Fonte: Agenzia Stampa
Coreana
Trad. di A. M.
A cura del Comitato per la Pace e la Riunificazione della Corea di Torino
Estratti
dal Rodong Simnum (29-10-04)
Gli informatici nordocoreani vincono
competizione internazionale
Pyongyang, 29 ottobre
Il programma del “KCCPaduk” (sigla inglese del Centro Informatico di Corea)
elaborato nella Repubblica Popolare Democratica di Corea, ha vinto una gara
internazionale d’informatica, rinnovando così il titolo di campione del mondo.
La competizione, svoltasi agli inizi di ottobre in Giappone, ha visto la
partecipazione di 13 squadre di fama mondiale, comprese quelle della RPDC, USA
e Giappone. I giovani scienziati del Centro di Informatica Samilpho, sotto
l’egida del Centro Informatico di Corea, sulla base dei successi ottenuti nella
gara dell’anno scorso, hanno approfondito lo studio sul sistema di ricerca,
ripresentando un programma migliorato ed aggiornato appositamente per la
competizione.
La gara si svolge sotto forma di torneo in cui tutti i partecipanti si affrontano
reciprocamente. Il programma della RPDC ha vinto con 9 vittorie su 10
partite." KCCpaduk" della RPDC si è aggiudicato il titolo del
Campionato Mondiale di Programmazione
Rodong Sinmun commenta l’unilateralismo
USA
Pyongyang, 28 ottobre
Le forze neoconservatrici degli Stati Uniti dicono che “il mondo si è calmato”,
lo fanno per attenuare la critica internazionale che condanna la guerra
d’aggressione all’Iraq e la politica d’occupazione militare di quel paese, per
giustificare l’unilateralismo e la politica aggressiva a beneficio del loro
paese. E’ chiaro a tutti che oggi il dispotismo militare USA si fa sempre
più duro e la sovranità e la sicurezza di vari paesi sono in pericolo, di
fronte a ciò il mondo non può “tranquillizzarsi”. Questa superpotenza non
prende in considerazione l’opinione pubblica della società internazionale. In
caso di necessità mette da parte l’ONU e altre organizzazioni internazionali, e
definisce i paesi che non gli piacciono “stato terroristico” e “stato canaglia”
per arrivare ad aggredirli. Gettare nel panico il mondo e dominare l’umanità
attraverso l’esercizio del dispotismo militare, sono queste l’intenzione e la
strategia USA.
Fanno la “guerra contro il terrorismo” e la chiamano “giustizia”. Questa
« giustizia » è solo uno scudo per camuffare volgarmente il loro
dispotismo militare e crimine bellico.
La bellicosa politica
estera degli Stati Uniti è il fattore fondamentale che genera oggi la
proliferazione di armi nucleari. Questa superpotenza dichiara vari paesi quali
possibili obiettivi di attacco nucleare, e tenta di
mettere in pratica la strategia di « attacco preventivo nucleare »,
il che obbliga le grandi potenze ed altri paesi a mantenere e rinforzare
proprio le armi nucleari. Il « mondo pacifico » di cui si parla negli
USA è il mondo in cui regnano l’unilateralismo, il dispotismo e l’arbitrio
aggressivo di questo impero.
La sconfitta della politica estera USA è inevitabile, perchè è in rotta di
collisione con lo spirito di quest’epoca e con la storia.
Tribunale internazionale di Lima sui crimini
USA in Corea
Pyongyang, 26 ottobre
Il giorno 16 ottobre, in Perù, si è aperto il Tribunale Internazionale di Lima
sui crimini USA commessi nella guerra di Corea. La cerimonia di apertura ha goduto della partecipazione dei delegati
di 20 paesi di Asia, Europa ed America Latina, di organizzazioni internazionali
e regionali partecipanti alla conferenza internazionale per la pace e la
riunificazione della Corea, oltre alla
delegazione del Comitato Coreano di Solidarietà coi Popoli del Mondo. I
partecipanti hanno potuto prendere visione del materiale fotografico che
documenta le barbare atrocità che gli
aggressori yankee commisero durante il conflitto, ed hanno integrato
la presidenza della Corte Internazionale.
