Estratti dal Rodong Sinmum (20-11-03)
A cura del Comitato per la Pace e la Riunificazione della Corea di Torino
Estratto e traduzione dallo spagnolo di M. A.
fonte: Agenzia stampa coreana
La Causa dell’APR è giusta
Pyongyang, 20 novembre
Nel futuro dell’APRP (l'Alleanza Pan-Nazionale per la Riunificazione
della Patria) ci saranno sempre la vittoria e la gloria. E’ quanto troviamo in
un articolo del Rodong Sinmum a commento del 13° anniversario della fondazione
dell’APRP.
Fondata il 20 novembre del 79 (1990)
dell'Era Juche, l'APRP ha scritto una storia di sacra lotta per l'unità
nazionale e la completa reintegrazione della patria, secondo il progetto del
Presidente Kim Il Sung e del Dirigente Kim Jong Il, i quali sono il Sole della
nazione in materia d’unità nazionale. Partendo dalla creazione delle direzioni
regionali e di succursali, nel Nord come nel Sud della Corea e all’estero, si è
dato vita ad un ordinato sistema organizzativo, che ha prodotto un grosso,
interclassista, movimento di massa per la riunificazione.
Per rilevare l’eredità morale del Presidente in materia di riunificazione della
patria e di reintegrazione indipendente, l'APRP si appella a tutti i coreani
all’estero ed in patria per dare nuovo impulso alla realizzazione dell'unità
nazionale. I tredici anni trascorsi, sono una traiettoria del cammino
incessante per l'unità della patria, l'APRP deve oggi sviluppare un'energica
lotta per frustrare le imprudenti macchinazioni degli USA rivolte a schiacciare
la Repubblica Popolare Democratica della Corea.
"Rodong Sinmun" denuncia un viaggio
di Rumsfeld in Sud Corea
Pyongyang, 20 novembre
Il viaggio di Rumsfeld, segretario della Difesa nordamericano in Sud
Corea, è la visita di un criminale di guerra che spinge i giovani sudcoreani
nella guerra irachena, oltre a cercare di realizzare il suo piano d’aggressione
alla Corea del Nord.
Durante la sua permanenza, Rumsfeld ha avuto colloqui con il ministro della
Difesa Nazionale sudcoreano, cercando di ottenere risposte ossequiose circa la
partecipazione sudcoreana alle spese d’occupazione dell’Iraq, ed il trasloco
della base nordamericana di Ryongsan a Seul, a completo carico sudcoreano. Il
viaggio di Rumsfeld dimostra chiaramente che non è cambiata la politica
aggressiva ed ostile degli USA alla Corea, anzi, si promuove con rapidità il
tentativo d’aggressione nordamenricana alla RPDC.
Gli abitanti sudcoreani devono ribellarsi energicamente, e gettarsi nella lotta
antiamericana per frustrare il dispotismo e l'arbitrio USA, che vuole offendere
la dignità e l'interesse della nazione.
Socialismo o imperialismo
Pyongyang,
19 novembre
La lotta antimperialista ed antiamericana nel
nostro paese è un confronto tra l'indipendenza e la dominazione, tra il
socialismo e l'imperialismo. La Repubblica Popolare Democratica della Corea è
un paese indipendente, l'intransigente posizione del nostro paese conta sul
consenso di molti altri paesi e l'umanità si mobilita energicamente per la
costruzione di una nuova struttura mondiale, indipendente e giusta sotto la bandiera
dell'indipendenza che abbiamo inalberato.
Proprio per questo gli imperialisti considerano la RPDC come una spina nei loro
occhi e tentano di schiacciarla ad ogni costa. La lotta per l'indipendenza
implica inevitabilmente la lotta sanguinosa ed il confronto sul terreno dei
rapporti di forza. L'ambizione degli imperialisti nordamericani per l'egemonia
mondiale consiste nel creare un mondo senza il socialismo. Negli USA si pensava
che per realizzare la cosa mancasse solo l’abbattimento del socialismo della
Corea. Questa è una lotta per la vita o per la morte. Per vincere questa
battaglia, è imprescindibile, disporre di poderose forze militari; grazie alla
politica di Songun (priorità militare) la RPDC è ancora vittoriosa nella lotta
contro gli imperialisti e gli yankee.
