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Fonte: Agenzia Stampa Coreana
Trad. di A. M.
A cura del Comitato per la Pace e la Riunificazione della Corea di Torino

Estratti dal Rodong Simnum (30-12-04)

 

Respinte duramente le minacce di sanzioni del Giappone contro la RPDC
Pyongyang, 15 dicembre
Il portavoce della Cancelleria della Repubblica Popolare Democratica della Corea in data 14 dicembre ha dichiarato:
 « ..ratifichiamo la posizione del nostro paese di scartare la nostra partecipazione nelle conversazioni a sei, insieme al Giappone, finché continuino le premeditate e provocanti manovre anti-RPDC delle forze di estrema destra di questo paese-isola, che denunciamo categoricamente.
Se a causa di queste manovre saranno attivate « sanzioni» contro il nostro popolo, le prenderemo come una dichiarazione di guerra alla RPDC e gli faremo fronte in maniera immediata e con forti metodi fisici. Quando succeda questo, le responsabilità per gli impatti catastrofici sulle relazioni bilaterali e la situazione regionale ricadranno interamente sulle forze della destra dell'arcipelago giapponese.
In merito spieghiamo : Il 8 del mese in corso, il direttore del segretariato del gabinetto giapponese annunciò che la perizia sui resti mortali dell'estinto giapponese Megumi Yokoda comprovò che questi sono"di altre 2 persone." Le forze dell'ultradestra tanto del partito governante quanto degli oppositori del nostro paese non persero questa opportunità per rinnovare le frenetiche manovre anti-RPDCspingendo per l'attivazione immediata della"sanzione economica". Nello stesso contesto, il governo giapponese ha reso pubblica la sua posizione ufficiale di congelare l'aiuto umanitario, compresi gli alimenti, che precedentemente aveva concordato con la RPDC.

I resti mortali di Yokoda sono stati consegnati direttamente al capo della delegazione governativa del Giappone giunto nella nostra capitale nel novembre scorso per il contatto di lavoro intergovernativo. È da escludere che il marito di Yokoda abbia consegnato alla parte giapponese i resti mortali che non sono del suo coniuge.  Se questo fosse vero - come insistono le autorità giapponesi - che avrebbe ottenuto il marito dal trasferire falsi resti mortali?  In ogni caso, ci vediamo obbligati a sospettare che il suddetto « risultato dell'esame » è stato pubblicato un premeditato copione politico che persegue un determinato obiettivo.    
Eppure la gran furia di quell'esercito che in passato aveva sequestrato forzatamente più di 8 milioni e 400 mila coreani (ne moririono circa un milione) e violentato più di 200 mila vergini coreane non ha prodotto nessuna indennità morale e materiale.
Gli eccessivi sforzi degli estremisti di destra giapponesi per tornare a mettere sul tappeto il problema del rapimento [si riferisce ad una vicenda accaduto nel quadro delle azioni di controspionaggio N.d.T.] sono solo dovuti alla ricerca di un pretesto per la militarizzazione del loro paese, per frenare il risanamento delle relazioni con la RPDC ed attivare la sua partecipazione politico-militare nei problemi regionali, mentre l'attuale amministrazione Bush muove i fili ed istiga dietro le quinte.
Tanto l'approvazione della" sanzione" da parte della destra del Giappone su direzione USA, quanto l'interruzione di donazioni alimentari da parte del governo giapponese non possono spaventarci.     Anche La RPDC ha il suo" sentimento popolare" e saprà come comportarsi.


ACVAFF condanna le autorità giapponesi
Pyongyang, 13 dicembre
Le autorità giapponesi hanno ostacolato l'entrata nel loro paese dei parenti coreani vittime della deportazione in massa verificatasi durante l’occupazione nipponica postbellica, lo stesso hanno fatto con altri interessati alla ricerca dei resti dei defunti. A tal proposito, l'Associazione Coreana delle Vittime e Detenuti ha condannato in conferenza stampa, a nome di tutti i parenti, queste violazioni delle autorità giapponesi. Perché oggi tanta arroganza?. Così esprimono protesta ed indignazione non solo i parenti delle vittime ma anche tutti i coreani. Le autorità giapponesi avevano sequestrato ed arrestato innumerevoli coreani, che lasciarono morire in massa nei centri di lavoro e campi di prigionia durante la guerra, a 60 anni da quei tragici eventi continuano a cercare di nasconderli.
Ma quello che devono fare davvero è chiedere scusa per tali crimini di massa e restituire i resti delle  vittime ai loro parenti.
I rapresentanti dello ACVAFF si appellano a tutte le personalità con coscienza e rispetto della giustizia e dei diritti umani, e perchè partecipino alla protesta contro i crimini inumani delle autorità giapponesi, per contribuire così alla soluzione del problema dei resti mortali delle vittime coreane deportate.

CNCDP denuncia il complotto USA per far scoppiare una nuova guerra
Pyongyang, 13 dicembre
In novembre, nel Sud della Corea è stato declassificato un documento confidenziale diplomatico
concernente le misure per il compimento del ruolo regionale delle truppe nordamericane ivi dislocate. Questo documento divide l’intensità dell’eventuale crisi nella regione del Nord-est asiatico in tre livelli: basso, medio, alto. “Medio”, se la Repubblica Popolare Democratica della Corea non rinuncia alla sua forza nucleare, ed “alto” nel caso che la Repubblica Popolare di Cina entri in guerra totale con Taipei China. Il numero di truppe nordamericane che avrebbe dovuto entrare in azione, giacché l’attacco preventivo è pienamente contemplato, sarebbe stato definito sulla base di quella classificazione.
Il Comitato Nazionale Coreano per la Difesa della Pace (CNCDP) ha dichiarato che la ricollocazione, l’attacco preventivo ed altri metodi bellici delle truppe nordamericane occupanti il Sud della Corea, non forniranno nessun effetto vincente di fronte alle forze della RPDC per fermare l’invasione, e gli invasori sarebbero fermati. In ogni caso, che l’obiettivo sia la sola Corea o la Cina, questa nuova guerra acquisirebbe subito una dimensione mondiale per quanto la nazione coreana soffra terribili piaghe nucleari.
Fortificare la forza di detenzione nucleare è l'unica soluzione per finirla con l'attuale situazione, di cui si preoccupano tutti i coreani ed i popoli pacifista del mondo, solo così possiamo preservare la pace della Penisola Coreana e la sicurezza nazionale. Gli USA devono rendersi conto che l’attacco preventivo così come l’attacco “chirurgico” non sono mezzi esclusivi, d'altra parte, la provata la complicità delle autorità sudcoreane nella pianificazione dell’attacco preventivo da parte di truppe straniere occupanti il Sud della Corea, evidenzia una volta di più la loro sporca natura. Le autorità sudcoreane devono riflettere seriamente sulle nefaste conseguenze che derivino dal complottare con gli USA ed agire con prudenza.