Fonte: Agenzia Stampa Coreana
A cura del Comitato per la Pace e la Riunificazione della Corea di Torino
Estratti dal Rodong Simnum (30-06-05)
Ennesimo atto provocatorio degli USA
minaccia la pace nella penisola coreana
Pyongyang 22 Giugno
La seconda divisione, che corrisponde all grosso delle truppe statunitensi
occupanti il Sud della Corea, è stata riorganizzata secondo i parametri di
un’unità di “futura generazione”, cioè un’unità militare che può compiere in
autonomia operazioni a lunga distanza in virtù della sua “flessibilità
strategica.” Questo è un avvenimento molto pericoloso ed un atto di
provocazione militare che porta la situazione della Penisola Coreana alla
guerra.
La ristrutturazione in corso fra le truppe d’occupazione nordamericane sono una
sfida imperdonabile nei confronti dei sinceri sforzi della Repubblica Popolare
Democratica della Corea rivolti al mantenimento della pace nella Penisola
Coreana, e dimostra che si fa più esplicito il tentativo di lanciare
un’invasione armata alla RPDC.
Nonostante lo Zio Sam sia abituato a pronunciare ipocritamente la frase “pace
per la Penisola Coreana”, la realtà comprova che la sua vera intenzione è
soltanto eseguire la sua strategia di dominio su tutta la Corea per via
militare. E’ ormai una pratica abituale quella di rovinare la riunificazione della nazione coreana
spingendo sul confronto militare, infatti la riforma della seconda divisione
yankee dimostra chiaramente che gli USA non si curano minimamente degli
interessi sudcoreani, ed anzi li espongono alle conseguenze di un conflitto
armato di livello internazionale.
Il Giappone nutre ambizioso progetti d’attacco preventivo alla RPDC
Pyongyang, 21 giugno
Sotto il pretesto della “minaccia” nordcoreana, il sistema missilistico
giapponese sta evolvendosi in piena intesa con quello statunitense, questo
fatto la dice lunga circa le reali intenzioni dei guerrafondai nipponici.
Utilizzano la stessa fasulla propaganda nordamericana per dotarsi di sistemi
d’arma di distruzione di massa, si preparano a distruggere per dominare
facendosi schermo di una vuota retorica pretenziosamente “pacifista”, e tutto
ciò al servizio degli interessi geostrategici USA. La realizzazione del sistema
antimissilistico USA con la collaborazione giapponese, è l’ultimo fase che precede
un attacco preventivo all RPDC e ad altri paesi vicini. Si tratta di temerari
progetti futuri che includono gravissime conseguenze per l’umanità dell’intera
regione, una fase che solo alla luce del buon senso dovrebbe far desistere il
delirio bellicista nipponico
L’imperialismo USA è evidente
Pyongyang 16 giugno
Recentemente, il presidente nordamericano in un discorso radio alla nazione, ha
dichiarato che storicamente gli Stati Uniti non hanno mai guerreggiato per
conquistare un altro paese, bensì per
« emanciparlo. » Ha inoltre reiterato la linea della guerra
preventiva per diffondere la « libertà » in tutto il mondo.
Per quanto gli USA tentino di abbellire e giustificare la propria storia di
aggressioni e la loro politica bellicosa, i fatti storici non potranno mai
essere ribaltati.
Gli yankee conducono senza scrupoli una moderna « crociata » per
schiacciare con le forze armate Stati
sovrani in spregio dei diritti internazionali e dell’autorità dell’ONU.
Queata spietata logica di sopraffazione della politica USA oggi si manifsta
proprio nella Penisola Coreana. Grandi manovre, sofisticate attrezzature
militari e perfino simulazioni di lanci con testate nucleari contro la RPDC…
Qui la loro politica aggressiva finalizzata al dominio puro e semplice è ben
chiara.
Fino a quando esisterà l’imperialismo yankee, il mondo non potrà essere
tranquillo né evitare disastrose guerre per l’umanità intera. Il mondo dovrebbe
presentare agli USA il conto dei loro crimini, dovrebbe riconoscerli per ciò
che sono: un ostacolo al progresso della civiltà umana.