Il dirigente Kim Jong Il, guida il nostro esercito e il nostro popolo sulla
strada vittoriosa di questa lotta, pertanto la prospettiva della rivoluzione
coreana e la causa dell'umanità per l'indipendenza ed il socialismo sono molto
promettenti.
Manifestazioni sudcoreane contro l’invio
di militari in Iraq
Pyongyang
18 novembre
In 16 regioni del Sud della Corea hanno avuto luogo contemporaneamente
meeting e manifestazioni in opposizione all'invio di militari in Iraq, nei
quali si è chiesto energicamente la sospensione immediata della pressione USA
al Sud Corea.
Nella piazza di fronte al municipio di Seul, il "meeting per il ritiro
della decisione di invio di militari" ha avuto la partecipazione di 5.000
persone con l'appoggio di 351 entità civili e sociali. Tanto Pyong Ho,
presidente della Confederazione dei Sindacati Sudcoreani, Kwon Yong Gil,
rappresentante del Partito degli Operai Democratici ed altri oratori, hanno
dato rilievo al fatto che il governo ritiene scontato l'invio di denari a
sostegno dele spese americane in Iraq, discutendo sull’invio di combattenti o
non combattenti, in realtà questo governo inganna la popolazione.
La richiesta della protesta popolare vuole che il Ministero della Difesa
Nazionale, il Ministero delle Relazioni Estere e del Commercio e l'ambasciatore
sudcoreano in USA, che patrocinano la posizione USA, mettano immediatamente
fine alle loro congiure meschine.
Nell'occasione si è svolta una funzione artistica dal cui contenuto pacifista,
seguita da una manifestazione davanti alla porta Kwanghwa di Seul.
Lo stesso giorno, in Pusan Lei, si è svolto il meeting dei cittadini di Pusan
in opposizione all'invio di militari in Iraq e per la difesa del movimento
operaio.
Un trattato estraneo al diritto
internazionale
Pyongyang, 18 novembre
Il “Trattato d’Annessione della Corea al
Giappone" non ha assolutamente niente di un trattato legalmente valido,
perché è stato inventato dall'imperialismo giapponese che aveva occupato la
Corea con le baionette, un trattato, perché sia valido deve essere concertato
con la controparte. L'imperialismo giapponese, inventando il “Trattato dei
cinque punti” nel 1905, procurò alla propria diplomazia la prerogativa di
comando militare e la giurisdizione della Corea, imponendo il sistema che
garantiva al governatore giapponese il governo della Corea.
Il governo della Corea, privato della sua diplomazia, non poté essere un paese
contraente tale trattato. L’illegalità di questo" trattato" si
manifesta evidentemente nella violenza, coercizione, minaccia e pressione degli
imperialisti giapponesi. Il ministro delle forze terrestri del Giappone,
Terauchi, che fu il governatore della Corea, il 23 Luglio di 1910 introdusse
tre battaglioni di quell'esercito aggressore a Seul, insieme ai due reggimenti
giapponesi che si erano già dispiegati in Corea. All'inizio gli imperialisti
giapponesi non volevano accettare nessuna richiesta, e neanche prevedevano di
ottenere un accordo. Imposero il loro dominio riempendo tutta la città di Seul
con il loro esercito ed obbligarono a firmare un trattato in maniera
incondizionata. Per questi motivi è indiscutibile che detto trattato,
inventato, senza alcun consenso e sotto la minaccia militare, possa avere
validità.
Inoltre, questo trattato è un documento falso, perché i giapponesi
falsificarono sfacciatamente la firma, condizione elementare per la messa
vigore di un trattato.
Per mettere in vigore detto "trattato" si richiedeva
obbligatoriamente la firma degli imperatori di entrambe le parti, ma i
giapponesi fecero la canagliata di falsificare la firma dell'imperatore coreano
Sunjong. Il "Trattato d’annessione della Corea al Giappone" fu
qualificato dall'ONU come un trattato illegale ed invalidato per il carattere
sfacciato e banditesco del suo contenuto.
I reazionari giapponesi devono cessare immediatamente le loro sfacciate manovre
di falsificazione della storia, scusarsi dei loro crimini ed indennizzarli
senza attendere oltre.