Álvaro Ramirez Gonzales, presidente del tribunale e dell’Associazione dei
Giuristi Democratici del Nicaragua in Appoggio alla Riunificazione della Corea,
si è espresso in merito alla procedura del tribunale; segnala che questo tribunale internazionale lo ha convocato
per verificare ed analizzare tutti gli atti criminali commessi dagli USA contro
il popolo coreano nel periodo bellico, e dettare sentenza giuridica al governo
nordamericano. Ha poi aggiunto che nel tribunale sarà verificata la validità
della documentazione ed atti probanti. Il presidente del Comitato Costaricano
di Appoggio alla Riunificazione di Corea, ha presentato i verbali di accusa
sugli atti criminali USA commessi durante la guerra, ed una videocassetta di
materiale filmato. Durante il dibattito processuale è intervenuto anche Eric
Sirotkin, membro del Sindacato Nazionale dei Giuristi USA. Gli Stati Uniti
devono scusarsi con la Repubblica Popolare Democratica di Corea e mettere
immediatamente fine alle sue manovre per scatenare una nuova guerra coreana, è
questa la sostanza degli interventi degli oratori. Solo quando il governo
nordamericano si scuserà sinceramente per la sua responsabilità nei crimini
bellici e avrà indennizzato in modo adeguato, le relazioni bilaterali potranno
normalizzarsi sulla base della reciproca fiducia.
Dato che attraverso la storica Dichiarazione Congiunta Nord - Sud del 15 di
Giugno, il popolo coreano ha reso nota a tutto il mondo la sua volontà di
ottenere la riunificazione indipendente del Paese con l’unione della sue forze
e la cooperazione nazionale, per gli USA non c’è più nessun pretesto valido per
mantenere le sue truppe nel Sud della Corea. Si deve porre fine, senza
esitazione, a questa occupazione militare.
Il presidente del tribunale internazionale di Lima ha concluso leggendo la
sentenza sui crimini USA commessi nella guerra di Corea.
Sentenza del Tribunale Internazionale di Lima
Segue il testo di sentenza in 7 articoli del Tribunale Internazionale di Lima
sui crimini USA nella guerra di Corea (1950-1953). Il governo statunitense deve
presentare scuse ufficiali per tutti i suoi crimini commessi in Corea,
indennizzare il popolo coreano per tutti i danni causati, verificare, rendere
noti e punire tutti i criminali che pianificarono, prepararono, comandarono ed
eseguirono la guerra di Corea.
Il testo continua: gli USA devono trasformare l’armistizio di Corea del 1953 in
un accordo di pace fra USA, RPDC e tutti i paesi interessati ad evitare
l’esplosione di una nuova guerra in Corea. Devono anche abbandonare la
politica di accerchiamento ed isolamento della RPDC, comprese le provocazioni
sulla questione nucleare e il boicottaggio della pacifica unificazione
nazionale.
Gli USA devono ritirare dal Sud della Corea tutte le sue truppe occupanti,
comprese le armi nucleari, rispettare la volontà della nazione coreana di
raggiungere per proprio conto la riunificazione della Patria in modo pacifico,
secondo la Dichiarazione Congiunta Nord-Sud del 15 di Giugno, e smettere di
interferire nella politica interna della penisola coreana.
Conferenza nazionale degli attivisti della
UMDC
Pyongyang, 25 ottobre
La conferenza nazionale dei funzionari ed attivisti dell’Unione delle Donne
Democratiche della Corea, UMDC, si è svolta il giorno 24 nella capitale. Nel
corso della conferenza sono stati discussi i compiti e i mezzi per fare
brillare le immortali imprese rivoluzionarie del Songun (la « priorità
militare » del Dirigente Kim Jong Il),
materializzare l’idea e la direzione del partito nel lavoro dell’unione
e per migliorarlo in conformità all’epoca del Songun.
