Estratti dal Rodong Simnum (09-03-04)
Fonte Agenzia Stampa Coreana
A cura del Comitato per la Pace e la Riunificazione della Corea di Torino
Traduz. Mauro Accastello
Resta invariata l’ambizione aggressiva
Pyongyang, 9 marzo
L'ambizione di aggressione alla Corea da parte USA torna ogni giorno più
aperta.
Negli ultimi giorni, gli imperialisti nordamericani hanno elaborato il
"Nuovo Piano di Operazione 5026", un piano di guerra nucleare molto
avventuroso per condurre il primo attacco nucleare sorprendendo la RPDC e
mobilitando le truppe nordamericane occupanti il Sud della Corea e quelle
ubicate nella periferia della Penisola Coreana. Per portarlo a termine compiono
spionaggi aerei sulle profondità del suolo e su luoghi importanti della
Repubblica, fanno manovre e trasportano nel Sud della Corea armamenti di
tecnologia di punta, tra gli altri, i carri armati" Ml-Al Abrams", le
autoblindo "Striker" e gli aeroplani strategici di riconoscimento
senza pilota " Shadow 200."
Sono innumerevoli gli atti di provocazione bellica USA contro la RPDC commessi
in più di 10 anni, che risalgono al marzo dell'anno 82 (1993) dell'Era Juche,
quando si era creato una situazione in cui poteva esplodere in ogni momento una
guerra nella Penisola Coreana dovuta alle frenetiche manovre militari
dell'imperialismo yankee e della combriccola - fantoccio del Sud.
Dopo aver abbattuti i paesi socialisti dell'Europa Orientale, gli USA, sotto il
pretesto del problema nucleare, manovravano caparbiamente per disarmare la RPDC
ed eliminare il suo regime socialista. Durante la "marcia penosa" e
la marcia forzata, i periodi più difficili per il paese coreano, diffusero le
dicerie di "rovina sicura in 3 o 5 anni" della RPDC ed aumentarono le
macchinazioni di isolamento, schiacciamento ed asfissia alla RPDC elaborando
il" Piano Operazionale 5027" ed il "Piano Operativo
5027-98" per aggredire il Nord della Corea e portare così la situazione
sull'orlo della guerra. Fin dal principio della presa del potere,
l'amministrazione Bush definì la RPDC come il “il paese del male” e obiettivo
del primo attacco nucleare. E col disordine creato dal "sospetto
nucleare" minacciò gravemente la sovranità, il diritto all'esistenza e la
dignità del nostro paese.
Per realizzare la sua ambizione di aggressione al Nord della Corea, elaborò i
copioni avventurosi di guerra come il "Piano Eventuale" e il “Piano Operativo 5030".
A causa dell’invariabile ambizione di aggressione alla Corea da parte di questa
superpotenza, la situazione della Penisola Coreana si trova sempre eccessivamente
tesa.
Ma è vana l'ambizione USA di impadronirsi della Corea. Rispondere con l’acciaio
al ferro, sono il temperamento ed il coraggio della Corea del Songun (priorità
militare).
Quanto più gli imperialisti yankee acutizzano la situazione della Penisola
Coreana, tanto più il paese coreano si unirà per difendere fermamente la
dignità e la sovranità della nazione.
Gli imperialisti yankee devono valutare giustamente la forza e volontà della
RPDC ed abbandonare il loro temerario gioco col fuoco.
Nuovi dati su massacro di civili in Sud Corea
Pyongyang, 5 marzo
Secondo quanto contenuto in un articolo del quotidiano sudcoreano
"Hangyore", il Comitato Pan-nazionale per l’indagine sul massacro di
civili eseguito prima e dopo la guerra, ha reso pubblico i documenti segreti
degli USA in cui sono registrati i crimini che la polizia commise assassinando
collettivamente i civili durante la guerra coreana. Un documento top – secret
del Dipartimento di Stato nordamericano e l'altro inviato dall'Ambasciata degli
USA nel Sud della Corea al Comando delle Truppe Nordamericane dell'Estremo
Oriente in Giappone, scritti nel 1950, rivelano che il 16 dicembre dello stesso
anno i poliziotti sudcoreani, qualificando 34 detenuti nella prigione di Seul
come “collaboratori comunisti", li ammazzarono a fucilate nella zona
giurisdizionale del reggimento n. 29 dell’esercito britannico a Seul. I
documenti includono le parole dei testimoni secondo le quali ".. tra i 34
assassinati c’erano due donne e due bambini di 8 e 13 anni di età”, il che
fornisce maggiore sicurezza che si è trattato di un massacro indiscriminato
perpetrato dalla polizia.
Il FDRP chiede al Giappone di rinunciare
alla politica ostile verso la RPDC
Pyongyang, 2 marzo
Il Giappone deve rinunciare subito la sua insensata politica ostile alla
Repubblica Popolare Democratica della Corea, chiedere incondizionatamente scusa
ed indennizzare per tutti i crimini commessi a detrimento della nazione
coreana. Così segnala il portavoce del Comitato Centrale del Fronte Democratico
per la Riunificazione della Patria, FDRP, nella dichiarazione fatta in
occasione dello 85° anniversario del Sollevamento Popolare del Primo di Marzo.
Il Giappone è un nemico giurato che nel XX secolo commise crimini imperdonabili
contro la nazione coreana ed ancora nel secolo XXI, continua ad essere
avversario acerrimo di tutti i coreani, perché aderendo allo scandalo nucleare
degli USA contro la RPDC ricorre a sinistre macchinazioni. La revisione dei
manuali di storia, la visita al "santuario Yasukuni", l'edizione del
francobollo con l'isola Tok sullo sfondo, l'approvazione del "progetto
della legge di scambio di valute" da parte dei reazionari giapponesi,
mettono a nudo la malsana intenzione di giustificare la loro storia di aggressioni
macchiata di sangue e realizzare l’ambizione di una nuova aggressione alla
Corea.
I crimini di ogni tipo commessi dal Giappone di secolo in secolo nei confronti
della nazione coreana non sono perdonabili, neanche se questo paese insulare si
mettesse mille volte in ginocchio per scusarsi. Tutti gli abitanti, e di
diverso ceto, del Sud della Corea devono condurre un'energica battaglia
antiamericana ed antigiapponese attraverso la cooperazione nazionale
permettendo alla nazione coreana di costruire un nuovo mondo indipendente,
senza forze straniere nella sua terra.