www.resistenze.org - popoli resistenti - corea del nord - 05-05-04

Fonte: Agenzia Stampa Coreana
Trad. di A. M.
A cura del Comitato per la Pace e la Riunificazione della Corea di Torino

Estratti dal Rodong Simnum (30-04-04)


L’unità di tutta la nazione è la garanzia fondamentale della riunificazione
Pyongyang, 30 aprile (ATCC)

Il movimento per la riunificazione nazionale indipendente è la lotta di tutta la nazione, che è l’unica, autentica, padrona della riunificazione della patria.In questa battaglia, l'unità della nostra nazione è la garanzia fondamentale della vittoria.
Dopo la pubblicazione della storica Dichiarazione Congiunta del 15 Giugno, nelle relazioni tra il Nord ed il Sud della Corea e nel movimento per la riunificazione della patria, si sono ottenuti successi mai visti prima e si sono verificati grandi cambiamenti. Questa è l’epoca della cooperazione nazionale attraverso le forze popolari nazionali all’insegna della parola d’ordine: “Con le forze proprie della nazione coreana". Questa è l’epoca della costruzione dell'ideale della riunificazione indipendente e contemporaneamente dell’unità pan - nazionale. Per riuscire in questo titanico compito è necessario realizzare la riconciliazione e la cooperazione. Tutti i coreani, a Nord come a Sud, e compresi quelli residenti all’estero dovranno continuare la lotta per realizzare questo traguardo, portando energie nel confronto con gli USA, affinché sia raggiunto pacificamente.

CRPP denuncia la richiesta nordamericana di altri militari sudcoreani in Iraq
Pyongyang, 29 aprile (ATCC)

Il Segretariato del Comitato per la Riunificazione Pacifica della Patria (CRPP) ha notificato il giorno 28 con il comunicato n.867 quanto segue:
Recentemente, il sottosegretario nordamericano Powell, in un’intervista ad un organo di stampa sudcoreano, ha dichiarato quanto è stata gradevole per la Casa Bianca la decisione delle autorità sudcoreane circa l’invio aggiuntivo di militari in Iraq, e di sentirsi orgoglioso per quella decisione, orgoglio che dovrebbero sentire tutti i sudcoreani
Questo è davvero un insulto per gli abitanti sudcoreani che si sono opposti categoricamente all'invio dei militari e che coraggiosamente s’impegnano nella lotta per difendere la dignità e gli interessi nazionali. 
Gli USA si avvalgono di tutti stratagemmi per incorporare il Sudcorea alla loro politica di aggressione e di occupazione dell’Iraq. Ciò che ha dichiarato Powell è una dimostrazione del modo di pensare e della logica nordamericana secondo i quali non importa che i giovani sudcoreani muoiano per gli interessi USA.
Gli abitanti del Sud della Corea devono impedire le criminali intenzioni degli USA, frustrando categoricamente l'arrogante e furbesco manovrare di questa superpotenza, e dimostrare che non sono più quelli che ubbidivano docilmente come in passato.

L’Unione Europea deve discutere in primo luogo del genocidio commesso dagli USA
Pyongyang, 29 aprile

Nella 60a sessione della Commissione dei Diritti Umani dell'ONU, svoltasi recentemente a Ginevra, l'Unione Europea ha approvato una “risoluzione” sfumata di bugie e falsificazioni contro la Repubblica Popolare Democratica della Corea. Nella sessione dell'anno scorso l'Unione Europea aveva annullato il dialogo e la cooperazione con la RPDC in materia di DDHH, che pure si sviluppavano favorevolmente, ma ora ha dato il via libera ad una ”risoluzione” sui DDHH a sfavore della RPDC.

Il governo della RPDC pratica responsabilmente la politica di protezione dei diritti umani di tutti i suoi cittadini, fino alle estreme conseguenze. Il paese coreano gode della libertà e dei diritti del nostro sistema socialista fondato sulle masse popolari con cui il paese intero forma una grande famiglia, con l'unità monolitica tra il leader, il partito e le masse. La cosiddetta “risoluzione” promossa dall’Unione Europea in disprezzo della realtà circa i DDHH nel nostro paese è un'espressione eloquente della sua adesione aperta alla politica degli USA ostile alla Corea, finalizzata a confonderne l'immagine sulla scena internazionale, per isolarla e schiacciarla.
Non si può permettere che l'UE faccia “valutazioni” a suo arbitrio sulla “situazione dei DDHH” di qualsiasi paese arrogandosi il ruolo di “giudice internazionale in questa materia”.

In realtà, quando le organizzazioni internazionali e regionali discutono sul problema dei DDHH, gli USA sono quelli che devono essere portati in primo luogo al banco degli accusati. Nella società nordamericana dove si diffondono sfrenatamente le armi e si contano incessantemente assassini ed altri casi criminali, il diritto alla vita e l'inviolabilità della gente sono violati quotidianamente . Sono proprio gli Stati Uniti il paese della discriminazione razziale e della costante violazione dei DDHH. Questa superpotenza, sul piano interno ha i problemi più gravi in questa materia, e trasforma la scena internazionale in un macello di esseri umani ed in un pandemonio di violazioni di DDHH.
Lo scorso anno, gli USA, disattendendo la voce dell'ONU e la società internazionale, hanno provocato la guerra irachena che si è estesa oggi al massacro umano indiscriminato contro i civili pacifici ed inermi.
Se davvero l'UE ha interesse per i DDHH, deve discutere in primo luogo il genocidio commesso dagli USA ed imporgliene il rispetto.