E’ stato letto il messaggio di augurio del CC del Partito del Lavoro della
Corea, che ha partecipato ufficialmente alla conferenza. Pak Sun Fuggii,
presidentessa del CC dell’UMDC, è intervenuta con la sua relazione, cui è
seguito l’intervento di molte altre donne presenti. Le oratrici hanno
sottolineato che il movimento autoctono delle donne coreane che in passato ha
mosso i primi passi sotto l’energica direzione del Presidente Kim Il Sung, e
sulla scia dell’eroico esempio dell’eroina della lotta antigiapponese Kim Jong
Suk, oggi è molto più forte, e ben allineato con i principi guida del
Dirigente. Hanno fatto esplicito riferimento alla sua opera “Le donne sono
l’energica forza che porta avanti la rivoluzione e la costruzione” pubblicata
l’8 marzo del 84 (1995, era del Juche).
L’unione delle donne ha registrato grandi successi nel suo lavoro ed ha
prodotto cambiamenti radicali nei tratti ideali - spirituali dei membri
dell’UMDC.
E’stato anche posto in rilievo il compito che le organizzazioni dell’UMDC, a
tutti i livelli, devono svolgere per concretizzare le finalità indicate nel
messaggio di augurio del CC del PTC, e far brillare il 60° anniversario della
fondazione del PTC e della ricostruzione della patria con una grande festa.
Alla celebrazione sono stati invitati il segretario del CC del PTC, Kim Jung
Rin, ed altri funzionari.
Il portavoce dei giuristi della RPDC chiede
l’abolizione della « legge di sicurezza »
Pyongyang, 23 ottobre
Il tentativo di mantenere la « legge di sicurezza » ed i suoi residui
nel Sud della Corea, non è più un crimine giustificabile contro la
riunificazione, la democrazia e i diritti umani. E’ quanto affermato dal
portavoce del Comitato di Giuristi della Repubblica Popolare Democratica della
Corea in una dichiarazione del 22, a proposito dell fatto che in questi giorni
il Partito Hannara ed altre forze conservatrici di estrema destra del Sud della
Corea, si oppongono all’abolizione della « legge di sicurezza », ed
il governante Partito Uri è intenzionato a creare una seconda legge di
sicurezza.
Nella storia legislativa dell’umanità non c’è una legge più sinistra e fascista
della « legge di sicurezza » del Sud Corea, che prende i compatrioti
per nemici e calpesta senza pietà la libertà e la democrazia per mantenersi al
potere. Oggi, quando la nostra nazione si sforza di riuscire ad ottenere
riconciliazione, unità e riunificazione
indipendente, deve esistere un apparato istituzionale che sia destinato a
stimolare il risultato dell’unità della nazione e ad assicurare giuridicamente
il movimento per la riunificazione indipendente della nazione.
La dichiarazione chiede alle autorità sudcoreane di abolire senza esitazione
tale nota legge infamante, ed esprime la speranza che i giuristi e le organizzazioni
di tutti i popoli, offrano appoggio e solidarietà con la lotta delle forze
progressiste del Sud della Corea per abolirla.
CRPP critica il “Partito Uri”
Pyongyang, 18 ottobre
Il portavoce del Comitato per la Riunificazione Pacifica della Patria (CRPP),
nella sua dichiarazione del giorno16, ha rivelato che i “progetti
sostitutivi" presentati dal governante del Partito Uri rispetto
all’abolizione della “legge di sicurezza” divengono nella loro essenza la
“seconda legge di sicurezza” e un maligno codice anti – riunificazione. Tutti i
“progetti sostitutivi” del Partito Uri sottintendono ostilità nei confronti
della RPDC, la sua controparte di dialogo e negoziazioni. In altre parole,
nonostante fino a quella data il Partito Uri si fosse dimostrato favorevole
all’abolizione della nota legge infame, in realtà ne pensava un’altra, e così
frustrava il desiderio del popolo coreano di eliminarla.
