www.resistenze.org - popoli resistenti - corea del nord - 27-11-03

Estratti dal Rodong Sinmum (20-11-03)


A cura del Comitato per la Pace e la Riunificazione della Corea di Torino
Estratto e traduzione dallo spagnolo di M. A.
fonte: Agenzia stampa coreana

La Causa dell’APR è giusta
Pyongyang, 20 novembre

Nel futuro dell’APRP (l'Alleanza Pan-Nazionale per la Riunificazione della Patria) ci saranno sempre la vittoria e la gloria. E’ quanto troviamo in un articolo del Rodong Sinmum a commento del 13° anniversario della fondazione dell’APRP.

Fondata il 20 novembre del 79 (1990) dell'Era Juche, l'APRP ha scritto una storia di sacra lotta per l'unità nazionale e la completa reintegrazione della patria, secondo il progetto del Presidente Kim Il Sung e del Dirigente Kim Jong Il, i quali sono il Sole della nazione in materia d’unità nazionale. Partendo dalla creazione delle direzioni regionali e di succursali, nel Nord come nel Sud della Corea e all’estero, si è dato vita ad un ordinato sistema organizzativo, che ha prodotto un grosso, interclassista, movimento di massa per la riunificazione. 
Per rilevare l’eredità morale del Presidente in materia di riunificazione della patria e di reintegrazione indipendente, l'APRP si appella a tutti i coreani all’estero ed in patria per dare nuovo impulso alla realizzazione dell'unità nazionale. I tredici anni trascorsi, sono una traiettoria del cammino incessante per l'unità della patria, l'APRP deve oggi sviluppare un'energica lotta per frustrare le imprudenti macchinazioni degli USA rivolte a schiacciare la Repubblica Popolare Democratica della Corea.

"Rodong Sinmun" denuncia un viaggio di Rumsfeld in Sud Corea
Pyongyang, 20 novembre

Il viaggio di Rumsfeld, segretario della Difesa nordamericano in Sud Corea, è la visita di un criminale di guerra che spinge i giovani sudcoreani nella guerra irachena, oltre a cercare di realizzare il suo piano d’aggressione alla Corea del Nord.

Durante la sua permanenza, Rumsfeld ha avuto colloqui con il ministro della Difesa Nazionale sudcoreano, cercando di ottenere risposte ossequiose circa la partecipazione sudcoreana alle spese d’occupazione dell’Iraq, ed il trasloco della base nordamericana di Ryongsan a Seul, a completo carico sudcoreano. Il viaggio di Rumsfeld dimostra chiaramente che non è cambiata la politica aggressiva ed ostile degli USA alla Corea, anzi, si promuove con rapidità il tentativo d’aggressione nordamenricana alla RPDC.

Gli abitanti sudcoreani devono ribellarsi energicamente, e gettarsi nella lotta antiamericana per frustrare il dispotismo e l'arbitrio USA, che vuole offendere la dignità e l'interesse della nazione.

Socialismo o imperialismo
Pyongyang, 19 novembre

La lotta antimperialista ed antiamericana nel nostro paese è un confronto tra l'indipendenza e la dominazione, tra il socialismo e l'imperialismo. La Repubblica Popolare Democratica della Corea è un paese indipendente, l'intransigente posizione del nostro paese conta sul consenso di molti altri paesi e l'umanità si mobilita energicamente per la costruzione di una nuova struttura mondiale, indipendente e giusta sotto la bandiera dell'indipendenza che abbiamo inalberato.

Proprio per questo gli imperialisti considerano la RPDC come una spina nei loro occhi e tentano di schiacciarla ad ogni costa. La lotta per l'indipendenza implica inevitabilmente la lotta sanguinosa ed il confronto sul terreno dei rapporti di forza. L'ambizione degli imperialisti nordamericani per l'egemonia mondiale consiste nel creare un mondo senza il socialismo. Negli USA si pensava che per realizzare la cosa mancasse solo l’abbattimento del socialismo della Corea. Questa è una lotta per la vita o per la morte. Per vincere questa battaglia, è imprescindibile, disporre di poderose forze militari; grazie alla politica di Songun (priorità militare) la RPDC è ancora vittoriosa nella lotta contro gli imperialisti e gli yankee.

