang, Tongrim, il lago Yonphung, la valle Sokdam, e Sinphyongkumgang.
Il Dirigente Kim Jong Il chi ha sempre avuto sensibilità per la vita culturale
e sentimentale del paese; percorrendo i monti Kuwol, Jongbang e Chilbo, Ulim e
la grotta Song-am, si è dichiarato soddisfatto del lavoro eseguito a favore
delle aree pubbliche naturali. Oggi, può goderne l’intera popolazione.
Organizzazione giovanile della RPDC condanna
le autorità sudcoreane
Pyongyang, 22 ottobre (ATCC)
La decisione della Corea del Sud di inviare truppe in Iraq costituisce
un’imperdonabile atto d’obbedienza agli USA ed un crimine antinazionale. Così
ha dichiarato il portavoce del Comitato Centrale dell'Unione della Gioventù Socialista
Kim Il Sung, in una dichiarazione datata 21 c.m. ed ha aggiunto:
“ Il giorno 18, in una “riunione per la sicurezza statale” le autorità
sudcoreane hanno preso la decisione di inviare aggiuntivamente effettivi in
Iraq e deciso di sottomettere la mozione dell'invio di effettivi alla ratifica
della "Assemblea Nazionale."
Vinte dalla pressione USA e dalle forze conservatrici, le autorità sudcoreane
in aprile hanno inviato capitali in Iraq e riconfermato tale decisone, violando
apertamente l’interesse della nazione.
Condanniamo categoricamente le autorità sudcoreane che spendono il denaro degli
abitanti sudcoreani, lanciano i compatrioti in un campo di battaglia dove
perfino gli USA, autori della guerra d’aggressione non desiderano inviare i
loro denari, e lo denunciamo come atto d’obbedienza agli USA e di servilismo
nei confronti delle grandi potenze.
Le autorità sudcoreane devono riflettere sulle conseguenze che possono derivare
dall'invio di altri effettivi, e ritirare incondizionatamente quell'ingiusta
"decisione" antinazionale.
Non c'è motivo alcuno per il quale i giovani sudcoreani versino sangue e
muoiano nel territorio di un altro paese a decine di migliaia di chilometri dal
loro, servendo da carne da cannone agli aggressori yankee.
I giovani e gli studenti della Corea del Sud non devono lasciarsi ingannare
dallo stratagemma ingannevole dell’imperialismo nordamericano, bensì reagire
con forza contro l'invio di effettivi.
Esortiamo calorosamente i giovani, gli studenti, i partiti, raggruppamenti ed
abitanti di vari settori della Corea del Sud a respingere categoricamente
l'invio addizionale di denari che negano la dignità e gli interessi della
nazione, ed a spiegare energicamente un movimento di massa per ottenere
l'eliminazione nelle "elezioni generali" del prossimo anno di tutti i
"parlamentari" che manovrano follemente per mandare “aiuti” in Iraq
in flagrante insolenza verso la volontà popolare.