Il Partito Uri vuole stabilire una nuova legge infame in sostituzione della
vecchia “legge di sicurezza"; questo è un inganno, uno scherzo malvagio al
compimento della Dichiarazione Congiunta del 15 di Giugno, al miglioramento
delle relazioni Nord - Sud ed a tutta la nazione coreana, e anche all’opinione
pubblica internazionale desiderosa della vera democratizzazione della società
sudcoreana.
Qualunque legge che sia approvata non deve contenere un solo articolo della
vecchia “legge di sicurezza” altrimenti non può riuscire lo sviluppo di
relazioni tra le parti, né la democratizzazione della società sudcoreana. Il caso
delle « legislazioni sostitutive alla legge di sicurezza » ci fa
dubitare che le autorità sudcoreane ed il partito governante siano davvero
qualificate per essere la controparte di quel dialogo.
Nel frattempo, la RPDC osserverà con attenzione l’atteggiamento delle autorità
sudcoreane ed il Partito Uri.
FDRP condanna la farsa della riduzione delle
truppe yankee
Pyongyang, 14 ottobre
Il Comitato Centrale del Fronte Democratico per la Riunificazione della Patria
(FDRP) condanna severamente, a nome di tutta la nazione coreana, la farsa della
« riduzione » dei militari nordamericani che gli Stati Uniti
impegnano nel sud Corea in sostegno delle autorità sudcoreane, definendola un
complotto per ingannare l’opinione
pubblica interna ed esterna ed imporre di nuovo, in Corea, le stragi della
guerra. Questa è la risposta alla « riduzione » delle trupe
annunciata dal governo statunitense, che nella realtà risulta essere un aumento
delle forze di aggressione in territorio sudcoreano, aumento funzionale ai
preparativi per provocare una guerra di aggressione alla Corea del Nord.
Se gli USA pensano che la farsa della « riduzione » possa rilassare
il crescente sentimento antiamericano e prolungare la dominazione e
l’occupazione militare del territorio sudcoreano, si sbaglia di grosso.
Le autorità sudcoreane devono smettere con gli atti servili verso le grandi
potenze, e non aderire all’incremento militarista USA che si sviluppa sotto la
le mentite spoglie della « riduzione » dei militari yankee. Il FDRP
approfitta di questa opportunità per esprimere la convinzione che governi,
partiti politici, e popoli di tutto il mondo amanti della giustizia e della
pace, si dimostreranno solidali con la giusta lotta del popolo coreano per la
cacciata delle truppe nordamericane dal Sud della Corea, e per la realizzazione
della riunificazione indipendente e pacifica del paese.
CRPP e CNCDP denunciano i bellicisti yankee e
sudcoreani
Pyongyang, 9 ottobre
Il Comitato per la Riunificazione Pacifica della Patria (CRPP) ed il Comitato
Nazionale Coreano per la Difesa della Pace (CNCDP), hanno pubblicato il giorno
8 una dichiarazione congiunta in merito al fatto che i guerrafondai degli Stati
Uniti e sudcoreani promuovono l’aumento della pressione militarista per
aggredire il Nord della Corea. A partire dal primo di ottobre, i distruttori
“Aegis” della settima flotta statunitense dotati di sistema missilistico di
punta, sono stati dislocati in mare, vicino al Nord della Corea, con compiti
operativi. A metà settembre gli USA hanno spostato dall’Alaska al Sud della
Corea un battaglione di caccia F-15E, e reso noto che in novembre saranno
piazzati i missili “patriot” nella base aerea nordamericana nello Kwangju. In
conformità alle manovre nordamericane, i guerrafondai sudcoreani hanno deciso
di aumentare del 9.9 % i finanziamenti della “difesa nazionale” per l’anno
prossimo, l’acquisto di 40 aeroplani
“F-15k” di prossima generazione previsti per l’anno 2008 e di introdurre 48
missili “patriot 3” nei prossimi 10 anni a partire da quest’anno.
Le insensate manovre di aumento militarista dei nordamericani e sudcoreani sono
l’ennesima, aperta provocazione militare contro la Repubblica Popolare
Democratica della Corea, ed una sinistra sfida all’aspirazione di tutti i
coreani e degli altri popoli del mondo che desiderano la pace e la stabilità
della Penisola Coreana e della regione.