Memorandum del CRPP sui risultati della fase quinquennale per la
riunificazione
Pyongyang, 15 giugno
In omaggio al 5° anniversario dello storico accordo di Pyongyang e la
pubblicazione della Dichiarazione Congiunta Nord-Sud del 15 di Giugno
[L’accordo per la riunificazione della nazione pacifica e indipendente siglato
nel 2000 N.d.T.], il Comitato per la Riunificazione Pacifica della Patria,
(CRPP) ha prodotto un memorandum sulla cronaca quinquennale dei lavori compiuti
in prospettiva della riunificazione.
Il Memorandum dichiara che grazie alla Dichiarazione Congiunta, siamo entrati
in una nuova era all’insegna dell’ideale patriottico e cominciamo ad ottenere
successi nel movimento per la riunificazione indipendente.
Nel corso di questo lustro si sono svolti sette grandi eventi a partecipazione
di massa in funzione della riunificazione nazionale; a Pyongyang, presso il
monte Kumgang, Seul, Inchon ed altre località con la partecipazione di varie
personalità sia del Nord che del Sud, e anche dall’estero.
La bandiera della lotta da compiere “con le sole forze nazionali” hanno
rafforzato le forze impegnate nella battaglia contro gli yankee su tutto il
territorio nazionale. L’assassinio di due alunne sudcoreane di scuola media da
parte di truppe d’occupazione yankee è servito da detonatore della lotta
antiamericana, sicché nel 2002 le azioni di protesta e disobbedienza sono
arrivate quasi a sei mila, cui hanno preso parte più di 6 milioni di persone.
Questa mobilitazione patriottica ha punito severamente nel risultato elettorale
del 2004 le forze politiche asservite agli stranieri.
Quesro quinquennio è anche stato una periodo di costante attività diplomatica e
organizzativa della concreta collaborazione fra le autorità del Nord e del Sud;
si sono registrati ben 100 occasioni di contatti ufficiali, di cui 14
ministeriali, 42 riunioni del Comitato per la Promozione di Cooperazione
Economica Nord-Sud oltre ai contatti tra le autorità militari di entrambe le
parti. Quasi in tutte gli incontri ministeriali sono stati approvati accordi,
tra cui segnaliamo l’incontro (maturato anche grazie all’impegno della Croce
Rossa) tra i famigliari separati dalla guerra e ancora divisi dagli attuali
confini. Inoltre, i delegati di 14 partiti politici e varie decine di
personalità hanno visitato insieme Pyongyang.Nell’ambito di queste attività,
merita una menzione speciale il ritorno al Nord (nel settembre 2000) di 63 ex
carcerati reduci da lunghe condanne per non aver mai rinnegato il loro paese né
la loro idelogia che risiedevano nel Sud della Corea.
Altri meriti dello storico incontro del 15 giugno [2000] è stata la possibilità
di far conoscere al mondo le qualità del Dirigente Kim Jong IL, ed ottenere
l’appoggio dei popoli stranieri in questa lotta di emanciapzione nazionale..
Donne
sudcoreane denunciano l’occupazione USA
Pyongyang,
13 giugno
La portavoce dell’Unione delle Donne Democratiche della Corea, in occasione del
terzo anniversario dell’assassinio di due scolare sudcoreane da parte di
miltiari USA, ha denunciato pubblicamente le truppe statunitensi colpevoli di
una occupazione illegittima già durata 60 anni, e solo portatrice di sventure
per tutta la nazione
Il caso in questione dimostra la tragica situazione delle donne e di altri
abitanti sudcoreani che soffrono silenziosamente l’umiliazione e il peso
dell’occupazione yankee
Tutte le donne della Repubblica Popolare Democratica della Corea sono ormai
convinte della necessità di una vigorosa lotta di massa antiamericana, per farla
finita con la dominazione coloniale USA e costruire una nuova nazione
indipendente.