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Fonte: Agenzia Stampa Coreana
Trad. di A. M.
A cura del Comitato per la Pace e la Riunificazione della Corea di Torino

Estratti dal Rodong Simnum (16-08-04)


Il CRPP accusa il Ministro della Giustizia Sudcoreano
Pyongyang, 16 agosto
Il segretariato del Comitato per la Riunificazione Pacifica della Patria (CRPP) ha denunciato il contenuto dell’intervista rilasciata dal nuovo Ministro della giustizia sudcoreano, che non appena assunto la direzione del Ministero ha già informato la stampa circa la sua volontà di opporsi all'abolizione della “legge per la sicurezza nazionale”, a suo dire necessaria al sistema giuridico di freno alle forze minaccianti l'esistenza dello Stato.
Questa posizione è una sfida frontale alla richiesta dell’opinione pubblica sulla deroga dell’infame “legge per la sicurezza nazionale”, legge di carattere fascista che alimenta la divisione della nazione e ne ostacola la riunificazione.
Ogni volta che nel Sud della Corea nuovi individui assumono incarichi governativi, si scagliano contro il processo di riunificazione fomentando il confronto con la Repubblica Popolare Democratica della Corea.

Nel luglio scorso, il Premier e il Ministro della Riunificazione non appena hanno assunto i rispettivi incarichi, non hanno permesso la visita in RPDC ad una delegazione, provocando così incidenti diplomatici che esasperano le relazioni Nord - Sud. Le dichiarazioni del neo Ministro della Giustizia sudcoreano dimostrano cosa c’è davvero dietro la maschera della cooperazione e del dialogo di cui parlano le autorità sudcoreane.
Bisogna eliminare dagli incarichi di potere i fanatici dello scontro con la RPDC, si deve abrogare la “legge per la sicurezza” residuo della vecchia epoca di lotta, opposta a quella della riunificazione sancita nella storica dichiarazione del 15 di giugno, e si deve rispettare la volontà dei sudcoreani e di tutta la nazione mettendo in pratica gli intenti della Dichiarazione Unita Nord - Sud Corea.
Se le autorità sudcoreane continuano ad inseguire la discordia proteggendo gli elementi anti – riunificazione, si dovranno assumere l’intera responsabilità delle severe conseguenze che ne derivano.

Siti di ricreazione culturale
Pyongyang, 13 agosto
In tutta la Corea le località di ricreazione culturale sono state circondate da frondosi alberi, ed è una fortuna di cui si valuta il pregio proprio in questi giorni di caldo torrido. Le persone si rifugiano nei parchi pubblici con maggiore frequenza, perché confortevoli e gradevoli. Uno di questi, la collina Abita, pittoresco parco capitolino di prima categoria, è frequentato da almeno diecimila  persone al giorno. In tutti gli angoli di questa collina, è facile trovarsi con anziani che con lo stesso vigore e la passione di quando erano giovani s’intrattengono con gli scacchi coreani oppure con lo jut, gioco tradizionale coreano. Si vedono anche i bambini intenti a giocare fra loro, i pittori e gli scrittori presi dalle loro riflessioni, e spesso capita anche di vedere lo svolgimento di veri e propri tornei di varie displine agonistiche.  Nella capitale ci sono almeno 150 parchi e giardini pubblici, che si riempiono di lavoratori tutte le notti, le domeniche e nei giorni di festa. Solo nelle zone urbane sono stati costruiti più di 600 parchi e giardini a disposizione della vita culturale del paese.
Le località di vita culturale si moltiplicano, e con esse l'ottimismo verso il futuro, la convinzione della vittoria della rivoluzione, il patriottismo e l’amore per la terra nativa dei coreani, che avanzano ottimisti.

Portavoce del CNCDP contro la missione in Irak
Pyongyang, 11 agosto
Il portavoce del Comitato Nazionale Coreano per la Difesa della Pace (CNCDP) ha duramente criticato l’invio in Iraq di militari sudcoreani deciso dalle autorità delle autorità della Corea del Sud. Il portavoce ha denunciato severamente tale farsa, qualificandolo come un atto criminale che danneggia la dignità della nazione e procura un disastro irreparabile ai connazionali in virtù della cieca obbedienza agli USA
Il popolo coreano ricorda bene che durante il periodo di dominazione coloniale dell’imperialismo giapponese, vari milioni di coreani furono portati all’estero a titolo di “reclutamento” e di “lavoro forzato”, dove versarono il loro sangue e vi trovarono la morte. Lo stesso destino capitò negli anni sessanta del secolo scorso a molti giovani e adulti sudcoreani, in quel caso nelle giungle del Vietnam, dove servirono come carne da canone per i capitali nordamericani.
Noi non possiamo rimanere inerti davanti a questa realtà che ripete una storia vergognosa.
Le autorità sudcoreane devono mettere immediatamente fine alla farsa dell’invio di militari in Iraq, perché contraddice le aspirazioni del paese, che si vanno liberando dello spirito di sottomissione agli USA e assumono quello dell’indipendenza nazionale.

Denuncia del CRPP dei piani di guerra contro la RPDC
Pyongyang, 7 agosto
Il portavoce del Comitato per la Riunificazione Pacifica della Patria (CRPP) ha segnalato il “piano operativo 5027-04” tracciato dai guerrafondai nordamericani e sudcoreani, piano che nelle intenzioni è di guerra contro la Corea del Nord, ma che si risolverà in una tomba per chi cercherà di fermare il processo di riunificazione della Patria.
Siamo pronti a tutto per fare di fronte a qualunque tentativo di guerra per la pace e la sicurezza della Penisola Coreana. Il piano sopra menzionato prevede una “guerra lampo” con armi teleguidate di precisione ed equipaggiamenti militari sofisticati, è un piano di guerra avventuroso e pericoloso che contempla il tentativo di assestare il primo attacco nucleare alla Repubblica Popolare Democratica della Corea.

Nella situazione odierna tanto delicata, non possiamo avere speranza alcuna sugli USA, ma dobbiamo rispondere con estremo vigore alla forza degli aggressori per difendere la dignità, la sovranità ed il diritto all’esistenza della nazione. Se gli USA si sbagliano a valutarci e fanno scattare la guerra in questa terra, quest’esercito ed il popolo della Corea non perderanno l’opportunità per avvalersi della forza di deterrenza preparata in decine di anni, e così annichilire tutti gli aggressori e provocatori, eliminando una volta per tutte la fonte della guerra in questa terra.
Le forze bellicose nordamericane e sudcoreane devono agire con prudenza.