Dato che i fanatici guerrafondai del Sud della Corea affilano le armi per
schiacciare la RPDC, noi abbiamo il legittimo diritto a fortificare
qualitativamente e quantitativamente la nostra forza di deterrenza.
L’esercito ed il popolo della Corea risponderanno alla sfida dei nemici con una
punizione mille volte maggiore alla loro aggressione, con un colpo spietato.
I “falchi” USA e del Sud della Corea devono riflettere sulle gravi conseguenze
che possono scaturire dalle loro temerarie manovre di confronto militare, e
mettere immediatamente fine alla pericolosa escalaion militarista.
CCRC denuncia intrigo USA in materia di
religione
Pyongyang, 4 ottobre
Il Consiglio dei Credenti Religiosi della Corea (CCRC), ha denunciato
severamente gli Stati Uniti che col pretesto della questione religiosa ordisce
frodi ed intrighi, definendoli una banda di diavoli privi di moralità e
devozione ed esige che quel Paese metta fine alla strumentalizzazione del
« problema religioso » nella politica di ostilità alla RPDC.
Gli USA hanno pubblicato una “relazione annuale sulla libertà di religione
internazionale” in cui si critica, in un modo o nell’altro, la RPDC e la
si accusa quale “Stato repressore della
religione".
Questa è una banale calunnia costruita ad arte, lo prova la storia criminale
degli USA macchiata d’aggressioni e guerre, sono proprio gli “States” il primo
Stato repressore della religione nel mondo. Pertanto, il fatto che questa
superpotenza parli della politica religiosa della RPDC come se fosse un
“giudice inquisitore internazionale” è un’assurdità, è il disprezzo dell’ideale
religioso, è un insulto ai credenti.
Tutti i religiosi della RPDC, con la coscienza e l’orgoglio di essere cittadini
della Patria Socialista, saranno tutt’uno con l’opera di costruzione di una
prospera società socialista, e con l’obiettivo della riunificazione
indipendente e pacifica.
Esprimiamo la nostra speranza che la comunità internazionale dei religiosi dei
popoli progressisti del mondo che aspirano all’amore, alla giustizia e alla
pace, vedano le manovre di intrigo religioso e di ostilità alla RPDC ordite
dagli USA, e si uniscano alla voce del popolo coreano che le denuncia e
respinge.
Rodong Sinmun smentisce « l’arricchimento di uranio »
della RPDC
Pyongyang, 2 ottobre
In USA circola la notizia dell’arricchimento di uranio da parte della
Repubblica Popolare Democratica della Corea; è un caso di manipolazione delle
informazioni dell’amministrazione Bush, il quotidiano Rodong Sinmun apre il
numero del giorno 2 con un editoriale che lo conferma.
Il giornale segnala che si tratta proprio di manipolazioni, perché il
“programma di arricchimento di uranio" della RPDC è l’ennesimo pretesto
prodotto dall’amministrazione nordamericana senza prove e fondamenti
sostanziali.
Se questa superpotenza desiderasse davvero la soluzione pacifica del problema
nucleare dovrebbe lasciare le campagne mediatiche menzognere e sedersi al
tavolo del dialogo con sincerità.
La verità è che il governo USA, sentendosi minacciato dai buoni rapporti
internazionali raggiunti tra la Corea e vari paesi del mondo, e l’imminente
fallimento delle manovre di isolamento e schiacciamento della RPDC, ha creato
un nuovo pretesto per mantenere l’instabilità della Penisola Coreana. In questo
contesto, per dare credibilità al cosiddetto “programma d’arricchimento
d’uranio", è stato coinvolto anche uno specialista nucleare di un altro
paese, calcolando in anticipo il danno
che avrebbe prodotto questo caso nei rapporti della RPDC in campo
internazionale. Tuttavia, se gli USA pensano di poter spaventare la RPDC con
quella diceria priva di contenuto, si sbagliano.