Il dirigente Kim Jong Il, guida il nostro esercito e il nostro popolo sulla strada vittoriosa di questa lotta, pertanto la prospettiva della rivoluzione coreana e la causa dell'umanità per l'indipendenza ed il socialismo sono molto promettenti
.

Manifestazioni sudcoreane contro l’invio di militari in Iraq
Pyongyang 18 novembre

In 16 regioni del Sud della Corea hanno avuto luogo contemporaneamente meeting e manifestazioni in opposizione all'invio di militari in Iraq, nei quali si è chiesto energicamente la sospensione immediata della pressione USA al Sud Corea.

Nella piazza di fronte al municipio di Seul, il "meeting per il ritiro della decisione di invio di militari" ha avuto la partecipazione di 5.000 persone con l'appoggio di 351 entità civili e sociali. Tanto Pyong Ho, presidente della Confederazione dei Sindacati Sudcoreani, Kwon Yong Gil, rappresentante del Partito degli Operai Democratici ed altri oratori, hanno dato rilievo al fatto che il governo ritiene scontato l'invio di denari a sostegno dele spese americane in Iraq, discutendo sull’invio di combattenti o non combattenti, in realtà questo governo inganna la popolazione.

La richiesta della protesta popolare vuole che il Ministero della Difesa Nazionale, il Ministero delle Relazioni Estere e del Commercio e l'ambasciatore sudcoreano in USA, che patrocinano la posizione USA, mettano immediatamente fine alle loro congiure meschine.
Nell'occasione si è svolta una funzione artistica dal cui contenuto pacifista, seguita da una manifestazione davanti alla porta Kwanghwa di Seul.
Lo stesso giorno, in Pusan Lei, si è svolto il meeting dei cittadini di Pusan in opposizione all'invio di militari in Iraq e per la difesa del movimento operaio.

Un trattato estraneo al diritto internazionale
Pyongyang, 18 novembre


Il “Trattato d’Annessione della Corea al Giappone" non ha assolutamente niente di un trattato legalmente valido, perché è stato inventato dall'imperialismo giapponese che aveva occupato la Corea con le baionette, un trattato, perché sia valido deve essere concertato con la controparte. L'imperialismo giapponese, inventando il “Trattato dei cinque punti” nel 1905, procurò alla propria diplomazia la prerogativa di comando militare e la giurisdizione della Corea, imponendo il sistema che garantiva al governatore giapponese il governo della Corea.

Il governo della Corea, privato della sua diplomazia, non poté essere un paese contraente tale trattato. L’illegalità di questo" trattato" si manifesta evidentemente nella violenza, coercizione, minaccia e pressione degli imperialisti giapponesi. Il ministro delle forze terrestri del Giappone, Terauchi, che fu il governatore della Corea, il 23 Luglio di 1910 introdusse tre battaglioni di quell'esercito aggressore a Seul, insieme ai due reggimenti giapponesi che si erano già dispiegati in Corea. All'inizio gli imperialisti giapponesi non volevano accettare nessuna richiesta, e neanche prevedevano di ottenere un accordo. Imposero il loro dominio riempendo tutta la città di Seul con il loro esercito ed obbligarono a firmare un trattato in maniera incondizionata. Per questi motivi è indiscutibile che detto trattato, inventato, senza alcun consenso e sotto la minaccia militare, possa avere validità.

Inoltre, questo trattato è un documento falso, perché i giapponesi falsificarono sfacciatamente la firma, condizione elementare per la messa vigore di un trattato.    
Per mettere in vigore detto "trattato" si richiedeva obbligatoriamente la firma degli imperatori di entrambe le parti, ma i giapponesi fecero la canagliata di falsificare la firma dell'imperatore coreano Sunjong. Il "Trattato d’annessione della Corea al Giappone" fu qualificato dall'ONU come un trattato illegale ed invalidato per il carattere sfacciato e banditesco del suo contenuto.

I reazionari giapponesi devono cessare immediatamente le loro sfacciate manovre di falsificazione della storia, scusarsi dei loro crimini ed indennizzarli senza attendere oltre.